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Una consueta battuta di caccia, dietro casa.


cartello "attenzione caccia al cinghiale"

cartello “attenzione caccia al cinghiale”

 

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo molto volentieri il racconto, esasperato, di un cittadino alle prese con una consueta battuta di caccia a due passi dalla sua residenza.     Non ne pubblichiamo il nome per evitare eventuali ritorsioni.

Da sempre sosteniamo che la caccia sia un’attività particolarmente pericolosa, viste le vittime umane e non umane.

Le segnalazioni delle situazioni a rischio si moltiplicano.

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale svolge continua attività in materia, ma, come ha ammesso lo stesso Direttore dell’Ispettorato ripartimentale di Nuoro Gavino Diana, i controlli durante le battute di caccia sono attualmente inesistenti (vds. La Nuova Sardegna, 12 novembre 2012).

E allora che si fa?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiale (Sus scrofa meridionalis)

Non si può “cacciare” il cacciatore.

La domenica, ognuno di noi cerca di trovare riposo dalle fatiche della settimana, nella tranquillità della propria casa o dilettandosi in qualche hobby o perdita di tempo che sia. Alcuni, per fortuna pochi, decidono di imbracciare un’arma ed andare ad uccidere vittime innocenti per esaltare il proprio ego, disturbando la quiete ed anche la pubblica sicurezza altrui.

Questo è accaduto domenica 16 dicembre nelle vicinanze della mia abitazione. Un branco di bipedi della mia stessa specie, ma con evidente mancanza di rispetto verso il prossimo e con scarso livello celebrale, hanno deciso di pianificare e mettere in atto una battuta di caccia, al molto più intelligente ed utile Cinghiale. Con intorno, a fare da scenario secondo loro, le case di civile abitazione ed a ridosso della linea ferroviaria Sassari/Cagliari.

Un luogo dove abitualmente, e non di meno il fine settimana, la gente viene a farsi la passeggiata con il cane o con gli amici, per fare un po’ di moto o per farsi una semplice e serena chiacchierata.

Ore 9 del mattino, apro le finestre della mia casa, che si trova costruita intorno agli olivi ma che è facilmente visibile dalla strada che hanno percorso gli homo poco sapiens per arrivare al luogo dove compiere l’ennesimo massacro.

Non appena spalanco le finestre inizio a sentire le prime fucilate esplose dai “geni” del male, come se quelle non bastassero, delle urla che sapevano poco di umano e molto di pericolosi cacciatori armati e pronti ad uccidere chiunque gli si pari davanti.

Dopo aver sentito le “belle” notizie delle ultime settimane in cui diversi di loro si sono sterminati a vicenda, a volte anche insieme ai propri figli, ho deciso di fare l’ennesima chiamata al Corpo Forestale. Dico ennesima, perché quasi ogni anno ho problemi con questi disumani, e mai nessuno è intervenuto, non solo della forestale, ma bensì anche della Polizia e dei Carabinieri.

cartello "attenzione - caccia al cinghiale"

cartello “attenzione – caccia al cinghiale”

Ma torniamo a noi. Ore 9 e 16 risponde alla chiamata una guardia forestale di Cagliari che mi chiede qualche informazione. Faccio presente che forse non stanno tenendo la distanza dei 150 mt dalla mia abitazione, e che molto probabilmente la gittata delle loro armi è sicuramente superiore a questa distanza perché trattasi di fucili per caccia grossa. Continuo dicendo che ho letto questo nel sito delle “Vittime della caccia”, e cioè che la loro distanza dovrebbe essere una volta e mezza la gittata dei loro fucili, ed inoltre che devono stare lontani da strade e ferrovie. Lui insiste che non esiste nessuna norma del genere. Chi avrà ragione? Non lo so, fatto sta che il male (la caccia o morte) trionfa sempre sul bene (la vita). Ad ogni modo mi pare strano che si possa cacciare di fianco ai binari, comunque….

Fatta la chiamata, attendo con ansia il loro intervento, e nel frattempo mi avvio a piedi per prendere la targa della loro auto. Mentre mi avvicino all’auto incrocio uno di loro con il fucile in spalla, proprio nella strada asfaltata che porta a casa mia ed a circa 100 mt di distanza da essa. Lo scruto con sguardo carico di odio e lui mi guarda come meravigliato che io fossi li, mi saluta ed io non proferisco parola. Lo so sono il solito maleducato, ma è più forte di me, non riesco a salutare un assassino di animali. Fatta la foto della targa, ritorno a casa.

Ore 11, ricevo una chiamata sul cellulare a cui non faccio a tempo a rispondere. Dopo giusto un minuto prendo il telefono, noto la chiamata ed immediatamente richiamo, ma nessuno risponde.

cartello "attenzione battuta al cinghiale in corso"

cartello “attenzione battuta al cinghiale in corso”

Ore 13 e 15, richiamo il 1515 e mi risponde la stessa guardia delle 9 del mattino. Lo informo che nessuno è intervenuto e lui molto cortesemente mi dice che contatta i suoi colleghi e mi fa sapere quanto prima. Infatti, mi richiama dopo qualche minuto facendomi presente che sono intervenuti e che hanno provato anche a chiamarmi. Gli dico che purtroppo non ho visto la chiamata ma che proprio un minuto dopo, ho richiamato ma non ha risposto nessuno, e che comunque mi trovato a ridosso della strada per tutta la mattina e non è passata nessuna auto delle Forestale, e non v’è altra via d’accesso.

Lui non sa che dirmi a tal proposito, allora lo saluto e lo ringrazio.

Questo è quanto.

I cacciatori hanno continuato incontrastati la loro sanguinosa domenica, a dispetto degli animali e delle persone civili che sono passate passeggiando, che ho personalmente messo in guardia dal pericolo che stavano correndo passando vicino alla battuta.

Ho anche sentito una di queste signore che chiedeva al cacciatore in posta sulla strada asfaltata, se fossero al sicuro a passare di la, ovviamente lui con grande faccia tosta le ha risposto: “Non ha niente da temere. Stia tranquilla signora, passi pure.” A dir poco encomiabile.

Ad ogni modo questo mio racconto vuole far capire a tanti, almeno a quelli che hanno un cuore con un po’ di empatia ed una testa che ragiona, che non è solo il cinghiale che non viene tutelato durante una battuta di caccia, ma anche le persone e la loro pubblica sicurezza, questo con il benestare delle varie forze dell’ordine.

Ripensandoci su mi sono fatto un’idea di come siano andate le cose, non per partito preso sia chiaro, semplicemente constatando i fatti. Ed il vedere, per svariate volte, l’auto della Forestale parcheggiata insieme a tante altre, davanti alla casa dove fanno gli spuntini i cacciatori della zona, che a loro volta fanno parte della compagnia Barracellare, non lascia molto spazio all’immaginazione.

Detto questo, credo non ci sia nulla da spiegare. Vorrei aggiungere che d’ora in poi mi impegnerò ad immortalare queste belle feste, o strani funerali dove si consuma il defunto.

D’altronde si sa, con le armi ci si intende. Per forza.

Non oso immaginare il tasso alcolico, quando al pomeriggio, riprendono la battuta di caccia. Chissà chi farà dei controlli in questo senso.

Non abbiamo niente da temere, passiamo pure….. Stiamo tranquilli.

zona della battuta di caccia

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    dicembre 22, 2012 alle 8:35 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. dicembre 22, 2012 alle 11:11 am

    da La Nuova Sardegna, 22 dicembre 2012
    Aritzo, sorpreso a cacciare con un fucile clandestino.

    ARITZO. Un ventiquattrenne di Aritzo, M.M., è finito nei guai per caccia e porto d’armi abusivo. Gli agenti del Corpo forestale che fanno capo all’Ispettorato di Nuoro, impegnati nel normale servizio venatorio, hanno sorpreso e fermato il giovane in località Istiritzo, mentre esercitava la caccia con un fucile con matricola abrasa e privo di riduttore. Dai controlli è risultato che il giovane non ha neanche il porto d’arma.Gli agenti della stazione di Aritzo hanno denunciato a piede libero il trasgressore, procedendo al sequestro penale dell’arma e delle munizioni. La relativa comunicazione di notizia di reato è stata inviata alla competente autorità giudiziaria.

  3. dicembre 23, 2012 alle 1:12 am

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  4. teresa
    dicembre 23, 2012 alle 8:57 pm

    CONDIVIDO OGNI PAROLA DELL’ARTICOLO,VORREI AGGIUNGERE CHE OLTRE ALLA OVVIA PERICOLOSITA’ DEI CACCIATORI CHE VAGANO NEI BOSCHI,C’è ANCHE IL RUMORE ASSORDANTE DELLE FUCILATE.HO UN PARENTE CHE VIVE IN CAMPAGNA NELLE VICINANZE DI cAGLIARI(IN UN PICCOLO BORGO ABITATO TUTTO L’ANNO)CHE QUANDO SI APRE LA CACCIA A NON SO QUALE VOLATILE VIVE IN UN’INCUBO:SI SENTONO GLI SPARI ASSORDANTI FIN DALLE SEI DEL MATTINO(E IN CASA CI SONO DUE BIMBI PICCOLI DI TRE E CINQUE ANNI)PERCHè PROPRIO VICINO ALLA CASA C’è UN “PASSO”.i CACCIATORI NON SI FANNO IL MINIMO SCRUPOLO DEL DISTURBO CHE POSSONO PROVOCARE,SONO PREPOTENTI E ARROGANTI.SONO STATI CHIAMATI CARABINIERI E FORESTALI(MA SEMPRE CON LA PAURA DI QUALCHE RITORSIONE.E’ UNA SITUAZIONE VERAMENTE INCIVILE.

  5. Terri
    gennaio 2, 2013 alle 12:09 pm

    Maledetti, io me li ritrovo tutti attorno: la mia abitazione, in cui risiedo sempre, sta in mezzo alla battuta: senza alcun preavviso arrivano, con la loro strafottenza e arroganza, con le loro carabine a canna rigata. Trovare cartucce – a pallottola esplosiva- inesplose, sparse sulla strada, è cosa normale. Le leggi per loro non esistono, dovrebbero essere tutti disarmati e rieducati, ma le forze dell’ordine paiono più “debolezze” che “forze”, direi che sono molto amici, il che è grave assai. In questa verde umbria c’è una corruzione e un’inciviltà veramente allucinanti, quasi mi vergogno di essere umbra.

  6. Angela vacca
    gennaio 2, 2013 alle 1:41 pm

    Condivido pienamente ciò che ha scritto l’amico sardo, io sto in un altra regione ma mi succede a stessa cosa, sento gente preoccupata per la notte di capodanno….io metterei la firma se questo incubo si limitasse solo alla notte di s. Silvestro! Io sto in una azienda agricola con tanti animali, tutti da affezione anche le capre e le pecore e, vi assicuro che da settembre a dicembre ed oltre per tre o quattro giorni la settimana compresa a domenica non c’èpace ne per noi ne per i numerosi animali che vivono con me!!! È un disastro, siamo tutti in grave pericolo ma a chi ne frega qualcosa?

  7. wolla77
    dicembre 24, 2016 alle 4:42 pm

    condivido pienamente tutto ciò che ho letto.Vivo in Umbria ed anch’io sono nella stessa situazione.Ho scelto di vivere nella quiete di un bosco ,circondata dalla natura incontaminata ed in armonia totale con tutte le creature rispettandole ed amandole .Quando si apre la caccia o qualcuno decide di iniziare l’uccisione di alcune specie la pace viene sostituita dall’angoscia e dal dolore.Oggi è stato un giorno drammatico.
    Urla umane e grugniti umani di BESTIALE NATURA che si sono sovrapposte al naturale abbaiare dei cani impegnati ed addestrati dalle BESTIE per la caccia al cinghiale , Pochi spari e l’urlo doloroso e straziante del cinghiale ferito ha risuonato nelle mie orecchie e mi ha straziato il cuore.Tutto questo in una splendida giornata di dicembre che avrei voluto passare con i miei cani nel bosco di mia proprietà in uno dei pochi pomeriggi liberi .
    Ovunque BESTIE con il fucile appostate nelle vicinanze delle case abitate e lungo la strada.A loro è concesso con una semplice apposizione di un cartello”attenzione battuta di caccia in corso”e con un pò di euro arrogarsi la LIBERTA’ di LEDERE LA LIBERTA’ DEGLI ALTRI ed arrogarsi IL DIRITTO DI UCCIDERE CREATURE INNOCENTI E FAR SOFFRIRE CHI CONDIVIDE IL DOLORE E LA PAURA DI CREATURE BRACCATE ED UCCISE INGIUSTAMENTE .

  8. Franco
    febbraio 8, 2017 alle 9:27 pm

    io vivo lo stesso incubo nel periodo di caccia, ma ultimamemente me li sono fatti amici e mi danno dell’ottima carne di cighiale…

  9. Franco
    febbraio 8, 2017 alle 9:32 pm

    sarebbe oppurtuno controllare che le case non siano abusive….

    • febbraio 8, 2017 alle 9:36 pm

      ..o siano “abusivi” i proiettili?

      • wolla77
        marzo 31, 2017 alle 7:28 pm

        Egregio Sig Franco le case non sono abusive e sono costate molto più di una licenza di caccia .Immagino che sia un cacciatore con poca mira e di scarsa sensibilità visto che si accontenta di qualche pezzo di carne proveniente da creature uccise da altri e si vende per così poco
        Mi dispiace per lei

  10. Luca
    ottobre 3, 2017 alle 9:48 pm

    Il tuo articolo si commenta da solo, sai quante persone non cacciatori vengono ogni anno ferite dalla caccia? Di media zero, molto peggio il capodanno a napoli o le strade del finesettimana con ubriachissimi e sballatissimi (non sempre giovincioli) reduci della discoteca.
    L’arma da fuoco legale che fa più vittime innocenti? Controlla pure ma gedrai che non sono i legali detentori di pda uso caccia o tiro al volo ma le forze dell’ordine.
    Su 700000 cacciatori che pagano profumatamente per la loro attività ogni anno massimo 15 tra feriti o morti e sempre tra di loro, per forza tra un po ci chiudono a cacciare in uno sgabuzziono. Senza offesa ma ogni anno fa più morti la tassazione che le armi da fuoco in italia, per avere il porto darmi non devi avere manco una multa per stato di ebrezza, magari fosse cosi anche per la patente, non ti piace la carne, sei animalista? Buon per te, non mangiarla e vedi di far chuidere fabriche come l’ilva ecc che tra cristiani, quadrupedi e volatili sono loro i veri assassini…al secondo posto le auto, lotta per togliere dalla circolazione le automobili, uccido più animali e uomini loro in un mese che tutte le armi, legali e non che abbiamo in italia.
    Ossequi.

    • ottobre 3, 2017 alle 10:29 pm

      Negli ultimi cinque anni in tutta Italia vi sono stati 115 morti e 420 feriti, circa il 20% non cacciatori, a causa di “incidenti” di caccia, 31 morti e 48 feriti nella sola stagione di caccia 2016-2017 (dati A.I.D.A.A., 2017).
      Vogliamo parlare di cacciatori che sparano vicino alle case? Vogliamo parlare di cacciatori che sparano addosso a chi li rimprovera?
      Bene, ecco qui: http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/10/03/news/cacciatore-litiga-e-spara-un-ferito-gravissimo-1.15936227
      Come già detto, la caccia finisce di ammazzare per divertimento quanto già massacrato da inquinamento, deforestazione, cementificazione e quant’altro distrugge e degrada l’ambiente.
      Lo sappiamo benissimo.
      Buona notte.

  11. Luca
    ottobre 3, 2017 alle 10:07 pm

    Chiaramente la domanda e retorica perché si sa, la caccia è il vero problema del degrado della natura, non tutto quello che ti permette di godere delle tue comodità quotidiane…l’automobile (avvelena l’aria ed è usata ipropriamente, centinaia di vittime l’anno per il suo uso improprio), smartphone (tra le onde eletromagnetiche che emmettono i ripetitori e quelle dei miglioni di telefonini stessi sono migliaia i morti ogni anno, senza contare i danni e le privazioni ambientali fatte per poter aver la linea e l’irrinunciabile 4g anche in mezzo ai campi)…devo andare avanti? …questo però non si nomina perché è scomodo vero? Pensa solo ai disastri ambientali e le vittime di guerra innocenti fatte per avere la tua amata benzina per andare all’ikea (che disbosca mezza finlandia) alla domenica?

    • ottobre 3, 2017 alle 10:22 pm

      la caccia finisce di ammazzare per divertimento quanto già massacrato da inquinamento, deforestazione, cementificazione e quant’altro distrugge e degrada l’ambiente.
      Lo sappiamo benissimo.

  12. M.A.
    ottobre 3, 2017 alle 11:10 pm

    Bravo Luca. Sappi che la caccia oggi non finisce di ammazzare per divertimento quanto già massacrato da inquinamento, deforestazione, cementificazione e quant’altro distrugge e degrada l’ambiente. Anzi, nel 2017 la caccia serve per stendere un velo pietoso su un ambiente degradato da inquinamento, deforestazione, cementificazione e quant’altro è stato fatto per il progresso della nostra società (ecologisti, ambientalisti e cacciatori compresi). Se ad esempio in Pianura Padana i cittadini lombardi possono godere della vista di una lepre o di un fagiano, in campagne fortemente antropizzate dall’agricoltura estensiva, autostrade e cascine, questo è solo grazie ai soldi dei cacciatori utilizzati, laddove funziona per il ripopolamento e la gestione della fauna. La gestione si effettua con il prelievo venatorio, in maniera tale che una determinata specie possa convivere con le esigenze produttive di chi lavora in campagna. Senza cacciatori, e i loro soldi, e senza la caccia, oggi molte campagne italiane sarebbero dei deserti faunistici, in natura non esisterebbero nemmeno le farfalle più. La caccia è un attività da salvaguardare e da rilanciare, in quanto contribuisce attivamente alla conservazione della biodiversità in degli ecosistemi fortemente stravolti per il bene comune. Chi non riesce a capire questo oggi, con le attuali condizioni ambientali, è perchè possiede un paraocchi fatto di ideologie.

    • ottobre 4, 2017 alle 6:36 am

      se per te i ripopolamenti “pronta caccia” che si fanno rappresentano natura e biodiversità stiamo freschi…
      La caccia, oggi, é ben diversa da quella dei tuoi sogni. Finisce di ammazzare quanto a stento era sfuggito a inquinamento, deforestazione, cementificazione. Noi combattiamo concretamente queste follie, le associazioni venatorie no. É un dato oggettivo e dice tutto.
      Buona giornata 😊

      Stefano Deliperi

      • M.A.
        ottobre 4, 2017 alle 7:04 am

        Se sei pratico di Natura non puoi negare che quello che ho detto sia vero. In gran parte dei territori italiani, la caccia è l’unica fonte di biodiversità, e la selvaggina che voi chiamate “patrimonio indisponibile dello Stato” a vostro comodo, derivano da immissioni a scopo venatorio e della programmazione faunistica. Ciò è frutto dei soldi e dei sacrifici dei cacciatori. La favoletta della Natura felice in grado di colmare e ripararsi autonomamente dalle “ferite” del progresso umano, oggi è stata smentita da tutti. Quelle ferite dovute al nostro benessere, sono state troppo profonde e laddove la natura malata viene abbandonata a se stessa, il deserto faunistico avanza. Quando il numero dei cacciatori cala, in seguito al vostro bombardamento ideologico -mediatico degli ultimi 20 anni, le istituzioni cercano di correre “al riparo”. 🙂 buona giornata!

      • ottobre 4, 2017 alle 5:32 pm

        certo, i Lupi sono stati reintrodotti dai cacciatori, così come le Linci o i Caprioli.
        Per non parlare dei Cinghiali…quelli sì, siamo d’accordo, reintrodotti da o per conto di associazioni venatorie in mezza Italia.
        Continuiamo così…

  13. Luca
    ottobre 4, 2017 alle 8:07 am

    Nel 2016 17.8000 persone fermate (quindi di più i potenziali) per guida in stato di ebrezza, 1500 i morti quasi sempre il drogato o l’ubriaco sopravvive.
    Questo equivale a uccidere per divertimento…dopo un’anno di nuovo con la patente.
    A noi il porto d’armi e tolto per sempre se facciamo una cazzata ed è giusto così. Dal 2001 piu di 700000 le vittime innocenti della guerra per il petrolio. (Le armi dei buoni per un mondo occidentale migliore)
    Il supermercato dove lavoro butta kg di carne ogni giorno per il consumismo, questo non è uccidere inutilmente? (Mentre facciamo morire di fame mezzo mondo)
    Credete che le bestie da allevamento vivano bene e muoiano senza sofferenza?
    Deve senzzaltro essere colpa dei cacciatori assassini. Forse dovevamo non inventare la caccia, estingurci con le glaciazioni e oggi il mondo sarebbe un posto migliore…

    • ottobre 4, 2017 alle 5:30 pm

      sì, ci sono anche una media di quasi 50 mila persone all’anno che hanno avuto disturbi da abusi di alcool (http://www.fuoridallombra.it/disturbi_italia.php).
      E quindi?
      Questo è un blog, non una chat.
      Le regole per commentare e interagire sono indicate chiaramente a destra, per cui ulteriori commenti fuori tema o pretestuosi non saranno pubblicati. 😉

  14. Luca
    ottobre 4, 2017 alle 10:05 am

    Chiaramente come da programma continuiamo a combattere contro i mulini a vento, cosi intantoni nostri padroni possono continuare allegramente e con il nostro silenzioso consenso a distruggere il nostro mondo e la nostra libertà.
    La natura incontaminata e sparita orami ovunque, siamo seduti su un calderone fatto di bonbe nucleari, l’1% di queste bombe basterebbe a cancellare ogni tracci di vita, abbiamo ridotto piu della metà dei nostri fratelli alla fame e alla schiavitu in nome del finto benessere dell’occidente, oramai gli animali non li alleviamo li coltiviamo e, infine, ci stiamo avvelenando con le nostre mani, tumori, leucemia, allergie e intolleranze. Qui a caorso i cinghiali praticamente si illuminano al buio per quanto sono radiottivi, pensate che noi ne siamo immuni?
    Come pretendiamo di tutelare l’ambiente quando non abbiamo piu nemmeno compassione e rispetto per la vita umana e per noi stessi?
    Come si pretende di condannare la caccia e dare ai cacciatori degli assassini quando si accetta un continuo genocidio etichettandolo come progresso e guerra di pace? Siamo forse l’oceania del grande fratello: la guerra e pace, la schiavitù e libertà..mi sempra già un buon inizio, sull’ignoranza ci stiamo lavorando ma siamo a buon punto…è questo il mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli?
    Quando noi cacciatori saremo spariti (e in italia siamo a buon punto non temete basteranno pochi anni) credete che si sarà risolto qulcosa o nel frattempo mentre giochiamo a fare i tutori dell’ambiente le cose saranno peggiorate? Dovremo iniziare a far sul serio inveve di tenere le banane negli occhi o presto non ci sarà nessun ambiente da salvare, certo bisogna essere disposti a rinunciare ai propri lussi e comodità. ..forse è questo il problema…attaccare noi non comporta nessuna rinuncia in caso di vittoria.
    Viva il capitalismo e la schiavitù di massa.
    Che il progresso possa trionfare sempre sulle spalle dei nostri schiavi neri, arbi e asiatici…nel nome dell’amore e la pace per noi stessi ovviamente.

    • ottobre 4, 2017 alle 5:25 pm

      ci permettiamo di ricordare che s’è dimenticato il problema della fame nel mondo…
      Oltre a questo, c’è il fatto che questo è un blog, non una chat.
      Le regole per commentare e interagire sono indicate chiaramente a destra, per cui ulteriori commenti fuori tema o pretestuosi non saranno pubblicati. 😉

  15. Luca
    ottobre 4, 2017 alle 10:12 pm

    La fame nel mondo l’ho accennata con la carne buttata dai supermercati…puoi sfottere senza problema…segno in più che non ti interessa capire quali sono i reali problemi legati all’ambiente, e voler ammettere che sono tutte cose collegati tra di loro…cosa hanno in comune?
    Noi, noi siamo i colpevoli, abbiamo dato loro Il nostro consenso, quando tu comperi quello che ti vendono e accetti quello che fanno “i nostri padroni” tu dai il consenso a tutto questo.
    La mia è stata una provocazione vero, ma atta a far capire che parlare serve a poco, e accanirsi sui pesci piccoli per pulirsi la coscenza meno ancora, hanno vinto loro.
    Infatti la caccia è calata in italia negli ultimi anni a pari passo con la distruzione dell’ambiente. Quando tu compri quello che ti vendono le multinazionali o i nostri sfruttatori…chiamali come vuoi…dai loro il tuo consenso, vogliamo fare qualcosa?
    I fatti parlano, noi abbiamo accettato di buon grado la moda e i vantaggi del consumismo…ma c’è sempre un prezzo da pagare…da me c’è un detto: quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima.

    • ottobre 4, 2017 alle 10:37 pm

      Luca, non abbiamo bisogno delle tue considerazioni per sapere quali siano i problemi ambientali e i fattori di degrado.
      Li combattiamo ogni giorno.
      Fatti un giro in questo blog e te ne renderai conto.
      Sa molto di moquette sullo stomaco, comunque, andare a caccia perchè tanto la distruzione dell’ambiente procede ogni giorno.
      Se permetti, la vediamo diversamente. Tutto qui.

  16. Luca
    ottobre 4, 2017 alle 10:28 pm

    Comunque tranquillo non commento più, anche se poi di offensivo non so cosa ho datto, l’articolo al contrario le offese non le ha risparmiate,.si vede che solo agli homo poco spiens piace discutere e far pratica ad usare il nostro cervello poco sviluppato ( per allenarlo e sentirci meno scemi probabilmente), forse quando si diventa troppo intellgenti non serve più.
    Un cordiale saluto a tutti .
    Non sono ironico per molti di voi sono un’assassino seccatore,ma io non mi sono dimenticato che siete miei fratelli e che lo si voglia o meno i nostdi destini sono collegati e quello che capita ad uno si riperquate sull’altro…solo uniti e rispettandosi possiamo salvare un mondo in degrado e sperare in un futuro decente per i nostri figli…non è per loro che viviamo?

    • ottobre 4, 2017 alle 10:42 pm

      Luca, non si tratta di “offese”. Nessuno l’ha detto. Si tratta di ripetizioni reiterate di cose già dette.
      Vuoi continuare all’infinito?
      Che cosa aggiungi rispetto al commento precedente?
      Non aggiungi nulla alla discussione.
      L’articolo riporta lo stato d’animo, le sensazioni, di chi si sente assediato in casa propria e non ha alcun riscontro da chi dovrebbe tutelarlo. Ti piaccia o no, è una sensazione che provano migliaia di persone a ogni giornata di caccia in tutta Italia.
      Non hai idea di quante segnalazioni riceviamo in proposito.
      A te non interessa?
      A migliaia di persone sì e hanno tutto il diritto di esprimersi.

  17. wolla77
    dicembre 10, 2017 alle 12:22 pm

    quanti discorsi,anche belli e veri che vengono portati per giustificare le uccisioni degli animali innocenti per divertimento.Non è perchè il mondo è pieno di orrori che quello che facciamo noi di ingiusto e crudele automaticamente viene giustificato.Pur condividendo tutto quello che dice Luca ritengo che ognuno di noi,personalmente ed individualmente è responsabile di ciò che avviene.A noi non è dato di prendere le grandi decisioni mondiali ma di mettere in pratica quotidianamente quello in cui crediamo ed ha valore per noi.Personalmente mi fa orrore ogni forma di violenza sia fisica che psichica e nella mia vita quotidiana cerco di non usarla.C’è una frase molto semplice che abbiamo sentito fin da bambini:non fare agli altri ciò che non vorresti essere fatto a te.Per altri io intendo tutte le creature.Chi di noi vorrebbe essere innocentemente braccato inseguito ferito e ucciso?
    Chi di noi vorrebbe che quando andiamo liberi ,magari a procurare il cibo per la nostra famiglia andando a lavorare ci fosse un cecchino appostato che attende con gioiosa ansia il nostro passaggio per spararci e vantarsi con i compagni? un tempo mi arrabbiavo ,ora quando ci sono le battute di caccia al cinghiale o quando risuonano gli spari piango ed ho pietà per coloro che ancora non hanno raggiunto una sensibilità tale da impedirgli di procurare il dolore ad altri. Aggiungere dolore a dolore non ritengo sia la giusta terapia

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