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La Regione autonoma della Sardegna ubbidisce alle associazioni venatorie?


Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

Com’è noto, già dall’11 dicembre 2013 il Comitato regionale faunistico ha deliberato la fase conclusiva della stagione venatoria 2013-2014 in palese violazione delle prescrizioni contenute nel parere (nota n. 46674 del 20 novembre 2013) dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.), eppure il previsto decreto assessoriale contenente la decisione tarda a esser pubblicato sul B.U.R.A.S.

Ci è giunta voce che ci sia un intento ben preciso: “verrà pubblicato sul buras solo a fine dicembre per evitare che ci siano ricorsi”, come sembra stia comunicando premurosa un’associazione venatoria di spicco ai propri iscritti.

Questo significa forse che l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Andrea Biancareddu sa che la prosecuzione del calendario venatorio con queste disposizioni è illegittima, cerca di evitare un nuovo ricorso giurisdizionale facendo gli interessi dei cacciatori e fregandosene della stragrande maggioranza dei cittadini non cacciatori?

Ma no, non sarà certo così.

L’elaboratore[1] del noto neo-umanesimo alla Biancareddu, sempre da votare “altrimenti arriva qualche assessore ambientalista che ci fa un mazzo così”, sicuramente ha a cuore l’interesse pubblico della conservazione del patrimonio faunistico e non si presterebbe mai a simili mezzucci di bassa lega per ostacolare il ricorso ai rimedi giurisdizionali contro gli atti amministrativi ritenuti illegittimi.

Siamo tutti certi che il decreto assessoriale sarà pubblicato sul B.U.R.A.S. al massimo entro domani…..o no?

Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Associazione Vittime della Caccia, Earth

 

(foto S.D., archivio GrIG)


[1] Andrea Mario Biancareddu con sentenza del Tribunale di Cagliari, Sez. I, del 7 febbraio 2013 è stato condannato per usurpazione di funzioni pubbliche per aver ritardato un po’ troppo a dare esecuzione alla sentenza n. 16889/06 del 24 luglio 2006 che lo dichiarava decaduto dalla carica di consigliere regionale.    Inoltre, è indagato per peculato nell’ambito di uno dei noti procedimenti penali avviati dalla Procura della Repubblica di Cagliari riguardo la gestione dei fondi dei gruppi consiliari.

 

  1. M.A.
    dicembre 17, 2013 alle 5:34 PM

    Un sincero grazie all’assessore Biancareddu e a chi gli è stato vicino per aver restituito un calendaro dignitoso ai cacciatori sardi. È stato compiuto un vero passo avanti contro il bracconaggio e un opera di giustizia sociale nei confronti di disoccupati, pensionati e studenti che pagano fior di tasse contribuendo a sorreggere l’economia della nostra isola. Biancareddu non solo ha compiuto un opera di bene nei confronti dei 40000 cacciatori sardi, ma nei confronti dell’ambiente, delle famiglie dei cacciatori, e di tutti gli addetti al settore: armieri, agriturismi, industrie di abbigliamento… etc. Grazie!

    • dicembre 17, 2013 alle 8:38 PM

      dimentichi il fortissimo sostegno all’economia della nostra isola, nei confronti dei lattai, degli idraulici, dei gommisti, degli spazzacamini, dei venditori di canditi, dei torronai, dei pittori, delle stiratrici, dei metalmeccanici, ecc. ecc.
      Senza la caccia tutte queste categorie sarebbero sul lastrico.
      Che economia sarebbe la nostra senza la caccia?
      Non vi rendete nemmeno conto del ridicolo 😛

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        dicembre 17, 2013 alle 10:13 PM

        Invece è simpatico il modo in cui cerchi di screditare l’importanza della caccia in Sardegna, sotto tutti i punti di vista. La stra grande maggioranza di cittadini non cacciatori, sono connessi alla caccia, in quanto parenti di quei 46000 cacciatori e mangiano e si nutrono di quel pezzo di cinghiale. Chi eticamente è contro la caccia è solo qualche centinaia di vegani, poi oltre loro ci sono gli indifferenti a cui sta antipatica la figura del cacciatore, in quanto visto come razziatore privilegiato, stereotipato fino all’esasperazione da una ignorante cultura animalista. I muratori, gli idraulici, metalmeccanici, pastori sono cacciatori, che pagando fanno ruotare un sistema.In Sardegna, sai quanti arigiani esistono nei piccoli paesi che costruiscono e lavorano il cuoio, pelle lana o velluto per creare accessori e/o vestiario da caccia come : pantaloni, gilet, cartuccere, foderi, cinghie, gambali, scarponi, giberne e zaini sardi ( muscillie)? Perché mandare a quel paese tutto questo per un vostro deficit mentale nel riuscire ad accettare il corso della natura, ossia che il destino di una lepre o di un cinghiale non sia quello idilliaco di vivere tranquillo e spensierato immerso tra il verde e le farfalle, ma essendo prede diventare cibo di un predatore, uomo o altro animale che sia? Colgo l’occasione per fare i complimenti alla trasmissione di Videolina, che va in onda ogni sabato alle 15:00. Per tutti coloro che hanno dubbi o incomprensioni etiche suggerisco di guardarla, perché chiarisce la relazione tra uomo-ambiente-cultura sarda.

      • dicembre 17, 2013 alle 10:34 PM

        ma daài, non raccontatela troppo grossa..come quella volta che avete abbattuto un cinghialone di 570 kg. 🙂
        mi volete far credere che l’idraulico di Piazza Maxia, a Cagliari, campa grazie alla caccia?!
        Oppure la cassiera del Risto-Bar di Piazza d’Italia a Sassari?!
        Ma piantatela qui, la caccia è solo un vostro “divertimento”, è solo questo e nulla di più.
        Nessuno in Italia, oggi, “vive” di caccia.
        E alla stragrande maggioranza della Collettività non piace proprio.
        Fatevene una ragione.

        Stefano Deliperi

  2. Juri
    dicembre 17, 2013 alle 6:04 PM

    Nooo, ma quando mai! Se non l’hanno ancora pubblicato è solo perché ancora non hanno trovato il tempo per completare l’iter burocratico. L’assessore, del resto, ha tante grane da pelare, tra visite domiciliari non previste e scontrini da recuperare, e quindi non deve stupire la difficoltà a trovare il tempo per apporre una firma.

  3. M.A.
    dicembre 17, 2013 alle 10:52 PM

    Gruppo d’Intervento Giuridico :
    ma daài, non raccontatela troppo grossa..come quella volta che avete abbattuto un cinghialone di 570 kg.
    mi volete far credere che l’idraulico di Piazza Maxia, a Cagliari, campa grazie alla caccia?!
    Oppure la cassiera del Risto-Bar di Piazza d’Italia a Sassari?!
    Ma piantatela qui, la caccia è solo un vostro “divertimento”, è solo questo e nulla di più.
    Nessuno in Italia, oggi, “vive” di caccia.
    E alla stragrande maggioranza della Collettività non piace proprio.
    Fatevene una ragione.
    Stefano Deliperi

    Chi ha orecchie e cervello per intendere….intenda! Per il cacciatore la caccia non è un mestiere, lo diventa invece per chi ci lavora con tutto ciò a cui è connessa! Perché non ti rechi lungo i bar nella 131, a Tramatza o Abbasanta, per vedere se trovi posto la domenica mattina alle 5 e se lavorano? La caccia sai meglio di me che è una passione, e chi la pratica si diverte, tanto quanto raccogliere funghi, cercare asparagi o raccogliere bietole selvatiche. Tra tutte le attività rurali è indubbiamente la più cruenta perché ha a che fare direttamente la vita e la morte degli animali. È un’attività che ti permette di rispolverare i vecchi insegnamenti dei padri e dei nonni, su come lavorare le carni, dallo scuoiatura, all’eviscerazione, alla lavorazione delle carni, fino alla cottura. In poche parole, al giorno d’oggi, la caccia permette a persone come te, come me, come chiunque altro non sia macellaio, ma lavora in fabbrica, in ufficio, di trovare il nesso che un tempo esisteva e che ora si è perso tra la carne e il piatto. Dal punto di vista ambientale e sociale, se dovessi scriverti cosa mi ha insegnato la caccia ti scriverei un romanzo. Magari ad una prossima puntata. 🙂 se hai voglia di confrontarti sono a tua disposizione.

    • dicembre 17, 2013 alle 10:58 PM

      …posso dirti di aver imparato tanto e tanto altro imparerò ancora, senza aver mai sparato per divertimento a un essere vivente..potrei scrivere anch’io un romanzo su questo 😀

      Stefano Deliperi

  4. max
    dicembre 18, 2013 alle 7:32 am

    argomento difficile; sotto il profilo etico la caccia non ha piu’ alcun senso perche’ togli una vita per il solo divertimento. e’ anche vero che nei macelli togli tante vite (ma non per divertimento). certo se mangiassimo meno carne ammazzeremmo di meno, ma molta gente sarebbe a spasso senza lavoro. quindi? forse la caccia va regolamentata di piu’ privilegiando quelle specie e razze invasive e che si riproducono parecchio come cinghiali e nutrie ( occhio che le nutrie sono piu’ buone del coniglio e nel civile polesine se le mangiano). vietare non serve: continuiamo con le opere di sensibilizzazione e forse fra qualche decennio la parola cacciatore sara’solo identificabile con il fil cult con robert de niro.

    • dicembre 18, 2013 alle 10:51 am

      per ora cerchiamo di rispettare le leggi e il buon senso connesso a ciò, senza stupidi giochetti coi tempi.. parlo dell’oggetto dell’articolo.

    • Sardo
      dicembre 19, 2013 alle 10:26 am

      Max, è qui che sbagli. La caccia è la forma più etica e naturale di uccidere un animale. Direte voi che il fucile non ha nulla di naturale in natura, ma questo è solo l’arma legale imposto dallo stato. Un uomo caccia con il cervello, è questa l’unica arma che possiede, e con questo può cacciare utilizzando qualsiasi arma. Quando un animale è ucciso in Natura la sua morte è protetta da eventi biochimici che si instaurano a causa della predazione. Sia una gazzella uccisa da un leone o una lepre uccisa da un cacciatore la sostanza non cambia. Questi animali sono nati biologicamente con l’istinto della fuga. Dal momento che nascono avendo la consapevolezza di essere prede, la paura di essere catturati innesca in loro il rilascio di adrenalina. Questo ormone oltre ad essere la benzina della fuga, funge da anestetizzante naturale e viene protetto da una morte naturale per effetto di zanne o artigli o nel nostro caso dal piombo. La mia domanda è questa: voi che giustificate gli allevamenti, come può essere meno dolorosa la morte in cattività se non si verificano questi eventi; infatti come può un agnello avere paura di un uomo che ha visto fin dalla nascita, che l’ha curato e sfamato e che in ultimo diventa il suo carnefice?? Senza quell’ormone in circolo, l’agonia di quell’agnello sarà atroce. In virtù di questo tra la caccia e l’allevamento quale delle due è più etica??

  5. max
    dicembre 19, 2013 alle 12:20 PM

    caro Sardo mi sa che nella fretta di scrivere non hai letto bene;
    -la caccia non ha + alcun senso e giustificazione alcuna ma dal momento che vietare e’ poco costruttivo cominciamo a concentrarla la dove serve ( cinghiali e nutrie)
    -sono d’accordo che i mangiatori di carne acquistata sono alla stregua dei cacciatori o quasi ( sono mandanti mentre i cacciatori sono i killer) tuttavia i cacciatori mangiano anche le prede accoppate da altri ( macelli) quindi occorre anche qui’fare informazione.
    detto questo non significa che se dipendesse da me dallla mattina alla sera abolirei la caccia ed i macelli, ma mi promuoverei affinche’nel tempo i 2 fenomeni vadano ad esaurirsi.
    io non mi permetterei mai di criticarti xche’ vai a caccia, ( da ragazzo andavo a caccia)mi limiterei a sperare che tu vada nei boschi con il tuo cane e catturi le prede con la fotocamera. questo e’ solo il mio pensiero, non faccio la predica a nessuno e non sono un integralista.
    salutoni.

    • M.A.
      dicembre 19, 2013 alle 3:21 PM

      Scusate l’intromissione, ma perché sperare che l’alimentazione a base di carne sia un fenomeno che vada ad esaurirsi? Ma pensiamo a ciò che diciamo, sai cosa significa se si averasse ciò che ti auguri in Sardegna, dove l’allevamento è forse una delle nostre risorse più importanti? Non lo so dove andremo a finire. La caccia è leggitima proprio perché esiste l’allevamento, che ai fini morali è ben meno etico rispetto la caccia, perché oltre a tutto ciò che ha scritto Sardo, si è dimenticato che mentre gli animali selvatici hanno avuto una vita dignitosa in natura e son riusciti ad espletare il proprio ruolo per cui sono stati creati, ossia accoppiarsi, quelli nati in cattività non hanno dignità e rispetto in quanto animali poiché vengono utilizzati solamente per ottenere un profitto economico e la loro vita vale poche decine di euro. Per un cacciatore la selvaggina non è il giocattolo con il quale ci si diverte la domenica, è una risorsa, e un bene da tutelare da tenere costante negli anni. Per un cacciatore la selvaggina è un bene ed è una risorsa alimentare. Vi invito a trovarmi un cacciatore che butta la carcassa di una lepre, una pernice o un cinghiale perché uccide una preda per il mero gusto di vedere un bersaglio colpito, e io mi rimangio tutto ciò che ho scritto :). Unica eccezione sono le cornacchie e le volpi, che vengono inserite nei calendari venatori, solamente per far un favore alle Province, a causa delle richieste di risarcimento danni, ma che non sono (salvo rare eccezioni) soggette a nessuna pressione venatoria, proprio per lo scarso interesse alimentare, e i numeri nelle campagne lo dimostrano!

  6. Shardana
    dicembre 19, 2013 alle 10:08 PM

    dei gatti che ne dici M.A.a chi lo fanno il favore quando i cacciatori li uccidono?

    • dicembre 19, 2013 alle 10:16 PM

      ma sei strano, Shardana.
      I cacciatori hanno il compito divino di sistemare il Creato 😉
      L’unico difetto è che nessun dio, neppure minore, gli ha attribuito nessun compito 😛

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        dicembre 19, 2013 alle 10:31 PM

        I cacciatori hanno il diritto divino di aprire le mascelle e nutrirsi secondo ciò che la natura gli ha concesso, carne compresa. Poiché il metodo più etico, naturale e aggiungerei salutista di mangiare la carne è indubbiamente cacciarla, ecco giustificata questa aberrante e crudele attività. Per tutti i mesi in cui è chiusa la caccia, ci passano i maialetti e gli agnelli del nonno, non quelli dei supermarket :D. Per chi non mangia carne è sempre lecito il diritto di vino o divino di pascolare ;).

    • M.A.
      dicembre 19, 2013 alle 10:21 PM

      Shardana, il gatto non è nel calendario venatorio e non è una specie cacciabile :). Un cacciatore, per definizione, uccide le prede che sono in quel foglio o calendario. Chi uccide un gatto appartiene alla faccia opposta della medaglia, e spesso lo fa per creare un dispetto al padrone.

  7. dicembre 19, 2013 alle 10:35 PM

    M.A. :

    I cacciatori hanno il diritto divino di aprire le mascelle e nutrirsi secondo ciò che la natura gli ha concesso, carne compresa. Poiché il metodo più etico, naturale e aggiungerei salutista di mangiare la carne è indubbiamente cacciarla, ecco giustificata questa aberrante e crudele attività. Per tutti i mesi in cui è chiusa la caccia, ci passano i maialetti e gli agnelli del nonno, non quelli dei supermarket :D. Per chi non mangia carne è sempre lecito il diritto di vino o divino di pascolare ;).

    i cacciatori hanno il mero “diritto terreno” che oggi gli da la legge.
    Nulla di più 😉
    Forse domani non avranno più il diritto di uccidere alcun essere vivente per divertimento.

    Stefano Deliperi

    • M.A.
      dicembre 19, 2013 alle 10:46 PM

      Infatti, concordo Deliperi. ” Forse un domani non avranno più il diritto di uccidere per divertimento”, ma aggiungerei forse un domani avranno ancora più diritto di uccidere per far funzionare le mascelle, e dato i tempi che corrono non mi stupirebbe. La caccia non è uno sport, non è un passatempo, il fine ultimo rimarrà sempre e solo quello di mangiare ciò che si abbatte. E prima di riuscire a far passare per immorale questo concetto, soprattutto qui in Sardegna, dovrete riscrivere la storia dell’uomo ;).

      • dicembre 19, 2013 alle 10:52 PM

        non ho mai usato i termini “moralità” e/o “immoralità”.
        Se si caccia per “fame”, nulla è escluso, nemmeno l’antropofagia 😉

        Stefano Deliperi

  8. M.A.
    dicembre 19, 2013 alle 10:57 PM

    Gruppo d’Intervento Giuridico :
    non ho mai usato i termini “moralità” e/o “immoralità”.
    Se si caccia per “fame”, nulla è escluso, nemmeno l’antropofagia
    Stefano Deliperi

    Ahahah in quel caso accompagnata da un bel paio di sedute dallo psichiatra! 🙂

  9. Shardana
    dicembre 20, 2013 alle 11:43 am

    Scusatemi,perchè non vi scrivete in privato,il discorso sulla caccia è troppo semplificato con i vostri battibecchi.Deliperi non potrai mai far ragionare un cacciatore sul diritto alla vita degli esseri senzienti dei quali oggi si nutrono.M.A.non ricucirai a convincere deliperi che i cacciatori uccidono per far funzionare le mascelle(nel neolitico forse ti darei ragione)Non ti ci vedo antropofago deliperi………..o si?Feste serene a tutti

    • dicembre 20, 2013 alle 11:58 am

      o forse no? 😛
      Un sereno Natale a tutti!

      Stefano Deliperi

    • M.A.
      dicembre 20, 2013 alle 12:54 PM

      Ciao Shardana, no a me piace il confronto soprattutto in qualcosa cin cui credo. Non cerco mai di convincere nessuno. Penso che Deliperi non sia contro il cacciatore in se, ma contro le lobbies venatorie. Vorrei solo che la gente non si fermasse a giudicare la caccia per i suoi aspetti più cruenti, ma osservi il fine ultimo che è sempre lo stesso invariato da millenni, tanto nel Neolitico quanto nel 2013. L’uomo si è sempre divertito nel cacciare, questo è innegabile sia quando cacciava per vera sussistenza, sia per hobby come integrazione alimentare in. Ma il fine ultimo è sempre lo stesso, mettere la preda in un tegame con due olive e mangiarla. Voi giudicate immorale questo divertimento e vi fermate li. Ma se nel panorama moderno, dato gli allevamenti intensivi, dato il mercato, ogm, vacini etc dovessimo veramente giudicare quale sia la morte e la vita etica di un animale, la caccia continuerà a stare sempre al primo posto, perché è naturale. Fortunatamente la scienza ci dimostra che siamo onnivori, questo è il punto di partenza di ogni discorso anche connesso alla caccia.

      BUON NATALE a tutti.

    • M.A.
      dicembre 20, 2013 alle 1:06 PM

      Shardana :
      Scusatemi,perchè non vi scrivete in privato,il discorso sulla caccia è troppo semplificato con i vostri battibecchi.Deliperi non potrai mai far ragionare un cacciatore sul diritto alla vita degli esseri senzienti dei quali oggi si nutrono.M.A.non ricucirai a convincere deliperi che i cacciatori uccidono per far funzionare le mascelle(nel neolitico forse ti darei ragione)Non ti ci vedo antropofago deliperi………..o si?Feste serene a tutti

      Scusami Shardana dimenticavo un particolare, il diritto alla vita di quell’essere senziente finisce laddove inizia il mio. E non perché sono l’orco crudele, ma perché siamo onnivori e abbiamo il diritto di nutrirci così come la Natura ci ha creati (per la cronaca il genere “homo” si è nato proprio con l’homo habilis diversificandosi dai primati proprio grazie al consumo di carne, da prima come commensali e successivamente come predatori. La grande quantità di colesterolo ha portato ad un ingrandimento del cervello, la nostra arma, dovuta ad una scomparsa delle creste saggitali e nucali…da qui ne deriva ciò che siamo 🙂 )

  10. Shardana
    dicembre 21, 2013 alle 11:57 am

    Forse non ci capiamo,io non considero immorale mangiare carne o cacciare,il problema riguarda la tua interiorità.Considero illegale il fatto che un estraneo possa entrare a casa mia con un’arma addosso ,condizionando la mia libertà di addormentarmi disteso per terra………Per piacere non ho intenzione di polemizzare ma non mi sembra che una beccaccia ,un tordo o un coniglio possano ledereal il tuo diritto alla vita privandoti delle loro carni.Quest’anno pensaci quando mangerai le tue leccornie,M.A.

    • M.A.
      dicembre 21, 2013 alle 2:42 PM

      Esatto, non ci capiamo. Sul diritto di cacciare nei terreni privati, in quanto abbiamo questa concessione dello Stato, potremo lavorarci insieme. Bisognerebbe che l’articolo 1 della legge 157 venisse modificato da: “la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato” a “la fauna selvatica è patrimonio indisponibile del privato”. In tal modo la selvaggina presente nel tuo terreno è di tua proprietà, e sei tu proprietario che puoi autorizzare o vietare l’ingresso dei cacciatori. Gli aspetti sono molteplici sia positivi che negativi. Di positivo c’è che verrebbe rispettato il volere del singolo, la cosa negativa è che chi vieta la caccia nel suo terreno, non può chiedere sovvenzioni o risarcimento danni. Molti luoghi potrebbero trasformarsi in grandi riserve, (basta pensare al Portogallo o la Spagna disseminati di cartelli con su scritto “coto de caza”) ed inoltre non essendo più patrimonio di tutti i cittadini , molte delle associazioni verdi contro la caccia si estinguerebbero perché non avrebbero più ragione di vita. Non ci capiamo in un punto, ossia che quella beccaccia, coniglio o cinghiale che sia, fa parte del mio stile di vita e della mia famiglia, e di tutti quei 46000 sardi con rispettive famiglie. A Natale ceneremo con il cinghiale, e stai pur tranquillo che verrà apprezzato e venerato più di qualsiasi agnello importato. Noi intendiamo tutelare proprio questo, il nostro stile di vita, le nostre tradizioni e la nostra cultura, nel rispetto dell’ambiente ( che è fondamentale, in quanto senza questo non esisterebbe caccia) e del singolo cittadino. Ovvio che per trovare un punto d’incontro lo sforzo dev’essere reciproco.

      Buon Natale Shardana

  11. Shardana
    dicembre 22, 2013 alle 4:10 PM

    A ogniunu s’arti sua,ma io preferisco vedere gli animali selvatici nel loro abitat e non nel piatto……e qui la finisco.Un natale sereno e di pace anche a te e famiglia

  12. max
    dicembre 22, 2013 alle 6:29 PM

    e verra’un giorno in cui la caccia agli animali sara’solo un lontano ricordo sfuocato nell’oblio del tempo e noi tutti mangeremo carne lo stretto necessario ( se nel frattempo non ci saremo estinti).

    • M.A.
      dicembre 23, 2013 alle 4:02 PM

      Chissà, magari invece ci sarà una rinascita e un miglioramento in positivo della caccia in Sardegna. Magari con gli anni e le nuove generazioni ci toglieremo quel lenzuolo di ipocrisia e perbenismo, che il progresso e la globalizzazione ci hanno costruito, portando l’uomo a diventare ridicolo agli occhi della natura, a causa dell’ignoranza generale e sociale, che spesso ci porta a scandalizzarsi e ripudiare ciò che siamo,facendo finta di dimenticare chi e cosa siamo realmente. Se l’uomo è nato uomo, per nostra fortuna, non diventerà mai agnello.

      Buon Natale anche a te Max.

  13. Pietro
    dicembre 24, 2013 alle 10:48 am

    Beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

  14. Pietro
    dicembre 24, 2013 alle 3:03 PM

    Molto più di quanto vi possa sembrare……………

  15. Pietro
    dicembre 24, 2013 alle 3:34 PM

    Così profondo che non riuscivo più a risalire……………….

  16. dicembre 27, 2013 alle 3:01 PM

    come il Cielo ha voluto e le associazioni venatorie hanno permesso, anche la prosecuzione del calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 è stata pubblicata sul B.U.R.A.S. in data odierna: http://buras.regione.sardegna.it/custom/frontend/viewInsertion.xhtml?insertionId=d15ac3a3-3cca-45f8-8d70-b67435e34249

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