Paesaggio e idiozie parlamentari.


Arcidosso, vetta del Monte Labbro e Torre Giurisdavidica. Secondo la proposta di legge n. 1003, non dovrebbe esistere vincolo paesaggistico perchè il Comune ha meno di 10 mila residenti.

Tilde Minasi è una senatrice della Lega per Salvini Premier eletta in Calabria ed è membro Membro dell’VIII Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica).

Nel corso della sua vita politica è stata brevemente anche assessore alle politiche sociali della Regione Calabria e ha cambiato sei appartenenze partitiche.

Fra le sue iniziative parlamentari, oltre alle fondamentali proposte di legge S. 721
Concessione di un contributo a favore del Reggio Calabria Film Fest” e S. 993
Istituzione dell’albo degli acconciatori professionali”, sì da far felici i cinefili reggini e il mondo delle parrucchiere, ha pensato di passare alla storia presentando un’altra proposta di legge di cui dall’Alpi alle Pelagie si sentiva il bisogno, la S. 1003
Modifica dell’articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 4, in materia di vincolo paesaggistico per i comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti”.

Sardegna, foresta mediterranea di S’Acqua Callenti (Castiadas). Secondo la proposta di legge n. 1003, non dovrebbe esistere vincolo paesaggistico perchè il Comune ha meno di 10 mila residenti.

La proposta di legge parte da un assunto semplicemente assurdo, cioè che i cittadini residenti nei Comuni al di sotto dei 10 mila abitanti – non tenuti alla redazione dei piani pluriennali di attuazione (art. 13 della legge n. 10/1977 e s.m.i.) – siano disperati perché potrebbe sussistere un vincolo paesaggistico sul territorio comunale (art. 142 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).  

Forse è interessato qualche suo cliente, visto che “dal 1986 esercita la professione di avvocato, specializzato in diritto civile e amministrativo”, ma le cose non stanno proprio così.

Stagno e nuvole (foto di Cristina Verazza). Secondo la proposta di legge n. 1003, se interessano Comuni con meno di 10 mila residenti, le zone umide non dovrebbero esser tutelate con vincolo paesaggistico.

In realtà, il vincolo paesaggistico ex lege non si applica

“ … alle aree che alla data del 6 settembre 1985:

a) erano delimitate negli strumenti urbanistici, ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come zone territoriali omogenee A e B;

b) erano delimitate negli strumenti urbanistici ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come zone territoriali omogenee diverse dalle zone A e B, limitatamente alle parti di esse ricomprese in piani pluriennali di attuazione, a condizione che le relative previsioni siano state concretamente realizzate;

c) nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati ai sensi dell’articolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865

proprio per quel riconoscimento della realtà urbanistica consolidata alla data di entrata in vigore della legge n. 431/1985, cioè quell’interesse che – a parole – la sen. Minasi vorrebbe tutelare.

Tuscia, boschi e vallate. Siamo nel territorio comunale di Canale Monterano: secondo la proposta di legge n. 1003, non dovrebbe esistere vincolo paesaggistico perchè il Comune ha meno di 10 mila residenti.

Secondo i dati ISTAT, i territori dei comuni con meno di 10.000 abitanti sono ben 6.691, cioè l’84,75% dei 7.896 Comuni italiani e hanno un territorio complessivamente esteso più del 60% della superficie del Bel Paese.

Voler subordinare la tutela del paesaggio alla disciplina urbanistica significa incorrere pesantemente in una censura di legittimità costituzionale per palese violazione dell’art. 9, come da giurisprudenza costituzionale costante (es. Corte cost. n. 151 del 26 luglio 2024; Corte cost. n. 24 del 28 gennaio 2022; Corte cost. n. 257 del 23 dicembre 2021; Corte cost. n. 101 del 20 maggio 2021).

Il disegno di legge n. 1003 (Senato) si evidenzia come una folle e illegittima proposta il cui iter nelle commissioni competenti prosegue ottusamente.

Segno dei tempi anche questo.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Apecchio, bosco appenninico destinato alla conservazione perpetua. Secondo la proposta di legge n. 1003, non dovrebbe esistere vincolo paesaggistico perchè il Comune ha meno di 10 mila residenti.

(foto Cristiana Verazza, E.R., A.L.C., S.D., archivio GrIG)

  1. Avatar di Andrea Cucini
    Andrea Cucini
    dicembre 31, 2024 alle 8:45 am

    Siamo in balia di governanti in preda alla follia

  2. Avatar di caiofabricius
    caiofabricius
    dicembre 31, 2024 alle 9:35 am

    No, non la chiamerei improvvisa follia, immotivata e irrazionale, ma ragionato, lucido, squallido interesse di pochi a lucrare, massacrando il sopravvissuto patrimonio pubblico agronaturalistico e/o artistico- culturale. Insomma un brutto film gia’ visto in questo povero Paese, non a caso fiaccato dal continuo indebolimento delle norme di tutela ambientale e paesaggistiche.

    *Da Cederna e Galasso all’assalto del territorio da parte dell’arrembante speculazione energetica: il declino della tutela ambientale in Italia.*

    Ho assistito negli ultimi anni a un malinconico rapido abbandono delle migliori (e scarse) terre fertili, vinte, offese, accaparrate da una arrembante e incontrollata speculazione energetica che le ha impunemente scempiate, tombate trasformandole in squallide periferie industriali. E l’overdose di ulteriori 6000 progetti presentati con golosa frenesia perche’ privi di rischio d’impresa in quanto incentivati dalle nostre bollette , prefigura una vera mortale tragedia per l’ambiente, l’agricoltura, il suolo, la residua selvaticita’, i pascoli, i crinali appenninici, le coste, il paesaggio identitario, il turismo lento e il freno allo spopolamento delle aree interne.

    Ma se le campagne, soprattutto quelle ampie estensive a cereali (di cui il Paese ha preoccupanti carenze) sono da sempre anche quinta ineludibile agronaturalistica del piu’ integro paesaggio identitario italiano, ci si chiede come questa tragedia ambientale possa essere accaduta in un Paese che sembrava avere elaborato negli anni anticorpi normativi per affrontare e bloccare le speculazioni economiche basate sulla distruzione dell’ambiente.

    “L’ingordigia c’è sempre stata. Non è quella che è mancata, certo. Ma nei secoli passati gli strumenti per distruggere territorio, paesaggio e ambiente erano molto meno efficaci.

    Fino a ieri c’erano due caratteri che rendevano le aggressioni territoriali più arginabili. 1) erano magari grandi opere ma nel bene o nel male sapevi dove , come e quando. Ed erano circoscritte o concentrate li e magari in poche altre zone note 2) esisteva la separazione urbanistica tra aree agricole da una parte e quelle tipizzate industriali o residenziali; se volevi realizzare qcs in zona agricola dovevi fare una variante urbanistica. Entrambi questi “canoni” di insediamento territoriale sono stati scardinati con le Fonti di Energia Rinnovabile (FER). Anzi hanno finito per sdoganare anche altre opere con gli stessi regimi autorizzativi sempre più accelerati e deregolamentati A grandi linee, il modo di scardinare il sistema di tutela risale al 2001, quando venne approvata la legge 443, detta legge obiettivo, per garantire la realizzazione di alcune grandi opere “strategiche”. Fu il governo Berlusconi. Da allora in poi tutti i governi hanno compiuto passi nello stesso senso. Ricordo due decreti legge (in violazione della costituzione e della separazione dei poteri) devastanti per la salvaguardia del territorio: il decreto del fare, approvato dal governo Letta e lo Sblocca Italia del governo Renzi. Così si arriva alla legge Madia, al decreto semplificazioni e alla famigerata riforma Franceschini. La conclusione sono le disposizioni di deroga contenute nella normativa sul PNRR e il decreto Draghi con tutto quello che lo precede e ne discende. Per dire che non ci siamo arrivati per caso e neanche improvvisamente. Il teorema della rana bollita insegna ( _Se metti una rana in una pentola piena di acqua bollente, la rana schizza fuori immediatamente; se la metti in una pentola piena di acqua fredda e piano piano alzi la temperatura, la rana si adatta progressivamente al calore e, quando l’acqua diventa bollente, non ha più la forza di reagire e muore)_ C’è stato uno smottamento progressivo e gravissimo delle norme di riferimento. E però il d.lgs 387/2003 dedicato alle rinnovabili ha segnato un aggravio senza precedenti, un prima e un dopo, nell’automatismo e nella disinvoltura pseudo pianificatoria, aprendo immense praterie a chi prima era tradizionalmente confinato alle speculazioni edilizie. Storicamente l’aggressione al territorio era quella stigmatizzata nella mirabile sequenza cinematografica di Francesco Rosi, o cmq riconducibile a dinamiche “visibili” e puntuali. Quel maledetto decreto ha reso territori immensi, infiniti oserei dire, alla mercé di costoro (per di più con dinamiche parcellizzate e quindi incontrollabili). La sacralità della distinzione urbanistica tra agricolo e residenziale / industriale in quel momento è stata spazzata via in chiave davvero totalizzantePer certi versi però, dopo le metastasi edilizie anni 60 c’era pure stata una faticosa primavera ambientalista: dai Cederna alle conquiste normative, con la Galasso, la 394 sui parchi, il principio di danno ambientale, l’istituzione del Min Ambiente … Eh niente, poi è arrivato sempre più l’ambientalismo falso sviluppista… e fine.La distinzione e distanza tra i due ministeri – beni culturali e ambiente – non ha aiutato. Al contrario, ha in qualche modo alimentato la pretesa dicotomia tra paesaggio e ambiente, posta a fondamento del disastro delle rinnovabili.Le FER spesso si AGGIUNGONO ad altri scempi sulle aree rurali . E lo fanno con la dinamica del morbillo territoriale, invece che con un processo circoscritto di trasformazione urbanistica come potrebbe essere anche la peggiore delle aree industriali.Aggiunge e conclude Oreste Rutigliano, icona dell’ambientalismo italiano che non ha bisogno di presentazioni:”Il peggio del peggio è stato il depotenziamento delle Soprintendenze voluto da Renzi, limitate ad esprimere un eventuale voto contrario, ma non più vincolante….”E concludo, riprendendo l’allarme della sezione Sud Salento di Italia Nostra che paventa il rischio di un ulteriore ferale colpo alla tutela del paesaggio : Disegno n.1003 d’iniziativa della senatrice MINASI “Modifica dell’articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42, in materia di vincolo paesaggistico per i comuni con popolazione inferiore a10.000 abitanti”. “L’intento della norma di modifica risulta aberrante, un vero e proprio attentato contro il sistema di tutela paesaggistica previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana, i cui comuni con meno di 10.000 abitanti sono 6.691 cioè l’84,75 % “

  3. dicembre 31, 2024 alle 10:00 am

    Ora è il caso di un esponente della Lega ma in Sardegna e altrove di questi personaggi ne troviamo nel PD e anche nelle organizzazioni che si spacciano per ecologiste.

    Appare evidente che la cosa assume un carattere di evidente stupidità per l’assoluta mancanza di razionalità o di potenziale corruzione lobbistica.

    • Avatar di caiofabricius
      caiofabricius
      dicembre 31, 2024 alle 11:56 am

      organizzazioni che si spacciano per ecologiste….

      Il campione assoluto e’ NEGAMBIENTE che vorrebbe trasformare le sopravvissute campagne in superfluo contenitore di grattacieli eolici e lugubri paramenti funebri fotovoltaici a costo di delegittimare le eroiche resistenze delle Soprintendenze e organizzare fantozziani tour nei massacrati “paesaggi rinnovabili(Sic) con tanto di bella guida elegantemente rilegata

  4. Avatar di Antioco PIRAS
    Antioco PIRAS
    dicembre 31, 2024 alle 12:15 PM

    Secondo il mio modesto parere, questi politici si hanno bevuto il cervello invece che il vinello.
    Inutile aggiungere altri commenti.
    Evviva la loro stupidità.

  5. Avatar di capitonegatto
    capitonegatto
    dicembre 31, 2024 alle 12:53 PM

    Quindi tutti i comuni che hanno <di 10000 abitanti possono edificare a piacimento ? E’ chiaro che questa proposta fatta da un partito che galleggia su ponti e cemento, avranno haime’ il consenso di tanti palazzinari e cementieri !! Se questa legge passa, si spera almeno nel buon senso dei sindaci, provincie e regioni.

  6. Avatar di Paolo
    Paolo
    dicembre 31, 2024 alle 8:34 PM

    …l’Impresa è misura di tutte le cose….

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