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I guerrieri Ka’apor per la foresta amazzonica, l’allevamento intensivo contro il clima.


Amazzonia, guerrieri Ka'apor assalgono tagliatori abusivi di legname (foto Lunae Parracho/Reuters)

Amazzonia, guerrieri Ka’apor assalgono tagliatori abusivi di legname (foto Lunae Parracho/Reuters)

Da un lato i guerrieri Ka’apor scendono in campo – con archi, frecce e bastoni – per difendere la loro (e nostra) Foresta Amazzonica, uno dei più grandi polmoni verdi della Terra.

D’altro canto, crescono vertiginosamente i gas a effetto serra emessi dal bestiame, responsabili di circa il 10% delle emissioni a effetto serra globali.    Di questi il 74% è causato dai bovini, grazie alla grande quantità di metano e protossido di azoto emessi dai bovini da carne rispetto agli altri animali.

E’ uno degli effetti negativi dei grandi allevamenti intensivi di bovini da carne, oltre alla deforestazione, all’aumento delle patologie del sistema cardiocircolatorio, ecc.

Archi e frecce contro carne in scatola e hamburger, così si gioca il futuro della Terra.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Amazzonia, guerrieri Ka'apor assalgono tagliatori abusivi di legname (foto Lunae Parracho/Reuters)

Amazzonia, guerrieri Ka’apor assalgono tagliatori abusivi di legname (foto Lunae Parracho/Reuters)

 

da Salva le Foreste, 17 settembre 2014

Brasile: Guardia ambientale Indigena.

Stanchi di subire le invasioni dei taglialegna nei loro territori tradizionali, nell’indifferenza delle istituzioni, gli indigeni amazzonici Ka’apor hanno mandato i loro guerrieri a espellere i ladri di legname. Il fotografo Lunae Parracho ha seguito e documentato la spedizione dei guerrieri Ka’apor durante la loro spedizione nella foresta amazzonica alla ricerca dei taglialegna illegali, nel territorio indigeno dell’Alto Turiacu, nel bacino amazzonico.

I Ka’apor, insieme ad altre quattro tribù, sono gli abitanti tradizionali del territorio, del quale sono custodi ai sensi della legge.

Amazzonia, guerrieri Ka'apor assalgono tagliatori abusivi di legname (foto Lunae Parracho/Reuters)

Amazzonia, guerrieri Ka’apor assalgono tagliatori abusivi di legname (foto Lunae Parracho/Reuters)

Il governo brasiliano ha dichiarato lo scorso anno che la distruzione della foresta amazzonica è aumentata del 28 per cento, dopo quattro anni consecutivi di declino. Sulla base delle immagini satellitari, si stima che 5.843 chilometri quadrati di foresta pluviale sono stati abbattuti tra l’agosto 2012 e il luglio 2013.

La foresta amazzonica è considerata una delle più importanti difese naturali del pianeta contro il riscaldamento globale a causa della sua capacità di assorbire enormi quantità di anidride carbonica. La deforestazione è responsabile di circa il 75 per cento delle emissioni del Brasile, a causa degli incendi e della biomassa lasciata a marcire: circa 400 milioni di tonnellate di anidride carbonica rientrano in atmosfera ogni anno, rendendo il Brasile, il sesto paese per emissioni di anidride carbonica.

 

 

A.N.S.A., 17 luglio 2014

Provocate da bovini 74% emissioni gas effetto serra.   Ricerca di studiosi senesi e americani, dal 1961 a 2010 +51%.

Aumentano a forte ritmo nel nostro pianeta i gas ad effetto serra emessi dal bestiame, responsabili di circa il 10% delle emissioni ad effetto serra globali. Il bestiame rilascia metano attraverso i microorganismi che sono coinvolti nel processo di digestione animale, e protossido di azoto attraverso la decomposizione del letame. Il dottor Dario Caro e il professor Simone Bastianoni del gruppo di Ecodinamica dell’Università di Siena, in collaborazione con i professori Ken Caldeira (Stanford University) e Steven Davis (Università della California) hanno stimato le emissioni di gas serra dovute a 11 tipi di bestiame, relative a 237 nazioni e rilasciate nell’ultima metà del secolo trovando che globalmente dal 1961 al 2010, tali emissioni sono aumentate del 51%.

Il 74% delle emissioni mondiali è causato dai bovini. Questo è principalmente dovuto all’abbondanza di mucche da latte ma anche dalla grande quantità di metano e protossido di azoto emessi dai bovini da carne rispetto agli altri animali. Le pecore contribuiscono per il 9%, i bufali il 7%, i maiali il 5% e le capre il 4%. “Possiamo riassumere così: mangiare tanta carne contribuisce al cambiamento climatico – dice il professor Bastianoni -. Da un punto di vista ambientale, sarebbe meglio che la popolazione umana seguisse di più l’esempio della dieta mediterranea, ricca di carboidrati e verdura, limitando l’uso della carne. Un miglioramento si avrebbe comunque anche dal preferire carni di maiale e pollo al posto di quelle di vitello” conclude Bastianoni.
Ci si aspetta che la crescita aumenti ulteriormente visto che, per il 2050, è previsto il raddoppio della richiesta di prodotti derivanti dal bestiame, come carne, latte e uova. Il team di ricerca ha rilevato una grande differenza tra le emissioni rilasciate dai paesi in via di sviluppo, che risultano essere i maggiori responsabili di questo incremento, e i paesi sviluppati che invece hanno raggiunto il loro livello massimo di emissioni negli anni ’70, per poi diminuire nel tempo fino ai giorni nostri. “L’anidride carbonica rilasciata dall’uso di combustibili fossili e dalla deforestazione rappresenta la porzione più ampia dei gas serra che hanno effetto sul cambiamento climatico – spiega il dottor Caro dell’Università di Siena – tuttavia, metano e protossido di azoto, le sostanze prodotte dal bestiame, rappresentano circa il 28% del contributo al riscaldamento globale”. Se da una parte il processo di sviluppo mondiale sta portando ad una riduzione delle emissioni causate da un singolo animale, dall’altra c’è un forte aumento della richiesta di carne e altri prodotti derivanti dal bestiame. Come risultato, queste emissioni di gas continuano ad aumentare vertiginosamente sul nostro pianeta”.

bovini in spiaggia

bovini in spiaggia

 

 

(foto Lunae Parracho/Reuters, S.D., archivio GrIG)

  1. Sardo
    settembre 20, 2014 alle 11:01 am

    Anche in Sardegna avremo bisogno di gente davvero attaccata al proprio territorio invece purtroppo assistiamo a continui assalti cosidetti autorizzati.

  2. settembre 25, 2014 alle 11:43 am

    Chi glielo dice ai no triv di Arborea?

  3. Maggio 5, 2015 alle 10:47 PM

    da Il Corriere della Sera, 5 maggio 2015
    Amazzonia: assassinato leader indio anti-deforestazione.
    Sotto attacco i Ka’apor, che nello scorso settembre avevano catturato e scacciato un gruppo di disboscatori illegali. (Paolo Virtuani): http://www.corriere.it/ambiente/15_maggio_05/brasile-amazzonia-deforestazione-indios-kaapor-aacb9a30-f2fe-11e4-a9b9-3b8b5258745e.shtml

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