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A giudizio il cantiere davanti alla Pelosa di Stintino.


Stintino, spiaggia e Torre della Pelosa

Stintino, spiaggia e Torre della Pelosa

Si svolge presso il Tribunale penale di Sassari il 4 marzo 2014 l’udienza preliminare del procedimento penale n.1241/11 GIP e n. 7772/09 RGNR relativo al cantiere edilizio “Sos Appentados” in mezzo alla macchia mediterranea a due passi dal mare della Pelosa, a Stintino (SS).

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, al termine delle indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio di sei indagati (A.L.G., A.M.G., G.L., A.A.D., A.F., A.P.) per le ipotesi di reato di cui agli artt. 110 cod. pen. e 44, lettera c, del  D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. (concorso in lottizzazione abusiva), 181, comma 1° bis, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (delitto paesaggistico per lavori abusivi eseguiti su aree o immobili dichiarati in via amministrativa di notevole interesse pubblico), 110  cod. pen. e 734 cod. pen. (concorso in distruzione o deturpamento di bellezze naturali), 110 e 483 cod. pen. (concorso in falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico) e  323 cod. pen. (abuso di ufficio).

Come si ricorderà, lo scorso 17 novembre 2012 il cantiere è stato sottoposto a sequestro preventivo.

Stintino, cantiere edilizio Sos Appentados

Stintino, cantiere edilizio Sos Appentados

Il G.I.P. del Tribunale di Sassari Carla Altieri – che nell’aprile 2012 aveva ha accolto l’opposizione all’istanza di archiviazione formulata dal P.M. Giovanni Porcheddu e aveva ordinato l’approfondimento delle indagini – ha la richiesta di misura cautelare formulata dal nuovo P.M. Elisa Loris e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale è stato delegato per gli adempimenti di rito.

Una vicenda piuttosto travagliata.

Il cantiere edilizio era stato avviato nell’inverno 2009 con una dichiarazione autocertificativa allo sportello unico delle attività produttive in base a una vecchia (e scaduta) convenzione di lottizzazione risalente al 1975 e nonostante la sentenza T.A.R. Sardegna, sez. I, 31 gennaio 2009, n. 118/2009 che annullava la precedente concessione edilizia n. 9/99 del 26 gennaio 1999 rilasciata dal Comune di Stintino e l’autorizzazione paesaggistica n. 15330 del 22 dicembre 1998 emanata dal Servizio regionale tutela del paesaggio proprio per realizzare in quel sito delle residenze turistiche.

Stintino, cantiere Sos Appentados

Stintino, cantiere Sos Appentados

Il Consiglio di Stato, con la sentenza sez. IV, 6 aprile 2012, n. 3969, ha confermato l’interpretazione del Giudice amministrativo sardo.

La motivazione risiede nella perdita di efficacia del piano di lottizzazione e della relativa convenzione per scadenza del termine decennale (art. 16, comma 5°, della legge n. 1150/1942 e s.m.i.). La perdita di efficacia, per giurisprudenza costante (Cons. Stato, sez. IV, 4 dicembre 2007, n. 6170; Cons. Stato, sez. IV, 16 marzo 1999, n. 286; Cons. Stato, sez. IV, 3 novembre 1998, n. 1412), riguarda sia la realizzazione delle opere di urbanizzazione che l’edificazione dei rimanenti lotti.

Essendo stata stipulata la convenzione di lottizzazione fra il Comune di Stintino e la sassarese Sos Appentados s.r.l. nel lontano 22 agosto 1975, essa è scaduta nell’agosto 1985.   Quindi non è più consentito edificare ulteriormente.

Successivi esposti delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico (19 gennaio 2010), nonché da parte di privati, avevano portato al blocco dei lavori, tuttora perdurante, anche per l’ ordinanza del Tribunale civile di Sassari del 27 settembre 2011. Tuttavia la lunga battaglia legale sulla liceità e legittimità dei lavori è continuata fino ai nostri giorni e se n’era occupato anche il telegiornale satirico di Striscia la Notizia (“Permessi edilizi fai-da-te“).

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    marzo 4, 2014 alle 9:11 am

    E che paghino oltre alle spese legali il ripristino ambientale, maledetti…

  2. giovanni
    marzo 4, 2014 alle 10:19 am

    devono ripristinare tutto a loro spese. SUBITO.

  3. marzo 4, 2014 alle 3:03 pm

    da La Nuova Sardegna, 4 marzo 2014
    Oggi l’udienza sui lotti abusivi di Stintino.

    SASSARI. Oggi è in programma nel tribunale penale di Sassari l’udienza preliminare per la lottizzazione abusiva di «Sos Appentados» in mezzo alla macchia mediterranea a due passi dal mare della famosa spiaggia Pelosa di Stintino, che vede indagate sei persone per la quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Lo ricorda l’associazione ambientalista Gruppo di Intervento giuridico nel sottolineare che le ipotesi di reato sono concorso in lottizzazione abusiva, delitto paesaggistico per lavori abusivi eseguiti su aree o immobili dichiarati in via amministrativa di notevole interesse pubblico, concorso in distruzione o deturpamento di bellezze naturali, concorso in falsità ideologica e abuso di ufficio. Il cantiere, sottoposto a sequestro preventivo lo scorso 17 novembre, era stato avviato nell’inverno 2009 con una dichiarazione autocertificativa – spiegano gli ecologisti – allo sportello unico delle attività produttive in base a una vecchia (e scaduta) convenzione di lottizzazione risalente al 1975 e nonostante una sentenza drl Tar che annullava la precedente concessione del 26 gennaio 1999 rilasciata dal Comune di Stintino e l’autorizzazione paesaggistica emanata dal Servizio regionale tutela del paesaggio proprio per realizzare in quel sito delle residenze turistiche. Il Consiglio di Stato ha confermato l’interpretazione del giudice amministrativo sardo.

    _______________________

    da Cagliari Globalist, 4 marzo 2014
    Cantiere davanti alla Pelosa di Stintino: via al giudizio preliminare.
    Cantiere sotto sequestro dal 17 novembre 2012. La vicenda raccontata dagli ecologisti di Gruppo d’Intervento Giuridico. Sei indagati: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=98768&typeb=0&Cantiere-davanti-alla-Pelosa-di-Stintino-via-al-giudizio-preliminare-

  4. Juri
    marzo 4, 2014 alle 7:41 pm

    E invece a Badesi si continua allegramente a edificare sulle dune a meno di 300 mt dalla battigia previa rimozione dei ginepri secolari oltre che di centina di metri cubi di sabbia.
    Il tutto nell’ambito di una lottizzazione risalente agli anni 70 e in lotti non certo “interclusi”. Mistero…

  5. Nico
    marzo 4, 2014 alle 9:12 pm

    e meno male che esistete, altrimenti bisognava inventarvi!

  6. Shardana
    marzo 5, 2014 alle 9:12 am

    Lo sai Juri che anche a carloforte è andata così.Con una vecchia lottizzazione degli anni 70,dicono fatta salva dal Puc hanno stanno costruendo sulle dune della caletta.Ma quale Puc ha fatto salva la lottizzazione?Dopo quanti anni decadeva?Mi sà che qui c’è lo zampone delle 3M,che come le triadi giapponesi fanno quello che vogliono.Sai mica che Puc ha fatto salvi i progetti deliperi?Grazie

    • marzo 5, 2014 alle 3:01 pm

      come già detto un bel paio di volte, il piano di lottizzazione “La Caletta” (Carloforte) venne approvato con deliberazione Giunta comunale n. 46 del 27 aprile 1964, provvisto delle necessarie opere di urbanizzazione regolarmente collaudate da tempo ed è stato perciò “fatto salvo” dalla medesima normativa tecnica di attuazione (art. 15) del piano paesaggistico regionale – P.P.R.
      I pochi “lotti” (non “comparti”) necessitano di autorizzazione paesaggistica, verifica di assoggettabilità a V.INC.A. e permesso di costruire/concessione edilizia.
      La situazione sul piano giuridico è diversa.

  7. marzo 5, 2014 alle 3:03 pm

    il G.U.P. Carla Altieri si è riservato di decidere.
    La sentenza a cui fanno riferimento i Difensori è la sentenza T.A.R. Sardegna, sez. II, 15 gennaio 2014, n. 34 (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Cagliari/Sezione%202/2010/201000087/Provvedimenti/201400038_01.XML), di senso opposto alle precedenti sentenze T.A.R. Sardegna, sez. I, 31 gennaio 2009, n. 118/2009 e, definitiva, Cons. Stato, sez. IV, 6 aprile 2012, n. 3969.
    Misteri della giustizia amministrativa…

    da La Nuova Sardegna, 5 marzo 2014
    STINTINO » CEMENTO ALLA PELOSA. Villette abusive, la difesa pesca il jolly. Presentata al gup una recente sentenza del Tar che dà ragione ai costruttori: «La concessione edilizia non era scaduta». (Luigi Soriga)

    SASSARI. Mai gli avvocati difensori avrebbero sperato in un simile assist da parte del Tar. A quanto pare, sulla vicenda giudiziaria della lottizzazione di Stintino Sos Appentados, tra la Pelosa e la Pelosetta, la strada per i legali si è fatta più in discesa. «Il Tribunale amministrativo – sorride l’avvocato Franco Luigi Satta – in pratica ha lavorato anche per noi. Ha cassato il ricorso presentato dagli inquilini e ha fornito una serie di illuminanti motivazioni». Anche il gup Carla Altieri, ieri mattina, ha preferito non pronunciarsi sull’eventuale rinvio a giudizio per gli imprenditori Guarino, i titolari della ditta e il responsabile del Suap di Stintino che aveva concesso le autorizzazioni per l’edificazione delle villette a 150 metri dal mare. Ha dato uno sguardo al fascicolo di 30 pagine che gli avvocati difensori (Satta, Galisai e Loi) hanno depositato agli atti, e ha deciso di prendere un po’ di tempo. Dunque nuova udienza fissata per il 4 aprile. La sentenza del Tar era fresca di emanazione, datata 15 gennaio, ed è un bel colpo di scena nel processo. Anche perché il pronunciamento era stato sollecitato dai proprietari stessi delle abitazioni che si affacciano sulla Pelosa e che nel 2009 si erano visti oscurare una fetta di azzurro da una sfilza di blocchetti di cemento. I residenti si erano rivolti al Tar e le associazioni ambientalisti, tra le quali il Gruppo di intervento giuridico in prima linea, avevano segnalato la vicenda in Procura. Il cantiere, per un periodo, è finito anche sotto sequestro. Le denunce toccavano una serie di presunti abusi: i costruttori venivano accusati di aver disboscato delle aree di macchia mediterranea, in fascia costiera protetta, violando le prescrizioni urbanistiche e di non possedere le dovute autorizzazioni. Inoltre avrebbero portato avanti il cantiere senza realizzare le opere di urbanizzazione. Tutto questo per fabbricare 6 unità abitative, all’inizio con finalità residenziale, e poi con destinazione turistico ricettiva, visto che il successivo progetto prevedeva l’accorpamento ad un complesso alberghiero. Ma a un certo punto l’azione della magistratura ha rischiato di arenarsi, dato che il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu aveva chiesto l’archiviazione. Ma i residenti non si erano dati per vinti, avevano presentato opposizione e il Gip Carla Altieri nell’aprile 2012 l’aveva accolta. Il magistrato riapre il fascicolo e chiude le indagini il 9 gennaio 2013. Gli imputati ricevono gli avvisi. E i residenti portano al Tar l’ulteriore materiale prodotto dal Gip, in modo da integrare le carte e le motivazioni già depositate. Non lo sanno, ma questo potrebbe essersi trasformato in un autogol. Infatti il Tar respinge il ricorso, e interpreta in maniera diametralmente opposta diversi rilievi mossi dal pm. La lottizzazione, secondo i giudici, anche se datata al 1975 non era scaduta. Le urbanizzazioni erano state eseguite e anche la destinazione d’uso delle villette, al momento della concessione, era regolare.

  8. febbraio 7, 2018 alle 5:20 pm

    A.N.S.A., 7 febbraio 2018
    Spiaggia La Pelosa cambia, via la strada asfaltata arrivano le passerelle.
    Il progetto anticipato dalla Nuova Sardegna. Verrà presentato venerdì: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2018/02/07/spiaggia-la-pelosa-cambia-via-la-strada-asfaltata-arrivano-le-passerelle_878bfbba-0732-4914-afb5-5efaf38b38cf.html

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    da La Nuova Sardegna, 7 febbraio 2018
    La Pelosa cambia volto: via la strada asfaltata, arrivano le passerelle.
    Una rivoluzione per salvare la spiaggia dall’erosione. Stop ai parcheggi, spazio a terrazze panoramiche e pergole. (Giovanni Bua): http://www.lanuovasardegna.it/regione/2018/02/07/news/la-pelosa-cambia-volto-via-la-strada-asfaltata-arrivano-le-passerelle-1.16446595

  1. marzo 4, 2014 alle 8:35 am
  2. marzo 4, 2017 alle 9:55 am

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