S.O.S. alberi a Roma!
L‘associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), raccogliendo numerose segnalazioni da parte di cittadini fortemente preoccupati, ha inviato (14 aprile 2024) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il taglio di alcuni esemplari di di Pino (Pinus pinea) nello storico parco pubblico del Pincio, nel centro storico di Roma, notissimo in tutto il mondo.
Coinvolti il Ministero della Cultura, il Comune di Roma Capitale, la Soprintendenza speciale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, la Regione Lazio, il Municipio I di Roma Capitale, i Carabinieri Forestale.
E’ pur vero che tagli e abbattimenti vengano ora comunicati dal Comune di Roma Capitale, ma si ignora l’esistenza o meno delle necessarie autorizzazioni amministrative.
L’area è tutelata con vincolo paesaggistico e culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre gli alberi adulti sono tutelati dal Regolamento del Verde Pubblico e Privato e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale.
Inoltre, ormai è in corso la nidificazione dell’avifauna selvatica e:la distruzione di nidi e qualsiasi attività di disturbo della nidificazione sono vietate. Infatti, nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica(art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.,).
La fauna selvatica ”è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della collettività nazionale e internazionale” (art. 1 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) e il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato, in particolare ai sensi dell’art. 544 ter cod. pen.
Ma è un po’ l’intero centro storico romano a esser interessato da continui interventi di taglio di alberi, soprattutto Pini, e non si comprende se tali operazioni siano o meno concordate con la competente Soprintendenza, per garantire le necessarie sostituzioni arboree e, soprattutto, il mantenimento delle straordinarie e uniche caratteristiche ambientali, paesaggistiche e storico-culturali che rendono Roma quella Città unica che il mondo conosce, tanto da far sì che il centro storico sia fin dal 1980 (IV sessione della Commissione, Parigi 1-5 settembre 1980) incluso nel Patrimonio mondiale dell’umanità sotto l’egida U.N.E.S.C.O., che dovrebbe vedere un puntuale piano di gestione per garantirne la conservazione attiva.
Da un lato Roma è la capitale europea con il più esteso patrimonio di verde pubblico (oltre 400 chilometri quadrati di verde pubblico tra giardini, parchi, ville storiche e riserve naturali e circa 350 mila alberi), tuttavia l’adozione di opportune Linee strategiche sul verde urbano di Roma (2023) non pare si sia tradotta ancora in efficaci e riconosciute attività di gestione del verde pubblico con particolare riferimento ai valori paesaggistici e storico-culturali che contribuiscono fondamentalmente a rendere l’Urbe quella Città unica che tutto il mondo ammira.
A puro titolo di esempio, nell’autunno 2023 solo gli esposti ecologisti e l’intervento della competente Soprintendenza hanno evitato il taglio di una sessantina di Pini a Casal Palocco, previsto per ragioni di viabilità assolutamente non necessarie.
Si può migliorare, parecchio.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)





segnalo:
https://www.ilpost.it/2024/04/14/alberi-malati-abbattimenti-cadute-roma/
da Roma Today, 16 aprile 2024
Villa Borghese, monta la protesta per il taglio dei pini. Il Campidoglio: “Ne abbattiamo 70 per ragioni di sicurezza”.
Il taglio dei primi 15 pini del Pincio sta scatenando le contestazioni di comitati, cittadini ed associazioni. Ma sono soltanto i primi tagli. (Fabio Grilli) (https://www.romatoday.it/politica/pini-villa-borghese-proteste-tagli-replica-campidoglio.html)
l taglio di quindici pini, a Villa Borghese, non è passato di certo inosservato. L’azione delle motoseghe ha scatenato la pronta reazione di comitati ed associazioni che, da anni, sono in prima linea in difesa degli alberi.Il taglio di alberi considerati monumentali
Da Italia Nostra al Gruppo d’Intervento Giuridico (Grig), passando per l’associazione Amici di Villa Borghese, sono stati in tanti a stigmatizzare l’operato del Campidoglio. Per l’associazione fondata da Giorgio Bassani quello avvenuto “senza un comunicato del Comune e senza una spiegazione adeguata”, rappresenta “l’ultimo oltraggio” del Campidoglio. Perché tra i 15 alberi abbattuti sul piazzale del Pincio, c’erano 6 pini colossali che costituiva l’essenza stessa della spettacolare esposizione arborea” del colle che domina piazza del Popolo. Perché, è stato fatto notare sempre da Italia Nostra “ciascuno di quei pini era un vero monumento”.La richiesta di trasparenza
Sui tagli, ha rilevato il Gruppo d’intervento giuridico, “si ignora l’esistenza o meno delle necessarie autorizzazioni amministrative”. E poiché “l’area è vincolata con un vincolo paesaggistico e culturale” mentre “gli alberi adulti sono tutelati dal regolamento del verde”, l’associazione ha deciso di presentare un’apposita “istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti” per il taglio dei pini. Anche perché, ha ricordato sempre Grig, “ormai è in corso la nidificazione dell’avifauna selvatica e:la distruzione di nidi e qualsiasi attività di disturbo della nidificazione sono vietate”.
Un taglio prescritto dall’agronomo.
Ma perché, in piena primavera, le motoseghe sono rimaste in azione? La risposta è stata fornita a Romatoday, per le vie brevi, dall’assessorato all’ambiente. Su Villa Borghese è stato spiegato che “anche quest’anno abbiamo provveduto alla ormai consueta potatura e con essa alla verifica speditiva e strumentale di circa 1000 alberi. Da queste verifiche, così come prescrittoci dall’agronomo incaricato di monitorare insieme al personale del Servizio Giardini tutto il nostro verde – ha dichiarato l’assessorato è emersa purtroppo la necessità di abbatterne 70 e, per la sicurezza di tutti, stiamo procedendo in questi giorni”.
La sostituzione degli alberi tagliati.
Quindi non ci sono soltanto i 15 alberi di piazzale del Pincio ad essere interessati dai tagli. Le ragioni di sicurezza, in definitiva, andrebbero in deroga ai vincoli paesaggistici ed alle tutele previste dal regolamento del verde. Quest’ultimo prevede anche la sostituzione degli alberi tagliati. Al riguardo l’assessorato di Sabrina Alfonsi ha ricordato che “Lo scorso anno abbiamo piantato oltre 50 lecci, altrettanti cipressi alcuni pini della specie pinus pinea e 4 cedri. Nell’autunno che ci siamo appena lasciati alle spalle abbiamo piantato 70 pinus pinea e 12 pinus halepensis, 30 lecci, 6 ippocastani, alcuni pioppi e 1 platano al galoppatoio”.
Le piantumazioni, fatte durante la fase di riposo vegetativo degli alberi, dovrebbero aver compensato gli abbattimenti avviati, e non ancora conclusi, di questi giorni. “Sentiamo addosso tutta la responsabilità di dover fare bene – è stato aggiunto dall’assessorato all’ambiente – Per cura del verde di oggi e per le generazioni che ne godranno domani”
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Dossier – I pini di Roma, “la vita non li spezza” solo se interviene il Comune.
Intanto in questo periodo si possono vedere i pini morti stecchiti e alzando la testa e inorridire e consapevoli del pericolo. La mancanza di un progetto, le deleghe a responsabili incapaci, un monitoraggio inadeguato e una geolocalizzazione neanche mai pensata, come è possibile non capire che questa è una pandemia arborea, sorella della xitella, del punteruolo rosso Paysandisia archon, che sta colonizzano sulle nostre palme.
Il pericolo che i Pini cadano e ammazzino persone è autentico e possibile…
chi sarà il responsabile fallimentare?