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Un mese dopo la tragica alluvione in Sardegna che cosa è stato fatto?


Mercoledi 18 dicembre 2013, dalle 11.20 alle 12.00, su Rai News 24, Silvana Pepe conduce “Di Mattina”, approfondimento su quanto sta accedendo in Sardegna un mese dopo la tragica “calamità innaturale” causata dal Ciclone Cleopatra e, soprattutto, dalle attività umane che hanno ingigantito il dissesto idrogeologico.

Ne parleranno Riccardo Rossi, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, Roberto Bormioli, Presidente della Confindustria della Sardegna centrale, Stefano Deliperi, Presidente del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

  1. max
    dicembre 18, 2013 alle 7:22 am

    l’italia e’ un paese che cade a pezzi sotto ogni punto di vista. ci dicono che la coperta e’ corta: se investi nel territorio non hai i soldi per la scuola o la sanita’. balle:per gli aerei militari e per i politici si pero’. quando vado in europa (l’italia e’in nord africa) mi pare di essere su marte; non parlo della civile danimarca, norvegia o anche svizzera, ma di francia, slovenia, germania ecc. allora mi accorgo di quanto siamo arretrati, piccoli, tapini, meschini e perdenti.poi ci raccontano le glorie dell’impero romano,dei poeti, musicisti dell’arte, dell’italian style. ed ora come siamo messi? dicono che ogni popolo ha il governo che si merita; temo che tale assioma sia calzante nel ns caso.

  2. eldorada
    dicembre 18, 2013 alle 11:10 am

    Max ha ragione. purtroppo questo succede perché siamo un popolo che non ha la minima idea del concetto di res publica e ognuno cura UNICAMENTE il proprio interesse, in modo egoistico e senza responsabilità (politici compresi) ai danni del prossimo,della comunità, dell’ambiente etc

  3. Shardana
    dicembre 19, 2013 alle 10:00 PM

    Scusatemi ma non ci stò,non tutti ci meritiamo sta feccia,la subiamo,ma non ce la meritiamo

  4. Shardana
    dicembre 20, 2013 alle 11:26 am

    Infatti io non mi stò lamentando,mi stò difendendo dalle generalizzazioni.Concordo che se vogliamo un cambiamento si deve essere presenti nel territorio violentato,tutti indistintamente,i NO TAV dovrebbero insegnare qualcosa……..altro che balentes,loro sì che sono attaccati al territorio

  5. Shardana
    dicembre 24, 2013 alle 3:17 PM

    Visto gli indumenti toscani che fine hanno fatto?

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