Il Lupo fra inquinamenti genetici, buone notizie e perduranti attacchi.


Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

Buone notizie per la sopravvivenza del nostro Lupo, che continua il suo lento ma incessante ritorno sulle Alpi.

Dopo la prima riproduzione lupesca sulle Alpi orientali da almeno un secolo, avvenuta nell’agosto 2013, nel parco naturale regionale della Lessinia (VR, VI), è ritornato nella Foresta del Cansiglio, ai confini fra Veneto e Friuli – Venezia Giulia, dove fa ben sperare per la ricostituzione degli originari equilibri ecologici.

E’ un ritorno dopo ben 164 anni dall’ultimo avvistamento, nel territorio di Alpago, ed è un bel segnale di buona salute della Foresta sul piano ecologico dopo la ricomparsa dell’Aquila reale  (Aquila chrysaetos) e dell’ Orso bruno (Ursus arctos).

Per il Lupo si tratta di avvenimenti ancor più rilevanti, perché dopo più di 150 anni, c’è stato un nuovo incontro e una nuova riproduzione fra le due distinte popolazioni: infatti, Slavc è un Lupo balcanico, di provenienza dinarica, appartiene alla specie Canis lupus, mentre Giulietta è un Lupo italiano e appartiene alla sottospecie Canis lupus italicus.

Apecchio, Lupo morto investito da auto (2 novembre 2013)

Apecchio, Lupo morto investito da auto (2 novembre 2013)

Un piccolo branco (soli 4 esemplari!) non può certo costituire un grave pericolo per il bestiame domestico e devono essere attivati tutte le forme di sostegno previste dalla legge per indennizzi e modalità di difesa passiva (reti, recinzioni elettrificate fisse e mobili, ecc.), così come, per esempio, fatto con uno specifico progetto LIFE dal parco nazionale dei Monti Sibillini.

La Regione Veneto ha, poi, giustamente aderito al progetto LIFE WolfAlps per la conservazione e la gestione del Lupo, cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma LIFE + Natura: in particolare, in sette aree chiave o “core areas” (Alpi Marittime, Alpi Cozie, Ossola e Val Grande, Alpi centrali italiane, Lessinia, Dolomiti e Alpi orientali), saranno attuate misure di conservazione e gestionali, con particolare riguardo all’attenuazione dell’impatto della specie sulle produzioni zootecniche.

Sono certo tutti aspetti che fanno ben sperare per il nostro Lupo, ma purtroppo non finisce qui.

Il Corpo Forestale dello Stato, nell’ambito di una complessa indagine, ha sgominato quella che sembra una vera e propria organizzazione criminale dedita al lucroso commercio di ibridi fra Lupo e Cane lupo cecoslovacco. Gravissimo il rischio di inquinamento genetico e dell’attribuzione al povero Lupo italiano di danni al bestiame domestico causati da ibridi liberati o fuggiti da allevamenti canini che svolgevano tali pratiche illecite.

Bocca Serriola, uccisione di Lupo

Città di Castello, Bocca Serriola, uccisione di Lupo

Ancora una volta la soluzione non è certo quella di aprire la caccia al Lupo, già attaccato pesantemente dal bracconaggio e dalle uccisioni accidentali (es. traffico veicolare), come pure si ostina a chiedere qualche associazione che si professa ambientalista, ma la più forte vigilanza e repressione di tali atti illeciti in danno del Lupo, unitamente a una politica di ristoro dei danni al bestiame mediante sostegno alle modalità di difesa passiva e indennizzi.   Non possono mancare iniziative di sensibilizzazione della popolazione e delle categorie produttive interessate, evidenziando i tanti riscontri positivi sul versante ecologico e turistico.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

espansione del Lupo italiano sulle Alpi orientali (2010)

espansione del Lupo italiano sulle Alpi orientali (2010)

dal sito web istituzionale del Corpo Forestale dello Stato, dicembre 2013

ANIMALI: INCROCI PERICOLOSI TRA LUPI SELVATICI E CANI DI RAZZA CECOSLOVACCA.

SMANTELLATO DALLA FORESTALE UN TRAFFICO DI GENETICA CANINA CHE AVREBBE DATO VITA A IBRIDI DALLA NATURA PARTICOLARMENTE AGGRESSIVA. PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA. DENUNCIATI OTTO ALLEVATORI PER DETENZIONE DI SPECIE PROTETTA, FALSO IN ATTO PUBBLICO E VIOLAZIONE DELLA LEGGE SULLA CACCIA. SEQUESTRATI 37 ESEMPLARI DI CANE LUPO CECOSLOVACCO IBRIDI DI PRIMA GENERAZIONE.

Incroci pericolosi, lupi selvatici (Canis lupus SPP) rinsanguati con cani appartenenti alla razza canina Lupo Cecoslovacco (Československý vlčiak). Questo il risultato dell’operazione condotta dal personale del Corpo forestale dello Stato  del Servizio Cites Centrale di Roma in diverse regioni italiane in collaborazione con i Nuclei Investigativi Provinciali di Polizia Ambientale e Forestale delle otto province interessate (Alessandria, Salerno, Pistoia, Modena, Parma, Rimini, Cosenza e Arezzo).

In seguito alle perquisizioni il personale della Forestale ha deferito all’Autorità Giudiziaria otto allevatori di cani lupo cecoslovacco, tra cui un ispettore di Polizia Stradale, per falso in atto pubblico, detenzione di specie protetta, violazione delle normative CITES (Convenzione di Washington che tutela le specie di flora e fauna in via d’estinzione)  e violazione della legge sulla caccia. Sequestrati 35 esemplari (16 a Pistoia, 11 a Modena, 2 ad Alessandria, 5 a Cosenza e 1 a Salerno) di cane lupo cecoslovacco ibrido di prima generazione.

branco di Lupo europeo (Canis lupus lupus)

branco di Lupo europeo (Canis lupus lupus)

L’operazione nasce da un esposto anonimo inviato a diverse istituzioni competenti. In Italia attualmente esistono oltre 120 allevamenti di cani appartenenti alla razza lupo cecoslovacco, un cane di taglia medio-grande appartenente al gruppo dei pastori e bovari. Il cane lupo cecoslovacco ha  la tempra, la mentalità e l’addestrabilità di un pastore tedesco e la forza, le caratteristiche fisiche e la resistenza di un lupo.
Le indagini condotte dalla Forestale hanno evidenziato che alcuni allevatori  avrebbero fatto accoppiare in maniera fraudolenta esemplari di lupo cecoslovacco con lupe selvatiche provenienti dai Carpazi (Lupo europeo), dal Nord America (Lupo del Mackenzie) e in alcuni casi con lupi appenninici per migliorare le caratteristiche genetiche e morfologiche della razza. Il cane lupo cecoslovacco molto di moda in Italia e all’estero ha un valore sul mercato che può arrivare fino a 5.000 euro ad esemplare.

In Italia, non solo è proibito l’accoppiamento di animali domestici con quelli selvatici, ma è anche vietato detenere lupi fino alla quarta generazione, in assenza delle prescritte autorizzazioni, poiché considerati specie protetta dalla Convenzione Cites (Appendice I) e perché ritenuti animali pericolosi per la salute e la pubblica incolumità. Secondo alcune indagini svolte dalla Forestale tra Modena e Reggio Emilia, si sarebbero verificati in natura fenomeni riproduttivi dovuti alla diffusione accidentale di esemplari ibridi. L’ipotesi potrebbe essere ricondotta al ritrovamento avvenuto nei mesi scorsi di alcuni cani uccisi a fucilate o da bracconieri che le avrebbero scambiati per lupi o dagli stessi allevatori illegali perché ritenuti ingestibili.

La pratica di rinsanguamento  tra cani e lupi è stata sospesa anche nella Repubblica Ceca non solo perché vietata, ma perché rischiava di generare ibridi genetici dall’indole e dalla natura molto aggressiva.

 

 

(foto Provincia di Trento, Il Resto del Carlino, A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. max
    gennaio 26, 2014 alle 9:05 am

    speriamo che qualche imbecille ( sappiamo tutti la prolificita’delle di loro madri) non trovi il pretesto di attacchi agli ovini x accoppare i lupi.
    e’ dimostrato che cani di grossa taglia ( almeno un paio) tipo il ns maremmano abruzzese, o il pastore del caucaso o dei pirenei ecc sono un ottimo deterrente vs i lupi; purtroppo i bifolchi preferiscono sparare, avvelenare o tendere trappole che procurano morti lente anziche’ fare prevenzione. non esistono scusanti; cani come quelli citati vengono REGALATI cercando su qualsiasi sito di scambi o di animali, il loro mantenimento e’ economicamente trascurabile, la loro salute di ferro e la rusticita’ proverbiale.

  2. gennaio 26, 2014 alle 6:42 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    AL LUPO, AL LUPO!!!

    Che in Italia ignoranza e superstizione la facciano ancora da padrone, lo si sapeva. Ma ciò che sta accadendo in Provincia di Pesaro e Urbino di questi tempi, supera ogni possibile immaginazione. A Pesaro, infatti, qualche giorno fa, si è svolto un convegno dal curioso titolo: “La Casciotta piace al lupo!”.
    Il tema del convegno, promosso dal Consorzio per la tutela della Casciotta di Urbino, il primo formaggio DOP delle Marche, non era, come si potrebbe pensare, quello di tutelare il celebre formaggio marchigiano dalle sempre più frequenti imitazioni da parte di formaggi scadenti esteri o dalle sofisticazioni alimentari. No, lo scopo era quello di difendere la buona casciotta da un ben più pericoloso e temibile avversario: il lupo!
    Cosa c’entri il lupo con la caciotta urbinate lo hanno poi spiegato i relatori dell’incontro, denunciando una vera e propria “invasione” di lupi famelici sulle montagne del Montefeltro, che avrebbero causato delle stragi di bestiame ovino, mettendo così a rischio la produzione del famoso formaggio. Secondo loro, l’unica soluzione sarebbe quella di riaprire la caccia al lupo, in quanto la specie negli ultimi 10 anni sarebbe raddoppiata e quindi rappresenterebbe oggi un pericolo per il bestiame d’allevamento.
    L’assurdità di una tale iniziativa sta proprio nella falsità delle cifre riportate e nella profonda ignoranza sulla biologia e sulle abitudini alimentari del lupo.
    A tale proposito, recentemente, l’assessorato all’ambiente della Regione Marche, ha pubblicato i risultati di un approfondito monitoraggio effettuato dall’ottobre 2010 al gennaio 2012 sulla presenza del lupo nelle Marche, denominato “Progetto Lupo”. Secondo i risultati di questo monitoraggio, i lupi nelle Marche sarebbero circa 150, divisi in 28 distinti gruppi familiari. Nella parte nord della Regione, quindi nel pesarese, i lupi sarebbero una sessantina, quindi non le “centinaia” millantate nel suddetto convegno.
    Ma la cosa più interessante emersa dallo studio è che esaminando le feci dei lupi si è scoperto che la loro dieta principale non sono affatto le pecore o altri animali d’allevamento, ma i cinghiali ed i caprioli!
    E questo è più che logico, se si considera la massiccia immissione di cinghiali, per scopi venatori, che è stata fatta a partire dagli anni ’70 nelle Marche e nel resto d’Italia. Certamente, non si può escludere che, in casi isolati, il lupo possa attaccare anche il bestiame, ma è stato dimostrato che se le greggi sono protette da cani-pastore di razza abruzzese o da una adeguata recinzione, questi attacchi sono ridotti praticamente a zero!
    E d’altra parte la Regione non indennizza i danni arrecati al bestiame incustodito.
    In realtà, dietro questa iniziativa di tutela degli allevatori e della Casciotta di Urbino, ci sono, come sempre, i cacciatori, i quali, guarda caso, sono effettivamente la categoria più penalizzata dal lupo, in quanto questo splendido animale rappresenta ormai il loro principale “competitor” nella loro lucrosa caccia al cinghiale!
    Quindi, è ora di dire basta a questo clima da “caccia alle streghe”, degno dell’epoca medioevale. Siamo infatti nel 2014, ed alla favoletta di “Cappuccetto rosso ed il Lupo cattivo” ormai non credono più neppure i bambini…

    Ancona, li 26 Gennaio 2014

    Danilo Baldini – Delegato LAC per le Marche

    • antonio
      gennaio 26, 2017 alle 4:56 pm

      Condivido! Io sto dalla parte del povero lupo, incolpato di compiere cose mai fatte, o se fatte, veramente gonfiate numericamente! I mass media ed i relatori, non studiosi di lupi, sparano sempre delle gran cavolate! Il guaio è che la gente tende a crederci!

  3. M.A.
    gennaio 26, 2014 alle 6:43 pm

    Condivido il tuo pensiero, e contemporaneamente non ti nego di ringraziare di vivere in Sardegna.

  4. gennaio 26, 2014 alle 11:56 pm
  5. M.A.
  6. gennaio 13, 2017 alle 2:53 pm

    A.N.S.A., 13 gennaio 2017
    Registrato il ‘coro’ del lupi,per la prima volta in Trentino.
    Ululati di un branco sul gruppo delle Piccole Dolomiti: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/01/13/registrato-il-coro-del-lupiper-la-prima-volta-in-trentino_70fc3160-f45b-4538-9177-1793f38d6602.html

  7. gennaio 15, 2017 alle 12:59 pm

    follia!!!

    A.N.S.A., 15 gennaio 2017
    ‘Ave Lupo’,Comando Forestale Carabinieri sequestra 200 ‘ibridi’. Truffati 200 proprietari,animali anche potenzialmente aggressivi. (http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/01/14/avelupocomando-forestale-carabinieri-sequestra-200-ibridi_7ec8d207-ba87-457c-9976-6abbaaa51c1c.html)

    ROMA – Si chiama ‘Ave Lupo’ la prima operazione completata dal Comando Unità Tutela Forestale Ambientale ed Agroalimentare Carabinieri (CUTFAA) nel quale è appena confluito il personale del Corpo Forestale dello Stato, e che ha portato al sequestro in tutta Italia di 229 di ibrido di cane e lupo selvatico. I sequestri sono stati condotti in 54 province dal Servizio CITES del Cutfaa al termine di una indagine coordinata dalla Procura presso il Tribunale di Modena, sul traffico illegale di lupi selvatici tutelati usati per incrociare la pregiata razza Cane da Lupo Cecoslovacco che era cominciata nel 2013 e che ha portato a misure di sequestro per 9 allevamenti. La truffa ha colpito più di 200 proprietari, che avevano acquistato spendendo sino a 5.000 euro per esemplare gli animali con falsi pedigree e un aspetto più ‘lupino’, ed erano anche ignari della loro potenziale aggressività.

    “I lupi – ha spiegato all’ANSA il colonnello Daniela Piccoli – venivano prelevati illegalmente nella zona dei Carpazi, nei paesi scandinavi o in Nord America per essere incrociati, con cani da Lupo Cecoslovacco selezionati, per ottenere un patrimonio genetico nuovo e capace di dare origine a esemplari di grande bellezza e più resistenti a disfunzioni e malformazioni ossee, in violazione dei disciplinari stabiliti dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (Enci)”.

    “Questa – aggiunge – è una operazione di prevenzione, nella quale crediamo molto, e di tutela verso i proprietari ignari di acquistare a caro prezzo animali potenzialmente aggressivi, frutto di incroci pericolosi. E ci permette anche di rendere gli appassionati consapevoli del rischio”.

    Le pene per le condotte contestate sono quelle stabilite dalla normativa CITES (arresto e ammenda) e dal Codice Penale per il reato di falso ideologico e frode in commercio. Tutti gli animali sequestrati sono stati affidati ai proprietari, curando il massimo rispetto per il loro benessere, essendo stati acquistati da cuccioli e legati ormai agli attuali detentori da un forte legame di affezione.

    __________________________

    da La Stampa, 16 gennaio 2017
    Il mistero di Alaska, cane o ibrido di lupo? (Francesco Grignetti): http://www.lastampa.it/2017/01/16/societa/lazampa/cane-cani/il-mistero-di-alaska-cane-o-ibrido-di-lupo-FG0g5NcAfcl1mAJP44PbKM/pagina.html

    ___________________

    da Il Fatto Quotidiano, 15 gennaio 2017
    Traffico di cuccioli, sequestrati 229 esemplari “ibridi” pericolosi. “Incrociavano lupi e cani cecoslovacchi”.
    L’obiettivo era quello di ottenere una nuova razza, più bella e più resistente alle malattie. Gli animali venivano venduti a migliaia di euro grazie a pedigree falsificati. Il risultato è frutto di un’indagine lunga e complessa coordinata dalla Procura di Modena e iniziata nel 2013 e svolta dal Comando unità tutela forestale ambientale ed agroalimentare dei Carabinieri. Nove gli allevamenti coinvolti. (Giulia Zaccariello): http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/15/traffico-di-cuccioli-sequestrati-229-esemplari-ibridi-pericolosi-incrociavano-lupi-e-cani-cecoslovacchi/3317705/

  8. novembre 7, 2018 alle 7:03 pm
  9. giugno 17, 2020 alle 6:56 pm

    grave rischio di inquinamento genetico

    A.N.S.A., 17 giugno 2020
    A rischio l’identità genetica dei lupi in Europa. Colpa dell’ibridazione coi cani, mancano strategie di contrasto. (https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/ragazzi/news/2020/06/17/a-rischio-lidentita-genetica-dei-lupi-in-europa-_758f6de5-867f-439c-ad09-56292b5a4ec6.html)

    Attenti al lupo: in Europa rischia una crisi d’identità genetica. La colpa è degli incroci con i cani, sempre più frequenti eppure non controllati dai Paesi europei, Italia inclusa. A lanciare l’allerta, dalle pagine della rivista Biological Conservation, è uno studio internazionale guidato da Valeria Salvatori dell’Istituto di Ecologia Applicata (Iea) di Roma e supervisionato da Paolo Ciucci del Dipartimento di Biologia e biotecnologie dell’università Sapienza.

    Lo studio rivela che ibridi di lupo e cane sono presenti in tutte le popolazioni di lupi in Europa e che molti Paesi, compresa l’Italia, non stanno intervenendo per monitorare né contrastare il fenomeno, come invece prescritto da trattati legalmente vincolanti a livello internazionale quali la Direttiva Habitats e la Convenzione di Berna. Nella maggior parte dei Paesi presi in esame, gli ibridi rappresentano ancora una piccola porzione della popolazione di lupo e ciò renderebbe possibile programmare e realizzare interventi efficaci di prevenzione e controllo. Ad oggi, però, mancano protocolli e standard operativi di riferimento a livello internazionale per indirizzare queste azioni.

    “Gli ibridi tra lupo e cane sono fertili – spiega Paolo Ciucci – e a loro volta possono reincrociarsi con i lupi, diffondendo, con il progredire delle generazioni di reincrocio, varianti genetiche tipiche del cane all’interno del genoma lupino. Questo pone la questione di come stabilire una soglia oltre la quale gli ibridi non sono più da considerare come tali. In questi termini, non esiste ad oggi una definizione di ibrido che sia stata accettata a livello internazionale ed è questa la cosa più urgente da cui partire per poter dare risposte concrete sul fronte gestionale”. In conclusione, i ricercatori suggeriscono di includere nei trattati internazionali indicazioni più chiare sulla gestione degli ibridi e dei cani vaganti, evidenziando che gli ibridi tra lupo e cane vanno comunque protetti per legge.

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