Come incenerire le armi chimiche, a Civitavecchia.


Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, stoccaggio armi chimiche

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, stoccaggio armi chimiche

Poco se ne sa, ancora oggi.  E’ uno dei segreti meglio custoditi in Italia e all’Estero.

Le armi chimiche, nonostante il Protocollo internazionale di Ginevra (1925) ne abbia vietato l’utilizzo, sono state usate in guerra, sono state prodotte (e vengono ancora prodotte), sono state stoccate per il loro devastante utilizzo (e, in parte, lo sono tuttora), hanno ucciso e avvelenato – in silenzio – per decenni e lo fanno anche oggi.

L’Italia ne è stata e ne è pesantemente interessata, basti pensare all’avvelenamento occulto avvenuto a Bari (dal 1944).  Dal 1993 la Convenzione internazionale di Parigi ne vieta, finalmente, anche la produzione e lo stoccaggio, fino ad allora consentiti. 

C’è un libro che cerca di raccontare in maniera estremamente documentata questa folle vicenda: Veleni di Stato, di Gianluca Di Feo (Ed. Rizzoli, BUR, 2009).   Ne consigliamo la lettura, per sapere.

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, stoccaggio armi chimiche

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, stoccaggio armi chimiche

Intanto, però, si sta predisponendo un ossidatore termico, cioè un particolare inceneritore, per distruggere l’arsenale chimico presente in Italia, presso il Centro tecnico logistico interforze, nucleare, batteriologico e chimico dell’Esercito in località S. Lucia, alle falde dei Monti della Tolfa (area molto importante sul piano ambientale), a Civitavecchia.

Sarebbe già in costruzione, sono state presentate interrogazioni parlamentari e il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei ha subito chiesto chiarimenti ai Ministri dell’ambiente e della sanità.

Visto che si tratta di un centro di eccellenza a livello internazionale, non è detto che non vi giunga anche parte dell’arsenale chimico siriano…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, stoccaggio armi chimiche

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, stoccaggio armi chimiche

 

 

 

 

da Il Fatto Quotidiano, 8 ottobre 2013

Civitavecchia, in arrivo inceneritore per bruciare armi chimiche della 2° Guerra.

La popolazione della zona rischia di dover presto fare i conti con un ossidatore termico per distruggere l’arsenale tossico, che finora veniva impastato in blocchi di cemento lasciati all’aria aperta, con il pericolo di infiltrazioni nelle acque. Interrogazione parlamentare M5S al ministro Mario Mauro sul rischio per la salute. Ma la Difesa prende tempo. Enrico Piovesana

La popolazione che vive nell’area di Civitavecchia, tra le più inquinate d’Italia, rischia di dover presto fare i conti con un nuovo inceneritore. Non uno qualsiasi, ma un ossidatore termico dove verranno bruciate nientemeno che le armi chimiche residuate della Seconda guerra mondiale contenenti iprite, fosgene, arsenico e adamsite. Ci manca solo il gas nervino degli arsenali siriani, e non è escluso che arrivi pure quello, visto che il Cetli Nbc (Centro tecnico logistico interforze, nucleare, batteriologico e chimico) del comprensorio militare di Santa Lucia, alle porte di Civitavecchia, è internazionalmente considerato un’eccellenza nel campo del disarmo chimico.

Venti mila proiettili chimici da neutralizzare.
Qui, tra l’autostrada A12 e le falde del monte Tolfa, da vent’anni si continuano a distruggere le vecchie bombe e le scorte di agenti tossici dell’arsenale chimico fascista, più le migliaia di ordigni chimici che erano stivati nelle navi americane affondate nel 1943 dai bombardieri tedeschi nel porto di Bari, e che i militari italiani e statunitensi dopo la guerra pensarono bene di inabissare al largo di Molfetta (dove almeno il recupero è in corso, seppur lentamente e con modalità poco trasparenti, mentre le altre discariche di arsenali chimici continuano a far strage di fauna ittica da Ischia a Pesaro a Trieste, nel disinteresse delle autorità statali). Ad oggi al Cetli ci sono ancora migliaia di tonnellate di agenti tossici e 20mila proiettili chimici da neutralizzare.

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, localizzazione

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, localizzazione

Finora la bonifica è stata effettuata con un lento e complesso procedimento chimico le cui scorie tossiche vengono impastate in grandi blocchi di cemento che – in attesa di soluzioni di smaltimento che finora non sono state trovate – vengono accatastati all’aria aperta, sotto il sole che li crepa e la pioggia che li dilava, dove rimangono per anni e anni. Il pericolo di infiltrazioni tossiche nelle falde acquifere sottostanti il centro è evidente, ma trattandosi di area militare non sono mai stati eseguiti controlli. “Con il Cetli abbiamo una convenzione riguardante l’ex magazzino di armi chimiche di Ronciglione, sul Lago di Vico – spiega la dottoressa Rossana Cintoli, direttrice tecnica dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) del Lazio – ma non abbiamo mai avuto modo di effettuare analisi sull’impatto ambientale delle attività di bonifica che avvengono nel comprensorio militare di Santa Lucia a Civitavecchia”.

“La realizzazione dell’inceneritore è ormai decisa”.
“Ora pare vogliano riparare questi blocchi di cemento sotto delle tettoie, in attesa di spedirli in Germania per gettarli nelle miniere di sale abbandonate”, dice il consigliere regionale del Lazio Gino De Paolis (Sel) riferendosi alle miniere della Bassa Sassonia che già ospitano rifiuti radioattivi. Un’ipotesi che dimostra la pericolosità di questi monoliti di cemento abbandonati alle intemperie tra i boschi laziali. Il problema dello smaltimento delle scorie, oltre alla lentezza dei tempi di lavorazione, ha spinto la Difesa a studiare fin dal 2009 un sistema alternativo di distruzione di queste armi, individuandolo nell’ossidazione termica: in parole povere, un inceneritore.

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, localizzazione depositi armi chimiche

Civitavecchia, Comprensorio militare S. Lucia, localizzazione depositi armi chimiche

“Dalle informazioni in nostro possesso, la realizzazione dell’inceneritore è cosa ormai decisa”, spiega De Paolis, che sulla vicenda ha presentato il 5 settembre un’interrogazione urgente al presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori (Pd). “E’ stata individuata da tempo la ditta costruttrice, un’azienda tedesca, ed è stato predisposto uno stanziamento da 16 milioni di euro. Ma trattandosi di opera coperta da segreto militare, non è stato effettuato nessuno studio pubblico di impatto ambientale e sanitario”. Un dato confermato dalla stessa dottoressa Cintoli di Arpa Lazio. “Del progetto dell’ossidare termico non sappiamo assolutamente nulla: non siamo stati né informati né interpellati in merito dal Cetli”.

Interrogazione M5S al ministro Mario Mauro.
Sull’argomento è sceso in campo anche il Movimento Cinque Stelle con un’interrogazione parlamentare al ministro dalla Difesa Mario Mauro, presentata il 16 settembre dalla deputata Marta Grande, di Civitavecchia. “L’incidenza dei tumori nel mio territorio causati dell’inquinamento industriale e portuale è già drammatica e questo progetto di inceneritore suscita grave allarme”, spiega la giovane parlamentare. “Chiediamo al ministro Mauro di dirci se la nuova tecnologia che si intende impiegare comporterà rischi per la salute dei cittadini e chiediamo che per accertarlo vengano condotte verifiche indipendenti”.

Un’altra interrogazione parlamentare è stata presentata l’1 di ottobre alla Camera dal deputato di Sinistra Ecologia e Libertà Filippo Zaratti, che chiede alla Difesa di sospendere l’iter di realizzazione dell’inceneritore per approfondire gli effetti ambientali e sanitari di tale scelta e di garantire un’adeguata informazione e pubblicità su questo progetto.

La Difesa non risponde e inizia la costruzione.
Informazione e pubblicità non facili da ottenere. Il fattoquotidiano.it ha chiesto per giorni chiarimenti sulla vicenda alla Difesa, che alla fine ha risposto di non poter rilasciare nessuna dichiarazione in attesa dell’audizione parlamentare del ministro Mauro in risposta alle interrogazioni delle opposizioni. Ad oggi la data di questo chiarimento non è ancora stata fissata. Nel frattempo, però, ci riferiscono che tra i boschi di Civitavecchia i preparativi per la costruzione del nuovo impianto sono già iniziati.

Italia, siti di stoccaggio di armi chimiche

Italia, siti di stoccaggio di armi chimiche

(foto da L’Espresso, Il Fatto Quotidiano)

  1. Shardana
    ottobre 13, 2013 alle 7:37 PM

    Terroristi…….

  2. Mara
    ottobre 14, 2013 alle 9:38 am

    Loro possono impunemente avvelenare i cittadini.. e il permesso glielo da chi li vota.
    Le interpellanze per chiarire questa vicenda allucinante sono firmate Sel e 5 stelle. Meditate gente, meditate….

  3. Shardana
    ottobre 14, 2013 alle 11:22 am

    Avvelenare i cittadini è diventato un mestiere per lo stato Mara,pensa a quanti soldi gravitano intorno a chi ammala……..Cosa può importargliene di chi muore intorno ai poligoni,alle industrie inquinanti,alle discariche,alle terre dei fuochi.Basta guardarsi intorno,in sardegna in modo particolare,continuano ad avvelenarci e la protesta è sempre minima.🙀🙀🙀🙀🙀🙀

  4. Alessio Rivola
    ottobre 15, 2013 alle 10:12 am

    Niente di nuovo sotto il sole (è proprio il caso di dirlo, visto che lo stoccaggio avviene all’aria aperta!) … della salute dei cittadini e dell’ambiente non gli ne frega niente a nessuno!
    E gli italiani (tranne, le solite, poche eccezioni!) pensano se sia meglio costruire lo stadio per la Roma o per la Lazio (o qualsiasi altra squadra!) o alla “farfallina” di Belen!

    Saluti, Alessio.

  5. gennaio 17, 2014 alle 2:49 PM

    per ora vanno a Gioia Tauro, ma nessun esponente del Governo aveva mai parlato della Sardegna.

    da Il Fatto Quotidiano, 16 gennaio 2014
    Nave con armi chimiche verso il porto di Gioia Tauro. “Valutiamo se chiuderlo”.
    Nello scalo calabrese circa 560 tonnellate di arsenale siriano saranno trasbordati sulla americana Cape Ray. I sindaci del posto pensano a un’ordinanza per impedire l’accesso all’imbarcazione, ma Lupi replica: “Non chiuderà”. Il direttore Opac spiega che l’operazione si terrà entro metà febbraio. Annunciati sit in di protesta. Ieri le mobilitazioni alla Maddalena dopo lo svuotamento dei bunker della Marina Militare: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/16/nave-con-armi-chimiche-verso-porto-di-gioia-tauro-sindaco-valutiamo-se-chiuderlo/845727/

    ____________________

    da La Nuova Sardegna, 16 gennaio 2014
    È ufficiale: niente armi chimiche siriane in Sardegna.
    Il ministro Bonino lo ha confermato a Camera e Senato: scelto il porto di Gioia Tauro: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/01/16/news/e-ufficiale-niente-armi-chimiche-siriane-in-sardegna-1.8479381

  6. Maggio 5, 2016 alle 2:46 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 4 maggio 2016
    Antonio Azzollini, nell’inchiesta sul porto spunta la “discarica non autorizzata” di bombe. “Fuoriuscita di fosforo e iprite”.
    Richiesta di rinvio giudizio dei pm di Trani per il senatore Ncd per la vicenda del porto di Molfetta costato decine di milioni e mai terminato. Nella carte, le accuse a un imprenditore di aver smaltito illecitamente gli ordigni bellici presenti in grande quantità sul fondo del bacino. (Andrea Tornago): http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/04/antonio-azzollini-nellinchiesta-sul-porto-spunta-la-discarica-non-autorizzata-di-bombe-fuoriuscita-di-fosforo-e-iprite/2695606/

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: