NO alla privatizzazione delle spiagge!


S. Anna Arresi, spiaggia di Porto Pino

S. Anna Arresi, spiaggia di Porto Pino

Il Governo Letta sembra che stia ascoltando i piagnistei delle associazioni di categoria dei concessionari delle spiagge, preoccupati perché, per normativa comunitaria (la direttiva n. 2006/123/CE, c.d. direttiva Bolkestein), a partire dal 2020 le concessioni demaniali potranno esser assegnate soltanto previa gara.

L’idea è tanto semplice quanto scellerata: sdemanializzare le spiagge oggetto di concessione demaniale per venderle ai concessionari, così da evitare le gare e la concorrenza.

In poche parole, svendere beni demaniali necessari (art. 822 e ss. cod. civ.) per gli interessi privati dei soli attuali concessionari.

Una vergogna, un palese danno per la collettività e l’ambiente.

Non è la prima volta che si tenta un’operazione scandalosa come questa, l’aveva già fatto l’allora Ministro dell’economia Giulio Tremonti, l’aveva tentata anche la Giunta regionale sarda, contro cui abbiamo raccolto più di 5 mila adesioni in una petizione popolare.

Villasimius, Porto Giunco, attrezzature balneari sulla spiaggia (20 agosto 2012)

Villasimius, Porto Giunco, attrezzature balneari sulla spiaggia (20 agosto 2012)

Questa volta è anche peggio.

Invitiamo tutti i cittadini a dire che cosa ne pensano direttamente al Presidente del Consiglio Enrico Letta (e-mail: uscm@palazzochigi.it; segrgen@governo.it) e al Sottosegretario all’Economia e Finanze Pietro Baretta (e-mail: segreteria.baretta@tesoro.it), informandoci per conoscenza (e-mail: grigsardegna5@gmail.com), così da poter pubblicizzare l’opinione degli italiani su questa svendita annunciata del demanio pubblico.

Suggeriamo questo messaggio semplice e diretto:

“Al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta

uscm@palazzochigi.it; segrgen@governo.it,

al Sottosegretario all’Economia e Finanze Pietro Baretta

segreteria.baretta@tesoro.it

sono assolutamente contrario a ogni ipotesi di sdemanializzazione di spiagge e litorali per la successiva svendita a privati.

Le spiagge, i litorali, le coste sono demanio e beni comuni di tutti gli italiani.

L’operato del Governo e Vostro personale in proposito sarà oggetto di valutazione pubblica da parte dei cittadini.

Cordiali saluti.

firma

nome e cognome, città di residenza”

Invitiamo tutti gli italiani a dir la loro e a opporsi a questo ignobile tentativo di rapina del demanio pubblico, il bene comune di tutti noi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Toscana, spiaggia e macchia mediterranea

Toscana, spiaggia e macchia mediterranea

da Il Corriere della Sera, 9 ottobre 2013

LA BOZZA ALLO STUDIO POTREBBE ESSERE INSERITA NELLA LEGGE DI STABILITÀ. Spiagge in saldo: il governo pensa a venderle. La proposta: «sdemanializzare» gli arenili in concessione per assegnarli agli attuali gestori evitando le aste chieste dalla Ue. Alessandro Fulloni

Vendere le spiagge italiane ai privati. Più esattamente a chi già ci lavora – i gestori dei lidi – e le occupa con ristoranti, bar, boutique e cabine. E’ un’idea, piuttosto concreta, allo studio del governo Letta in questi giorni e che presto potrebbe trovarsi inseritata tra gli articoli della legge di Stabilità in discussione in Parlamento. Da Ostia a Rimini, dalla Costa Smeralda alla Riviera ligure, i circa 7500 chilometri costieri della Penisola potrebbero essere investiti dagli effetti della «sdemanializzazione». Una parola , sempre più ascoltata tra gli uffici del mistero dell’Economia e le sedi delle associazioni balneari, che in sintesi illustra questo piano: lo Stato dovrebbe spogliarsi della proprietà degli arenili per assegnarla, a cifre e modalità da stabilire, agli attuali concessionari – che per l’uso pagano all’erario un canone, una specie di «rata d’affitto» – senza passare per le aste pubbliche volute dalla Ue.

LA SDEMANIALIZZAZIONE – A fine settembre i rappresentanti dei concessionari hanno incontrato (c’erano anche parlamentari ed europarlamentari Pd e Pdl e il direttore dell’Agenzia del demanio Stefano Scalera ) il sottosegretario all’Economia e Finanze Pier Paolo Baretta con l’obiettivo di perfezionare la bozza. L’obiettivo è amalgamare la nuova disciplina con le imposizioni di Bruxelles che ha chiesto all’Italia più concorrenza nel settore spiagge. Per la Ue la soluzione è quella che arriva dai bandi pubblici alla scadenza delle concessioni. Che invece, sinora, vengono rinnovate automaticamente restando sovente nelle stesse mani.

dune, ginepri, spiaggia, mare

dune, ginepri, spiaggia, mare

ALL’ASTA DAL 2020 – Tutto cambierà a partire dal 2020 – è stata l’assicurazione dell’Italia valsa la chiusura della procedura d’infrazione in materia di demanio e libero mercato – quando quei «contratti d’affitto» tra Erario e gestori dei lidi che via via decadranno saranno messi, appunto, all’asta. Lo scenario sta gettando nel panico le associazioni di categoria che vantano, fra Tirreno, Ionio e Adriatico, circa 30 mila operatori e che smuovono, alla voce turismo, un giro d’affari da centinaia di milioni di euro. L’azzeramento delle concessioni sostituite dai bandi – è il timore – impedirebbe di ammortizzare le spese sostenute per migliorare l’accoglienza dei lidi, come la costruzione di piscine, aree fitness, impianti sportivi e spazi destinati al commercio e alla ristorazione.

COMI: «BUON COMPROMESSO» – I lamenti dei balneari non sono rimasti inascoltati. Lara Comi, europarlamentare Pdl intervenuta martedì a «Sun», convegno internazionali sul turismo organizzato a Rimini, definisce la bozza allo studio un «buon compromesso: dividere da un lato l’area commerciale della spiaggia, sdemanializzandola per concederne la vendita e, dall’altro, lasciare demaniale la parte restante può essere la soluzione del problema. I proprietari degli impianti potrebbero acquistare l’area dove insistono le loro attività. Sarebbe una forma di risarcimento per le loro attività». Mentre lo Stato «potrebbe di aprire alla concorrenza la gestione delle spiagge come richiesto dalla Ue».

San Vincenzo, stabilimento BayahibeIL PRECEDENTE DI TREMONTI – La proposta di «sdemanializzazione» non è certo inedita: sia pure con qualche variante la ipotizzò nel 2005 l’allora ministro Tremonti formulando concessioni a 90 anni, proposta ripresa poi nel decreto Sviluppo 2011 su cui caddero i rilievi del Capo dello Stato a seguito dei quali la scadenza venne pesantemente ridotta: a 20 anni. Ma ora c’è anche chi, come Edoardo Levantini, del Cordinamento antimafia del litorale laziale, lancia l’allarme criminalità: «Occorre vigilare sul business delle concessioni che fa gola alla malavita organizzata. Lo dimostra l’indagine della squadra mobile di Roma sugli arenili di Ostia: i clan hanno cercato in ogni modo di accaparrarsi i lidi».

I BALNEARI: PROPOSTA POSITIVA – Per i balneari favorire quegli imprenditori che da sempre lavorano in spiaggia è invece il modo migliore per tenere lontano le infiltrazioni tentate da chi dispone di grandi capitali di dubbia provenienza. E in un comunicato firmato dalle 5 maggiori associazioni – (Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna- Balneatori, Assobalneari-Confindustria e Oasi-Confartgianato) la proposta formulata da Baretta viene «valutata positivamente».

Domus de Maria, Piscinnì, spiaggia

Domus de Maria, Piscinnì, spiaggia con bovini allo stato brado

(foto E.R., M.C., J.I., S.D., archivio GrIG)

Advertisements
  1. capitonegatto
    ottobre 13, 2013 alle 10:09 am

    Ma perche’ il cittadino deve essere sempre piu condizionato a godersi una meritata vacanza in spiagge gremite di ombrelloni,sdraio,servizi inutili, grovigli umani non sempre gradevoli ?
    Per dare lavoro e guadagno a gente che non sa fare altro nella vita ? No , basta a spiagge tipo Adriatico o Versilia. Letta non puo continuare a puntare medaglie sul petto degli speculatori e al suo partito di riferimento.

  2. ottobre 13, 2013 alle 12:45 pm

    da L’Unione Sarda, 12 ottobre 2013
    BALNEARI. L’idea del Governo per sdemanializzare l’arenile e arginare la direttiva BolkesteinConcessioni, le spiagge ai privati. Bertolotti (Sib): è l’unica via per salvare il nostro settore. (Lanfranco Olivieri)

    Il Governo vuole rendere patrimonio dello Stato il tratto di arenile che comprende stabilimenti balneari, bar e ristoranti e poi cederlo ai vecchi operatori.Bar, cabine e ristoranti sulla spiaggia potranno essere acquistati dai proprietari degli stabilimenti balneari. È questa la soluzione prospettata dal governo Letta per tutelare gli operatori del settore colpiti dalla direttiva europea Bolkestein (che ha fermato i rinnovi automatici dei titoli concessori). L’obiettivo è rendere patrimonio dello Stato il tratto di arenile che comprende stabilimenti balneari e le strutture collegate per poi cederlo a prezzo calmierato ai vecchi operatori concessionari. In gergo tecnico, si chiama “sdemanializzazione”. La proposta piace ai sindacati dei balneari, che in Sardegna, rappresentati da Alberto Bertolotti (Sib), la vedono come «l’unica via certa per salvaguardare il futuro delle nostre imprese».
    LA PROPOSTA. In sostanza, si prevede di procedere alla cessione di una porzione delle aree demaniali, quella a monte della spiaggia, con diritto di opzione agli attuali concessionari, e poi di mettere a gara, con diritto di prelazione, le aree rimanenti, quelle dove sono posizionati, per esempio, gli ombrelloni. I passaggi chiave della riforma sono stati voluti fortemente dal suo creatore, il sottosegretario del Pd all’Economia, Pier Paolo Baretta: «L’intento è quello di garantire continuità di gestione, poi è ovvio», ha detto, «è che con l’Europa ci si dovrà confrontare».
    I BALNEARI. Qualche giorno fa, a Bologna, i cinque responsabili dei principali sindacati degli imprenditori balneari ( Sib-Fipe-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna-Balneatori, Assobalneari-Confindustria e Oasi-Confartigianato) hanno sottoscritto un documento per sottoporre al Governo i problemi della categoria: dalla scadenza delle concessioni demaniali all’aliquota Iva, dalla Tarsu ai canoni pertinenziali. L’obiettivo comune è preservare l’offerta turistico-balneare italiana, 30 mila imprese e migliaia di posti di lavoro. Tra le richieste ritenute inderogabili nel documento c’è il fatto che «nella vendita delle superfici sdemanializzate dovrà essere assicurata l’opzione a favore degli attuali concessionari in modo diretto tra Stato e concessionario senza passaggi intermedi».
    IN SARDEGNA. L’umore dei balneari sardi è lo stesso dei colleghi della Penisola. «Abbiamo 900 imprese sarde che occupano, tra stagionali e fissi, 4500 lavoratori», commenta Bertolotti. «Le imprese balneari rappresentano un settore importante per l’economia isolana che si estende sul 25% delle nostre spiagge». Mediamente, ogni azienda fattura 150 mila euro. Un giro d’affari ancora limitato. «In Sardegna è difficile crescere», lamenta il rappresentante del Sib. «La legislazione comunale e regionale è restrittiva. Un imprenditore che noleggia pedalò, per esempio, non può aprire un chiosco e viceversa. Pesa anche l’Iva al 22%», conclude Bortolotti. «Mi chiedo perché gli albergatori paghino l’imposta al 10% e noi, che viviamo allo stesso modo di turismo, dobbiamo subire il salasso».

    _____________________________________

    da Italia Oggi, 28 settembre 2013
    Vendesi spiagge per fare cassa. Prima si sdemanializzano e poi si cedono. Le resistenze. (Giorgio Ponziano): http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1844379&codiciTestate=1

  3. Shardana
    ottobre 13, 2013 alle 7:34 pm

    Vedo molta preoccupazione per il fatto che lo stato ci sottraesempre più territorio………

    • ottobre 13, 2013 alle 7:52 pm

      il demanio marittimo – nel quale ricadono le spiagge – è dello Stato, cioè di tutti noi cittadini italiani.
      Questa sarebbe l’intenzione del Governo in carica.
      Se sei contrario e la cosa ti “preoccupa”, puoi mandargli un messaggio di posta elettronica per manifestare la tua contrarietà.
      Decine di cittadini lo stanno facendo.
      Il resto lascia il tempo che trova, non pensi?

      Stefano Deliperi

  4. Shardana
    ottobre 14, 2013 alle 11:41 am

    Penso che le firme abbiano fatto il loro tempo in una società corrotta come quella italiana,ciò non toglie che manderò la mia protesta “VIRTUALE” allo Stato,quindi a noi.La storia non mi preoccupa perchè so già che faranno gli interessi di pochi e non della comunità.La pesca dei ricci insegna………..Così mentre noi continuiamo a mandare firme,che precipitano nel vuoto chi urla e crea problemi ottiene tutto…..Noi però siamo persone civili e vorremmo uno stato delle cose diverso che si rendesse conto del patrimonio comune,delle nostre bellezze naturali uniche sempre più attaccate dal mordi e fuggi,che nulla lascia a noi è al nostro patrimonio.Ma questa è un’altra storia………meditate gente meditate.🌒🌓🌔🌕🌖🌗🌘

  5. ottobre 14, 2013 alle 3:01 pm

    da Elba Report, 14 ottobre 2013
    NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLE SPIAGGE: http://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/6770-no-alla-privatizzazione-delle-spiagge

    _____________________

    da Sassari Notizie, 15 ottobre 2013
    Un futuro fatto di spiagge private? Per gli ecologisti è “una vergogna”: http://www.sassarinotizie.com/articolo-20275-un_futuro_fatto_di_spiagge_private_per_gli_ecologisti_e__una_vergogna_.aspx

    _______________________

    da Olbia Notizie, 15 ottobre 2013
    Un futuro fatto di spiagge private? Per gli ecologisti è “una vergogna”: http://www.olbianotizie.it/articolo-20275-un_futuro_fatto_di_spiagge_private_per_gli_ecologisti_e__una_vergogna_.aspx

    __________________________

    da Il Giornale di Olbia, 13 ottobre 2013
    Spiagge: allo studio del Governo la vendita ai privati: http://www.ilgiornalediolbia.it/2013/10/13/spiagge-allo-studio-del-governo-la-vendita-ai-privati/

    ______________________________

    da Notizie Locali, 15 ottobre 2013
    Un futuro fatto di spiagge private? Per gli ecologisti è una vergogna: http://notizielocali.notiziaultima.com/sardegna/un-futuro-fatto-di-spiagge-private-per-gli-ecologisti-e-una-vergogna/2013/10/15

  6. Rossella
    ottobre 15, 2013 alle 12:59 am

    Salve, sto inviando la mail ma mi dice che “segrgen@governo.it” non è corretto, avete altri indirizzi da darmi oltre a quelli indicati. Grazie, per tutto!!! Rossella

  7. ottobre 15, 2013 alle 7:32 am

    SPIAGGIA, BENE COMUNE
    AVETE NOTATO COME LE SPIAGGE LIBERE STANNO SCOMPARENDO ???
    COSI COME I PARCHEGGI PER ANDARCI POI ……….
    DOBBIAMO PAGARE TUTTO , a favore di amici dei potenti, ED ABBIAMO SEMPRE MENO SOLDI grazie alle leggi e tasse e tributi oltre all’Euro …stabilite appunto dai potenti
    ( di turno, ricordiamocelo quando andiamo a votare, finche ci sara consentito !!!

  8. emy
    ottobre 15, 2013 alle 1:03 pm

    Emilia Milly Galli

    BASTA!!! con questa cattiva informazione sulla vendita dell’arenile, nessun uomo dello stato ha mai parlato di un ipotetica vendita delle spiagge o dell’arenile, la sabbia non è in vendita rimane un bene di tutti.! solo le costruzioni realizzate interamente dai concessionari balneari su aree demaniali marittime, costruite con i propri soldi.

    LE ASTE DELLE STRUTTURE DEMANIALI SARANNO A BANDO EUROPEO … VOGLIAMO CEDERE SVENDERE ANCHE IL TURISMO ITALIANO A STRANIERI E MULTINAZIONALI?
    Siamo 5 “ragazzi “ (ragazzi si fà per dire 45 anni ) imprenditori balneari di una piccola impresa turistica balneare (concessionari pertinenziali con supercanone che ci sta uccidendo ) e per dare un esempio di potenzialità abbiamo 70 ombrelloni…quindi una vera piccola realtà. 13 anni fà, dopo essere stati licenziati dalla fabbrica, quindi da privati, abbiamo investito tutti i nostri risparmi liquidazione e impegnando la nostra prima casa per l’acquisto dell’avviamento commerciale di una attività impresa balneare sul litorale romano località TORVAIANICA pagandola centinaia di milioni di lire, cosi facendo ci siamo comprati un nuovo posto di lavoro con la certezza come da contratto che se ci fossimo “comportati bene” sotto tutti i punti vista e dato un buon sevizio pubblico ai clienti dello stabilimento balneare e a quelli della spiagge libere con cui confiniamo IL CONTRATTO CI SAREBBE STATO RINNOVATO AUTOMATICAMENTE altrimenti come si può intuire avremmo investito i denari di una vita in qualcosa di meno
    rischioso. Abbiamo per 12 anni curato lo stabile in concessione che al nostro subentro era fatiscente soprattutto con la nostra manodopera , comprese tutte le riparazioni e manutenzioni ordinarie e straordinaria, come il tetto le fogne , la pulizia della spiaggia concessa e quelle limitrofi , il servizio salvataggio bagnanti ecc il tutto sempre e totalmente a nostre carico…offrendo il passaggio gratuito per arrivare al mare (come per legge) E ORA? LICENZIATI ANCHE DALLO STATO?

    SOPRAVVIVERE è un impresa colossale! lottiamo ogni giorno per non morire… sono 3 anni che solo i dipendenti prendono lo stipendio…( e so che nessuno ci crede…ma è così!! del resto cosa dovremmo fare rinunciare ai nostri sogni?).
    Dobbiamo per forza resistere e combattere fino alla fine.
    Da 3 anni non riusciamo a pagare il canone con gli utili e per non perdere tutto abbiamo dovuto fare una fideiussione ipotecando le nostre case…ma stiamo per morire lo stesso. Niente stipendio ne utili! ..”và bene” dato il momento di crisi generale… ma indebitarsi no! il nostro canone è di €. 70.000,00 a Torvaianica.. e non so se è giusto o no vendere le strutture sul demanio costruite dai privati a proprie spese…ma questo non significa vendere le spiaggia (la sabbia) l’arenile è e resterà bene di tutti!!!

    commenti:
    Dopo aver creato un impresa con i soldi di tutta una vita inventandoci (dopo il licenziamento dalla fabbrica dove lavoravamo da anni) per noi e per 4 dipendenti fissi + quelli stagionali, un nuovo posto di lavoro…secondo voi cosa i dobbiamo fare…andare a casa in silenzio e lasciare spazio senza battere ciglio al nuovo concessionario che avrà per lui una concessione di 30 anni e più… creata avviata da noi?. Che soluzione è… si dovrebbero cercare nuovi posti di lavoro no toglierli a certi per darne ad altri…. cose il gioco delle 3 carte?

    commenti:
    Prendete coscienza delle tante differenze fra le CONCESSIONI. .ES LA VALENZA TURISTICA, L’IMPORTO DEL CANONE ANNUO che ognuno paga…dato che è ormai chiaro che l’affitto è piu basso nelle zone di alta valenza turistica mentre in zone degradate come la nostra si pagano supercanoni insostenibili che ci stanno uccidendo.

    • ottobre 15, 2013 alle 5:12 pm

      Buonasera Emilia,
      ci sono vari modi di fare una gara d’appalto con evidenza pubblica, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale in tema di appalti pubblici di servizi, fra cui quelli dove sono previsti punteggi per il precedente positivo svolgimento della medesima attività.
      Nessuno vi sta mandando via, ma – meno che meno – potete pretendere che vi sia ceduto un bene pubblico, un bene demaniale.
      Dimentichi, infatti, che la proposta caldeggiata dalle imprese balneari (e pare accolta dal Governo Letta) non tratta solo delle strutture – che in linea di massima dovrebbero essere precarie e amovibili – realizzate sull’arenile, ma anche della porzione di demanio marittimo dove sono situate.
      Un bene demaniale è un bene di tutti noi italiani.
      Questo lo sapevate benissimo al momento del rilascio della concessione.
      Noi faremo di tutto per evitare che accada la cessione a chiunque di spiagge, litorali, beni demaniali di tutti noi.

      Stefano Deliperi

  9. ottobre 27, 2013 alle 6:34 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 25 ottobre 2013
    Spiagge, piano “segreto” per gare su misura dei soliti noti. Stop di Fassina.
    Il 9 ottobre l’agenzia di Scalera ha girato al ministero dell’Economia un testo per favorire i concessionari uscenti. Il vice ministro chiede il rispetto delle norme Ue e boccia la ‘sdemanializzazione’ del suo sottosegretario Baretta. Il M5s: ci dà ragione: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/25/spiagge-piano-segreto-del-demanio-per-gare-su-misura-dei-soliti-noti-stop-di-fassina/756874/

    ______________________________

    da L’Espresso, 22 ottbre 2013
    INCHIESTA. Così svendiamo le nostre spiagge.
    Litorali assegnati senza asta, concessioni rilasciate per pochi euro con enormi guadagni per i gestori e scarse entrate per lo Stato. E adesso che l’Europa ha fatto la voce grossa, il Demanio progetta una gara su misura per i soliti noti. In modo che nulla cambi. (Gianfrancesco Turano): http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/10/22/news/cosi-svendiamo-le-spiagge-1.138520

  10. Andrea
    novembre 7, 2013 alle 4:07 pm

    il problema è a monte, non a valle.
    il sistema giuridico comunitario che regola l’economia ha come perno la cieca concorrenza tra lavoratori del mercato unico. questo è un principio fondamentale, anzi sarebbe meglio definirlo un dogma.
    ciò vuol dire che ad esempio se in un’asta pubblica vincesse un’impresa rumena o bulgara offrendo di più per ottenere la concessione, poi all’UE non frega nulla se per esempio il titolare dell’impresa paga i suoi 20 dipendenti 300 euro al mese per 4 mesi (tanto a loro andrebbe bene, perchè con 300 euro, che i dipendenti spedirebbero alle proprie famiglie in Romania, un rumeno ci camperebbe benissimo, mentre un italiano con quello “stipendio” dovrebbe andare alla caritas dopo 10 giorni).
    questo per dire che l’Italia è ormai nell’UE e deve rispettarne le leggi, senza fare giochettini ora tramite sdemanializzazioni e svendite. ma allo stesso tempo sarebbe meglio uscire da questo gioco al massacro dell’UE. ricordarsene alle prossime elezioni europee votando partiti euroscettici.
    in Grecia hanno svenduto ISOLE INTERE, in costa smeralda la Qatar Holding possiede enormi spazi, con gli emiri che in casa loro affamano il proprio popolo e nei loro cantieri edili sfruttano indiani,pakistani,afghani,bengalesi per 3 dollari al giorno. questa è l’UE, questa è la globalizzazione, questa è la perdita di dignità di persone come cappellacci e ragnedda e giovannelli ecc.

  11. novembre 8, 2013 alle 11:33 pm

    eccoli, ritornano!

    da Il Corriere della Sera, 8 novembre 2013
    IL DEMANIO. Stabilità, il Pdl: «5 miliardi vendendo le spiagge». Il centrodestra propone 600 emendamenti alla legge di stabilità, e punta al recupero fondi dal demanio: http://www.corriere.it/politica/13_novembre_08/stabilita-pdl-5-miliardi-vendendo-spiagge-483452a2-48ac-11e3-891b-7fc0b9dff093.shtml

  12. novembre 10, 2013 alle 11:40 am

    da La Nuova Sardegna, 10 novembre 2013
    Privatizzare le spiagge sarde? «Lo Stato può farlo».
    Coro di no all’ipotesi del governo sulle coste. Alessio Satta, Conservatoria delle Coste: «È sufficiente una legge nazionale». Ma in Sardegna, dove le concessioni balneari sono poche, non c’è business. (Silvia Sanna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/11/10/news/privatizzare-le-spiagge-sarde-lo-stato-puo-farlo-1.8087713

    —————–

    Spiagge in vendita, un coro di “no”.
    Legge di stabilità: gli emendamenti sono più di tremila. Da domani via agli scioperi territoriali dei sindacati. (Vindice Lecis)

    ROMA. Con le vecchie Finanziarie, la montagna di emendamenti veniva definita come un “assalto alla diligenza”. Ma ora che soldi non ce ne sono più, la battaglia parlamentare si concentrerà su alcune cose essenziali. Infatti la valanga di emendamenti presentati (3.100 di cui 2.190 della maggioranza, 903 dell’opposizione) non deve trarre in inganno: molte centinaia di emendamenti-bandierina saranno ritirati e il confronto punterà a caratterizzare di un segno nuovo la legge di stabilità. A saldi invariati, precisano fonti del governo. Il Pd, che ha annunciato di abbattere in commissione molti dei suoi 992 emendamenti, punterà a confermare quelli sul welfare (pensioni e fisco). Allo stesso modo il Pdl (814 proposte di modifica) cercherà di far prevalere i temi della sua impostazione di politica economica basata sul condono fiscale e sulla vendita delle spiagge che sta provocando un durissimo confronto. Con l’inizio della discussione in Commissione entra nel vivo la mobilitazione promossa da Cgil, Cisl e Uil: 4 ore di sciopero articolate a livello territoriale. A partire da domani e fino a venerdì 15 tutte le province d’Italia saranno interessate dall’astensione dal lavoro. I sindacati chiedono misure per diminuire le tasse sui lavoratori e pensionati, così come risorse per rivalutare le pensioni, insieme all’adozione di iniziative per affrontare i nodi della Pubblica amministrazione e dare efficienza alla spesa pubblica. Decine le manifestazioni in programma a partire da domani per arrivare a venerdì, quando, a Milano, il leader della Cgil Susanna Camusso, parteciperà alla manifestazione unitaria in piazza della Scala. Da domani comunque Camusso, Bonanni e Angeletti cominceranno una serie di incontri con i gruppi parlamentari perché, ha ricordato la segretaria della Cgil, la legge di stabilità «è il banco di prova del governo». Per l’esecutivo risponde il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini secondo il quale è giunto il momento «di fare scelte importanti per migliorare la qualità della vita di molte persone». Sulla legge di stabilità, sottolinea, «forse ci sono state troppe aspettative e questo è il momento di fare delle scelte importanti». Martedì dunque si comincia con la discussione degli emendamenti. Il Pd, impegnato in una tumultuosa campagna congressuale, vuole tentare di far cambiare il segno della legge. Dice Epifani, segretario democratico, che non si tratta di «un pranzo di gala» e indica due obiettivi: «più investimenti e più equità». Ma scoppia la vicenda dell’emendamento del Pdl di vendere le spiagge per fare cassa. Proposta «impresentabile e che offende la dignità del Paese. Aspettiamo solo che qualche emulo di Totò proponga di vendere la Fontana di Trevi», attacca Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera. Rincara Nichi Vendola, leader di Sel: «Abusivismo, cementificazione, condoni. Cosa altro vogliono fare alla nostra Italia? Non permetteremo in alcun modo un altro colossale scempio delle coste del nostro Paese, un bene comune di tutti gli italiani». Fortemente critiche le associazioni ambientaliste, a cominciare da Legambiente. Il senatore del Pdl Sergio Pizzolante, estensore dell’emendamento alla legge di stabilità in materia di spiagge replica che «non si vendono gli arenili, ma solo le aree dove vivono gli immobili che sono dei privati. Ed è questa la grande occasione per un’opera di riqualificazione delle strutture turistiche italiane».

    —————————–

    LE REAZIONI. Piras e Uras (Sel): «Vendano le ville di Berlusconi».

    SASSARI. «Il Pdl e il governo delle larghe intese tengano giù le mani dalle spiagge. Dopo i condoni e l’abusivismo che hanno ammazzato il territorio ora ci manca solo che ci vendiamo anche le coste del nostro Paese». Lo affermano Michele Piras e Luciano Uras, rispettivamente deputato e senatore di Sel. «Ormai non sanno più come risolvere la questione delle coperture della seconda rata dell’Imu e quindi si inventano ogni giorno una cosa nuova – aggiungono –. Ma la soluzione è sotto gli occhi di tutti: fare pagare l’Imu a chi se lo può permettere». «Si sappia da subito, concludono Piras e Uras, che se proveranno a rubarci anche questo in Sardegna ci dovranno venire con i carri armati. E se proprio volessero fare cassa vendano le ville e il patrimonio di Berlusconi», concludono Piras e Uras. La loro è l’unica voce che si leva dall’isola sulla proposta di vendita delle spiagge. Dura la reazione di Angelo Bonelli, il presidente dei Verdi. «La vendita delle spiagge chiamata sdemanializzazione è una cosa semplicemente schifosa che va fermata perché sancirebbe la completa privatizzazione e la cementificazione delle nostre coste». «Le future generazioni – aggiunge Bonelli – verrebbero espropriate di un bene che appartiene a loro ovvero alla collettività: è ormai evidente che l’Italia è proprio all’ultima spiaggia. Per fermare questo vero e proprio furto noi Verdi siamo pronti alle barricate. Siamo pronti a mobilitarci e ad incatenarci al Parlamento».

    ———————–

    I PUNTI.

    * LA PROPOSTA LA VENDITA DELLE SPIAGGE, NELLE PORZIONI GIA’ OCCUPATE DA STABILIMENTI BALNEARI, NASCE CON L’OBIETTIVO DI DARE CERTEZZE ALLE 30MILA IMPRESE DEL SETTORE E ASSICURARE INTROITI COSPICUI NELLE CASSE DELLO STATO
    * LA SCADENZA LE CONCESSIONI PER LE STRUTTURE BALNEARI SCADRANNO NEL 2020: INIZIALMENTE LA DATA STABILITA ERA IL 2015, MA IL PARLAMENTO NEL DICEMBRE 2012 HA APPROVATO LA PROROGA IN SEGUITO ALLE PROTESTE DEI BALNEARI IN TUTTA ITALIA
    * LA NORMATIVA LA PROPOSTA DELLA VENDITA E CONSEGUENTE PRIVATIZZAZIONE DEGLI ARENILI È LEGATA ALLA DIRETTIVA EUROPEA BOLKESTEIN: HA STABILITO CHE LE CONCESSIONI NON DEBBANO ESSERE RINNOVATE IN AUTOMATICO MA L’ASSEGNAZIONE DEGLI SPAZI DEBBA ESSERE STABILITA ATTRAVERSO BANDI PUBBLICI
    * I BALNEARI I SINDACATI DEGLI OPERATORI DEL SETTORE HANNO ACCOLTO CON GRANDE FAVORE LA PROPOSTA DI VENDITA DEGLI SPAZI EX DEMANIALI

  13. Stefano Arca
    novembre 10, 2013 alle 12:53 pm

    Ho appena inviato la mail con oggetto “Non vogliamo la privatizzazione delle nostre spiagge”.

  14. novembre 11, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 novembre 2013
    Spiagge in vendita? Scoppia la rivolta. Ambientalisti sul piede di guerra, contrari anche i sindaci: «Con i Pul tuteleremo le coste». A favore solo gli addetti ai lavori. (Silvia Sanna)

    SASSARI. Gli unici favorevoli sono i lavoratori del settore: secondo i balneari è giusto che le porzioni di spiagge in cui hanno investito soldi e fatica diventino di loro proprietà. Che vengano cioè sdemanializzate e poi vendute ai privati: questo propone l’emendamento alla legge di Stabilità presentato dal Pdl, anche se il primo a tirare fuori l’idea è stato Pier Paolo Baretta, sottosegretario Pd all’Economia. Una nefandezza, secondo le associazioni ambientaliste. Una proposta folle, aggiunge la Conservatoria delle Coste, il cui direttore Alessio Satta ha invitato la Regione a prendere subito una posizione netta (e ovviamente contraria) sull’argomento. L’isola è in pericolo? Forse no, perché molto meno rispetto ad altre regioni ha permesso al cemento, sotto forma di stabilimenti balneari, di conquistare spazio di fronte al mare. «Ma è necessario tenersi pronti – dice Satta – nel caso la sciagurata proposta dovesse passare». E i sindaci? Molti di loro sono alle prese con i Pul, i Piani di utilizzo dei litorali. E la possibilità di dover cedere una fetta delle loro spiagge non li convince per niente. I Comuni non ci stanno. Sorso, a pochi chilometri da Sassari, tra una settimana vivrà un momento quasi storico: lunedì 18 è prevista l’approvazione del Pul, il piano che stabilisce le regole per l’utilizzo della fascia costiera. Il sindaco Giuseppe Morghen (centrodestra) sulla questione privatizzazione storce il naso: «Non credo sia una buona soluzione, il litorale deve rimanere demaniale, a disposizione di tutti. Ma è importante anche garantire servizi, per questo il Pul elenca le aree in cui è possibile autorizzare la sistemazione di chioschi, fornitura sdraio e ombrelloni o attività di ristorazione». E oltre al numero (1 o al massimo 2 per discesa) il Pul stabilisce che caratteristiche debbano avere le strutture: «Quasi sempre in legno, poco impattanti, a una certa distanza dalla battigia per rispettare l’area dunale», spiega Morghen. Il Pul è stato redatto in collaborazione con la Soprintendenza, il Savi e la Conservatoria delle Coste. Il comune di Sorso è stato inserito nel progetto Camp del ministero dell’Ambiente che si pone come obiettivo quello di arretrare i servizi sull’arenile, così da preservare l’ecosistema e la rigenerazione naturale della sabbia. Per iniziare, il Pul di Sorso prevede che gli attuali concessionari (la scadenza sarà nel 2020) si adeguino alle regole uniformando le strutture al dettato dello strumento urbanistico. Poi, dal 2020 in poi, chioschi e stabilimenti dovranno essere realizzati in posizioni differenti così da risultare meno impattanti. Legambiente. No alla svendita del demanio e del paesaggio, che deve rimanere unico e inalienabile. Legambiente si rivolge ai ministri Orlando (Ambiente) e Bray (Beni culturali), ai quali chiede «di sventare questa assurda prospettiva che rischia di danneggiare irrimediabilmente il patrimonio paesaggistico e ambientale del nostro paese». E in Sardegna? «La proposta di privatizzazione provocherebbe un immane disastro ambientale». Non solo, sarebbe una beffa per i Comuni (come Sorso) che con l’elaborazione dei Pul vogliono fare prevalere il bene pubblico».

    ———————————-

    Gli ecologisti. «Una mail contro questa rapina».

    L’associazione ecologista Gruppo di intervento giuridico ha lanciato l’allarme da tempo: dopo le prime lamentele dei balneari, allarmati dalla direttiva europea Bolkestein (che sancisce il principio della concorrenza e stabilisce che le concessioni vengano assegnate attraverso bandi e gare pubbliche), l’associazione ha invitato i cittadini a esprimere parere contrario sulla privatizzazione delle spiagge inviando una mail al presidente del Consiglio Enrico Letta o al sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. «Invitiamo tutti a opporsi a questo tentativo di rapina», dice il Gruppo di intervento giuridico. La risposta c’è stata, le mail non si sono fatte attendere.

    ——————————-

    LE REAZIONI. Uras (Sel): giù le mani I Verdi: esposto all’Ue.

    SASSARI. L’unica voce di protesta politica dall’isola continua a essere quella di Sel. Il senatore Luciano Uras ribadisce che la tutela sulle coste sarde sarà altissima: «Non si tratta di prolungare una concessione balneare e tutelare investimenti imprenditoriali già fatti. Non si intende neppure assicurare, per la durata intera della concessione, che le strutture amovibili non siano rimosse a fine stagione, consentendo di proseguire l’attività di servizio e ristorazione per l’intero anno, evitando stress all’ambiente e alle strutture. Qui si tratta di svendere al peggior offerente il patrimonio paesaggistico, identitario-ambientale ed economico di maggior pregio. Una speculazione inaccettabile, un esproprio illegale, una rapina a danno di chi ha le coste migliori, il mezzogiorno d’Italia e la Sardegna». Uras, che ricorda la presentazione da parte di Sel in Senato dell’emendamento per consentire al Parco della Maddalena di esercitare il diritto di prelazione ed evitare la vendita ai privati dell’isola di Budelli, denuncia «il filo nero che collega Roma a Cagliari, il centrodestra romano e questa squalificata maggioranza regionale: la sistematica aggressione del territorio. Con lo smantellamento del piano paesaggistico, lo sconcio dei piani casa e ora con la proposta di vendita delle spiagge». Un’idea contro la quale i Verdi hanno annunciato di essere pronti a presentare un esposto all’Unione Europea, «perché in totale contrasto con il Codice della navigazione e con l’articolo 829 del Codice civile, sul passaggio di beni dal demanio al patrimonio». E Bonelli, il presidente nazionale dei Verdi, denuncia l’altissimo numero di concessioni (30mila per 15mila stabilimenti) e il regalo fatto dallo Stato ai concessionari: «Nel 2012 lo Stato ha incassato 102 milioni di euro, gli stabilimenti balneari hanno messo insieme un fatturato di 10 miliardi: significa che ogni concessione costa mediamente appena 3400 euro, perché?».

  15. novembre 13, 2013 alle 3:01 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 novembre 2013
    Legge di stabilità, le spiagge sarde sono salve? Forse
    Pericolo scampato dopo il caos in Parlamento. Uras (Sel) avverte: l’isola fa gola, servono maggiori tutele. Il ministro: inaccettabile alienarle. Ma l’isola resta in allerta (Silvia Sanna): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/11/13/news/legge-di-stabilita-le-spiagge-sarde-sono-salve-forse-1.8107162

    ————-

    In commissione Senato. Il voto definitivo entro fine settimana.

    Tremila emendamenti alla legge di stabilità suddivisi in 16 fascicoli. È il faldone che la commissione Bilancio del Senato, di cui fa parte Luciano Uras (nella foto) è chiamata a esaminare. Per ora i commissari sono impegnati nella fase di definizione delle inammissibilità degli emendamenti: la votazione, questo è l’obiettivo, è prevista entro la fine della settimana. Ieri nel tardo pomeriggio è stato ritirato l’emendamento Pd sulla questione spiagge. A presentarlo era stata la senatrice Manuela Granaiola, a firmarlo altri 9 colleghi del partito democratico. Una retromarcia legata a critiche pesanti (dai Verdi e da M5S) ma soprattutto alla presa di posizione netta del ministro all’Ambiente Orlando, che ha definito «inaccettabili le norme sulla vendita delle spiagge». Dopo il passo indietro del Pd, a difendere la proposta è rimasto solo il Pdl.

    —————-

    LE TAPPE.

    * LA PROPOSTA PD È IL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA PIER PAOLO BARETTA A PARLARE PER PRIMO DELLA POSSIBILITA’ DI SDEMANIALIZZARE PORZIONI DI SPIAGGE PER CEDERLE AI PRIVATI
    * L’EMENDAMENTO PDL È IL SENATORE DEL PDL ANTONIO D’ALì , RELATORE IN COMMISSIONE BILANCIO, A PRESENTARE L’EMENDAMENTO ALLA LEGGE DI STABILITA’ CHE CONTIENE LA PROPOSTA DI VENDITA DEGLI ARENILI SUI QUALI INSISTONO STABILIMENTI BALNEARI
    * IL NO DEL MINISTRO IL MINISTRO ALL’AMBIENTE, DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, ANDREA ORLANDO, HA DEFINITO INACCETTABILI LE NORME SULLA SDEMANIALIZZAZIONE DI PORZIONI DI LITORALE EMERSE DURANTE IL CONFRONTO PARLAMENTARE. IL MINISTRO HA MANIFESTATO TOTALE CONTRARIETA’ ALL’IPOTESI DI SVENDERE UN PEZZO DEL PATRIMONIO AMBIENTALE E PAESAGGISTICO DEL PAESE
    * LA NORMATIVA IL DIBATTITO E LE SUCCESSIVE PROPOSTE SONO NATE IN SEGUITO ALLA DIRETTIVA BOLKESTEIN DELL’UNIONE EUROPEA. LA NORMA HA SANCITO IL PRINCIPIO DELLA LIBERA CONCORRENZA E STABILITO CHE IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI BALNEARI DOVRA’ AVVENIRE ATTRAVERSO BANDI E GARE PUBBLICHE. LA SCADENZA DELLE ATTUALI CONCESSIONI, PREVISTA NEL 2015, E’ STATA PROROGATA AL 2020

    _________________

    da L’Unione Sarda, 13 novembre 2013
    Le spiagge della discordia. Nove senatori del Pd presentano un emendamento e poi lo ritirano.
    Fassina: «Meno Irpef alle famiglie, impossibile una terapia shock». (Chiara Scalise): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20131113085335.pdf

  16. novembre 15, 2013 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 15 novembre 2013
    Sib: le spiagge restano pubbliche. Ma per il presidente dei balneari Bertolotti le privatizzazioni darebbero certezza a 30mila operatori. (Silvia Sanna)

    SASSARI. Finirà con un nulla di fatto, perché l’intesa iniziale non c’è più, affondata dalle critiche e dalle pressioni politiche. Le spiagge resteranno pubbliche, patrimonio demaniale: nessuna vendita, nessuna privatizzazione delle porzioni di litorale occupate da anni dagli stabilimenti balneari. «Purtroppo resteremo sulla graticola, mentre la scadenza delle concessioni si avvicina». Alberto Bertolotti, presidente regionale del Sib (Sindacato italiano balneari), un po’ ci aveva creduto. Ricorda che il 26 settembre scorso, a Roma, i vertici nazionali delle associazioni di categoria avevano esultato quando Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia del Pd, aveva illustrato la proposta sulle spiagge. A far credere che l’idea potesse realizzarsi era stata soprattutto la presenza accanto a Baretta di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, Pdl. «Sembrava un’iniziativa del governo, un esempio di larghe intese per andare incontro alle legittime esigenze della nostra categoria», spiega Bertolotti. Poi, alla presentazione dell’emendamento Pdl sull’argomento, le prime polemiche. Subito dopo, il dietrofront del Pd che ha ritirato un emendamento molto simile firmato dalla senatrice viareggina Manuela Granaiola e da altri 9 colleghi di partito. Fine delle larghe intese, almeno sulla questione spiagge-concessioni. «Ed è un grande peccato – commenta Bertolotti – anche perché sull’argomento sono state diffuse informazioni sbagliate. Nessuno vuole mettere in vendita le spiagge, noi balneari siamo i primi ad essere contrari. L’obiettivo era dare certezze ai 30mila operatori del settore, che nelle loro attività hanno investito denaro e fatica e ora rischiano di perdere tutto. La finalità della proposta era evitare che le imprese italiane, e sarde, finissero stritolate nel meccanismo delle gare previste dalla normativa Bolkestein. In Sardegna – è sicuro Bertolotti – sarà un disastro». Il motivo: «Non siamo pronti per combattere una concorrenza più strutturata di noi – dice il presidente del Sib – ci sono in giro grandi gruppi imprenditoriali, italiani e stranieri, che avrebbero gioco facile. Ma c’è da considerare anche un altro aspetto: la malavita, la criminalità organizzata, ha già messo gli occhi sugli stabilimenti balneari laziali. Sono attività che fanno gola, perché vi circola denaro contante. Vogliamo che succeda anche in Sardegna? Ecco – dice Bertolotti – è questa la domanda che dovremmo porci: è conveniente che le concessioni rimangano a operatori sardi oppure è preferibile che finiscano in mano a grossi imprenditori con chissà quali interessi?» A chi denuncia, come le associazioni ambientaliste, lo scandalo dello scippo delle spiagge «che devono rimanere bene pubblico», Bertolotti risponde che sarà sempre così: «Le vendite riguarderebbero solo porzioni limitate di litorale». Ma c’è anche chi, come Sel, paventa il rischio che attraverso la procedura di sdemanializzazione si rompano definitivamente gli argini, consentendo in futuro la privatizzazione di tratti sui quali oggi non gravano le concessioni: il senatore Luciano Uras è allarmato all’idea che sulle spiagge sarde, molto più incontaminate di altre, possano mettere le mani imprenditori senza scrupoli. «Non potrà accadere – dice Bertolotti – perché a mettere gli argini ci penseranno i Pul, i Piani di utilizzo dei litorali che i Comuni stanno predisponendo prevedono anche il numero e la tipologia delle concessioni. Chi è preoccupato si tranquillizzi: quasi tutte le amministrazioni stanno mostrando nei confronti del settore un atteggiamento più restrittivo: meno concessioni e più limitate».

    ————————————

    Verso una norma di indirizzo per le Regioni.

    ROMA. Nelle trattative tra i partiti sulla legge di stabilità riemerge la questione delle spiagge, o meglio delle aree in cui sorgono gli stabilimenti balneari, che coinvolge anche la competenza delle Regioni. Si lavora a una norma di indirizzo proprio per le Regioni, che riguardi la possibile vendita delle attività economiche e la durata delle concessioni. Come dire: il capitolo si riapre. Renato Brunetta, presidente dei deputati Pdl, ha confermato di essere favorevole alla privatizzazione, mentre il presidente dei Verdi Angelo Bonelli parla di «Banda Bassotti politica che vuol rubare le spiagge». In serata un’ulteriore puntualizzazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanni Legnini: «Le spiagge sono e devono rimanere pubbliche, ma rispetto agli automatismi dell’applicazione della direttiva Bolkestein bisogna aprire una riflessione su una possibile differenziazione che non vada in direzione della vendita, riflessione che va fatta in un’altra sede, non nella legge di stabilità».

    ————————

    LE CIFRE. Nell’isola 600 imprese e 4mila addetti.

    SASSARI. Nell’isola le imprese del settore balneare sono 600, altre 300 sono le concessioni assegnate agli hotel lungo le coste. Le 600 imprese occupano 1500 addetti, che diventano 4000 in alta stagione. Quasi tutte le strutture sono amovibili: andati via i turisti, gli ombrelloni le sdraio e i chioschi spariscono. Ricompariranno sulle spiagge solo nella primavera successiva. In genere la stagione dura cinque mesi: si parte a metà maggio, si chiude a metà ottobre. Mediamente, le strutture occupano una superficie corrispondente al 25-30 per cento dello spazio fronte mare, che corrisponde a circa l’8 per cento della superficie complessiva della spiaggia. Le caratteristiche del settore, secondo Alberto Bertolotti porterebbero a una sicura sconfitta nelle eventuali gare pubbliche: «In Sardegna non ci sono grossi guadagni, il fatturato medio non supera generalmente i 150mila euro. E c’è da considerare che gli addetti stagionali costano molto di più». Impensabile trasformare le strutture da amovibili in fisse: «È possibile solo in alcune aree, come a Cagliari o in alcune zone della Costa Smeralda – dice Bertolotti –. Parlo del mio caso: sono titolare di due strutture a Chia, comune di Domus de Maria. Per la loro collocazione sarebbe folle non smontare a fine stagione, non c’è guadagno e con le mareggiate si rischiano grossi danni: è successo per esempio l’anno scorso». La scadenza delle concessioni non è lontana: l’ultima proroga ha stabilito che nel 2020 tutto sarà rimesso in discussione. Nel frattempo, aggiunge Bertolotti, «rischiamo di lavorare di meno». E solleva il caso del Pul del comune di Domus de Maria: «Riduce a meno della metà le superfici concesse e limita l’attività: solo lettini e ombrelloni oppure solo chiosco bar. Una follia».

  17. maggio 13, 2014 alle 3:01 pm

    la pulizia delle spiagge, senza scempi, è ancora un “problema”!

    da L’Unione Sarda, 13 maggio 2014
    La Posidonia? E’un bene ma all’Isola costa troppo. (Roberto Cossu): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/92778_La_Posidonia_Eun_bene_ma_allIsola_costa_trop.pdf

    ———————————–

    La Regione: “Non ci sono i soldi”: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/92779_La_Regione_Non_ci_sono_i_soldi.pdf

  18. giugno 22, 2014 alle 5:58 pm

    controlli sulle spiagge.

    da Sardinia Post, 22 giugno 2014
    Tortolì, Arbatax Park del Gruppo Mazzella senza licenza. Blitz tra ombrelloni e sdraio: http://www.sardiniapost.it/cronaca/tortoli-arbatax-park-gruppo-mazzella-licenza-sequestrato/

    __________________

    da L’Unione Sarda, 22 giugno 2014
    Niente concessione, sgomberata spiaggia. Il blitz ad Arbatax nel resort di Mazzella: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/06/22/niente_concessione_sgomberata_spiaggia_il_blitz_ad_arbatax_nel_resort_di_mazzella-6-373895.html

  19. luglio 7, 2014 alle 2:52 pm

    cafonissimo e illegale, a Punta Molentis (Villasimius, CA).

    da Casteddu online, 7 luglio 2014
    Punta Molentis, il fuoristrada di un turista viola la spiaggia: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/16031/punta-molentis-il-fuoristrada-di-un-turista-viola-la-spiaggia-video.html#sthash.t0xb8SsQ.dpuf

  20. luglio 11, 2014 alle 8:25 pm

    da Sardinia Post, 11 luglio 2014
    Stintino, porta via 10 chili di ciottoli bianchi e sabbia. Denunciato un turista: http://www.sardiniapost.it/cronaca/stintino-porta-via-10-chili-ciottoli-bianchi-sabbia-denunciato-turista/

    __________________________________

    da La Nuova Sardegna, 11 luglio 2014
    Ruba 10 chili di ciottoli alle Saline di Stintino, turista denunciato.
    L’uomo, di origine iraniana, è stato sorpreso dagli uomini del corpo forestale: rischia una multa fino a 9mila euro: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/07/11/news/ruba-10-chili-di-ciottoli-alle-saline-di-stintino-turista-denunciato-1.9577709

  21. Michele
    agosto 3, 2014 alle 11:12 pm

    Ho spesso notato picini , in numero sempre maggiore di pari passo con la loro giovane età, giuocare non piu con carretti , bambole, macchinine ossia quelli che io conoscevo 50 o 70 anni fa,ma intenti a divertirsi e a fantasticare il loro futuro con dei mostricciatoli di ogni sorta. Ciò mi ha fatto riflettere: che i piccini sianodei vegenti? Forse SI , perchè siamo in tempi spaventosi e preoccupanti ; tanti mostri sotto le false spoglie di politici con la cravata, tanti , non tutti per fortuna, imprenditori che da sopra il loro SUV tessono piani a dir poco vergognosi: come estorcere al popolo le spiagge, le vie ,le piazze, i fari , insomma un infinito elenco di beni di tutti, di tutti che hanno pagato le tasse per realizzarli. Ma se questi beni sono pubblici, cioè di tutti i cittadini dovrebbero essere categoricamente dichiarati , vita natural durante del nostro pianeta, inaleabili, frazionabili ,affittabili insomma protetti da ogni tipo d’intervento che possa intaccare il libero e gratuito godimento della proprietà pubblica , anche fosse solo a discapito di un solo cittadino del mondo!! Vedo che a stintino multano chi si portava via ciottoli bianchi dalle Saline, giusto ma ancora più giusto sarebbe intervenire sui mostri sotto mentite spoglie che hanno sottratto la pineta fronte mare nella spiaggetta di P. Negra inglobandola nella proprietà dell’hotel P.Negra con altrei ettari di pineta intorno. La pineta fronte mare è un sito di importante valore naturalistico che grazie ai prestiggiatori della SBS( società Bonifiche Sarde- regionale) hanno magicamente trasferito il prezioso bene alla proprietà dell’hotel , senza che l’allora amministrazione comunale ne rivendicasse il diritto di prelazione. Già la costruzione dell’hotel fu frutto di violazioni demaniali, e non è il solo , ma anche pochi anni or sono sono stati eseguiti lavori proprio sulla spiaggia demaniale che ne hanno modificato la natura d’origine; tutto sempre col beneplacito degli amministratori comunali e vari enti preposti ai controlli che puntualmente non si fanno.Un episodio significativo , un cittadino che fotografava gli operai durante la costruzione della recinzione intorno alla pineta in questione fu minacciato e anche rincorso da due degli operai al lavoro per sottrargli l’apparato fotografico, non andò a “buon fine” perchè il fotografo conosceva molto bene il territorio e li ha seminati. Nella recinzione sono state praticati anche due ingressi, chi lo sa se autorizzati , ma sicuramente andrebbero chiusi poiche limitano il godimento del mare ai bagnanti, restringendo lo spazio del parcheggio esistente, il quale inoltre viene per la maggior parte occupato dai mezzi del personale che lavora nell’hotel , e col transito dei mezzi di rifornimento all’hotel lo rendono pericoloso , polveroso perchè non è asfaltato. Perechè dico che sarebbero ingressi da chiudere? Perchè c’è un grande ingresso pricipale direttamente dalla strada provinciale con all’interno un enorme parcheggio. La gestione ci da tanti altri dispiaceri come la creazione di mucchi di alghe a ridosso della frazione di spiaggia pubblica dove vi fluiscono i liquami; la sua concessione occupa almeno mezza spiaggetta, non c’è un solo cestino per la raccolta dei rifiuti , c’è un corridoio di sicurezza per i natanti dell’hotel , quest’anno posto in corrispondenza della spiaggia pubblica. Mi piacerebbe sapere chi difende i beni pubblici e il cittadino da tanti Mostri che continuano a devastare la nostra isola nei luoghi più belli???

  22. Michele
    agosto 3, 2014 alle 11:18 pm

    Mi scuso per non avere riletto il testo postato è stata una dimenticanza, grazie

  23. agosto 5, 2014 alle 8:20 pm

    A.N.S.A., 5 agosto 2014
    Disperati accampati su spiaggia P. Cervo.
    Blitz all’alba per sgombero dopo segnalazione vip infastiditi: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/08/05/disperati-accampati-su-spiaggia-p.-cervo_91d15575-0661-4a76-8735-d6ba2331d86a.html

    —————————————–

    Parcheggia Suv su dune spiaggia Gallura.
    Bagnanti infuriati chiamano vigili, sanzionato turista: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/08/05/parcheggia-suv-su-dune-spiaggia-gallura_8f70d5bf-1bfb-44a5-aebe-293e13da28df.html

  24. luglio 16, 2016 alle 1:19 pm

    A.N.S.A., 15 luglio 2016
    Spiagge: Ue boccia proroga concessioni.
    Erriu, ‘nessun effetto negativo immediato in Sardegna’: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/07/14/spiagge-ue-boccia-proroga-concessioni_303673a4-7f77-4f84-9dd3-1c4f7242ca3f.html

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: