Il GrIG al TAR in difesa del paesaggio e della legalità.
L’associazione di protezione ambientale nazionale Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), rappresentata e difesa dall’Avv. Carlo Augusto Melis Costa, del Foro di Cagliari, interviene a sostegno del ricorso della Regione autonoma della Sardegna per l’annullamento dell’autorizzazione unica ZES n. 74 del 9 febbraio 2026 in favore della Tavolara Bay s.r.l. per la realizzazione, a due passi dal mare di , della prima parte di un grande intervento di trasformazione immobiliare sulla costa gallurese fra Cala Finanza e Punta La Greca (Comune di Loiri Porto San Paolo) davanti all’Isola di Tavolara,
L’area (una cinquantina di ettari sul mare, altre decine di ettari nel retroterra) ricca di macchia mediterranea, risulta interessata da un progetto immobiliare ben più ampio rispetto a quello attualmente oggetto di procedura ZES, promosso dalla Tavolara Bay s.r.l., costituita dalla società brasiliana Jhsf Participações (titolare della catena alberghiera di lusso Fasano) e da altri soci.
Per la prima parte del progetto è stato chiesto l’accesso alle procedure semplificate di cui alla Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno (operativa dall’1 gennaio 2024 grazie al decreto-legge n. 124/2023, convertito nella legge n. 162/2023).
In progetto complessivamente un hotel a cinque stelle da 50 camere, 30 ville (tipologie da 500 e da 200 metri quadri), ristoranti, servizi commerciali e turistici, un porto turistico, un campo da golf.
Può una disciplina normativa nata per favorire l’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali (la disciplina della zona economica speciale unica per il Mezzogiorno – ZES) diventare uno strumento di eversione del quadro giuridico di rilievo costituzionale per la tutela del paesaggio/ambiente (il Codice dei beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e della normativa sulla conferenza di servizi (artt. 14 e ss. della legge n. 241/1990 e s.m.i.)
Può la disciplina sulla ZES fare carta straccia delle competenze assegnate alla Regione autonoma della Sardegna dallo statuto speciale (legge costituzionale n. 3/1948)?
La risposta passa dalla vicenda di Cala Finanza – Punta La Greca, sul litorale di Loiri Porto S. Paolo, in Gallura.
E si inizierà a vedere l’8 luglio 2026 davanti al T.A.R. Sardegna.
Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG)
(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)






da Sardinia Post, 15 giugno 2026
Hotel 5 stelle a Cala Finanza, il Grig sostiene il ricorso della Regione al Tar: “Difendiamo il paesaggio e la legalità”.
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da Italia che cambia, 15 giugno 2026
Cala Finanza: ok del Governo al mega resort di lusso in un’area protetta dove non si può costruire.
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da Ifa News, 15 giugno 2026
Il GrIG va al Tar in difesa del paesaggio e della legalità.
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da Gazzetta Sarda, 15 giugno 2026
Resort di lusso a Tavolara, il GrIG si allea con la Regione: “La ZES non può aggirare le leggi sul paesaggio”. (Pasqualino Trubia)
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da Sassari Today, 15 giugno 2026
Cosa c’è davvero in ballo a Cala Finanza.
Un progetto alberghiero extra lusso in un angolo di paradiso a meno di 20 km da Olbia fa discutere. Si possono comprimere le prerogative statutarie della Regione Sardegna in materia urbanistica e paesaggistica? Fino a che punto? Le procedure speciali previste per gli investimenti strategici possono andare di pari passo con un indebolimento delle garanzie ambientali, paesaggistiche e delle competenze riconosciute alle autonomie territoriali? Il caso in Gallura sta facendo “litigare” Regione e governo nazionale.
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da Gallura Oggi, 15 giugno 2026
Cala Finanza: il Grig affianca la Regione al Tar contro il mega resort.
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da Alghero Live, 15 giugno 2026
Il GrIG al TAR in difesa del paesaggio e della legalità. E’ la vicenda di Cala Finanza – Punta La Greca.
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da Cagliaripad, 14 giugno 2026
Cala Finanza, lo spettro del mega resort su un angolo di paradiso: cosa succede.
Scontro istituzionale su Cala Finanza: il Governo autorizza il progetto turistico tramite la ZES Unica, mentre la Regione Sardegna procede con il ricorso al TAR.
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da Salviamo il Paesaggio, 13 giugno 2026
Difesa del paesaggio e della legalità, la decisione passa da Cala Finanza.
Attraverso una procedura semplificata, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata autorizzata la prima parte del progetto che prevede la realizzazione di un hotel a cinque stelle, trenta ville e servizi commerciali nel comune di Loiri Porto S. Paolo, in Gallura, nonostante i pareri negativi della Regione e della Sovrintendenza. La Regione ricorre al Tar e l’associazione ecologista Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG) interverrà in giudizio ad adiuvandum: “Palese contrasto con la normativa di salvaguardia costiera e la disciplina di pianificazione paesaggistica”.
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da L’Indipendente, 12 giugno 2026
Tavolara (Sardegna): autorizzato un resort in un’area protetta ignorando vincoli e proteste.
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da Green Report, 10 giugno 2026
La Sardegna come l’Albania: cemento di lusso in un’area di salvaguardia tra Cala Finanza e Punta La Greca.
Via libera del governo Meloni al progetto della società brasiliana Jhsf Participações. La Regione, il comune e la soprintendenza avevano detto no. (Umberto Mazzantini)
da Sardegna Oltre, 17 giugno 2026
Tavolara Bay, il resort che nessuno voleva (e che ora può diventare realtà).
Quasi tutti gli enti coinvolti avevano espresso parere negativo. Eppure il progetto è andato avanti. Il caso Tavolara Bay va oltre la realizzazione di un resort di lusso: è una partita che riguarda ambiente, autonomia, pressione antropica, regole costruite in vent’anni di tutela delle coste sarde e norme il cui valore effettivo viene oggi messo alla prova. (Francesca Arcai)
Un hotel a cinque stelle, una trentina di ville, ristoranti, servizi turistici, un porto turistico e un campo da golf affacciati su uno dei tratti di costa più tutelati della Sardegna. Questo è l’intero progetto Tavolara Bay, il maxi investimento promosso dal gruppo brasiliano JHSF, proprietario del marchio alberghiero Fasano, destinato a sorgere a Cala Finanza, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, promontorio che guarda Tavolara e abbraccia l’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo.
Da mesi il progetto è al centro di uno scontro che coinvolge istituzioni, ambientalisti e tecnici. Da una parte ci sono i promotori dell’investimento, che parlano di sviluppo turistico e di un intervento “compatibile con il territorio”. Dall’altra la Regione Sardegna, il Ministero della cultura, la Soprintendenza e associazioni ambientaliste, che contestano sia il progetto sia il percorso che ha portato al via libera. A rendere la vicenda controversa è un dato: durante l’iter autorizzativo quasi tutti hanno detto “no”. Eppure il progetto è andato avanti.
Lo scorso 4 giugno il Consiglio dei ministri ha infatti respinto le opposizioni presentate, riaprendo la strada all’intervento e rendendolo, di fatto, più reale che mai. Per Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico, il punto è ancora più radicale: «Qui la natura dei pareri prevalenti è negativa e, soprattutto, negativa in modo insuperabile. Ma non basta per il Governo». A rendere il quadro ancora più delicato c’è anche l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Tempio, che sta verificando la regolarità di alcuni interventi già realizzati nell’area di Cala Finanza.
Come si è arrivati a questo punto? Cosa è stato realmente autorizzato? E perché il caso Cala Finanza sta diventando un terreno di scontro che va ben oltre la costruzione di un resort? Cosa prevede il progetto
Partiamo da un equivoco che nelle ultime settimane ha alimentato gran parte della discussione pubblica. Molti parlano di un resort già autorizzato con hotel, ville, porto turistico e campo da golf. In realtà il via libera ottenuto attraverso la procedura Zes, la Zona economica speciale della Sardegna – diventata Zes Unica a fine 2023 -, riguarda una prima fase dell’intervento: la ristrutturazione della villa esistente, il cambio di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo e la realizzazione di una struttura composta da moduli abitativi amovibili destinati al glamping (una sorta di campeggio di lusso dotato dei comfort di un albergo).
Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Per chi contesta il progetto, infatti, il via libera ottenuto è soltanto un “primo tassello”. Il timore è che quanto autorizzato oggi rappresenti l’inizio di una trasformazione molto più profonda di Cala Finanza.Come si è arrivati al via libera
Il via libera non arriva attraverso una procedura ordinaria ma attraverso la “Zes unica per il Mezzogiorno”, uno strumento nato per accelerare gli investimenti nel Sud Italia. Durante la conferenza dei servizi (la riunione in cui gli enti coinvolti valutano il progetto) la Regione Sardegna, il Corpo forestale, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Sassari, il Servizio tutela del paesaggio e la Provincia Nord Est Gallura hanno espresso parere negativo sul Tavolara Bay a Cala Finanza. A questi si è aggiunta successivamente l’opposizione del Ministero della cultura. Eppure il progetto ha ottenuto l’autorizzazione. «Quello relativo al Tavolara Bay è un caso di completa eversione delle normative di tutela ambientale regionali e delle regole del procedimento amministrativo», sostiene Deliperi del Grig, i primi a interessarsi del progetto e delle sue falle.
A rendere il quadro ancora più complesso c’è il ruolo del Comune di Loiri Porto San Paolo. Il Consiglio comunale ha espresso un indirizzo politico favorevole alla variante urbanistica necessaria per consentire l’intervento. Secondo il geologo Giovanni Tilocca uno degli aspetti più significativi dell’intera vicenda è proprio il cambio di destinazione urbanistica del Comune. «Già il fatto che si intervenga modificando la destinazione d’uso prevista dalla pianificazione rappresenta un segnale preciso. C’è una volontà politica – e quindi anche economica – di aprire la strada a nuovi investimenti lungo la costa. Ma le fragilità del territorio rimangono le stesse. Agendo in questo modo, non c’è nessun passaggio sulla Valutazione ambientale strategica (Vas) e le verifiche preliminari legate alla Valutazione di impatto ambientale (Via)».Il nodo della Zes
Ma allora come è stato possibile per il governo superare tutti quei pareri contrari? Le Zone economiche speciali nascono per attrarre investimenti produttivi attraverso corsie preferenziali amministrative e incentivi fiscali. È proprio sul ruolo della Zes che Deliperi concentra gran parte delle sue critiche. «La domanda da porsi è se una norma nata per favorire gli investimenti possa trasformarsi in uno strumento capace di superare il quadro di tutela paesaggistica e ambientale esistente in quel dato luogo. Forte del fatto che quella norma, di base, taglia procedimenti importanti per la verifica ambientale».
Il caso Tavolara rischia di andare quindi oltre il singolo progetto: «Se passa questo principio, il problema non è soltanto Cala Finanza. Il problema riguarda il valore effettivo delle norme di tutela e della pianificazione paesaggistica di domani. Crea un precedente». Perché Tavolara non è una costa qualsiasi
«Qui il problema non è soltanto la vista su Tavolara. Il problema è la pressione che si continua a esercitare su un tratto di costa molto limitato di Loiri Porto San Paolo», osserva il geologo Giovanni Tilocca. «Spesso si ragiona soltanto sul paesaggio che si vede. In realtà un geologo guarda il sistema territoriale nel suo complesso. Qui siamo davanti a un tratto di costa molto limitato, già sottoposto a una forte pressione antropica e turistica. Ogni nuova trasformazione va valutata tenendo conto di questo contesto».
L’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, istituita nel 1997 e riconosciuta nel 2007 come Area specialmente protetta d’importanza mediterranea, è sottoposta a diversi livelli di tutela: vincoli paesaggistici, norme ambientali, tutela costiera e pianificazione regionale.
«Il problema non è il singolo edificio – aggiunge Tilocca – è l’effetto cumulativo degli interventi. Una costa non cambia da un giorno all’altro, cambia un pezzo alla volta».Una storia che parte da lontano
Gran parte dell’attuale sistema di tutela costiera della Sardegna nasce con la legge salvacoste del 2004 e con il Piano paesaggistico regionale approvato nel 2006. Sono stati questi strumenti a limitare nuove edificazioni lungo la fascia costiera e a fare del paesaggio uno degli elementi centrali delle politiche territoriali dell’isola.
Per vent’anni la Sardegna ha discusso se fosse giusto costruire lungo la costa oppure no. Oggi il caso Tavolara pone una domanda diversa: chi decide se si può costruire? Una domanda che non viene sollevata soltanto dagli ambientalisti. Dopo il via libera del governo anche la Regione ha contestato quella che considera una compressione delle proprie competenze e delle prerogative riconosciute dallo statuto speciale. Il problema non è quindi il resort in sé: è che una procedura nazionale avrebbe finito per superare il Piano paesaggistico regionale, i pareri degli uffici regionali e perfino l’opposizione del Ministero della cultura. Una “battaglia” che riguarda il rapporto tra Roma e il valore di una Regione a statuto speciale.Si può ancora fermare?
Sì, per ora. L’8 luglio il Tar della Sardegna sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva avanzata dalla Regione. La legittimità dell’autorizzazione non è stata ancora valutata nel merito e il futuro del progetto resta aperto. Se il Tar dovesse accogliere l’opposizione della Regione, il provvedimento potrebbe essere sospeso o annullato. In caso contrario la battaglia potrebbe proseguire davanti al Consiglio di Stato.
Una conseguenza, comunque vada, la questione Tavolara l’ha già prodotta. Ha spostato il dibattito. Non si parla più soltanto di un resort, di un albergo o di una lottizzazione. Si parla del significato delle regole costruite negli ultimi vent’anni e del peso che l’autonomia speciale continua ad avere nelle scelte che riguardano il territorio sardo. È per questo che la partita di Cala Finanza interessa molto più di qualche ettaro di costa in Gallura.
Bravi!
mi sono fatta l’idea che la velocità di ritiro dell’Autorizzazione Zes sia motivata dal fatto di evitare il pronunciamento del TAR che, a fronte dell’evidente conflitto tra poteri che il caso di Cala Finanza ha portato a galla, avrebbe potuto porre questioni serie di illegittimità della stessa procedura a livello generale. Secondo voi è un’ipotesi plausibile? Grazie
si, è un’ipotesi plausibile. Ma di sicuro non è finita qui 😉
apprezzo la vostra serietà.
grazie 😀