Fuori motocross, rumori e gas di scarico dal Gennargentu!


Gennargentu, Punta La Marmora, motocross in vetta (maggio 2020)

Lodevole iniziativa da parte di Marco Melis, sindaco di Arzana (NU).

Appreso da escursionisti che i versanti del Gennargentu, fin sulla Punta La Marmora, erano diventati il palcoscenico circense per scorribande in motocross (come, purtroppo, verificato anche sul Montalbo),  senza pensarci due volte ha emanato il decreto (ordinanza) sindacale n. 9 del 25 maggio 2020, con il quale inibisce sul territorio comunale arzanese “il transito permanente a tutti i ciclomotori, motoveicoli, autoveicoli comunque denominati, fatta eccezione dei mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, lungo le mulattiere, i sentieri e i percorsi in genere, al fine di salvaguardare il patrimonio naturalistico, faunistico e delle attività tradizionali, nonché le attività escursionistiche a bassissimo impatto ambientale”.

Mon’Albo, Punta Gurturgius, raid di motocross

Bravissimo.

Auspichiamo che i colleghi sindaci di Desulo e di Fonni seguano presto e adottino analoghi provvedimenti per salvaguardare un patrimonio naturalistico e ambientale che va fruito con intelligenza e buon senso, senza frastuoni e gas di scarico.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Gennargentu, nevaio

(foto S.M., G.M., J.I., archivio GrIG)

  1. Giampi
    maggio 28, 2020 alle 7:09 am

    Pur non sapendo andare in moto, mi chiedo se in questo periodo virale sia questo il modo di aprire il proprio territorio a forme di turismo se non proprio ecocompatibile, a un turismo sostenibile. La sostenibilità deve tenere conto del tempo! Una escursione di questo tipo dura due ore in un anno! Per questo potrebbe essere sostenibile! È nuova “gente” potrebbe conoscere le bellezze di Arzana che altrimenti sarebbero per pochi intimi

    • maggio 28, 2020 alle 8:03 am

      ..se così fosse, ci si ritroverebbe decine e decine di “comitive” di motocrossisti in giro per il Gennargentu, con i conseguenti danni ambientali a flora e fauna, inquinamento da gas di scarico e rumore. Tutt’altro che turismo sostenibile.

  2. G.Maiuscolo
    maggio 28, 2020 alle 8:24 am

    Finalmente. Era ora.

    Ho visitato quei luoghi tanto tempo fa; vi andai, anche in compagnia di altre persone, perché un laureando di Desulo, emigrato ad Iglesias, ma desulese doc , una gentilissima persona, volle recarsi nella sua realtà per mostrarci le bellezze di quei luoghi.

    Ricordi un po’ slegati: ricordo di essere transitata per il passo di Tascusì, ricordo le case di Desulo, alcuni laboratori artigiani e i costumi.
    Ho ricordi vaghi e lontani ma credo di essere arrivata fino a Bruncu Spina dove, nei pressi, abbiamo mangiato in un piccolo ristorante, ospiti di questo gentile laureando.

    Ora mi sfugge il nome di quel piccolo ristorante e men che meno ricordo se esista ancora
    Bei tempi. Natura incontaminata, allora, e … rosa ‘e monte a nastru…

    Serena giornata a tutti. Sempre vivi!🌲🌲🌲

  3. Srdn
    maggio 28, 2020 alle 10:06 am

    Bucca rua santa G maiuscolo, ne abbiamo bisogno e lunga vita a solinas e ai suoi passaporti sanitari anticostituzionale ma molto……….. INDIPENDENZIA.

    • Srdn
      maggio 28, 2020 alle 4:48 pm

      Non so come sia successo ma rispondevo a GM in un altro discorso……

  4. Stefano
    maggio 28, 2020 alle 10:38 am

    Non capisco che mania sia quella di recarsi ovunque con un mezzo motorizzato, a meno che non sia puro divertimento ma necessità. A volte faccio fatica anche a comprendere certi ciclocrossisti che si lanciano a rotta di collo in sentieri scoscesi, mettendo in allarme chi si trova a percorrere tranquillamente a piedi lo stesso percorso. Le moto da cross dovrebbero essere usate solo nei luoghi appositamente creati per quel tipo di sport, punto.

  5. marianna
    maggio 28, 2020 alle 1:08 pm

    Per questi ragazzi ci vorrebbe il sequestro della motocicletta e qualche giorno di galera. Non scherzo. Lasciate in pace la montagna, se volete fare le corse in moto andate nelle piste apposite e sporcate e fate rumore dove è permesso

  6. Paolo
    maggio 28, 2020 alle 1:51 pm

    Si tenga presente le centinaia di chilometri di stradine sterrate aperte al traffico motorizzato che ti portano quasi ovunque. L’ordinanza richiama semplicemente il buon senso ad evitare il fuoristrada visto che i sentieri non sono strade e le amministrazioni spendono abbondantemente per renderli percorribili sicuri.

  7. Agostino
    maggio 28, 2020 alle 5:11 pm

    Il problema delle moto da cross che scorazzano per sentieri di montagna o di pianura, e perfino sulle spiagge, è generale e avviene in molti luoghi, non solo in Sardegna.
    Ed è perfino scontato dire che fanno solo danni, a volte anche molto gravi.
    Complimenti al sindaco di Arzana, ma fosse per me ne vieterei la vendita!!!
    Le moto da cross sono come delle armi contro l’ambiente.

  8. Srdn
    maggio 28, 2020 alle 6:12 pm

    A sanpé, (Carloforte) per anni hanno circolato liberamente nell’isola, nonostante i divieti. Il problema che hanno creato é che oggi molti percorsi naturalistici a seguito dei loro continui passaggi in molti punti non sono piú percorribili a causa dei profondi solchi lasciati dalle moto in giro con la pioggia o dopo.Ora che il danno é fatto nessuno ha ripristinato le stradine.Non fondiamo i diritti…….

  9. Patrizia
    maggio 28, 2020 alle 10:52 pm

    Ha fatto benissimo il sindaco e così dovrebbero fare tutti gli altri, i sentieri sono fatti per andare a piedi e con gli scarponi e anche quando si cammina… bisogna seguire quel sentiero senza deviazioni per non rovinarlo.
    Le gomme delle moto e anche quelle delle biciclette rovinano il sentiero creando solchi e smuovendo la terra. Poi con la pioggia si formano canali ed il sentiero e bello che rovinato, E quando vado in montagna capisco benissimo se ci è passata gente che non sa camminarci .

  10. Juri
    maggio 28, 2020 alle 11:24 pm

    Molto bene il sindaco di Arzana, indifferibile analogo provvedimento degli altri sindaci del comprensorsio.
    Vedere quei luoghi profanati in questo modo fa davvero male e, considerato che comunque già esistono divieti al transito di mezzi motorizzati fuori dalla viabilità consentita, mi chiedo come abbiano finora potuto evitare la pesante sanzione che si meritano.

  11. Maria Ignazia Massa
    giugno 1, 2020 alle 6:53 pm

    Idee chiare, iniziativa precisa e altrettanto chiara: mi pare che non abbia trascurato niente.

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