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La variante urbanistica relativa allo Stadio di S. Elia (Cagliari) non può esser approvata in assenza di nuovo piano urbanistico.


Cagliari, progetto nuovo stadio (2016)

Il Consiglio comunale di Cagliari, su proposta della Giunta Truzzu, ha approvato, con deliberazione n. 84 dell’1 giugno 2021, il “Progetto guida ‘Nuovo stadio Sant’Elia e relative connessioni urbane’ e della relativa variante urbanistica consistente nel riassetto delle aree circostanti lo stadio Sant’Elia e nella modifica dell’art. 64 delle NTA (QN 15 Borgo Sant’Elia, Su Siccu) relativamente alla parte che disciplina la trasformazione delle suddette aree (unità cartografiche 2c, 2d, 2e, 2f, 5, 6, 7 e 8)”.

Modificato, così, il progetto di demolizione e ricostruzione dello Stadio di S. Elia (25-30 mila posti) come originariamente proposto dalla Cagliari Calcio s.p.a. e adottato dal Comune di Cagliari.

Stavolta il nuovo Stadio sembra proprio la non casuale occasione per un progetto immobiliare e di ampia risistemazione di S. Elia: uffici, residenze, strutture commerciali per circa un milione di metri cubi di nuove volumetrie, abbattimento parziale del Viale Salvatore Ferrara, modifica della viabilità.

Cagliari, panorama

Da non dimenticare il passaggio fondamentale evidenziato dal Servizio valutazioni ambientali della Regione autonoma della Sardegna (nota prot. n. 26679 del 12 dicembre 2018 e nota prot. n. 2645 del 5 febbraio 2019): il nuovo progetto di stadio va assoggettato alla preventiva procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), anzi “ln virtù della complessità delle opere previste, delle caratteristiche dell’area d’intervento, su cui insistono molteplici vincoli, e delle ripercussioni che interventi di questa natura hanno, non solo a livello di sito, ma anche di area vasta, sia in fase di cantiere che di esercizio … si ritiene opportuno suggerire al Proponente di valutare l’eventualità di attivare una VIA su base volontaria, che potrà eventualmente essere preceduta da una fase di scoping, al fine di meglio definire i contenuti dello Studio di lmpatto Ambientale”.

La nuova variante, poi, pone dei dubbi per l’accesso al credito sportivo per la realizzazione dello stadio (i fondi possono essere utilizzati solo per realizzare impianti sportivi).

Ma, in primo luogo, la domanda è immediata: come fa il Comune di Cagliari, che non ha tuttora, per colpevole ignavia, adeguato il proprio piano urbanistico comunale (P.U.C.) al piano paesaggistico regionale (1° stralcio, P.P.R.), ad approvare una variante urbanistica di ampio respiro in contrasto con il divieto posto dall’art. 20 bis della legge regionale Sardegna n. 45/1989 e s.m.i.?

Al di là degli annunci trionfalistici, sembra proprio che la realizzazione del nuovo Stadio S. Elia si stia allontanando.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

Cagliari, Poetto, Torre spagnola.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. giugno 17, 2021 alle 11:18 am

    da Casteddu online, 17 giugno 2021
    “La variante urbanistica per lo stadio Sant’Elia non può esser approvata senza un nuovo piano urbanistico”.
    L’Associazione Gruppo d’Intervento Giuridico: Al di là degli annunci trionfalistici, sembra proprio che la realizzazione del nuovo Stadio S. Elia si stia allontanando. Come può il comune di Cagliari, che non ha tuttora, adeguato piano urbanistico comunale (P.U.C.) al piano paesaggistico regionale come previsto dalla normativa ad approvare una variante urbanistica di così ampio respiro?”: https://www.castedduonline.it/la-variante-urbanistica-per-lo-stadio-santelia-non-puo-esser-approvata-senza-un-nuovo-piano-urbanistico/

    ______________________________

    da Alghero Live, 18 giugno 2021
    Senza PUC la variante urbanistica relativa allo Stadio di S. Elia non può esser approvata: http://algherolive.it/2021/06/18/senza-puc-la-variante-urbanistica-relativa-allo-stadio-di-s-elia-non-puo-esser-approvata/

  2. Francesco
    giugno 18, 2021 alle 12:50 PM

    Che importano le leggi? Ci sono di mezzo i mc. e mica pochi. In realtà ,i nuovi Stadi Italici sono sono un cavallo di Troia per nuovo cemento .Il calcio produce solo passivi e non può interessare i prenditori. Interessa invece il consenso delle masse “calcificate” come arma di pressione elettorale .

  3. giugno 18, 2021 alle 1:12 PM

    Matteo Lecis Cocco Ortu, ingegnere e consigliere comunale.

    Matteo Lecis Cocco-Ortu (https://www.facebook.com/matteoleciscoccoortu/), 17 giugno 2021 (ore 13.46)

    I NODI VENGONO AL PETTINE.

    Non avendo ancora il Comune di Cagliari approvato il PUC al PPR la variante urbanistica per Sant’Elia è possibile in via straordinaria solo in virtù della deliberazione di Giunta Regionale n. 37/22 del 21/06/2016, con la quale è stato riconosciuto il
    preminente interesse generale e la rilevanza regionale dell’intervento proposto dal Comune di
    Cagliari e finalizzato alla realizzazione del nuovo stadio di Cagliari, presupposto essenziale affinché lavariante urbanistica sia conforme a quanto previsto dal comma 9-bis dell’art. 20 della L.R. 45/89,come introdotto dalla L.R. 8/2015.
    In parole semplici: i comuni non possono fare varianti urbanistiche a macchia di leopardo ma devono adeguare tutto il proprio Piano Urbanistico rispetto ai principi di sostenibilità contenuti nel Piano Paesaggistico Regionale. Non si può continuare a procedere per parti perché la pianificazione serve per valutare in modo complessivo gli effetti delle scelte urbanistiche su tutta la Città. Ci sono però casi eccezionali in cui la Giunta Regionale può individuare un interesse generale di rilevanza regionale per derogare a questo e consentire varianti puntuali per realizzare interventi strategici.
    È quello che è successo ad esempio per Marina Piccola, in cui la possibilità delle Olimpiadi e dello sviluppo economico e sociale legato al polo velico, ed è quello che stava accadendo per Sant’Elia per la realizzazione del nuovo stadio la cui importanza era di interesse pubblico regionale. Non solo cittadino.
    Questo stavamo facendo, con un percorso serio e trasparente in cui apertamente ci abbiamo messo la faccia tutti, dal sindaco Zedda alle assessore Ghirra e Marras con tutta la giunta e tutta la maggioranza in consiglio comunale, e per quello che abbiamo potuto fare con la commissione urbanistica che presiedevo.
    Il Cagliari Calcio addirittura rispose alla nostra richiesta di uno stadio che vivesse 365 giorni all’anno e che potesse fungere da polo di riconnessione tra Sant’Elia e la città, ospitando anche spazi per l’innovazione, il lavoro e il tempo libero caricandosi l’onore di gestire un Concorso di progettazione andando a premiare non solo il progettista incaricato su base fiduciaria ma individuandolo con una valutazione attenta e trasparente con i progetti e i plastici esposti per diverse settimane al vaglio di pubblico ed esperti. Un modo saggio per selezionare progetti di qualità.
    Dopo questo sforzo immane (che vide la realizzazione della Sardegna Arena costruita in pochi mesi grazie a un lavoro di squadra efficiente dell’amministrazione comunale) la giunta aveva individuato una progettista di ottimo livello per predisporre il Progetto guida che avrebbe collegato lo stadio al resto della città.
    Purtroppo poi il BUCO NERO delle dimissioni del sindaco con il commissariamento del comune da parte del Presidente Solinas. E la vittoria di Paolo Truzzu e del centrodestra cagliaritano.
    Da qua un cambio di rotta repentino: quel collegamento tra lo stadio e la città non doveva più essere uno spazio libero per verde, parcheggi e spazi di socialità (playground, chioschi e servizi immersi in uno spazio aperto) ma poteva diventare il luogo di un nuovo business. Un business che da sempre fa gola a tanti.
    Quella variante urbanistica che sarebbe dovuta servire per realizzare il nuovo stadio poteva essere occasione per la realizzazione di un nuovo quartiere. Prima con un centro commerciale e poi, siccome l’appetito viene mangiando, con nuovi uffici, fantomatici servizi generali e addirittura con nuove residenze per quella che ho chiamato in aula “Sant’Elia due”. E come se non bastasse con tutti i costi delle onerose opere di urbanizzazione spalmate a carico della collettività, così da rendere ai costruttori più appetibile l’investimento: 45 milioni di soldi pubblici solo per fare strade, luci e fogne per un quartiere di cui pochi sentono l’esigenza.
    Lo Stadio rimane come ‘brand’ per solleticare la pancia dei tifosi e fare digerire una speculazione che altrimenti sarebbe stata insperata. Ma il diavolo sta nei dettagli e spesso fa le pentole ma non i coperchi.
    Così pian piano studiando e approfondendo ci si rende conto che in questa variante urbanistica lo stadio quasi scompare, è un aspetto secondario perché i veri interessi sono altri. Addirittura si arriva a pianificare un ponte sul canale che da via Rockefeller arriverà a fianco allo stadio creando non pochi problemi dal punto di vista della sicurezza e della corretta gestione dello stadio stesso. Che in teoria era l’unico motivo per cui questa variante si sarebbe potuta proporre senza l’adeguamento del PUC al piano paesaggistico regionale.
    Grazie al Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus che ci ha ricordato questo che può sembrare un dettaglio ma che invece aiuta a raccontare perché ci siamo opposti a questa pericolosa proposta urbanistica.

    ——————————————-

    9 giugno 2021 (ore 19.36)

    ·
    È passata una settimana dal cosiddetto “voto sullo stadio” ed è giusto e opportuno che se ne parli perché in realtà non è solo un voto sullo stadio ma è una pesante ipoteca sul futuro di una parte importante della nostra città.
    Un’ipoteca messa senza un adeguato livello di confronto e di dibattito pubblico.
    La retorica della riconnessione di uno dei quartieri più complessi di Cagliari ha accompagnato tutte le posizioni: di chi ha votato a favore, di chi si è astenuto, di chi non ha partecipato al voto.
    Ma Il diavolo sta nei dettagli. E in Urbanistica in particolare è fondamentale l’attenzione ai dettagli, perchè dietro a un disegno accattivante talvolta si celano meccanismi diabolici.
    Ne approfitto per condividere alcuni spunti di riflessione e alcuni interrogativi per me importanti, che ci hanno portato a decidere per l’astensione.
    Le politiche urbanistiche è giusto che tengano in considerazione i costi per la loro attuazione?
    Il progetto guida presentato dal centrodestra un anno e mezzo fa ha sottovalutato i costi in termini di risorse e soprattutto di tempo. Che gli imprenditori sanno bene quanto vale.
    L’anno e mezzo passato tra adozione e approvazione definitiva è la prova che i tempi si stanno allungando in maniera esponenziale.
    L’attuale amministrazione ha infatti scelto una strada impervia per accompagnare la realizzazione del nuovo stadio Sant’Elia e la trasformazione dell’area compresa tra Sant’Elia e San Bartolomeo, una strada che stiamo pagando in termini di tempo e che pagheremo cara in termini di risorse.
    45 milioni di euro sono le risorse pubbliche necessarie per realizzare le opere di urbanizzazione primarie e secondaria previste nel progetto guida. Per il momento stiamo partecipando in fretta e furia al bando del Ministero per reperire i primi 20 milioni di euro a fondo perduto per l’abbattimento del viale Ferrara e la realizzazione delle strade e dei sottoservizi per il nuovo quartiere (che per comodità possiamo chiamare Sant’Elia due)..
    Perchè questi costi (ingentissimi) se li deve sobbarcare interamente il Comune di Cagliari e non chi andrà a realizzare uffici, alberghi, negozi e servizi generali come avviene in ogni lottizzazione?
    Oltre allo stadio infatti questa variante farà atterrare 300 mila metri cubi di nuove volumetrie sull’area in cui c’erano i parcheggi del vecchio stadio. 300 mila metri cubi che vedono la pianificazione di un grande “parco servizi/commerciale” e di otto nuovi isolati che vedranno la realizzazione di una cittadella di uffici e di residenze dimensionate per 289 nuovi abitanti.
    Pochi di questi euro saranno investiti invece all’interno del borgo Sant’Elia, perchè l’attenzione è spostata altrove.
    è possibile decidere il futuro di una città senza un’ampia fase di coinvolgimento palese e trasparente dei cittadini e dei loro rappresentanti?
    Un progetto urbano che trasforma un pezzo importante di città, pensato e ideato nel 2008, prima della crisi finanziaria ed edilizia mondiale del 2009 e della crisi pandemica che stanno fortunatamente mettendo in crisi il modello di sviluppo insostenibile che viviamo, è ancora valido ed efficace o necessiterebbe di un profondo ripensamento?
    Rem Koolhas insieme al Politecnico di Milano e Stefano Boeri a valle di un workshop e di un processo di ascolto del quartiere avevano prodotto un concept masterplan che per far superare l’isolamento di Sant’Elia puntava sulla creazione di un pezzo di città, un grande quartiere residenziale che attraversasse il Favero e lo collegasse con il quartiere di Monte Mixi per creare un quartiere con un mix sociale importante. Già allora si vedevano luci e ombre di quel progetto che era ancora embrionale.
    Siamo sicuri che la connessione tra Sant’Elia e la città debba per forza avvenire tramite la realizzazione di nuovi volumi per uffici e servizi generali (attualmente con scarso mercato in città) e non come aveva impostato il centrosinistra attraverso verde e infrastrutture sportive?
    Il parco degli anelli sarà il collegamento diretto con il Lungomare di Su Siccu e via Roma e gli spazi liberi intorno allo stadio erano pensati come spazi ibridi per realizzare all’occorrenza playground, campi per sport minori e collegamento con il villaggio dello sport di Monte Mixi.
    Puntiamo a Riqualificare / Rigenerare / Recuperare e non costruire nuove e costose strutture e infrastutture.
    Una colpa storica e politica delle giunte guidate da Massimo Zedda è stata l’incapacità di approvare il Piano Urbanistico Comunale. Mi assumo parte importante di responsabilità per non aver portato a termine un adeguamento che avrebbe liberato quel pezzo importante di città da centinaia di migliaia di metri cubi ormai fuori dal tempo. E sono preoccupato di cosa proporrà il centrodestra per il nuovo Piano Urbanistico Comunale.
    Forte è stata la tentazione di votare contro questa variante. Ma l’astensione ha avuto il senso politico di non compromettere per sempre l’investimento sullo stadio che è stato avviato nel 2015 nella trasparenza e nei principi della leale collaborazione tra amministrazione pubblica e investitore privato. Trasparenza che sembra oggi scomparsa perchè nessuna informazione abbiamo avuto, se non dai rumors dei media, sul nuovo piano economico finanziario che supporterà la dichiarazione di interesse pubblico dell’operazione.
    In questi ultimi due anni anni sono già state cambiate le carte in tavola, rendendo vano lo sforzo progettuale che ha portato il Cagliari Calcio a un concorso di progettazione per offrire alla città la migliore qualità architettonica ed efficienza gestionale dello stadio.
    Spero che questo non sia un intervento troppo assertivo ma che sia compresa la volontà di approfondire e coltivare il dubbio rispetto all’entusiasmo per un progetto guida in cui alcune luci sono presenti (il superamento della cesura del viale Ferrara, la previsione di biblioteca, ecomuseo, nuove piazze e collegamento più stretto del quartiere con il parco degli anelli e la volontà di riqualificare integralmente i palazzoni) ma in cui le ombre di speculazione sono troppo cupe.

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