I vandali devono pagare!


Cagliari, Santa Gilla, presenza di scarichi incontrollati  di materiali vari.

Cagliari, Santa Gilla, presenza di scarichi incontrollati di materiali vari.

Il Comune di Cagliari spenderà a breve 450 mila euro per bonificare le discariche abusive lungo le sponde dello Stagno di Santa Gilla.

Sappiamo qual è il loro pesante carico inquinante per averle denunciate parecchie volte. E varie volte il Comune ha provveduto in passato alla bonifica ambientale.

Così come nella necropoli e nei giardini pubblici di Bonaria e in tanti altri luoghi della Città.

Nella notte di Capodanno, per l’ennesima volta, i soliti ignoti, vandali delinquenti, hanno distrutto e danneggiato panchine, lampioni, arredi del Bastione di St. Remy.

Ancora una volta il Comune di Cagliari – cioè noi cittadini contribuenti – dovrà spendere centinaia di migliaia di euro per ripulire, riparare, ripristinare un minimo di decenza in uno dei luoghi simbolo di Cagliari.

Bastione Saint Remy - Cagliari

Bastione Saint Remy – Cagliari

Eppure l’assessore comunale ai lavori pubblici Luisa Anna Marras si dichiara “non … d’accordo sull’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza”, preferendo “più civismo e un uso diverso della zona da parte di cagliaritani e turisti”.

Forse nei prossimi giorni la vedremo girare nelle sere cagliaritane con una sporta piena di copie del libro Cuore da donare a teppisti e cafoni per renderli migliori, però la situazione non cambierà di una virgola.

Da anni chiediamo la sistemazione di adeguati sistemi di videosorveglianza presso aree d’interesse ambientale e siti culturali, così da poter far individuare vandali, cafoni e impresari senza scrupoli che distruggono o danneggiano il patrimonio pubblico e scaricano rifiuti per risparmiare sul corretto smaltimento.

Cagliari, Colle di Bonaria, parco comunale, stato "ordinario" della necropoli. Per Monumenti Aperti è stata ripulita.

Cagliari, Colle di Bonaria, parco comunale, stato “ordinario” della necropoli. Per Monumenti Aperti è stata ripulita.

Si tratta di reati (per esempio: artt. 635, 733, 734 cod. pen., 192 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), non banali birichinate e l’Amministrazione comunale cagliaritana ha il diritto-dovere di attivarsi per difendere quel patrimonio pubblico che custodisce nell’interesse dei cittadini.       La mancata adozione delle minime cautele può esser causa anche di danno erariale, per le sistematiche spese di fondi pubblici necessari per ripulire e riparare i danni.

La Procura della Repubblica di Civitavecchia ha ottenuto recentemente dal Tribunale “il sequestro dell’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, a novembre scorso oggetto di alcuni furti che hanno procurato danni ambientali per lo sversamento di kerosene, ‘finché non saranno installati adeguati sistemi di controllo atti ad impedire ulteriori reati’.

Che cosa dobbiamo fare?   Chiedere il sequestro preventivo di zone umide e monumenti per scongiurare ulteriori danni ambientali e al patrimonio storico-culturale nonchè ulteriori vane spese di denaro pubblico?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

 

 

Cagliari, parcheggio Viale La Plaja, rifiuti

Cagliari, parcheggio Viale La Plaja, rifiuti

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. max
    gennaio 4, 2015 alle 8:19 am

    la sensibilita’ ambientale non e’ per tutti; quando gli interessi economici di pochi calpestano i diritti della collettivita’anche alla voce “salute”lo stato deve colpire duro.molto duro.
    dove sono finite le leggi antiterrorismo ?

  2. gennaio 4, 2015 alle 10:09 am

    da Sardegna Oggi, 3 gennaio 2014
    Vandali al bastione, ambientalisti e destra vogliono telecamere e guardie. Dal Pd: “Monumento chiuso la notte”. (Paolo Sebastian Rapeanu): http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2015-01-03/27520/Vandali_al_bastione_ambientalisti_e_destra_vogliono_telecamere_e_guardie_Dal_Pd_Monumento_chiuso_la_notte.html

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    da Casteddu online, 3 gennaio 2014
    Santa Gilla e Bastione, gli ambientalisti: i vandali devono pagare.
    Discariche a cielo aperto lungo lo stagno, il nuovo amaro “regalo” del Capodanno. (Federica Lai): http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/19457/santa-gilla-e-bastione-gli-ambientalisti-i-vandali-devono-pagare.html

  3. Fabrizio De Andrè
    gennaio 4, 2015 alle 11:58 am

    Chi paga siamo noi,i vandali fanno il loro lavoro,perchè di lavoro si tratta,anche se sporco.Nessuno li ferma perchè il loro operato muove soldi e il comune deve spendere 450.000 € per bonificare e magari occupare gli stessi vandali.Il cerchio è perfetto

  4. Mauro
    gennaio 4, 2015 alle 12:03 PM

    Perché non fare la richiesta protocollata ai vari Comuni di sequestrare cautelativamente i premi di produzione degli amministratori e dei tecnici preposti al decoro urbano e ai lavori pubblici e verificare, con una adeguata commissione pubblico-privata dove siano presenti le associazioni attive, cosa realmente risulta dagli atti pubblici per le azioni previste alla prevenzione e alla corretta gestione del bene pubblico; sarebbe anche opportuno sapere quanti verbali siano stati redatti a chi viaggia con i mezzi carichi di macerie senza una destinazione autorizzata allo smaltimento e relativo Documento di Trasporto ipotizzando anche il sequestro del mezzo e l’immediato smaltimento in adeguati centri di recupero delle macerie. Pubblicizzando adeguatamente i numeri e gli importi delle sanzioni e gli importi per il dissequestro o per la vendita dei mezzi sequestrati si otterrebbe un adeguato deterrente a chi volesse smaltire non adeguatamente le macerie dei propri lavori. Sicuramente sarebbe interessante verificare quanto costa smaltire i materiali di risulta di un cantiere anche molto piccolo come il ripristino di un bagno per cui alcuni ritengono a volte necessario risparmiare quei costi deturpando aree pubbliche o anche private incidendo sulle finanze altrui. Viviamo in un’isola dove la maggior parte dei prodotti sono stati importati con descrizioni specifiche che permetterebbero agli investigatori presso i siti inquinati di risalire ai rivenditori e quindi agli acquirenti che dovrebbero dimostrare come hanno smaltito i residui delle lavorazioni. Forse, il settore Lavori Pubblici dei Comuni ritiene più facile ed ha più interesse ad effettuare i lavori di ripristino per cui spendere soldi pubblici invece di investire molto meno sulle tecnologie wireless come video camere a R.I. e Motion Detector con adeguati sistemi di allarme e registrazione che possano permettere di individuare celermente i responsabili di varie fattispecie delittuose: inquinatori, aggressori, ladri, bracconieri, incendiari …. in modo da sanzionarli adeguatamente e non solo economicamente ma anche obbligarli al lavoro materiale di ripristino dell’area deturpata e del danno procurato alla collettività.

  5. Elias
    gennaio 4, 2015 alle 8:05 PM

    La campagna sarda è ormai disseminata di discariche abusive piccole e grandi, e la 131 è un lungo immondezzaio da Cagliari a Sassari. Io risiedo nel Medio Campidano, che dovrebbe essere tra le prime province italiane “riciclone” col sistema porta a porta; da qualche anno le campagne sono diventate dei grandi immondezzai, cunette e canali occupate da ogni genere di rifiuto. Ho denunciato più volte all’amministrazione; i soldi per pulire scarseggiano e di telecamere manco l’ombra. Certo che pensare che la nostra Isola già serva del ministero della difesa, vittima di speculazioni, e bisognosa di bonifiche in ogni angolo dell’isola, debba fare i conti persino col cittadino medio che fa il porco fa riflettere; ma dove vogliamo andare?

  6. Carlo Forte
    gennaio 5, 2015 alle 10:34 am

    Anche l’isola di san pietro non sfugge ai vandali,quelli dell’edilizia che continuano a scaricare dove gli pare e i cittadini,che nonostante esista un ecocentro aperto tutti i giorni seminano in ogni luogo ingombranti di ogni tipo.Non parliamo delle cunette dell’isola e dell’eternit abbandonato.

  7. gennaio 5, 2015 alle 3:05 PM

    da L’Unione Sarda, 4 gennaio 2015
    La “Karalis” sfregiata. Non c’è solo il Bastione nella mappa del degrado. (Massimo Ledda) (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=41962)

    Per restare in Italia, non certo la culla del senso civico, immaginate una facciata del Duomo di Milano imbrattata con la vernice spray. Scoppierebbe uno scandalo e ne parlerebbero tutti. A Cagliari invece è successo nella Basilica di Bonaria, il luogo simbolo della religiosità dei sardi, ma quasi nessuno se n’è accorto. Sul muro nel retro del tempio, dove c’è il parchetto e l’ingresso secondario al cimitero monumentale, campeggiano alcune scritte colorate e una sorta di testa di diavolo. Sono lì da chissà quanto tempo. E nessuno si è mai preso la briga di cancellarle.

    LA MAPPA DEGLI SFREGI. Il Bastione di Saint Remy non è dunque l’unico cerchietto rosso nella mappa degli sfregi ai monumenti e ai gioielli architettonici della città. Un po’ ovunque i luoghi simbolo della storia e della cultura dell’antica “Karalis”, meta di migliaia di turisti ogni anno, mostrano le ferite inferte dai vandali che si vanno ad aggiungere a quelle del tempo e dell’incuria.

    I MONUMENTI FERITI. L’ingresso della chiesa di San Saturnino, la più antica della città, è deturpato da scritte di colore viola, anche queste vergate con l’immancabile vernice spray. Nel vicino parco delle Rimembranze, invece, oltre ai soliti murales e alle firme dei writers, i teppisti hanno divelto lastre di marmo e sparso i frammenti dappertutto. Se ci si sposta nello storico quartiere di Castello la situazione non cambia di una virgola: sulle mura del Bastione lungo via Mazzini ancora scritte, pasticci orribili e messaggi di ogni tipo, così come sulla Porta dei Leoni e sul monumento di piazza Martiri, in parte danneggiato a martellate. Imbrattate dagli spray anche le pareti della Torre dell’Elefante, mentre fortunatamente i vandali non hanno lasciato segni della loro idiozia in quella di San Pancrazio né in piazza Palazzo e sui muri dell’antica Cattedrale.

    DEGRADO ALL’ANFITEATRO. Capitolo a parte l’Anfiteatro romano, che negli anni passati finì al centro di roventi polemiche a causa del suo utilizzo, oggi vietato, quale arena per i concerti. È uno dei monumenti archeologici più importanti di Cagliari insieme alla necropoli punica di Tuvixeddu ma, nonostante ciò, non gode affatto di buona salute. «Per fortuna di recente non ci sono stati raid vandalici – spiega uno dei ragazzi della cooperativa che gestisce il monumento -, ma ogni mattina, prima che arrivino i turisti, dobbiamo fare il giro tutto attorno per raccogliere siringhe e flaconi di metadone». Non solo: molti sbandati e senzatetto lo usano come rifugio per la notte, anche se fortunatamente sembrano rispettare questo luogo magico. «Quando arriviamo la mattina presto li vediamo uscire con le loro cose dai vari rifugi improvvisati, ma a essere sinceri non hanno mai combinato danni».

    LE POLEMICHE. Intanto fanno discutere le dichiarazioni dell’assessore comunale Luisa Anna Marras che dopo il raid al Bastione si è detta contraria all’installazione delle telecamere di sicurezza per tutelare i monumenti, ritenendo più utile invece puntare «sul senso civico della gente». «Forse nei prossimi giorni la vedremo girare con una sporta piena di copie del “libro Cuore” da donare a teppisti e cafoni per renderli migliori», ironizza sarcasticamente Stefano Deliperi, del Gruppo d’intervento giuridico. «Da anni – prosegue – noi chiediamo la sistemazione di adeguati sistemi di videosorveglianza presso aree d’interesse ambientale e siti culturali». Diversa la ricetta di Edoardo Tocco, consigliere regionale e comunale di Fi, che propone invece di «salvaguardare i siti culturali ed architettonici della città» attraverso l’utilizzo dei vigilantes.

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    5 gennaio 2015
    «Più controlli di polizia». EMERGENZA. Non si placa la polemica dopo le devastazioni dei vandali. Proposta dei consiglieri comunali Dore e Secchi. (Andrea Artizzu) (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=41956)

    «Più controlli notturni della Polizia municipale e iniziative per sensibilizzare i giovani ad aver maggiormente a cuore il decoro urbano e la pulizia della città». I consiglieri comunali di Sardegna pulita Giovanni Dore e Ferdinando Secchi suggeriscono la ricetta per arginare i danni causati dai vandali ai monumenti e al patrimonio della città. Scritte, panchine divelte, cassonetti incendiati, pali della luce divelti, cartelli stradali piegati e, segno dei tempi di crisi, caditoie rubate. Gli obiettivi preferiti dei barbari metropolitani, manco a dirlo, il Bastione, piazza Martiri, le scalinate di Santa Caterina, la chiesa di San Saturnino, Monte Urpinu solo per citare i preferiti . Dore e Secchi propongono bastone e carota, per un fenomeno che pesa decine di migliaia di euro nei bilanci del Municipio.

    TELECAMERE E POLIZIA. Per Dore non è sufficiente riparare i disastri causati dai vandali. «Sul bastione non si interviene da qualche anno e appena vennero fatti i ripristini delle lastre di marmo vi furono nuovi danneggiamenti. C’è il rischio concreto che gli interventi diventino una catena di montaggio ripristino/vandalismo». Dore e Secchi hanno una posizione più interventista rispetto al vice sindaco Luisa Anna Marras, contraria all’utilizzo dei sistemi di sorveglianza. «A questo punto non credo sia sufficiente appellarsi al senso civico che in parte della popolazione è molto sentito e in altra è inesistente», afferma il consigliere comunale di Sardegna Pulita. «La notte di Capodanno i monumenti a rischio non possono essere lasciati in balia dei vandali». Qual è allora la soluzione? «Occorrono delle forme di prevenzione mirata, anche attraverso l’installazione di telecamere. Inoltre bisogna coinvolgere la cittadinanza per la segnalazione tempestiva degli atti vandalici alla forza pubblica. E in questo senso, nei prossimi giorni, formuleremo una nostra proposta alla Giunta».

    L’INTERROGAZIONE. Dore e Secchi hanno chiesto al sindaco Massimo Zedda e all’assessore alla Cultura Enrica Puggioni «ma non mi risulta nulla in merito» di rivolgersi soprattutto ai ragazzi perché «la maleducazione e il degrado necessitano di adeguati strumenti educativi e di prevenzione».
    I due rappresentanti non alzano bandiera bianca e, anzi, tornano alla carica. «Nei prossimi giorni – concludono Dore e Secchi – formuleremo una nostra proposta alla Giunta».

    I VIGILANTES. Il consigliere di minoranza Edoardo Tocco mette l’accento sul «danno d’immagine per Cagliari con un’aggravante per gli episodi di vandalismo che vanno avanti da ormai troppo tempo. Le scritte che deturpano il Bastione fanno da contorno alle fotografie dei turisti. È da mesi che la vernice spray è comparsa nel monumento. Nessuno che ripulisca questo disastro. Gli ultimi atti della notte di San Silvestro sono solo l’ultima pagina dello sconcio, con i cocci di bottiglie spaccate e i lampioni rovinati dai vandali. È necessario – aggiunge Tocco – un piano per tutelare e salvaguardare i siti culturali ed architettonici della città con l’assegnazione del controllo e monitoraggio dei monumenti a una cooperativa di vigilantes».

    BASTA COI CAFONI. Sulla vicenda prende posizione anche Stefano Deliperi, del Gruppo d’intervento giuridico. «Da anni chiediamo la sistemazione di adeguati sistemi di videosorveglianza presso aree d’interesse ambientale e siti culturali, così da poter far individuare vandali, cafoni e impresari senza scrupoli che distruggono o danneggiano il patrimonio pubblico e scaricano rifiuti per risparmiare sul corretto smaltimento».

  8. gennaio 6, 2015 alle 7:03 PM

    300 mila euro all’anno più le spese per le bonifiche ambientali per le discariche abusive.
    Aspettiamo la “sensibilizzazione” da parte dell’assessore Marras…

    da L’Unione Sarda, 6 gennaio 2015
    A Cagliari è allarme per gli atti vandalici. Costano al Comune 300mila euro l’anno: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2015/01/06/a_cagliari_allarme_per_gli_atti_vandalici_costano_al_comune_300mi-6-402684.html

  9. alessandro partolino
    gennaio 7, 2015 alle 11:30 am

    La civiltà è la differenza tra l’uomo e la bestia, peccato che alla fine si dimostra il contrario.
    I teppisti che circolano per Cagliari fanno parte di due specie, una è composta da gente che arriva da fuori porta e non avendo il controllo della famiglia, si lascia andare a continue feste notturne con tanto di libagioni e altro, l’altra è composta da Cittadini, adulti e minorenni formanti gruppi di invasione barbariche senza capire il significato del rispetto del bene comune.
    Ma mi chiedo, possibile che genitori e scuola non abbiano loro il senso civico per insegnare a queste persone come si vive.
    Possibile che in tutta la città girino gruppi di minorenni in particolar modo la notte e che i genitori non si preoccupino di questo fatto?
    L’amministrazione cittadina, da questo lato è latitante, anche perchè sappiamo bene che certi Amministratori conducono loro stessi una vita notturna non proprio esemplare.
    Allora facciamo tutti un mea culpa per tali sconci e cominciamo col denunciare questi delinquenti, non e’ più ora di fare come gli struzzi.

  10. kbl1198
    gennaio 8, 2015 alle 10:11 am

    Il problema degli imbrattamenti delle città deve essere un provvedimento da risolvere a livello di governo centrale. Anche la Germania prende misure eccezionali contro l’ imbrattamento dei muri, sia degli edifici pubblici sia di quelli privati. Per prima cosa bisogna mostrare le nostre città pulite e non presentarle agli occhi del cittadino abbruttite da una serie di artisti che se tali fossero dipingerebbero su tele o compensati (i disegni potrebbero essere anche fonti di guadagno). E, invece, continuano a imbrattare i muri. Ma così facendo ricevono solo il disprezzo del cittadino, che nella sua impotenza di reagire aspetta invano la protezione dello Stato. E necessario, ancora una volta, pensare a come intervenire per risolvere il problema. Qualcuno ha rilanciata la proposta di ridurre l’ Ici ai proprietari di casa che si impegnano a ripulire i muri. Altri chiedono di formare gruppi di dissuasione, lanciando una campagna creativa, come quella contro il fumo. Nessuno ha fatto analisi sociologiche o psicologiche sui motivi che spingono un giovane a « firmare » un muro. Forse non servono più. Un’ ex writer: «Bisogna solo spiegare che è un delitto».

    Cagliari ha tanti di panelli antirumore sull’Asse Mediana ed Is Pontis Paris. Un idea sarebbe di assegnare questi pannelli ai veri graffitari che vogliano fare vere lavore d’arte. Assegnando uno o piu ad agni graffitaro ed autorizzando il lavoro (dopo un approvazione del lavoro proposto, ovviamente) permetterebbe i graffitari di dare sfogo. Il pericolo in questo sarebbe che i vandali/imbrattamuri, solo per dimostrare di esistere, riempiono di sgorbi e schifezze i muri di delle nostre belle città pensando di essere autorizzati dal comune.

    E se non li chiamassimo più graffitari? Scriviamo semplicemente imbrattamuri. Perché nobilitare dei vandali che solo per dimostrare di esistere riempiono di sgorbi e schifezze i muri di delle nostre belle città? Cominciamo da una svolta lessicale per mostrare rispetto a chi dipinge e riprovazione per chi sporca. Poi guardiamo all’ estero, cari lettori che da anni segnalate il degrado incivile che si legge sui muri di Cagliari, consoliamoci un po’ con il fatto che il fenomeno non ha confini e impariamo da chi è riuscito ad arginare il fenomeno. Quando si decide di ingaggiare una battaglia bisogna farla sul serio: il fatto che anche la Germania, con un governo di centrosinistra, abbia deciso la tolleranza zero mobilitando persino gli elicotteri, la dice lunga su come la lotta ai graffiti sia un problema trasversale alla politica. Milano aveva la possibilità di vincere la battaglia con un grande sostegno popolare. Ma il Comune non doveva fermarsi a metà strada, dopo averci lasciato sperare. E la sinistra cittadina doveva dare prova di maturità sostenendo una campagna intelligente che avrebbe mitigato i toni e magari portato a qualche risultato in più. Non è con le ronde o con i linciaggi che si risolve il problema degli imbrattamuri, ci dicono le esperienze straniere. Bisogna cancellare, restituire il senso di legalità ai cittadini. I trentenni del blog VivereMilano ne parlano da mesi su Internet e sono arrivati alla conclusione che educazione pulizia repressione vanno sincronizzate per ottenere successo. Lo ha spiegato un ex, un esperto di bombolette, graffiti e tag, che si è presentato sul sito. Suggerendo al Comune di la sciar dipingere i muri delle fabbriche dismesse e delle massicciate ferroviarie in cambio dell’ isolamento degli imbrattamuri. Citando il caso del Comune di Rodano, dove questa politica ha funzionato. « Ho capito col tempo che sporcare un palazzo è un delitto » , ha scritto l’ ex con cognizione di causa. E’ nell’ interesse della città, e quindi nostro, non far cadere la questione.

  11. kbl1198
  12. giugno 15, 2015 alle 11:08 PM

    ed ecco, come ogni estate, i cafoni sulle spiagge, istituzionali…

    da L’Unione Sarda, 15 giugno 2015
    Ruspe per rimuovere la posidonia. Gravi danni ambientali a San Teodoro: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/06/15/ruspe_per_rimuovere_la_posidonia_gravi_danni_ambientali_a_san_teo-68-422796.html

  13. Ferro & Fuoco
    giugno 17, 2015 alle 6:53 PM

    Chi paga per il canale e la pineta distrutta per ospitare l’hotel terrazze di popponna a carloforte?

  14. ottobre 16, 2015 alle 10:02 PM

    da L’Unione Sarda, 16 ottobre 2015
    Santa Gilla, laguna protetta ma non dai vandali e dai maleducati. (Andrea Piras): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/10/16/santa_gilla_laguna_protetta_ma_non_dall_attacco_dei_vandali-68-440093.html

  15. novembre 17, 2015 alle 2:52 PM

    A.N.S.A., 16 novembre 2015
    Nuova vita per la laguna di Santa Gilla.
    Appalto lavori per la riqualificazione delle aree degradate. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/11/16/nuova-vita-per-la-laguna-di-santa-gilla_84dc26cb-e352-4f71-90d4-4da179eef5d4.html)

    CAGLIARI, 16 NOV – Molentargius ha già iniziato un percorso di rilancio e ora spetta anche a Santa Gilla: a disposizione oltre 250mila euro per la ripulire la laguna. L’intervento di riqualificazione di aree degradate è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa in Municipio a Cagliari. Presenti i rappresentanti dei comuni dell’area umida: il sindaco del capoluogo, Massimo Zedda, con l’assessore Paolo Frau, i sindaci di Elmas, Walter Piscedda, e di Assemini, Mario Puddu, ed il delegato del sindaco di Capoterra, Marco Zaccheddu. L’intervento prevede la rimozione dei rifiuti abbandonati nella laguna per troppo tempo considerata una vera e propria discarica. Previsti undici punti di bonifica. I lavori, già cominciati, termineranno in primavera, il prossimo 9 aprile. Questo è solo un primo passo. “Con altre risorse – ha spiegato Zedda – punteremo alla valorizzazione delle attività di pesca assieme alle cooperative. E naturalmente anche al rilancio turistico. Tutto questo in collaborazione con la Forestale, i Comuni e il Parco del Molentargius”. Nel frattempo massimo controllo a Santa Gilla, con multe per chi usa la laguna come discarica e, in futuro, con la sistemazione di un sistema di videosorveglianza.

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    da CagliariPad, 16 novembre 2015
    Santa Gilla, addio discariche: bonifiche al via.
    L’intervento prevede la rimozione dei rifiuti abbandonati nella laguna per troppo tempo considerata una vera e propria discarica. Previsti undici punti di bonifica. I lavori, già cominciati, termineranno in primavera, il prossimo 9 aprile: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=23596

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    da Sardegna Oggi, 16 novembre 2015
    Santa Gilla, 250 mila euro per bonificare la laguna: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2015-11-16/30838/Santa_Gilla_250_mila_euro_per_bonificare_la_laguna.html

  16. gennaio 11, 2016 alle 2:52 PM

    da L’Unione Sarda, 11 gennaio 2016
    Bonifica di Santa Gilla al via: raccolte tonnellate di rifiuti, undici discariche. (Andrea Piras): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/01/11/bonifica_di_santa_gilla_al_via_raccolte_tonnellate_di_rifiuti_und-68-456588.html

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    Bonifica di Santa Gilla al via: raccolte tonnellate di rifiuti. Undici le discariche da eliminare. I primi interventi dietro la Città-mercato. (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=48943)

    Lo sconcio è ora dentro i sacchi, enormi contenitori dove sono finite le prime tonnellate di rifiuti che per lungo tempo hanno incorniciato Santa Gilla. La bonifica della laguna, partita in queste settimane, è però ancora alle prime battute, e ben altro bisognerà fare per liberare il territorio rivierasco da macerie, pneumatici, elettrodomestici e altri materiali inquinanti e particolarmente rischiosi scaraventati dagli incivili sulle sponde cagliaritane, asseminesi, capoterresi dello stagno, compreso il versante costiero di Elmas. Sperando che dopo la pulizia non tornino gli sporcaccioni e si debba ricominciare tutto daccapo.

    IL PROGETTO. La prima parte del piano ambientale di recupero, predisposto dai quattro Comuni che hanno diretta competenza su Santa Gilla e finanziato dalla Regione con trecentomila euro (al ribasso d’asta costerà 250 mila), sta interessando la zona dietro la Città-mercato di Auchan, presa di mira da chi ha voluto sbarazzarsi di materiali ingombranti senza passare attraverso i corretti canali di smaltimento.
    È così che a due passi dall’acqua e sin dentro i canali di Santa Gilla sono venute su vere e proprie discariche, spesso pericolosissime per l’ecosistema salmastro, a cominciare dai barattoli di solventi e vernici. Proprio questi ultimi sono costati, lo scorso anno, una denuncia a un commerciante scoperto mentre si sbarazzava del materiale.

    IL PESSIMISMO. «Non credo che servirà a molto la pulizia ma ci spero davvero»: il pescatore ha appena sistemato la sua barca da laguna col fondo piatto, su ciu , s’infila dentro l’auto per rientrare a casa dopo aver gettato le reti nello stagno. «Guardi», dice, «questo è il sacchetto della mia spazzatura, se tutti facessimo così…». Lo mostra con un pizzico d’orgoglio, il pescatore, indicando l’abitacolo della vecchia macchina. E poi parla: «Capiterà ancora, credo proprio di sì. Soldi pubblici gettati al vento. Qui arrivano tanti padroncini ai quali molti si rivolgono per liberare le cantine da cose vecchie e questi signori li abbandonano qui e altrove. Se non piazzano le telecamere continueranno a venirci».

    LA VIDEOSORVEGLIANZA. Le telecamere, in effetti, la Forestale le aveva nascoste, lo scorso anno, proprio in questa parte della laguna dietro la Città-mercato e la vecchia centrale dell’Enel. Un camioncino bianco, altre vetture e tanti balordi sono sfilati davanti agli obiettivi. Immagini sin troppo eloquenti, finite presto sul tavolo della Procura. Poi lo stop con l’estate, quando gli impianti della videosorveglianza sono stati dirottati per la campagna antincendio.
    Il progetto di bonifica, affidato all’impresa Ecostema srl, durerà ancora alcuni mesi. Da contratto dovrà infatti concludersi ad aprile, quando ognuno degli undici punti critici individuati durante la predisposizione del piano sarà totalmente liberato dai rifiuti. «In accordo con gli altri centri e su indicazione delle altre amministrazioni municipali il numero delle discariche da eliminare potrebbe anche crescere e magari arrivare a tredici, quattordici», ricorda l’assessore all’Ambiente, Paolo Frau. Un patto tra Comuni e una collaborazione che su volere degli stessi sindaci ha consentito di agire celermente senza la necessità di creare ulteriori enti, agenzie o consorzi per avviare il rilancio di Santa Gilla. Un piano di interventi nell’immediato e una programmazione futura per la gestione della laguna che coinvolgerà direttamente l’istituzione del Parco di Molentargius.

    LA RICHIESTA. Intanto i quattro Comuni hanno chiesto al Corpo forestale di incentivare la vigilanza. A garantirla saranno gli uomini della stazione di Cagliari, che ha sede nel palazzo Saliscelti, all’ingresso del Molentargius, e che ha competenza anche sulla laguna. Non basteranno però i pochi uomini ad assicurare i controlli e impedire agli scellerati di continuare a imperversare sulle sponde dello stagno. È per questo che gli occhi delle telecamere assumono un’importanza fondamentale per fermare gli inquinatori.

    L’ACCORDO. Proprio recentemente, durante la conferenza di presentazione del piano ambientale e di bonifica, i sindaci di Cagliari Massimo Zedda, di Assemini, Mario Puddu, di Capoterra, Francesco Dessì e di Elmas, Valter Piscedda, hanno ribadito l’urgenza di un coinvolgimento della Regione e ancora di più dei pescatori delle cooperative che fanno capo al Consorzio ittico Santa Gilla (ma anche delle associazioni ecologiste) per scrivere il futuro di questo importante compendio ambientale e di pesca che insiste su quasi seimila ettari. «Perché non sia più una “cattedrale nel deserto” ma diventi, oltre che area ambientale di pregio, anche un’opportunità di sviluppo economico».

  17. Carlo Forte
    gennaio 11, 2016 alle 4:12 PM

    I vandali sono tollerati,o perlomeno quel tipo di vandalismo….Non a caso per bonificare la regione sborsa trecentomilaeuro,soldi che potrebbero essere investiti in altri mille modi.Gli stessi vandali verranno impiegati per pulire quello che hanno sporcato,funziona così,mentre noi spendiamo il nostro tempo a differenziare la spazzatura che i nostri politici eletti con i vandali di scambio ci obbligano a fare………

  18. febbraio 25, 2016 alle 5:20 PM

    l’idiota cerca “comprensione”? Il sindaco Massimo Zedda ha fatto benissimo.

    da L’Unione Sarda, 25 febbraio 2016
    Confessa il writer del Poetto: «Ho sbagliato, ma sono stato massacrato»: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/02/25/confessa_il_writer_del_poetto_ho_sbagliato_ma_sono_stato_massacra-68-472303.html

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    A.N.S.A., 24 febbraio 2016
    Poetto: caccia al writer-vandalo.
    Zedda, “abbiamo notizie su autore. Presto nuove telecamere”: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/02/24/poetto-caccia-al-writer-vandalo_e6e8c76a-d45a-473f-bad4-d7894b54999c.html

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    da Sardinia Post, 25 febbraio 2016
    Il writer che ha imbrattato il Poetto: “Ho sbagliato, su di me linciaggio virtuale”. (Francesca Mulas): http://www.sardiniapost.it/cronaca/writer-imbrattato-poetto-sbagliato-linciaggio-virtuale/

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