Imprenditori presuntuosi e carbone.


Cavallo e Gallina prataiola

Cavallo e Gallina prataiola

La riconversione al carbone della centrale termoelettrica di Ottana (NU) «dovrà includere valutazioni, ora effettivamente non considerate, come quella sul “successo riproduttivo della popolazione di Gallina prataiola” tema per cui la Società si è già attivata per cercare i più aitanti Galli disponibili nei pollai del territorio».  

Così ha parlato Paolo Clivati, imprenditore milanese titolare della centrale termoelettrica attraverso la Ottana Energia s.p.a. in relazione all’esito della procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. (direttiva n. 2011/92/UE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 32/33 del 7 agosto 2012) conclusasi con la deliberazione Giunta regionale n. 4/36 del 5 febbraio 2014.

La Regione ha ritenuto opportuno assoggettare il progetto a procedura di V.I.A. e la colpa sarebbe della Gallina prataiola (Tetrax tetrax), secondo il nostro imprenditore Clivati.

fumi industrialiIl provvedimento regionale conclusivo della procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. dice altro:

“* il progetto non prevede l’utilizzo di sistemi di abbattimento degli inquinanti emessi dal camino della caldaia, in particolare di NOx e SO2;

* pur essendo previsto, in conseguenza della riduzione della potenza termica, un minor rateo emissivo, rispetto all’assetto attualmente autorizzato, dei principali macroinquinanti emessi (quali polveri totali, ossidi di zolfo, ossidi di azoto e monossido di carbonio), la conversione a carbone determina una variazione nelle emissioni del camino della caldaia con riferimento a polveri fini (PM10 e PM2,5), microinquinanti (tra i quali metalli), e anidride carbonica, nonché aggiuntive sorgerti di polveri (diffuse e convogliate) conseguenti allo stoccaggio/movimentazione del carbone. La mancata quantificazione di tali emissioni riferite al caso specifico e confrontate con dati di monitoraggio dello stato attuale, nonché la mancata applicazione delle migliori tecnologie disponibili per l’abbattimento degli inquinanti, non permette di escludere impatti negativi sulla qualità dell’aria e sulla salute umana;

* è previsto un aumento rispetto alla situazione attuale del quantitativo di rifiuti prodotti durante l’esercizio dell’impianto, costituiti principalmente da ceneri leggere e pesanti”.

Insomma, la realizzazione del suo progetto di conversione della centrale all’utilizzo del carbone avrebbe sensibilmente peggiorato la qualità ambientale e sanitaria dell’area interessata.

Il buon imprenditore Paolo Clivati ha perso un’occasione per tacere.

Rispetti la legge, l’ambiente e la salute pubblica, altrimenti vada pure serenamente a quel paese.

Altrimenti l’unico carbone che vedrà sarà quello che gli porterà la Befana…..

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

acqua e gemme

acqua e gemme

(foto da Il Menhir, da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    marzo 3, 2014 alle 9:15 am

    Se “quel paese” e’ ancora l’Italia siamo messi male. Le attivita’ industriali devono tenere conto del ” successo riproduttivo umano e di tutto quello che serve alla vita umana “.
    Se , inoltre, per tutte le attivita’ industriali , si sapesse esattamente la natura e quantita’ degli scarti, si potrebbero ideare attivita’ industriali parallele di recupero e neutralizzazione, evitando di ritrovare questi rifiuti nei terreni e nell’aria , che avvelenano uomini , donne,bambini e galline ovaiole.

  2. Shardana
    marzo 3, 2014 alle 10:07 am

    Perchè tutti queste richieste non vengono fatte alla centrale Enel Grazia deledda di portovesme?perché questa centrale è libera di inquinare?In tutta Italia stanno facendo alle inquinantissime centrali a carbone perchè gli organi preposti al controllo sono latitanti?

  3. Raimondo Cossa
    marzo 3, 2014 alle 2:16 PM

    Pura arroganza in un territorio, che ritengono, di conquista. Il colonialismo è finito ed è finita la prepotenza.
    Forza GrIG.

  4. Nico
    marzo 3, 2014 alle 2:35 PM

    polli e ambientalisti, colpevoli perfetti come il maggiordomo nei gialli di Agata Christie.

  5. marzo 3, 2014 alle 3:01 PM

    da Sardinia Post, 3 marzo 2014
    Clivati congela la centrale a carbone per la gallina prataiola. Ma gli ambientalisti: “Pericolo inquinamento”. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/cronaca/clivati-congela-la-centrale-carbone-per-la-gallina-prataiola-ma-gli-ambientalisti-pericolo-inquinamento/

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    da Cagliari Globalist, 3 marzo 2014
    Imprenditori presuntuosi e carbone.
    Il buon imprenditore Paolo Clivati ha perso un’occasione per tacere: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=98692&typeb=0&Imprenditori-presuntuosi-e-carbone

    _____________________________________

    da Barbagia.net, 3 marzo 2014
    “La centrale a carbone peggiora la qualità ambientale e sanitaria”. Il gruppo di intervento giuridico onlus risponde a Clivati: http://www.labarbagia.net/notizie/comunicati-stampa/7074/la-centrale-a-carbone-peggiora-la-qualita-ambientale-e-sanitaria

    ————–

    Coldiretti. “Battuta la lobby del carbone”. Ottana Energia congela il progetto di riconversione: http://www.labarbagia.net/notizie/comunicati-stampa/7076/coldiretti-battuta-la-lobby-del-carbone

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    da Macomer Notizie, 3 marzo 2014
    “Clivati scherza sulla gallina prataiola per nascondere tutto il resto”.
    Le risposte alle parole sul congelamento del progetto: “La centrale peggiorerebbe l’ambiente”: http://www.macomernotizie.net/notizie/politica/995/clivati-scherza-sulla-gallina-prataiola-per-nascondere–tutto-il-resto

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    da La Nuova Sardegna, 2 marzo 2014
    Ottana Energia, stop alla riconversione. Per la Regione il progetto presentato dall’azienda pregiudicherebbe l’habitat della gallina prataiola. La replica: «È ridicolo». (Federico Sedda): http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2014/03/02/news/ottana-energia-stop-alla-riconversione-1.8773470

  6. Occhio nudo
    marzo 3, 2014 alle 4:05 PM

    Due calci nel sedere, non gli farebbero certo male.

  7. Pietro
    marzo 3, 2014 alle 4:30 PM

    A chi ai polli o agli ambientalisti?

  8. giuseppe
    marzo 3, 2014 alle 6:15 PM

    Perchè non ci chiediamo chi è veramente questo imprenditore?

    • giuseppe
      marzo 3, 2014 alle 6:19 PM

      Oltre ad avere dubbi sulla riconversione, informiamoci sulla solidità e quindi sulle garanzie che può offrire il gruppo Clivati! Questo gruppo ha la grandezza e la forza per gestire eventuali anomalie o problemi derivanti dalla riconversione? con che credenziali imprenditoriali si presenta Clivati! nella sua storia imprenditoriale quali altre esperienze ha maturato nel settore dell’energia?

  9. marzo 4, 2014 alle 3:09 PM

    da La Nuova Sardegna, 4 marzo 2014
    Ottana, associazioni contro Paolo Clivati: «Frasi sconcertanti».
    Dura replica di Gruppo intervento giuridico, Wwf e Coldiretti «La valutazione di impatto ambientale è un atto necessario». (Federico Sedda)

    OTTANA. «Se la Regione ha ritenuto di assoggettare alla procedura di verifica dell’impatto ambientale il progetto di riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Ottana la colpa non è della gallina prataiola (tetrax tetrax), come sostiene l’imprenditore Paolo Clivati, ma perché la realizzazione del progetto, come è scritto nella delibera della Regione del 5 febbraio scorso, avrebbe sensibilmente peggiorato la qualità ambientale e sanitaria dell’area interessata». Lo sostiene il portavoce del Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi, che accusa Clivati di avere perso una buona occasione per tacere. «La conversione a carbone – scrive Deliuperi citando la delibera – determina una variazione nelle emissioni del camino caldaia con riferimento a polveri fini (PM 10 e PM2, 5), microinquinanti (tra i quali i metalli) e anidride carbonica, nonché aggiuntive sorgenti di polveri (diffuse e convogliate) conseguenti allo stoccaggio/movimentazione del carbone. La mancata quantificazione di tali emissioni riferite al caso specifico e confrontate con dati di monitoraggio dello stato attuale, nonché la mancata applicazione delle migliori tecnologie disponibili per l’abbattimento degli inquinanti, non permette di escludere impatti negativi sulla qualità dell’area e sulla salute umana»”. Dura reazione alle parole di Clivati anche dal Wwf Sardegna. «Riteniamo sconcertante il commento esternato dalla Società Ottana Energia», è scritto in una nota. «Ridurre la Valutazione di impatto ambientale a una contrapposizione tra tutela della salute pubblica dei sardi, assimilata con cinico paradosso alla riproducibilità della gallina prataiola, e tutela dei posti di lavoro, significa ignorare e distorcere le ovvie e inoppugnabili motivazioni che hanno indotto la Regione ad assumere un provvedimento che apre la strada ad un approfondimento circa la qualità del progetto». «Alla fine la lobby del carbone è stata sconfitta ma non solo, come vuole far credere Ottana Energia, a causa della gallina prataiola», scrive la Coldiretti Nuoro Ogliastra che aveva a sua volta bocciato il progetto di riconversione a carbone. «La decisione di Ottana Energia – commenta Simone Cualbu, presidente della Coldiretti Nuoro Ogliastra – se da un lato ci soddisfa dall’altro ci preoccupa perché si prosegue la politica del ricatto tra tutela dell’ambiente e della salute e occupazione. Una scelta che lascia comunque tanti interrogativi sul perché solo ora che la Regione ha richiesto la procedura di Via, Ottana Energia abbia deciso di congelare il progetto: è evidente che le proposte di Clivati non riuscirebbero a superare una simile procedura e che gli accordi fatti a livello di Ministero dello Sviluppo Economico e Assessorato Regionale all’industria, con la finta condivisione del territorio, avevano forse lo scopo di evitarla».

  10. marzo 5, 2014 alle 2:53 PM

    da L’Unione Sarda, 5 marzo 2014
    OTTANA. Aspro botta e risposta tra i vertici Coldiretti, Wwf e Ottana Energia.
    «La lobby del carbone bloccata da una gallina». (Francesco Oggianu): https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20140305090618.pdf

  11. marzo 6, 2014 alle 2:49 PM

    da L’Unione Sarda, 6 marzo 2014
    OTTANA. «Energia, la Regione agisca per il bene comune». Il comitato non abbassa la guardia: https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20140306091400.pdf

    ______________________

    da La Nuova Sardegna, 6 marzo 2014
    Confindustria e sindacati: Nessuna lobby del carbone. Ottana, polemica sul progetto di riconversione della centrale termoelettrica. «Esiste una strategia di sviluppo che punta a sostenere le attività industriali». (Federico Sedda)

    OTTANA. Sul progetto di riconversione della centrale termoelettrica di Ottana non esiste alcuna lobby del carbone. Esiste, invece, una strategia di sviluppo che punta a sostenere le attività industriali e l’occupazione e la realizzazione del terzo polo energetico regionale e la filiera chimica sarda. Il tutto nel pieno rispetto delle normative ambientali. Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e la Confindustria della Sardegna centrale replicano così alle accuse lanciate nei giorni scorsi dalla Coldiretti nuorese sull’esistenza di «una lobby del carbone, sconfitta, peraltro, dalla decisione della giunta regionale di sottoporre il progetto alla procedura di valutazione di impatto ambientale». Il provvedimento, che ha poi convinto Ottana Energia a sospendere il progetto, non è servito a evitare nuove polemiche. Anzi ne ha innescato altre ancora più forti. A cominciare, appunto, da Coldiretti. Secca ora la replica di Confindustria e sindacati. «Un progetto di questa portata – scrivono in un documento congiunto – deve essere necessariamente sottoposto alla valutazione di impatto ambientale (Via)». Da qui lo stop al progetto. «Ma, nonostante la decisione di Ottana Energia di congelare l’iniziativa – sottolineano i vertici di Confindustria e dei sindacati – la Coldiretti non perde occasione per strumentalizzare i fatti con polemiche sterili e pretestuose». Oltre a respingere l’accusa dell’esistenza di una lobby, vengono respinti anche i tentativi di rilanciare «il ritornello del ricatto occupazionale e la contraddizione tra chi propone progetti industriali e parchi regionali». «L’azienda – spiegano Cgil, Cisl e Uil e Confindustria – ha optato per un passo indietro responsabile in attesa di coinvolgere i nuovi governi regionale e nazionale sulle scelte che riguardano il futuro industriale del centro Sardegna». Anche il futuro della centrale a carbone, dipenderà, quindi, dai soggetti che siederanno al nuovo tavolo di confronto. Assurdo, poi, evocare contraddizioni tra fabbriche e parchi. «Un modello non esclude l’altro perché l’integrazione tra i comparti economici e ambientali e tra i diversi sistemi produttivi è la carta vincente per lo sviluppo». Chiarito questo concetto, Confindustria e sindacati passano al contrattacco. «Anziché perdere tempo in polemiche sterili, i vertici di Coldiretti dovrebbero spiegare la loro posizione su fatti più concreti. Cosa pensano della grande centrale a carbone esistente a Porto Torres? E di quella nuova in programma? Si stanno opponendo a queste realtà? Cosa pensano dell’area protetta del Gennargentu che stiamo riportando all’attenzione?». Quanto poi alla richiesta del Via, si tratta «di un modo corretto di precedere applicando la procedura prevista dalla normativa ambientale». Dopo avere sottolineato che i fautori del no al carbone non hanno ancora proposto soluzioni alternative, Confindustria e sindacati ricordano, infine, che la mancata riconversione provocherebbe «effetti disastrosi sulle 42 aziende e sui 619 lavoratori diretti e indiretti che ancora operano a Ottana».

  12. marzo 27, 2014 alle 6:30 PM

    da L’Unione Sarda, 27 marzo 2014
    Il dibattito contro il progetto di riconversione della centrale elettrica. Tute blu e pastori, la guerra del carbone. Il sindaco: «Puntiamo su ambiente e agricoltura». (Piera Serusi): https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140327092845.pdf

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    La gallina prataiola vale tre milioni di euro: https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140327092735.pdf

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    L’ESPERTO. Parla Mauro Aresu «Impatto da valutare»: https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140327092812.pdf

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    Nessun intervento dopo la fuga della grande industria. Le boniche a passo di lumaca: https://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140327092924.pdf

  13. maggio 11, 2014 alle 10:31 am

    non c’è bisogno di commenti…..

    da La Nuova Sardegna, 11 maggio 2014
    Risolto il mistero delle «pecore nere», fu un’esplosione nella centrale di Ottana.
    I periti: un anno fa dalla centrale elettrica fuoriuscì una nube di carbone, finendo nelle campagne di Noragugume. Forte aumento di pressione dovuto ai residui non rimossi da una caldaia. (Valeria Gianoglio): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/05/11/news/risolto-il-mistero-delle-pecore-nere-fu-un-esplosione-nella-centrale-di-ottana-1.9204122

  14. mara
    dicembre 1, 2014 alle 7:30 PM

    Prima di tutto: che carbone vorrebbe bruciare il buon Clivati? Magari quello del Sulcis che nessuno vuole perché troppo inquinante? Non gli basta aver tinto di nero le pecore, ora fa del sarcasmo anche sulle galline prataiole. Quando lui sarà estinto, dimenticato, ecc. le galline prataiole razzoleranno ancora felici nei prati. Si renda conto, esimio imprenditore, che la conservazione di questo animale è MOLTO più importante dei suoi affari. Non trova nemmeno un praticello da inquinare vicino a Milano? Lì è già tutto compromesso per sempre….

  1. luglio 8, 2017 alle 11:06 PM

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