Il “Monopoli” immobiliare del Presidente.


Cagliari, cantiere edilizio (estate 2021)

Da tempo ormai quel cantiere con vista sul parco naturale regionale del Molentargius – Saline e sulla Sella del Diavolo ha attirato l’interesse di tantissimi cagliaritani.

Saranno non meno di una cinquantina le segnalazioni pervenute (spesso indignate) alla nostra Associazione per fermare quello che appare un vero e proprio ingombro edilizio fuori scala per la zona.

La vicenda, per come viene descritta da Il Fatto Quotidiano, sembra proprio rientrare in un Monopoli immobiliare riferibile all’attuale Presidente della Regione autonoma della Sardegna.

Non abbiamo ulteriori elementi di altra natura, ma il quadro giuridico entro cui si situa il cantiere edilizio a due passi dalle Saline del Molentargius è sostanzialmente il seguente.

In estrema sintesi una norma per consentire l’edificazione nell’area in assenza di preventiva autorizzazione paesaggistica era stata approvata per cercare di “salvare” dalla demolizione un palazzo di sei piani realizzato a Cagliari, in Via Gallinara, a poche decine di metri dalle Saline di Molentargius dalla Progetto Casa Costruzioni s.r.l. in forza di concessione edilizia non munita di preventiva autorizzazione paesaggistica. 

Dopo lunghe vicissitudini giudiziarie, infatti, il Consiglio di Stato aveva deciso (sentenza sez. IV, 16 aprile 2012, n. 2188) per la necessità della preventiva autorizzazione paesaggistica in quanto area tutelata dal piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

In origine era la  legge regionale Sardegna 20 ottobre 2012, n. 20  (Norme di interpretazione autentica in materia di beni paesaggistici), denunciata dal GrIG come “legge scempia-stagni”, a fornire a un’ interpretazione autentica delle disposizioni concernenti la fascia di rispetto spondale degli specchi acqueicontenute nel piano paesaggistico regionale (P.P.R.): la sentenza Corte cost. n. 308/2013 ne dichiarò l’illegittimità dell’art. 1, commi 1° e 2°.

Tutto da rifare.

Successivamente è stato l’art. 27 della legge regionale Sardegna 23 aprile 2015, n. 8 e s.m.i. a fornire l’interpretazione autentica secondo cui “sono beni paesaggistici le zone umide di cui all’articolo 17, comma 3, lettera g) delle Norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale, individuate e rappresentate nella cartografia di piano nella loro dimensione spaziale. Il vincolo paesaggistico non si estende, oltre il perimetro individuato, alla fascia di tutela dei 300 metri dalla linea di battigia, riferita ai soli laghi naturali e invasi artificiali”.

Norma sempre avversata dal GrIG, senza esito purtroppo.

Così rimarrà in piedi il palazzo di Via Gallinara e saranno esaminati casi analoghi nell’area, che ricade in zona “B 5” (indice volumetrico di 5 metri cubi su metro quadro, lotto minimo edificatorio di 600 metri quadri) del vigente piano urbanistico comunale (P.U.C.) di Cagliari.

Con la vigenza di tale norma sono stati emanati i titoli abilitativi per il cantiere in argomento.

Si ricorda che il D.M. 24 marzo 1977, che individua l’area tutelata con vincolo paesaggistico ai sensi degli artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., comprende lo Stagno di Molentargius e le Saline, ha il confine rappresentato dall’argine.

Libellula

Paradossale è la riviviscenza sostanziale della norma con l’art. 28 della legge regionale Sardegna 18 gennaio 2021, n. 1, secondo cui

1. Fino all’adeguamento del PPR e delle relative NTA il vincolo paesaggistico relativo alle zone umide di cui all’articolo 17, comma 3, delle vigenti NTA si interpreta sistematicamente con l’articolo 18 delle medesime NTA nel senso che le zone umide rappresentano beni paesaggistici oggetto di conservazione e tutela per l’intera fascia di 300 metri dalla linea di battigia dei laghi naturali, degli stagni, delle lagune e degli invasi artificiali, a prescindere dalle perimetrazioni operate sulle relative cartografie in misura inferiore.

2. Nelle zone urbanistiche A, B, C, D, E ed F dei comuni che non abbiano provveduto all’adeguamento del piano urbanistico comunale al PPR, le aree libere da volumi regolarmente accatastati alla data di approvazione della presente legge, che ricadano nella fascia di tutela di cui al comma 1, sono inedificabili e non possono essere oggetto di alcuna trasformazione urbanistica o edilizia”.

La legge regionale è stata in gran parte impugnata davanti alla Corte costituzionale dal Governo Draghi, anche su segnalazione GrIG, per le numerose disposizioni in violazione delle competenze statali in tema di tutela del paesaggio, ma l’art. 28 no.

Tuttavia, tempus regit actum e, ovviamente, non comporta l’annullamento in via di autotutela (artt. 21 octies e 21 nonies della legge n. 241/1990 e s.m.i.)  dei titoli abilitativi emanati sotto il vigore della norma previgente.

Altrettanto ovviamente gli accertamenti da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari – come riferisce Il Fatto Quotidiano – sono quantomeno opportuni per verificare altri aspetti con poteri e facoltà d’indagine che le sono propri.

Un po’ di sana trasparenza non guasta, no?

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

Cagliari, Saline di Molentargius

da Il Fatto Quotidiano, 19 settembre 2021

Cagliari, ecco l’inchiesta sulla megavilla di Solinas.

Fari dei pm – Aperto un fascicolo conoscitivo sull’abitazione (543 mq, 20 vani e 4 piani) e sulla palazzina adiacente: sorgono a ridosso di un’area protetta. (Andrea Sparaciari)

Un enorme faro. È quello acceso a giugno dalla Procura di Cagliari sulla nuova villa – 543 mq, 4 piani, 20 vani, più giardino in una zona residenziale di Cagliari – acquistata dal presidente della Regione, Christian Solinas, il 10 marzo 2021 per 1,1 milioni di euro. Da prima dell’estate il sostituto procuratore Maria Virginia Boi ha aperto un fascicolo conoscitivo, un modello 45, senza indagati, su quella operazione. I magistrati stanno raccogliendo elementi su una palazzina di tre piani di nuova costruzione che sta sorgendo su un terreno originariamente appartenente alla villa stessa. In passato, infatti, il lotto dove si sta edificando era una porzione di giardino della villa e ospitava la piscina.

Il problema è che la nuova casa di Solinas e la nuova palazzina sorgono in un’area sottoposta a vincoli ambientali. Sono infatti situate a meno di 150 metri dal “Parco naturale del Molentargius-Saline”, l’area umida più importante del Mediterraneo per la nidificazione dei fenicotteri. E in molti – a iniziare dagli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico della Sardegna – si sono chiesti come sia stato possibile che i costruttori abbiano ottenuto i permessi per l’edificazione del nuovo complesso. Interrogativi che si sono trasformati in numerosi esposti (molti dei quali anonimi) giunti in Procura. Da qui l’apertura del fascicolo conoscitivo. Neanche le rivelazioni del Fatto circa gli investimenti risalenti al 2013 e al 2020 con i “rogiti spariti” (e con le relative caparre per complessivi 400 mila euro) che stanno a monte dell’acquisto della villa da parte di Solinas dalla famiglia Ciani (possibile grazie anche a un mutuo da 880 mila euro concesso al presidente dal Banco di Sardegna), sono passate inosservate.

In estrema sintesi, il 2 dicembre 2020 Solinas versa alla famiglia allora proprietaria della villa una caparra da 100 mila euro, sottoscrivendo il contratto preliminare, mentre firma il rogito finale per la casa il 10 marzo 2021, versando il restante milione. A destare l’attenzione degli inquirenti, in particolare, è l’operazione datata 4 novembre 2020, un mese prima della firma del preliminare di acquisto della villa, quando Solinas sigla un altro preliminare, col quale s’impegnava a vendere per 550 mila euro dei rustici in località Santa Barbara che aveva comprato nel 2002 a 42 mila euro.

Ad acquistare i rustici è l’imprenditore, fornitore della Regione, Roberto Zedda, che versa una caparra da 200 mila euro, impegnandosi a versarne ulteriori 50 mila entro 10 giorni. Zedda accetta anche di firmare il rogito finale entro il 30 giugno 2021. Rogito che nei documenti dell’Agenzia delle Entrate però non compare. Impossibile sapere se per un errore di trascrizione dell’agenzia, oppure se perché non è mai stato firmato. Né Solinas né Zedda hanno ritenuto necessario dare spiegazioni. Così come non hanno voluto svelare che fine abbiano fatto i 200 mila euro della caparra.

Ma c’è anche una seconda operazione – gemella – risalente al 30 maggio 2013 che avrebbe “stuzzicato” la curiosità dei pm: un’altra compravendita immobiliare, ma di terreni agricoli nel comune di Capocaccia. In quell’occasione Solinas, appena dimessosi da assessore regionale ai Trasporti, aveva siglato un preliminare di vendita per 40.350 mq di terreno a favore dell’imprenditore dei trasporti Antonello Pinna, per 400 mila euro. Anche in quel caso l’acquirente (Pinna) aveva versato una caparra da 200 mila euro a Solinas e si era fissato il rogito entro il 30 maggio 2014. Ma anche di quell’operazione nei documenti dell’Agenzia delle Entrate non v’è traccia. E anche per questa compravendita i protagonisti si sono rifiutati di dare spiegazioni.

Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus)

18 settembre 2021

Solinas, per il governatore sardo un’altra strana compravendita nel 2013.

L’immobiliarista – Dopo il caso svelato ieri dal “Fatto”, un altro rogito scomparso: il presidente, allora ex assessore ai Trasporti, vende a Pinna, re della logistica. (Andrea Sparaciari)

17 settembre 2021

La strana compravendita di Solinas: il governatore vende una proprietà a 550mila euro. Ma il rogito è scomparso.

Nel novembre 2020 il presidente vende la sua proprietà di Capoterra all’imprenditore Zedda, in affari con la Regione. Firmato il preliminare, incassa 200mila euro di caparra. Ma nelle carte della Agenzia delle Entrate non c’è traccia dell’atto finale di vendita.

Fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) che scappa dal politico di turno

 

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. Amico
    settembre 20, 2021 alle 9:01 am

    Si riuscirà a comprendere qualcosa? A fare chiarezza?

  2. cristiana verazza
    settembre 20, 2021 alle 5:05 PM

    …E tutto tace perchè il giornalismo sardo è dalla parte del potere. In Sardegna comanda la massoneria e Solinas si sente protetto e legittimato a fare i suoi affari indisturbato.

    • Porico.
      settembre 21, 2021 alle 11:10 am

      La massoneria ,come associazione di liberi pensatori, dovrebbe perlomeno pubblicare chi sono i massoni che operano in ambito pubblico: Uffici governativi e Regionali, Amministratori di tutti i livelli, Militari, Uffici pubblici ,Magistrati pur se iscritti a logge estere.
      Servirebbe a limitarne la deriva affaristico-criminale iniziata con il Gellismo P2.

      • cristiana verazza
        settembre 21, 2021 alle 6:11 PM

        Magari! Figuriamoci se si esporrebbero. Basta vedere chi ha successo in Sardegna ed è presto fatto. Qualche nome sicuro si conosce…

  3. settembre 20, 2021 alle 5:39 PM

    da Sardinia Post, 20 settembre 2021
    Mutuo a Solinas per villa da un milione: Finanza acquisirà atti compravendita: https://www.sardiniapost.it/cronaca/mutuo-a-solinas-per-villa-da-un-milione-finanza-acquisira-atti-compravendita/

    ——————–

    19 settembre 2021
    Solinas e le sue operazioni immobiliari: già aperta un’inchiesta della Procura: https://www.sardiniapost.it/cronaca/solinas-e-le-sue-operazioni-immobiliari-gia-aperta-uninchiesta-della-procura/

    _________________________________

    da L’Unione Sarda, 20 settembre 2021
    Solinas e la villa acquistata al Poetto: si indaga su una serie di esposti.
    Aperto dalla Procura un fascicolo esplorativo senza ipotesi di reato e senza indagati: https://www.unionesarda.it/news-sardegna/cagliari/solinas-e-la-villa-acquistata-al-poetto-si-indaga-su-una-serie-di-esposti-nd8v6l8v

    • cristiana verazza
      settembre 20, 2021 alle 8:00 PM

      Dopo che ne ha parlato il Fatto Quotidiano, non darne alcuna notizia sarebbe stato troppo ambiguo.

  4. Terrae
    settembre 21, 2021 alle 5:01 PM

    Nella speculazione mi sovviene lieve un verso:

    Venti vani tangenti
    le Solinas del Molentargius.

  5. settembre 21, 2021 alle 7:48 PM

    questi i chiarimenti del Presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas presenti sulla sua pagina Facebook (https://www.facebook.com/christiansolinas)

    LE TANTE MOGLI DI PUTIFARRE E I TANTI SINONE CHE GIOCANO CON LE PAROLE IN SARDEGNA. CON UNA POSTILLA PER I DESTINATI ALLA GIUDECCA DEL XXXIV CANTO DELL’INFERNO.

    Apprendo dai mass-media, che riportano una notizia de Il Fatto Quotidiano, l’iscrizione a modello 45 da parte della Procura di Cagliari di una serie di esposti anonimi i quali riguarderebbero l’acquisto della mia abitazione.

    Premesso che, come noto, tale modello riguarda notizie e/o segnalazioni che non costituiscono reato, sono comunque a completa disposizione per chiarire ogni aspetto delle mie attività, che pur attenendo alla mia personale sfera privata sono sempre state caratterizzate da legittimità e trasparenza.

    Si pone invece con forza l’interrogativo su come elementi attinenti ad un fascicolo riservato possano essere nelle mani di più persone ed utilizzate evidentemente per costruire un caso mediatico fondato su ricostruzioni parziali e strumentali, su allusioni e accostamenti suggestivi, su gravi omissioni che orientano una lettura fuorviante.

    Non può certo sfuggire che vi sia un insieme di esposti anonimi, inspiegabilmente conosciuti ad alcuni giornali e blogger, con pubblicisti che si citano a vicenda per avvalorare le proprie tesi, tutte coordinate ad un frontale attacco politico nei miei confronti.

    Per quanto mi riguarda, per il rispetto che ho dei Sardi e per l’amore che nutro per la mia terra, non posso più tacere:

    – A quarantacinque anni, dopo venticinque di attività, ho acquistato una casa di abitazione edificata circa mezzo secolo fa, che era pubblicamente in vendita da parte di un’agenzia immobiliare. Lo ho fatto, come tutti, con un atto pubblico, stipulando il contratto preliminare e poi l’atto definitivo davanti al notaio, sempre alla luce del sole, dando un acconto con i miei risparmi ed accendendo un mutuo di 30 anni, garantito da ipoteca a favore della Banca pari al doppio del valore.

    – Non è di mia proprietà invece e non ho alcuna relazione con il lotto confinante, sul quale è in corso la costruzione di altro immobile da parte di un privato imprenditore. Pertanto, la circostanza dell’edificazione allusivamente legata alla mia persona è clamorosamente falsa.

    – Riguardo alle mie proprietà in agro di Capoterra, acquistate nel 2002 e sulle quali ho investito nel tempo impegno e risparmi, rappresento che ho deciso di metterle in vendita pubblicizzandole su un sito immobiliare, al fine di poter acquistare la mia nuova abitazione così come credo faccia la maggior parte delle persone comuni; tengo a precisare di aver conosciuto l’amministratore della società promissaria acquirente solo in occasione della sottoscrizione del contratto preliminare dinanzi al notaio; l’atto definitivo non è ancora stato stipulato perché la promissaria acquirente mi ha tempestivamente e formalmente richiesto via PEC un differimento del termine di ulteriori 3 mesi, che ho ritenuto di concedere rispondendo alla stessa con posta certificata e previa comunicazione al notaio rogante, nell’ambito di una normalissima contrattazione fra parti private.

    – Con riferimento, invece, al contratto preliminare di compravendita di tre ettari di zona edificabile ed un ettaro di zona agricola sempre in agro di Capoterra, sottoscritto nel 2013, ancora una volta davanti ad un notaio, voglio sottolineare che non si è mai addivenuti alla stipula dell’atto definitivo in quanto il compianto promissario acquirente è venuto a mancare; il contratto preliminare è stato però consensualmente risolto con gli eredi, ai quali ho restituito per intero la caparra a suo tempo versata mediante rogito notarile regolarmente registrato.
    Pertanto, le circostanze e le gravissime allusioni riportate dal Fatto Quotidiano sono destituite di ogni fondamento.

    Certo di aver chiarito la piena trasparenza e la legittimità che hanno sempre contraddistinto le mie azioni, continuerò senza indugio ed in piena coscienza a lavorare per la nostra amata Sardegna, assumendomi come sempre l’onere di decisioni che potranno pure costarmi altri esposti anonimi, ma che ritengo adottate nel solco della via maestra, rappresentata dall’interesse pubblico, bene primario irrinunciabile.

  6. Terrae
    settembre 22, 2021 alle 12:01 am

    Mi sentirei sollevato se quanto qui dichiarato dal Presidente Solinas venisse confermata come la verità dei fatti.
    Resta il peso di quello e altri edifici in prossimità di Molentargius.

  7. settembre 30, 2021 alle 11:58 am

    da Sardinia Post, 28 settembre 2021
    Solinas e la caparra resa 2 anni dopo: terre edificabili diventate zone agricole. (Alessandra Carta): https://www.sardiniapost.it/inchieste/solinas-e-la-caparra-resa-2-anni-dopo-terre-edificabili-diventate-zone-agricole/

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