Veneto, territorio “accoppato” di cemento e poi affogato.


Veneto, paesaggio

Marca Trevigiana, terra di storia, terra di calamità innaturali.

Quelle causate o incrementate dall’uomo nella sua infinita stupida avidità.

Passano gli anni, si contano i morti e i danni, non cambia minimamente – al di là di vuote parole – il modo di agire.

Il Veneto, purtroppo, è anche quel luogo dove il successo si misura nella lunga fila di capannoni-fabbrichette-svincoli-tangenziali-pedemontane-centricommerciali oggi spesso dismessi che hanno massacrato e impermeabilizzato il territorio, consegnandolo alle calamità innaturali.

E una bella calamità innaturale segue felicemente l’inaugurazione dell’ennesima pedemontana

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Silea, variante urbanistica

ACCANIMENTO EDILIZIO LUNGO LE SPONDE DEL SILE.

Mentre  il RAPPORTO ISPRA 2018 sul consumo del territorio (riferito all’anno 2017) registrava “un aumento del 4% della superficie artificializzata potenzialmente allagabile” andava in scena a Silea l’ennesimo scriteriato scempio urbanistico ad opera di amministratori pubblici.

A due passi dall’Alzaia: 38.000 m3 di nuova edilizia residenziale su una superficie di 32.000 m2 per costruire villette  singole, piccoli condominii, abbinate. Il progetto venne approvato dal Comune di Silea nel 2004, ma ruspe  e gru furono fermate dalla crisi. Nel 2017 i lottizzatori sono tornati alla carica e l’amministrazione in carica  ha approvato la variante.

Cambiano i suonatori (amministratori di diverso colore politico) ma la musica è sempre la stessa, con in più una “legge burla” sul contenimento del consumo di suolo in cui la deroga è il principio fondante. Come non definire un insediamento residenziale a due passi dall’alzaia del Sile un atto pianificatorio arrogante e irresponsabile:

  • nonostante i dati dell’ISPRA sul rischio idraulico, 
  • nonostante gli effetti degli eventi atmosferici estremi conseguenza dei cambiamenti climatici, 
  • nonostante ci si trovi in un parco naturale, 
  • nonostante in provincia di Treviso ci siano 8076 edifici inutilizzati (Confartigianato 2017), 
  • nonostante   l’invecchiamento della popolazione   renda disponibili ulteriori immobili da ristrutturare, 
  • nonostante il calo demografico.
Veneto, pianura alluvionata

Un po’ più a monte, sempre lungo il Sile, un altro esempio del “consociativismo suolicida” ce lo fornisce la costruzione della Cittadella della Salute (un modo eufemistico per definire un ospedale). In nome del “mantra dell’eccellenza” (non misurata però sui tempi di attesa delle prestazioni  sanitarie) e della “megalomania aziendalistica”,  si amplia un ospedale già con buoni livelli standard nelle prestazioni sanitarie.

Lo scopo è quello di accentrare servizi e funzioni in un’unica sede, ma lasciando magari le ex sedi in abbandono e occupando, in compenso, un’ area prossima al Sile e vantandosi di non costruire ad una distanza inferiore  ai 14 metri dal fiume (bontà loro).

Poi, in tempi di lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento, si crea un parcheggio per mille posto auto  contribuendo alla congestione dell’area a Sud del Comune di Treviso, minacciata anche dal progetto incombente del Terraglio Est.

Accanimento!!

Dante Schiavon, socio GrIG Veneto

Veneto, opere di urbanizzazione allagate

(foto M.F., archivio GrIG)

  1. dante schiavon
    settembre 1, 2020 alle 8:07 am

    Grazie. Bella presentazione.

    A presto

    Dante

    Il giorno mar 1 set 2020 alle 01:05 Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha scritto:

    > > > > > > > gruppodinterventogiuridicoweb posted: ” > Veneto, paesaggio > > > > Marca Trevigiana, terra di storia, terra di calamità innaturali. > > > > > > > > Quelle causate o incrementate dall’uomo nella sua infinita stupida avidità. > > > > Passano gli anni, si contano i morti e i danni, non cambia minimamente – > al di là ” > > > >

  2. Rodeghiero Maria Chiara
    settembre 1, 2020 alle 8:55 am

    Articolo puntuale per disastri climatico magico accompagnati dalla mano d gli speculatori senza scrupoli . Ora stiamoci osservazione vando la fine inesosarabile del ghiacciaio della Marmolada, la prossima se ne n la teniamo sotto controllo il degrado della perla d le Dolomiti , sotto assalto degli speculatori affamati di c mento in occasioni ne delle norme rossime olimpiadi

  3. donatella
    settembre 1, 2020 alle 10:29 am

    La speculazione senza alcun freno perchè in seno a questa falsa politica, ci sta distruggendo insieme a tutte le Creature della Madre Terra dimenticata , massacrata, cementificata, oltraggiata: lottiamo contro, con tutte le nostre forze, Grazie Dante Schiavon, grazie GrIG

  4. capitonegatto
    settembre 1, 2020 alle 10:46 am

    ” Ragionateci sopra “…. come disse quello che riceve le cartoline dei bambini con attaccate le banconote da 50 euro !! E i suoi predecessori ?

  5. settembre 14, 2020 alle 11:43 am

    da Salviamo il Paesaggio,5 settembre 2020
    Veneto, territorio “accoppato” di cemento e poi affogato: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/09/veneto-territorio-accoppato-di-cemento-e-poi-affogato/

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