Home > biodiversità, difesa del territorio, energia, gasdotto Appennino, grandi opere, Italia, paesaggio, sostenibilità ambientale > Stop ai progetti di gasdotti faraonici, dannosi e inutili!

Stop ai progetti di gasdotti faraonici, dannosi e inutili!


Appennino, boschi dell'Umbria

Appennino, boschi dell’Umbria

La mozione approvata l’11 Dicembre 2012 dal Consiglio della Regione dell’Umbria, si a va ad inserire in un quadro più ampio, costituito da una oramai lunga serie di formali prese di posizione avverse al progetto della Snam retegas che, lo ricordiamo, vorrebbe far transitare un gasdotto gigante (125 cm di diametro) con gas ad alta pressione (75 bar) sullo spartiacque dell’Appennino per 700 km di lunghezza e circa 40 mt di larghezza.

Ricordiamo che:

–  la Regione Marche ha per ben due volte dato il suo diniego con atti di consiglio approvati all’unanimità

– la  Regione Abruzzo altre ad aver votato 2 mozioni contrarie al passaggio dell’opera, ha addirittura fatto una legge ad oc, per impedire danni irreparabili al territorio e rischi per l’incolumità e salute dei propri cittadini.

– la Puglia ha fermato  faraonici progetti di rigassificatori, gasdotti e affini

– l’Emilia Romagna, dopo il sisma, ha decretato l’impossibilità di stoccare il gas nei giacimenti esausti presenti nell’area colpita.

La presa di posizione dell’Umbria quindi completa un quadro che evidenzia la coscienza diffusa delle criticità poste da  quest’opera sul piano dell’impatto ambientale, paesaggistico e della sicurezza. D’altronde erano stati proprio i servizi tecnici della Regione a mettere nero su bianco che l’opera avrebbe comportato “ alterazioni del paesaggio che sarebbero state riassorbibili in secoli” e in certi casi si sarebbero avuti “danni irreversibili” tali da risultare “pregiudizievoli per l’immagine stessa dell’Umbria nel mondo”.

In relazione alla questione del commercio di gas in Italia e in Europa, la trasmissione Report di qualche sera fa ha fatto emergere un quadro inquietante (ed irritante), che poco sembra avere a che vedere con le necessità del paese e del continente, ma piuttosto con interessi particolari di lobby e gruppi di potere.

Questo rafforza l’idea che  sia ormai tempo di giungere ad una posizione unitaria da parte delle Regioni e i presupposti ci sono tutti.

Marche, Monte Catria innevato

Marche, Monte Catria innevato

Esaminando la mozione approvata dal Consiglio della Regione dell’Umbria subito emergono con forza le posizioni nette del Consigliere Goracci (Comunisti per l’Umbria) e del Consigliere Dottorini (IDV), entrambi in prima linea da anni contro quello che ormai tutti definiscono come “ecomostro” e fortemente (e dichiaratamente) determinati a contrastarne la realizzazione con ogni mezzo politico e legale. Senza tentennamenti anche la posizione dell’Assessore ai Lavori Pubblici  Vinti (PRC), che non ha usato mezzi termini nel criticare sia il progetto nei suoi contenuti  che il modo col quale è stato portato avanti. Lo stesso Vinti è peraltro promotore di un’intensa attività di contrapposizione al progetto anche al di fuori del palazzo della Regione e dei contesti strettamente istituzionali.  Appaiono condivisibili le posizioni di Bottini (PD), Stufara (Prc-FdS),  Buconi (Psi) e Carpinelli (Marini per l’Umbria), e dei consiglieri di minoranza Lignani Marchesani, De Sio e Mantovani (Pdl), mentre restano da capire le motivazioni dell’astensione degli altri consiglieri del Pdl: Nevi, Monni, Valentino, Rosi, e Modena.  Forte la posizione di Cirignoni, che attacca il progetto sostenendo che oltre a produrre danni non porterebbe alcun genere di beneficio alle popolazioni delle aree interessate e dell’Umbria in generale.

“Spettacolare” la posizione  del consigliere UDC Sandra Monacelli invece, che ha parlato  di “questioni che non si risolvono a colpi di Comitato” e che “rivestono importanza per l’approvvigionamento energetico nazionale” e ancora “scatenano la sindrome di Nimby” . La Consigliera non ha evidentemente voluto perdere quest’occasione per ostentare la propria disinformazione in materia. Si tratta, per la verità, di una posizione “tipica” di una particolare categoria di professionisti della politica: quelli che sono sempre dalla parte dei “forti”. E merita un minimo di analisi, una tantum.

Infatti:

Monti Sibillini

Monti Sibillini

–  il metanodotto non ha a che vedere con l’approvvigionamento nazionale ne con quello locale (perché il gas andrebbe in centro Europa).

– I comitati altri non sono che organizzazioni a tema, liberamente costituite da cittadini che non si sentono, su uno o più temi, sufficientemente garantiti e rappresentati da politici disinformati, distratti o impegnati in altro. Come dire l’ABC della politica.

– la sindrome di Nimby, termine e concetto ormai abusatissimo e logoro, viene ancora sventolato dalle  Monacelli di turno come atto d’accusa ogni qual volta dei cittadini cerchino di difendere i propri diritti e in definitiva la democrazia. Se le cose stessero come dice la Monacelli comunque, vorrebbe dire che le amministrazioni di quattro regioni (opposizioni comprese) sarebbero vittime di questa sindrome.

– il Nimby forum ( http://www.nimbyforum.it/ ) è risaputamene finanziato da un gruppo di grandi aziende e multinazionali, le quali danno l’impressione di avere necessità di dimostrare che i cittadini sono miopi e non vedono più in là dei loro piedi, mentre invece le grandi aziende sono lungimiranti e lavorano per il bene di tutti. Ne consegue quindi che la democrazia non può essere gestita dai cittadini, troppo incompetenti, poverini.

Questo per la precisione.

Duole dirlo e ci rammarica pensarlo, ma noi riteniamo che, se la Monacelli si fosse interessata per tempo alla questione ( che va avanti dal 2004) e avesse dato il proprio fattivo contributo anziché proporre ricette preconfezionate  e slogan dell’ultimo momento, forse i cittadini avrebbero avuto minor necessità di difendersi da soli.

Segna invece un interessante punto di svolta la posizione di Brutti (IDV) che sostiene come sia inutile anche cercare soluzioni alternative al metanodotto, in quanto lo stesso è semplicemente inutile, stanti i consumi in calo costante da anni. Tenendo conto che il metanodotto finirebbero per pagarlo i cittadini, sostiene Brutti, la cosa più sana è non farlo affatto e non tenere conto delle mirabolanti strategie di chi ha interesse a costruire il gasdotto perché quello fa di mestiere.

Comitato interregionale “No Tubo” e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

branco di Lupi (Canis lupus) nella neve

branco di Lupi (Canis lupus) nella neve

(foto S.L., A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    dicembre 22, 2012 alle 5:44 pm

    D’accordo , tutto cio’ che e’ innaturale puo danneggiare la natura, ma se un gasdotto viene ben costruito e diventa usufruibile man mano che avanza con le dovute diramazioni, questo e’ utile per i cittadini e per le imprese. Se come credo e’ metano, questo vuol dire minore inquinamento e risparmio sulla bolletta energetica. Se ad es. la Lombardia non avesse il metano, cosa userebbe : il gasolio ? Anche in Sardegna si e’ schiavi del GPL con problemi di sicurezza e dei rivenditori che si fanno pagare oltre misura.

    • dicembre 22, 2012 alle 5:53 pm

      l’Umbria, la Toscana, le Marche, l’Abruzzo e tutte le altre Regioni interessate dal progetto di gasdotto “Rete Adriatica” sono GIA’ SERVITE da una rete di gasdotti.
      In questo blog è possibile trovare parecchi articoli illustrativi del progetto e del relativo pesante impatto ambientale e socio-economico.

    • dicembre 23, 2012 alle 8:45 am

      Nessuno di base e’ contrario ovviamente alla costruzione di gasdotto quando questi mancano. Dietro al progetto gasdotto Brindisi-Minerbio ci sono piani molto più grandi a livello internazionale ( Italia Hub del gas) che sono stati ben spiegati dalla puntata di Report del 16 dicembre ( può nel caso rivederla su internet). Piani che rischiano di portare soldi nelle tasche di pochi mentre i danni e costi vengono scaricati sui cittadini. Infatti progettare un gasdotto infilandolo nei crinali appenninici più intatti per centinaia di chilometri ed attraversare i comuni a più alto rischio sismico d’Italia, lasciando una cicatrice di oltre 28 metri di larghezza, non crediamo sia un idea molto intelligente. Soprattutto se questi comuni vivono principalmente di turismo ambientale. Per ulteriori informazioni notubo.blogspot.com/
      Approfittiamo dell’occasione per fare a tutti gli Auguri di un Buon Natale
      Il Comitato No Tubo

  2. icittadiniprimaditutto
    dicembre 22, 2012 alle 6:44 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. dicembre 23, 2012 alle 1:14 am

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: