Italia, continua senza ritegno il consumo del suolo.
L’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (I.S.P.R.A.) ha presentato il Rapporto Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio del 2026, da cui emerge una situazione ambientale in drammatico peggioramento.
Nel 2025 sono stati divorati 3 metri quadrati di suolo al secondo, 280 mila metri quadrati al giorno.
Una follìa.

Una vera e propria follìa: «I dati dell’ultimo anno (2025) mostrano una crescita significativa del consumo di suolo: 102,4 km² di territorio trasformato in aree artificiali, il 22,4% in più del 2024. Il ritmo raggiunge i 3,2 m² al secondo, oltre 280.000 m² al giorno. La crescita delle superfici artificiali è solo in piccola parte compensata dal ripristino di aree naturali, pari a quasi 7,5 km2, dovuti al passaggio da suolo consumato a suolo non consumato, un valore in aumento rispetto a quello del 2024 ma ancora del tutto insufficiente a compensare l’aumento delle nuove coperture artificiali. Il consumo netto arriva così a 95 km², il valore più alto mai registrato dal 2012. L’incremento netto percentuale annuo del suolo consumato nel 2025 ha raggiunto lo 0,44%, il doppio della crescita registrata dieci anni prima. Oggi, le infrastrutture, gli edifici e le altre coperture artificiali occupano 21.644 km2, il 7,19% del territorio italiano, a fronte di un valore medio, in Europa, del 4,4%.».
Fra il 2006 e il 2025 in Italia «i valori più alti di nuovo consumo di suolo interessano i comuni di Tuscania (+319 ettari), Montalto di Castro (+316 ettari)»: è inutile nasconderlo, il fenomeno è stato determinato dalla proliferazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili (eolico, solare).
Quali sono le fondamentali cause di consumo del suolo in Italia?
«Il consumo di suolo deriva da molteplici fattori e i dati sulle nuove coperture artificiali permettono di distinguere la frazione di cambiamenti riconducibili a impermeabilizzazione (consumo di suolo permanente) dalle altre forme di rimozione o artificializzazione del suolo (consumo di suolo reversibile). Le aree destinate a nuovi cantieri (5.387 ettari) sono la componente prevalente (il 52,6%) del consumo di suolo annuale. Si tratta di aree generalmente in transizione che saranno in gran parte convertite, negli anni successivi, in aree a copertura artificiale permanente (come edifici e infrastrutture) e, in misura minore, saranno ripristinate. Tra le altre classi, la crescita degli edifici nel 2025 è stata pari a 725 ettari (7,1% del totale), valore che arriva a più di 1.160 ettari se si considerano anche gli edifici rilevati su cantieri preesistenti. Le aree estrattive sono aumentate di 392 ettari, le infrastrutture di 506 ettari (di cui 271 su suoli naturali nel 2024), le altre coperture artificiali come piazzali, cortili, campi sportivi o discariche di 1.230 ettari (di cui 676 su suoli naturali nel 2024). Se si escludono le nuove aree di cantiere, il consumo permanente rappresenta il 35% del totale, con una prevalenza di edifici, piazzali pavimentati e strade. I pannelli fotovoltaici a terra (+2.798 ettari) rappresentano una porzione importante del nuovo suolo consumato reversibile, in forte aumento rispetto ai 1.700 ettari mappati nel 2024, ai 420 ettari mappati nel 2023, ai 263 ettari del 2022 e ai 75 del 2021, seppure con impatti diversi a seconda del tipo di impianto. Per quanto riguarda le destinazioni d’uso, le aree destinate alla logistica, nell’ultimo anno, sono aumentate di 390 ettari, soprattutto in Piemonte (+115 ettari) e nel Lazio (+59 ettari). Negli ultimi anni, al progressivo consumo di suolo dovuto a questo fenomeno si è affiancata una nuova dinamica territoriale causata dall’espansione dei data center, alimentata dalla crescente esigenza di infrastrutture digitali e servizi cloud (+13 ettari, considerando gli interventi più significativi) prevalentemente in Lombardia. Gli impianti eolici causano, nel 2025, un consumo di suolo pari a 118 ettari, suddivisi tra piazzali sterrati (58%), strade sterrate (41%) e superfici impermeabilizzate (riconducibili alle fondazioni degli aerogeneratori; poco più dell’1%). Con riferimento agli edifici residenziali, si stimano oltre 50.000 nuove abitazioni realizzate in un anno a fronte di più di 9,5 milioni di alloggi non occupati presenti sul territorio nazionale.».
E la colpa è nostra.
Non del destino cinico e baro o degli alieni.
Lo vogliamo capire una buona volta e vogliamo porre rimedio?
Ora c’è la possibilità data dal Piano nazionale per il Ripristino della Natura: realizziamolo bene, una buona volta.
Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG)
dal sito web istituzionale dell’I.S.P.R.A., 27 ottobre 2026
Territori in evoluzione: tra tutela e sviluppo sostenibile. Presentazione del Rapporto sul Consumo di suolo in Italia – Edizione 2026.
Consumo di suolo: in Italia oltre 2.100 km² di opportunità per ridurre il fenomeno.
Invertire la rotta è possibile: pronta la prima mappatura nazionale delle aree recuperabili.
Nel 2025 è record di velocità: oltre 3 m² al secondo, 280 mila metri quadrati cancellati ogni giorno
Si può fare! Con oltre 2.100 km² di superfici disponibili l’Italia può iniziare a recuperare terreno, a rigenerare le città, realizzare nuovi spazi verdi urbani, depavimentare e limitare il consumo di suolo che, nel 2025, segna il record e avanza di altri 102 km2 a un ritmo superiore a 3 m² al secondo, pari a oltre 280mila metri quadrati al giorno.
Le opportunità individuate sul territorio nazionale comprendono anche 3.281 km² di superfici potenzialmente utilizzabili per la forestazione urbana e 1.116 km² di tetti utilizzabili per l’installazione di impianti fotovoltaici. A queste si aggiungono quasi 9,6 milioni di abitazioni non occupate che possono essere recuperate e riutilizzate.
Le aree pubbliche urbane idonee al ripristino superano complessivamente i 35mila ettari con le maggiori estensioni nel Lazio, in Lombardia e in Veneto. Tra i comuni il primato spetta alla città di Roma.
Sono alcuni dei risultati contenuti nell’edizione 2026 del Rapporto sul Consumo di suolo in Italia, il lavoro, curato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), che quest’anno non misura soltanto il fenomeno, ma rende disponibile anche una prima mappatura nazionale di suolo potenzialmente recuperabile.
Rapporto, sintesi e tutti gli altri dati
Presentazione di Michele Munafò, curatore del Rapporto
Video del Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin
Le foto del Contest Fotografico: “Dal consumo di suolo alla rigenerazione urbana e territoriale”
(foto da mailing list ambientalista, A.L.C., S.D., archivio GrIG)






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