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Ma vogliamo una buona volta far decollare veramente il parco naturale “Molentargius – Saline”?


Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus)

Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus)

La cosa più triste e sconcertante è sentire i commenti dei turisti, italiani e stranieri.    Una cinquantina, ai bordi di una strada trafficata.   Fotografiamo un raro esemplare di Pellicano (Pelecanus onocrotalus) a Cagliari, nelle Saline del Molentargius, e siamo in mezzo ai rifiuti.

“Wonderful ! Wonderful!”, ripetono con un sorriso da un orecchio all’altro un gruppetto di inglesi, ma storcono il naso quando inciampano nelle bottiglie di plastica fra la vegetazione alofila.

Posso intuire quello che pensano e mi vergogno, come cagliaritano e come sardo.

Una vera occasione persa, finora, quella del Parco naturale regionale “Molentargius-Saline”.

Pellicano (Pelecanus onocrotalus)

Pellicano (Pelecanus onocrotalus)

Recentemente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha ritenuto opportuno svolgere accertamenti su alcune attività e, sinceramente, spero proprio che tutto sia legittimo, perché se così non fosse sarebbe un’ulteriore, pesante, arma per chi (e sono tanti) vuole screditare il ruolo importantissimo delle aree naturali protette nella salvaguardia dell’ambiente e nell’equilibrata crescita economico-sociale delle collettività interessate.

Anche recentemente sono stati riportate dalla Stampa regionale varie manifestazioni, con le iniziative più disparate, che hanno visto la partecipazione non gratuita sempre degli stessi soggetti, ora in veste associazionistica ora in veste societaria, quando non medesime attività istituzionali dell’Area protetta.

Non si ha memoria di alcuna selezione pubblica per l’affidamento di alcuna attività, ma, naturalmente, la memoria potrebbe difettare.

Ancora una volta l’estate ha portato i soliti incendi e sono rimasti i soliti problemi, dall’abusivismo edilizio alle assurde opere pubbliche, dalla mancata ripresa della fabbrica del sale agli scarichi incontrollati di rifiuti, all’incontrollata presenza di personale precario nel Consorzio di gestione.

Per fortuna, i Fenicotteri e tutti gli altri cugini volatili continuano a fregarsene e a rendere Molentargius uno straordinario gioiello ambientale.   Un regalo della Natura che non meritiamo.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber roseus)

Fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber roseus)

da La Nuova Sardegna, 16 settembre 2013

«Un pellicano tra i rifiuti, questo parco fa piangere».     L’analisi spietata e realistica di Stefano Deliperi sui problemi del Molentargius. Scarichi illegali, abusi edilizi, sporcizia e degrado pregiudicano l’area protetta.   Mauro Lissia 

CAGLIARI.  «Eravamo là, a fotografare quello splendido esemplare di pellicano, tra decine di turisti stranieri estasiati… wonderful, wonderful, però i nostri piedi si muovevano tra l’immondezza, una cosa imbarazzante»: parole di Stefano Deliperi, responsabile del Gruppo di intervento giuridico, impegnato da una vita a denunciare lentezze, volontà contrarie e aggressioni politiche che condizionano la crescita – o la reale nascita – del parco di Molentargius: «Ovunque sarebbe un fiore all’occhiello, un gioiello, un’attrazione naturalistica fantastica – sorride Deliperi – nessuno ha i fenicotteri rosa che volano in formazione la sera, questi volatili meravigliosi che ormai sono di casa tra Cagliari e Quartu. Noi abbiamo un patrimonio di questo valore e non riusciamo a proteggerlo e a trarne beneficio». Amministratori indolenti, interessi privati,posti di lavoro agli amici, le solite storie: «Devo dare atto al sindaco Massimo Zedda che nominando me, un ecologista, nel direttivo del parco voleva dare un segnale di cambiamento. Purtroppo la Corte dei Conti, dove lavoro, non mi ha autorizzato e non è stato possibile». Così si va avanti con la politica e con le politiche degli sprechi: «Dal 1992 sono stati spesi quasi sessanta milioni di euro – ricorda Deliperi – e ancora non s’è visto nulla di serio. Per le specie protette non è cambiato niente, qualcuno ci ha guadagnato ma nel complesso la situazione è da piangere. Ma come si fa? Dove s’è mai vista un’area protetta circondata da 190 abusi edilizi? Per non parlare degli incendi a ripetizione, degli scarichi illegali e di quell’ignobile ponte di cemento costruito per le biciclette… un disastro». Un disastro è una grandissima occasione perduta: «La provincia di Trento ha avuto nell’ultimo anno una ricaduta diffusa di cinquanta milioni grazie ai parchi, ma ovunque sono ormai dati consolidati, i parchi producono ricchezza». Qui al massimo qualche beneficio per chi, seguendo i canali scivolosi della politica, è riuscito a ritagliarsi uno spazio comodo: «Abbiamo un direttore che vive in hotel a spese del parco – avverte Deliperi – quando basterebbe attrezzargli un alloggio all’edificio Sali scelti. Sì, qualcuno ci lavora e ci guadagna ma la ragione di un’area protetta non può certo essere qualche busta paga. C’è da fare un grande lavoro di rilancio, investire i finanziamenti come si deve, costruire un parco che sia un parco». Nel frattempo si va avanti alla giornata e si registra la crescita dei fenicotteri: ora sono 4500 e vivono nelle zone umide del Cagliaritano nonostante tutto. Forse non ce li meritiamo e c’è da sperare che non decidano di volare altrove, dove la sensibilità per la natura sia diversa.

Cagliari, Saline di Molentargius, scarico incontrollato di rifiuti (da dove sono state fatte le fotografie)

Cagliari, Saline di Molentargius, scarico incontrollato di rifiuti (da dove sono state fatte le fotografie del Pellicano)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    settembre 17, 2013 alle 9:32 am

    La mala..educazione prolifera, grazie anche alla poca attenzione e organizzazione degli enti preposti a tutto quello che concerne i rifiuti. Nessuno fa multe a chi butta rifiuti. Chi raccoglie rifiuti movimenta solo sacchetti , ma nessuno programma la raccolta di rifiuti sparsi.
    Il territorio , almeno quello di interesse turistico va tenuto al meglio : erbacce , ecc, il che indurebbe psicologicamente a non buttare rifiuti ( al contrario se il posto e’ tenuto male ).

  2. Shardana
    settembre 17, 2013 alle 11:43 am

    Finchè non ci scrolliamo di dosso “o sistema”mai è poi mai si potrà parlare di nascita di molentargius.Piccoli gruppi di potere affossano la crescita di ogni tipo di valorizzazione o usufrutto di beni comuni non per ignoranza ma per interessi personali che gravitano intorno al sottobosco di chi trae vantaggio da situazioni di questo tipo(molentargius non è l’unico caso di malambiente in sardegna)Io penso che il GriG già impegnato in prima linea dovrebbe organizzare un’occupazione simbolica del parco per fare vedere al mondo la situazione reale e non quella che ci propinano le vergognose pagine pubblicitarie alle quali nessuno crede più.

  3. Cristiana Verazza
    settembre 17, 2013 alle 1:37 PM

    Assolutamente d’accordo con quanto scritto nell’articolo. Faccio fotografia naturalistica e il Parco di Molentargius è tutto, fuorchè un luogo dove la fauna viene tutelata e preservata. Fortunatamente, fenicotteri, cavalieri, tarabusini, aironi, garzette, sgarze, nitticore e (anche se unico esemplare) il Pellicano, non si schifano di dover vivere tra i rifiuti.Il Parco di Mpolentargius è diventato una pista ciclabile, un camminatoio, un luogo dove si va a fare jogging, poco importa se gli uccelli impegnati nell’atto di nutrirsi, vengono continuamente spaventati. Non stupiamoci poi se scoppiano gli incendi, l’erba incolta si secca, e la stupidità di alcuni danneggia tutti. Potrebbe essere un richiamo per i tanti, tantissimi naturlisti europei, invece è una discarica a cielo aperto. Scusate la franchezza.

  4. riccardo serreli
    settembre 18, 2013 alle 9:46 am

    purtroppo l’idea di parco in italia identifica un luogo con strade, parcheggi , zona per l’attività fisica, piste ciclabili, chioschi etc….preservare invece una zona ad alto valore ambientale e semmai destinare piccole aree per sentieri ed un paio di zone per avvistamento è un concetto che pochi comprendono.

  5. Shardana
    settembre 18, 2013 alle 10:06 am

    Flash mob a molentargius deliperi

  6. settembre 18, 2013 alle 3:00 PM

    tutto va bene, madama la marchesa.

    da La Nuova Sardegna, 18 settembre 2013
    Il direttore del Molentargius: «Al parco si lavora».

    CAGLIARI. «Perché tanta gratuità e distrazione da parte di coloro che, a quanto asseriscono, sanno cosa si fa o non fa nelle aree protette? Sulla base di quali informazioni costoro accusano o obiettano? Sarebbe bastato chiedere per ottenere informazioni in merito»: è la replica del direttore Bruno Paliaga alle critiche piovute sulla gestione, considerata fallimentare, del parco di Molentargius da parte delle associazioni ecologiste. «Che si possa fare di più e meglio – scrive in una nota Paliaga – è un fatto certo, ma che non si faccia nulla o poco è falso e lo contestiamo. Il giudizio superficiale è offensivo per coloro che dedicano quotidianamente la loro professionalità alle aree protette, la cultura del gratuito linciaggio morale è un’onta alla quale ci opponiamo». Paliaga elenca nella nota una lunga serie di attività condotte all’interno del parco, partendo dalla presenza del pellicano «che era nota da diversi anni». L’area del Molentargius infatti – secondo Paliaga – è sottoposta a un «continuo monitoraggio» e «desta meraviglia che si riferisca dello sfacelo di cui può essere capace l’uomo, compresa la pessima prova anche nella gestione delle aree naturali protette». Al Molentargius invece si è lavorato: «A riprova dell’impegno sulla gestione delle componenti ambientali fondamentali – è scritto – vale pena richiamare il progetto per il riutilizzo acque reflue depurate, provenienti dal depuratore consortile di Is Arenas e che sono destinate ad irrigare le aree verdi del parco aperte alla pubblica fruizione, evitando lo spreco di risorsa idrica preziosa. Abbanoa ha recentemente concesso l’autorizzazione per eseguire gli interventi per il riutilizzo irriguo dei reflui depurati». Paliaga fa riferimento poi a bandi per la tutela della fauna, al presidio per la vigilanza e l’antincendio («un servizio che ha cercato di limitare i danni di quella che si è rivelata una vera aggressione al parco»), al progetto Life Natura e agli interventi per le piste cliclabili. Infine – è scritto nella nota – in un’ottica di strategia di medio-lungo termine, è prevista l’implementazione di alcune convenzioni con il mondo universitario per lo studio della fauna ittica per la migliore prevenzione e gestione delle possibili morie ittiche e per valutare le esigenze idriche necessarie alla salvaguardia delle comunità acquatiche».

    • settembre 20, 2013 alle 2:55 PM

      da L’Unione Sarda, 20 settembre 2013
      Parla Bruno Paliaga: l’oasi ambientale è sospesa tra degrado e possibile rilancio. «Il mio parco? A pagamento». Il direttore di Molentargius: questo è un grande teatro. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130920085007.pdf

      • settembre 22, 2013 alle 12:14 PM

        il “suo” parco se lo può scordare.

        da L’Unione Sarda, 21 settembre 2013
        Tore Sanna: convenzione scaduta. Parco di Molentargius. Paliaga lascia «Serve a Villasimius». (Mario Gottardi)

        Chissà, magari l’aveva detto solo per scaramanzia. O forse aveva già fiutato l’aria. Ma quando il direttore del Parco di Molentargius nell’intervista a L’Unione Sarda affermava di esser pronto a fare le valigie, non pensava di dover imballare gli scatoloni così presto. A fine mese giunge infatti al termine l’esperienza di Bruno Paliaga all’edificio Sali scelti, iniziata a novembre 2012. In via La Palma si preparano ad accogliere il suo successore. Che in realtà è anche il suo predecessore: il vicedirettore Marco Loddo. Sulla cui testa però pende un’imputazione per reati ambientali relativo ad abusi edilizi a Terra Mala, da cui si dovrà difendere nel processo che inizierà a giorni in Tribunale.
        IL MOTIVO. Ufficialmente Paliaga è stato “richiamato” a Villasimius dal sindaco e presidente dell’Area marina protetta di Capo Carbonara, Tore Sanna, che ha deciso di non prorogare l’accordo in base al quale concedeva a Molentargius di avere in condominio il direttore, Paliaga appunto. «La convenzione scade il 30 settembre con possibilità di un’eventuale proroga fino a dicembre», spiega Sanna, «ma ho valutato che non vi fossero le condizioni, perché purtroppo abbiamo una serie di incombenze che devono essere portate a compimento». Tra queste l’approvazione del disciplinare (il regolamento) e del piano di gestione del 2014. Entrambi da mandare a Roma entro fine anno, pena il mancato finanziamento di 300 mila euro. «L’Amp per legge non può avere personale: c’è solo qualcuno con contratto a progetto, se manca il direttore non so come fare», sottolinea Sanna.Questa la versione ufficiale, esposta lunedì scorso all’assemblea che governa il parco dal sindaco di Quartu e presidente dell’ente, Mauro Contini. L’allontanamento di direttore fa venire nodi al pettine che l’accordo Villasimius aveva procrastinato. Tra questi il bando pubblico per la nomina in pianta stabile del direttore, congelato proprio dall’arrivo di Paliaga. E apre la strada al ritorno di Marco Loddo, direttore facente funzioni fino al 2012, sotto la cui gestione è esplosa la protesta dei lavoratori e la polemica per le consistenti spese del parco. In base alla delibera dell’assemblea del 1°luglio, sarà lui sedersi sulla poltrona più importante dei Sali scelti.

  7. Pierino
    settembre 22, 2013 alle 11:36 PM

    L’immondezzaio rimarrà’ tale e quale finché’ il sistema farà’ di tutto per mantenere quella parte di precari, figli di o meno, da 7 e passa anni. Hanno avuto troppo tempo per fare cosa? Siamo concreti. Sono alla ricerca del direttore ideale e Paliaga non si è’ dimostrato tale salvo richiamarli tutti e non dare alcuna garanzia per il loro futuro. Concorsi e realmente meritocratici: cosa aspettano? Finché’ non ci saranno amministratori liberi e onesti con la cittadinanza, con il parco stesso, che senso ha continuare su una strada che non condurrà’ mai a qualcosa di finalmente valido. Noi sardi siamo bravi ad essere mediocri e inconcludenti. Prima pensiamo a noi poi al resto che è’ strumento er il nostro interesse personale.

  8. Franco
    settembre 23, 2013 alle 9:04 PM

    beh speriamo che la regione riveda il finanziamento annuo da destinare a questo ente paraculo. Concorsi? Perchè farli? chi lavora la dentro sta bene così. Lasciamoli arrivare alla pensione. Qualche dipendente pubblico in comando forse avrà il dente avvelenato ma pazienza! Se ne faccia una ragione

  9. settembre 27, 2013 alle 3:01 PM

    ed ecco l’ambientalismo di soccorso permanente effettivo, poteva mancare?

    da L’Unione Sarda, 27 settembre 2013
    Parco. Manca solo il collaudo. Biciclette e pedoni, ormai pronto il nuovo ponticello. (Piercarlo Cicero): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130927084643.pdf

    ——————

    Molentargius. Nelle case dei dipendenti delle ex Saline vivono ancora dieci famiglie. Città del Sale,prove di rilancio. Via alla ristrutturazione degli edifici del mini quartiere: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130927084714.pdf

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