Ricorso avverso la nuova legge edilizia in Sardegna.


Spatola (Platalea leucorodia, foto di Cristiana Verazza)

Spatola (Platalea leucorodia, foto di Cristiana Verazza)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto (2 maggio 2015) al Governo nazionale di esperire ricorso avverso la legge regionale sarda n. 8/2015 sull’edilizia (pubblicata sul B.U.R.A.S. il 30 aprile 2015) davanti alla Corte costituzionale per violazione delle competenze normative statali in materia ambientale (art. 127 cost.).

E’ stato contestato l’art. 27 della nuova legge[1], che pretenderebbe di riformulare il vincolo paesaggistico relativo alle zone umide.

Una norma ripetitiva di analoga già dichiarata dalla Corte costituzionale illegittima con sentenza n. 308 del 17 dicembre 2013.

Il testo così formulato interviene sulla qualificazione di beni paesaggistici, individuati normativamente dall’art. 134 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio) nei beni vincolati puntualmente grazie a provvedimenti di individuazione specifici, nei beni tutelati dalla legge ai sensi dell’art. 142 del Codice (es. le zone umide tutelate ai sensi della Convenzione internazionale di Ramsar, ecc.), nelle aree e negli immobili individuati dai piani paesaggistici.     Si tratta, quindi, di materia esplicitamente riservata allo Stato (art. 117, comma 2, lettera s, cost.), come ribadito proprio nella sentenza Corte cost. n. 308/2013 relativa a norma regionale sarda analoga.

S. Anna Arresi, Stagno di Porto Pino, Aironi cenerini (Ardea cinerea)

S. Anna Arresi, Stagno di Porto Pino, Aironi cenerini (Ardea cinerea)

In poche parole, nella migliore (e non esclusiva) delle ipotesi, questo testo aggiunge confusione, quando basterebbe attivare il meccanismo procedurale di cui all’art. 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.: i veri scempi ambientali sarebbero demoliti, gli abusi di minore entità potrebbero esser validati, previa sanzione pecuniaria.

Per il resto, la legge regionale edilizia appare un “ponte” verso la futura legge regionale urbanistica, con luci e ombre, a partire dalla riduzione degli stessi obiettivi della normativa.

Da un lato c’è stata una virtuosa marcia indietro rispetto al c.d. piano per l’edilizia sulla speculazione immobiliare nella fascia costiera dei 300 metri dalla battigia, la previsione di un lotto minimo di almeno 3 ettari per l’edificazione nelle zone agricole, l’inserimento nella normativa regionale (finalmente!) di disposizioni più stringenti contro l’abusivismo edilizio, la previsione di procedure sostitutive regionali in caso di inattività dei Comuni nell’adeguamento dei propri strumenti urbanistici agli atti di pianificazione territoriale e paesaggistica sovraordinati.

Carloforte, Stagno e miniera della Vivagna

Carloforte, Stagno e miniera della Vivagna

Dall’altro sono stati prorogati al 2016 in buona sostanza tutti i restanti incrementi volumetrici propri della legge regionale n. 4/2009 e s.m.i. (c.d.  piano per l’edilizia) oltre che la citata disposizione scempia-stagni.

Eppure l’elaborazione della nuova normativa urbanistica aveva presentato elementi di positiva apertura elle esigenze di tutela del territorio: la proposta della Giunta regionale (disegno di legge n. 130/A del 23 ottobre 2014, approvato con deliberazione Giunta regionale n. 39/2 del 10 ottobre 2014), con numerose parti da emendare e migliorare, era stata sottoposta a una fase di consultazione pubblica preventiva, ma poi era stata stravolta dalla Commissione permanente “urbanistica” del Consiglio regionale sardo.

Ora seguiremo gli sviluppi, in nome del popolo scempiato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

________________________________

[1] Testualmente:

Art. 27 – Estensione del vincolo paesaggistico.

  1. Sono beni paesaggistici le zone umide di cui all’articolo 17, comma 3, lettera g) delle Norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale, individuate e rappresentate nella cartografia di piano nella loro dimensione spaziale. Il vincolo paesaggistico non si estende, oltre il perimetro individuato, alla fascia di tutela dei 300 metri dalla linea di battigia, riferita ai soli laghi naturali e invasi artificiali.”
Cagliari, parco naturale regionale

Cagliari, parco naturale regionale “Molentargius-Saline”, impianti salinieri

così la vede l’urbanista Sandro Roggio.

La Nuova Sardegna, 30 aprile 2015

La Nuova Sardegna, 30 aprile 2015

(foto Cristiana Verazza, S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    maggio 3, 2015 alle 12:06 pm

    Ancora e sempre: GRAZIE G.R.I.G. !

  2. Genius Loci
    maggio 3, 2015 alle 6:02 pm

    Ormai la corruzione, l’arroganza e l’incapacità gestionale del territorio emerge da tutti i livelli (vedete l’ultimo scandalo dei sindaci arrestati).
    Bene fa il GrIG a utilizzare lo strumento legale per fermare i barbari.
    Grazie GrIG !!!

  3. maggio 3, 2015 alle 10:10 pm

    A.N.S.A., 2 maggio 2015
    Legge Casa:ambientalisti,impugnare norma. Gruppo Intervento giuridico,materia zone umide riservata a Stato. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/05/02/legge-casaambientalistiimpugnare-norma_d2e9a7a6-716f-4b38-bf76-bcf37a862c21.html)

    CAGLIARI, 2 MAG – Il Gruppo d’Intervento Giuridico ha chiesto al Governo di fare ricorso contro la Legge casa alla Corte costituzionale per violazione delle competenze normative statali in materia ambientale. In particolare, l’associazione ecologista contesta l’art.27 della nuova legge “che pretenderebbe di riformulare il vincolo paesaggistico relativo alle zone umide, una materia esplicitamente riservata allo Stato come ribadito in una recente sentenza della Corte costituzionale”.

    _____________________________________________________

    da Sardinia Post, 2 maggio 2015
    Legge Casa, ambientalisti del Grig al Governo: “Norma da impugnare”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/legge-casa-ambientalisti-del-grig-al-governo-norma-da-impugnare/

    __________________________________________________

    da CagliariPad, 2 maggio 2015
    Legge Casa, appello degli ambientalisti al Governo: “Annulli la norma”.
    In particolare, l’associazione ecologista contesta l’art. 27 della nuova legge “che pretenderebbe di riformulare il vincolo paesaggistico relativo alle zone umide. Una norma ripetitiva di analoga già dichiarata dalla Corte costituzionale illegittima: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=17800

    ______________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 3 maggio 2015
    AMBIENTE. Il Grig: “Il governo deve impougnare la legge edilizia”.

    Il Gruppo d’intervento giuridico (Grig) sollecita il governo a impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge edilizia e urbanistica, la n. 8 approvata dal consiglio regionale poco dopo Pasqua e pubblicata sul Buras due giorni fa. In particolare, l’associazione contesta l’articolo 27, introdotto con un emendamento della maggioranza di centrosinistra, che punta a riformulare il vincolo sulle zone umide. Secondo Grig, viene riproposta, in una nuova forma, la cosidetta norma “scempia-stagni”.

  4. maggio 18, 2015 alle 3:01 pm

    da Il Manifesto Sardo, n. 192, 16 maggio 2015
    Ancora tempi grigi di cemento per la Sardegna. (Stefano Deliperi): http://www.manifestosardo.org/ancora-tempi-grigi-di-cemento-per-la-sardegna/

  5. giugno 3, 2015 alle 3:01 pm

    da Il Manifesto di Bologna, 30 maggio 2015
    Ancora tempi grigi di cemento per la Sardegna. (Stefano Deliperi): http://www.ilmanifestobologna.it/wp/2015/05/ancora-tempi-grigi-di-cemento-per-la-sardegna/

  6. Stefano
    giugno 3, 2015 alle 4:56 pm

    Salve Grig, una domanda: qual’è il termine entro il quale il Governo può impugnare la legge regionale 8 del 2015?
    Se non dovesse impugnarla, avete già un “caso pronto” attraverso cui chiedere l’intervento della Corte Costituzionale?
    Grazie come sempre

  7. aprile 8, 2016 alle 2:54 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Urbanistica, approvate linee guida per minore impatto interventi ricostruzioneLe Linee guida tengono conto dei principi espressi nella legge regionale n. 8/2015, ossia il minor consumo della risorsa suolo, il risparmio energetico, la salvaguardia dei valori paesaggistici e il raggiungimento di un minore impatto delle opere sui caratteri del contesto paesaggistico e dell’area di intervento. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=305541&v=2&c=117&t=1)

    CAGLIARI, 5 APRILE 2016 – La Giunta ha approvato le Linee guida per la determinazione del minore impatto paesaggistico degli interventi di demolizione e ricostruzione. Su proposta dell’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu, vengono così disciplinati gli interventi di rinnovo del patrimonio edilizio.

    Nelle zone urbanistiche omogenee “E” agricole, “F” turistiche, “H” di salvaguardia e “G” servizi generali, la demolizione e ricostruzione della volumetria esistente nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina è consentita unicamente laddove il nuovo fabbricato determina un minore impatto paesaggistico.

    Le Linee guida tengono conto dei principi espressi nella legge regionale n. 8/2015, ossia il minor consumo della risorsa suolo, il risparmio energetico, la salvaguardia dei valori paesaggistici e il raggiungimento di un minore impatto delle opere sui caratteri del contesto paesaggistico e dell’area di intervento.

    “La demolizione e riedificazione dei volumi entro la fascia dei 300 metri – spiega Erriu – è un’operazione di riconversione architettonica e paesaggistica che porta alla costituzione di un nuovo edificio di maggiore qualità rispetto al precedente. Perciò è fondamentale coniugare aspetti tecnici e funzionali relativi all’architettura dei nuovi volumi, con una maggiore attenzione a costituire un dialogo verso il contesto locale col quale inevitabilmente la nuova costruzione si relaziona. Per le differenti zone urbanistiche previste all’interno della norma di legge sono stati previsti indirizzi specifici che garantiscono gli interventi di riedificazione e stabiliscono relazioni capaci di valorizzare il contesto paesaggistico nel quale si inseriscono, anche in riferimento alla destinazione della zona urbanistica in cui ricadono”.

    ——————

    deliberazione Giunta regionale n. 18/15 DEL 5.4.2016
    Linee guida la determinazione del minore impatto paesaggistico degli interventi di
    demolizione e ricostruzione di cui all’articolo 39 comma 15 della legge regionale n.
    8 del 23 aprile 2015: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20160406105054.pdf

  8. gennaio 31, 2017 alle 2:48 pm

    ecco qui, un po’ di sana verità. Complimenti all’on. Ruggeri (P.D.) che ha proposto l’emendamento costitutivo dell’art. 27 per “salvare” alcune situazioni quartesi e complimenti ai consiglieri regionali che l’hanno votato.

    “la concessione edilizia è stata riomologata grazie alla legge regionale numero 8 dell’aprile 2015 che all’articolo 27 stabilisce: ‘il vincolo paesaggistico non si estende, oltre il perimetro individuato, alla fascia di tutela dei 300 metri dalla linea di battigia, riferita ai soli laghi naturali e invasi artificiali’. Cardia esulta: ‘La concessione edilizia è in piedi da domani, io sto dando respiro a tutte le costruzioni realizzate accanto agli stagni dal 2006: erano 160 gli interventi rischio in Sardegna, tra questi la lottizzazione Magnolia di via Mercalli’.”

    da Casteddu online, 30 gennaio 2017
    Ribaltone in via Gallinara, niente più ruspe: il Tar salva il palazzo
    Guerra sullo stagno: il tribunale amministrativo riabilita la concessione edilizia annullata dal Comune. Decisiva una legge regionale del 2015 che ha modificato il quadro normativo. Sull’eventuale risarcimento deciderà il giudice civile: salvo il palazzo più volte contestato dagli ambientalisti. (Ennio Neri): http://www.castedduonline.it/cagliari/zonapoetto-santelia/44257/ribaltone-in-via-gallinara-niente-piu-ruspe-il-tar-salva-il-palazzo.html

    • marzo 16, 2017 alle 2:44 pm

      da L’Unione Sarda, 16 marzo 2017
      Via Gallinara, resta il palazzo: il Tar accoglie tutti i ricorsi. Via Gallinara, resta il palazzo:il Tar accoglie tutti i ricorsi. (Francesco Pinna) (http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=56183)

      Non dovrà essere demolita la palazzina di sei piani di via Gallinara, a poca distanza dallo stagno di Molentargius. Lo hanno deciso ieri i giudici del Tar che hanno accolto, riunendoli, una sfilza di ricorsi contro il Comune presentati dagli inquilini.
      La sentenza ha dunque dichiarato illegittima l’ordinanza del 17 ottobre 2012 con il quale il dirigente del servizio Edilizia privata aveva ordinato di procedere alla demolizione dell’intero fabbricato (sei piani più un seminterrato) perché costruito senza autorizzazione paesaggistica. Il costruttore – prima di realizzare l’intervento – aveva chiesto alla Regione il via libera paesaggistico ma dagli uffici regionali avevano risposto che non era necessario. Ottenuta la concessione edilizia e realizzato l’edificio, era poi nato il pasticcio urbanistico e la conseguente battaglia giudiziaria che ha già visto pronunciate una mezza dozzina di sentenze. Ieri l’ultima, che in realtà ne racchiude sette.
      I giudici del Tribunale amministrativo cagliaritano – accogliendo i ricorsi degli inquilini, difesi dagli avvocati Sergio Segneri, Rosanna Patta, Benedetto Ballero, Piergiorgio Loi, Marcello Vignolo, Riccardo Caboni e Stefano Ballero – hanno annullato l’ordinanza di demolizione. Ora il Comune (assistito dal legale Genziana Farci) dovrà riprendere in mano la pratica della palazzina di via Gallinara per valutare se – alla luce delle nuove normative – il fabbricato possa essere regolarizzato, visto che ora si trova privo di concessione edilizia per effetto di un’altra sentenza del Consiglio di Stato. Il Tar si è anche dichiarato incompetente sulle richieste di risarcimento dei danni dei condomini: la competenza è del Tribunale civile.

  1. maggio 12, 2015 alle 7:01 am
  2. maggio 12, 2015 alle 7:01 am

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