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Ma la vogliamo smettere con il taglio delle radici degli alberi nel corso dei lavori pubblici?


Cagliari, Su Siccu, lavori pubblici con taglio dell’apparato radicale (ott. 2020)

L’albero pende, anche se solo un po’?

Bene, tagliamolo, così non farà danni!

A parte le tante altre considerazioni di ordine paesaggistico e storico-culturale, riferibili ai luoghi dove vivono gli alberi nelle nostre città, ben presenti – per esempio – nella vicenda del taglio dei Pini d’Aleppo sul Viale Buoncammino a Cagliari, una fondamentale riflessione in merito a precisi momenti della gestione del verde pubblico è necessaria.

Purtroppo, è abitudine procedere all’esecuzione dei lavori pubblici sui sottoservizi urbani (fognature, telefonia, reti idriche, reti elettriche, ecc.) con mezzi meccanici senza alcuna minima attenzione nei confronti dell’apparato radicale degli alberi.

Lo scavo procede e si tagliano le radici dei malcapitati alberi che vivono lungo il percorso dei lavori.

Poi, ovviamente, gli alberi perdono la loro naturale stabilità e diventano pericolosi, con la conseguente canèa da parte dei bipedi benpensanti per l’immediato taglio a fini di sicurezza pubblica.

Cagliari, lavori Largo Carlo Felice (2016)

A Cagliari è accaduto nel 2016 con i lavori svolti nel Largo Carlo Felice, che hanno massacrato l’apparato radicale delle Jacarandae (e oggi si vorrebbe procedere a far di loro legna per caminetti), è accaduto recentemente con i poveri Pini d’Aleppu del Viale Buoncammino, in base alla stessa perizia che ne ha determinato il taglio in quanto “soffocati” da cemento e asfalto nonché da “lavori di scavo che interessano la sede stradale prossima al soggetto arboreo oggetto di valutazione. Gli scavi, al momento della valutazione, hanno interessato le radici superficiali della pianta causandone il danneggiamento”.

Sta accadendo anche in questi giorni, grazie ai lavori di sistemazione della passeggiata ciclabile e pedonale sul lungomare di Su Siccu, svolti per conto dell’Autorità Portuale del Mare di Sardegna: le ruspe procedono allegramente a tagliar le radici dei Ficus che nient’altro vorrebbero se non campare in pace e fornirci ossigeno e ombra.

Cagliari, Largo Carlo Felice, Jacarandae in fiore.

Ma la vogliamo smettere una buona volta con il taglio delle radici degli alberi nel corso dei lavori pubblici?

Cagliari si è candidata a capitale europea della sostenibilità per il 2021?  Bene, allora, fra le varie cose che potrebbero testimoniare concretamente l’impegno realmente ambientalista della Città vi sarebbe senza dubbio un regolamento comunale che imponga la salvaguardia dell’apparato radicale di alberi e arbusti nello svolgimento dei lavori pubblici di ogni genere e per ogni committenza pubblica o privata.

Con poco si potrebbe fare molto, basta volerlo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cagliari, Su Siccu, lavori pubblici con taglio dell’apparato radicale (ott. 2020)

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

  1. ottobre 24, 2020 alle 1:19 pm

    da You TG, 23 ottobre 2020
    Su Siccu, le ruspe tagliano le radici degli alberi: “Poi è ovvio che cadano”: https://www.youtg.net/canali/storie/30446-su-siccu-le-ruspe-tagliano-le-radici-degli-alberi-poi-e-ovvio-che-cadano

    ______________________

    da Buongiorno Alghero, 24 ottobre 2020
    IL TAGLIO DEI PINI D’ALEPPO DI VIALE BUONCAMMINO: LE RIFLESSIONI DI GRIG: https://www.buongiornoalghero.it/contenuto/0/30/168656/il-taglio-dei-pini-d-aleppo-di-viale-buoncammino-le-riflessioni-di-grig

    ___________________

    dalla pagina Facebook di Matteo Lecis Cocco Ortu, 24 ottobre 2020
    Prendiamoci cura di Cagliari. Iniziamo dal verde: https://www.facebook.com/photo/?fbid=10164552323585525&set=a.10150704277020525&notif_id=1603535584466105&notif_t=feedback_reaction_generic_tagged&ref=notif

  2. Srdn
    ottobre 24, 2020 alle 2:32 pm

    Scusa grig, se non tagliano le radici, come potranno cadere gli alberi? O no…….

  3. donatella
    ottobre 24, 2020 alle 8:25 pm

    Non si può andare avanti così, in tutte le nostre città e paesi, una strage quotidiana, senza alcun controllo per salvaguardare gli Alberi Cittadini, sono stati piantati anni fa per abbellire i viali e le piazze ,per usufruire ,una volta diventati grandi, di tutti i loro benefici; oggi che abbiamo sempre più bisogno di Loro, gli “amministratori” di ogni comune e regione li vuole sterminare , l’ignoranza unita al potere non può produrre giustizia e benessere ma solo rovina generalizzata. Quando si invertirà questa rotta malefica? Possibile che non si capisca?Grazie GrIG, tutti noi dobbiamo prendere coscienza e testimoniare secondo le nostre capacità e possibilità in favore degli Alberi Cittadini, nostri fratelli vegetali.

  4. Srdn
    ottobre 25, 2020 alle 8:37 am

    Piantare alberi e tagliarli dopo 10 anni é un business per le amministrazioni e nei paesi é un modo di fare che da lavoro, nessuno a parte il grig se ne cura. Carloforte un esempio, piazza pegli é stata devastata e decine di alberi, tra i quali oleandri quasi secolari sono stati sacrificati per ospitare alberi che tra un pò saranno sostituiti per dare lavoro ai soliti noti. Paese che vai sistema che trovi…….

  5. ottobre 26, 2020 alle 9:05 am

    e qua si pone anche un’altro annoso e cronico problema del nostro fantastico Comune: oltre all’ordinanza comunale in se (o all’azione comunale “senza ordinanza” emanata dal sindaco o dirigente competente..,) ma qualcuno vede mai controlli (dei preposti dipendenti pubblici – vigili e tecnici) nelle decine di cantieri comunali sparsi per Cagliari? Io praticamente mai!
    di norma si vede gente (ditte private in appalto e/o dipendenti pubblici diretti) che agisce in piena autonomia, comunicano tra loro con urla preistoriche e termini da scaricatore di porto -anche se stanno lavorando lato scuola elementare-, bucano, montano, smontano, affettano, segano, fanno quello che la propria fantasia gli comunica, tanto lavorano in un deserto urbano, no?

  6. giulio
    ottobre 26, 2020 alle 2:25 pm

    Giusto e sacrosanto appello! e anche quello contenuto nei commenti devo dire
    Poi riguardo la frase: “(e oggi si vorrebbe procedere a far di loro legna per caminetti” volevo dire, anche se non è propriamente l’argomento dell’articolo ma dato che è l’ultimo in ordine temporale, ma che cosa ne viene fatto del legname e degli scarti? sopratutto qualcuno controlla? per chi non lo sapesse il prezzo al quintale della legna da ardere non è proprio irrisorio, non è che qualcuno la rivende? e gli scarti, lo sapete che è pratica comune farci il pellet?? (avendo il macchinario o conferendolo a chi lo ha) e penso lo sapete tutti qual’è il prezzo di vendita del pellet

  7. Srdn
    ottobre 27, 2020 alle 10:41 am

    A Carloforte se la pappano i tagliatori o decidono a chi regalarla. Se poi sei nel mazzo te la portano anche a casa. Non protestare però, se no sei un disfattista. Mi chiedo se tutto quello che é stato fatto nel canale del generale era autorizzato e anche li”che fi e a fatto la legna?’ ‘. Au paize si vive Come se fosse un mondo dove l’illegalità é legge e, a nessuno sembra importargliene tutti silenti con la speranza di partecipare al banchetto

    • giulio
      ottobre 27, 2020 alle 11:58 am

      … infatti

  8. Bruzzone Virginia Tiziana
    ottobre 27, 2020 alle 1:25 pm

    Succede anche ad Albisola Superiore (SV). Vi ho scritto.

    • ottobre 27, 2020 alle 7:21 pm

      buonasera Virginia,

      al nostro indirizzo di posta elettronica (grigsardegna5@gmail.com) non risulta alcuna segnalazione. Può inviarla nuovamente? Grazie, buona serata.

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