I fondi comunitari per il risanamento idrogeologico della Sardegna.


Cagliari, strada statale n. 195 interrotta (10 ottobre 2018)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inviato (5 febbraio 2020) le proprie proposte alla Regione autonoma della Sardegna (Presidenza, Assessorato della programmazione, Centro regionale di programmazione) per un’efficace programmazione POR FESR 2021-2027.

Il territorio sardo rivela un diffuso rischio idrogeologico: l’80% dei Comuni (306 su 377) è a rischio frane e alluvioni, con oltre 613 kmq. interessati (dati Ministero ambiente, 2013).

Purtroppo, ancora negli ultimi anni, in concomitanza con eventi atmosferici intensi (es. “Ciclone Cleopatra”), si sono verificate le ennesime calamità innaturali in Gallura, nel Nuorese, nel Campidano, con nuovi gravissimi lutti e danni materiali.

Non solo. Si stima che le reti idriche isolane attualmente perdano circa l’85% dell’acqua trasportata (dati Ordine dei Geologi, ottobre 2011), a causa di carenze manutentive e di nuove opere di adduzione.

Capoterra, alluvione (2008)

Per contro, emerge la fragile consistenza del complessivo livello di scolarizzazione: ben il 38,2% della popolazione residente ha solo la licenza media e ben il 24,5% solo quella elementare o, addirittura, alcun titolo. Conseguentemente il 25,8% dei sardi fra 18 e 24 anni ha solo la licenza media, il dato più elevato in Italia (dati M.I.U.R., giugno 2013). Solo il 67,6% dei residenti in Sardegna fra i 20 e i 24 anni è in possesso di diploma di scuola secondaria superiore, mentre ben il 50,8% della popolazione residente in Sardegna in età lavorativa (25-64 anni) è privo di qualificazione professionale, avendo conseguito al massimo solo la licenza media inferiore (da Sardegna Statistiche, anno 2018).

E i dati sulla dispersione scolastica sono tutt’altro che confortanti, ben il 23% dei ragazzi abbandonano la scuola secondaria superiore (da Sardegna Statistiche, anno 2018).

Questo non fa che aggravare l’attuale crisi estremamente dura, con conseguenze pesantissime sul contesto economico-sociale.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ritiene, quindi, opportuno proporre che almeno un terzo del complessivo importo dei fondi POR FESR 2021-2027 destinata a un vero un vero e proprio new deal nel campo del risanamento idrogeologico e della distribuzione idrica, con il sostegno dei fondi comunitari 2021-2027, così anche da fornire occasioni di lavoro per imprese, professionalità, maestranze di ogni livello, con indubbi riflessi positivi sulla qualità ambientale e della sicurezza del territorio, nonché del miglioramento del contesto economico-sociale sardo nel breve-medio termine.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Capoterra, Rio S. Girolamo, serre travolte dalle alluvioni (1999, 2008)

(foto A.N.S.A., S.D., archivio GrIG)

  1. febbraio 6, 2020 alle 1:20 pm

    E speriamo che si presentino tanti progetti e impiegare al meglio le somme a disposizione.
    Che la regione LAVORI, seriamente
    (Rendessero le procedure più semplici sarebbe un grande passo…)

  2. febbraio 6, 2020 alle 3:01 pm

    da Alghero Live, 5 febbraio 2020
    GriG: “I fondi comunitari per il risanamento idrogeologico della Sardegna”: https://algherolive.it/2020/02/05/grig-i-fondi-comunitari-per-il-risanamento-idrogeologico-della-sardegna/

    ___________

    da Buongiorno Alghero, 6 febbraio 2020
    Ambiente. Rischio idrogeologico: le proposte degli ambientalisti: https://www.buongiornoalghero.it/contenuto/0/30/121792/rischio-idrogeologico-le-proposte-degli-ambientalisti

  3. G.Maiuscolo
    febbraio 6, 2020 alle 6:20 pm

    Confesso che, leggendo il post, prima ho segnato con cura ciò che mi interessava, come sempre faccio. Poi ho riso sonoramente. E ancora sorrido.

    Perché? Beh… perché i cari ed acuti Dottori hanno stabilito un nesso tra… (…) ” Le reti idriche isolane che attualmente perdono circa l’85% dell’acqua trasportata (dati Ordine dei Geologi, ottobre 2011, a causa di carenze manutentive e di nuove opere di adduzione )
    e (…) “ i dati sulla dispersione scolastica che sono tutt’altro che confortanti, ( ben il 23% dei ragazzi abbandonano la scuola secondaria superiore (da Sardegna Statistiche, anno 2018).”
    Insomma mi ha fatto sorridere ( mica tanto) il nesso tra la precarietà della RETE IDRICA e quella della RETE CULTURALE; in pratica, entrambe fanno acqua da tutte le parti. E sorvoliamo sul livello di scolarizzazione.

    Ma il nesso è corretto; difetta la scolarizzazione, imperversa la dispersione scolastica e come conseguenza abbiamo una scarsa specializzazione ed una ancor più scarsa qualificazione. Requisiti fondamentali e utili per trovare occupazione.
    Non siamo messi bene. Bisogna dichiararlo a chiare lettere.

    Gentile “Trame di pensieri”, lei chiede che la Regione LAVORI e che si snelliscano le procedure. La speranza è importante e sostiene, lo riconosco e gliene do atto, ma la speranza a volte NON basta. Personalmente credo che gli amministratori regionali debbano FARE e progettare con idee congrue e orientate a garantire diritti per i cittadini; ho scritto idee congrue e solide.
    Se ne hanno…

    Cordialità a tutti

  4. donatella
    febbraio 6, 2020 alle 7:30 pm

    Gli Italiani ( Regioni e Comuni) sono abbastanza “bravi “ad ottenere i lauti finanziamenti europei ( ora siamo al pacchetto POR FESR 2021-2027dei fondi Strutturali Europei). Si inizia diversi anni fa con questi Fondi Strutturali Europei…tanti soldi hanno attraversato le Regioni italiane e i rispettivi Comuni che sono stati più o meno “bravi” ad accaparrarsi tanti milioni di euro. Forse qualche volta saranno veramente stati utili, non sono così bene informata, mi dispiace, ma conosco abbastanza bene le conseguenze delle cosiddette “riqualificazioni, dei cosiddetti “PIU, cioè Progetti di Innovazione Urbana”, che hanno distrutto Storia, Suolo, Flora, Fauna in nome di un rinnovamento inventato. Spero che la Sardegna resti immune da questi scempi programmati e ne tragga tanto beneficio per il suo suolo e per tutti i suoi abitanti, animali e vegetali.
    Sono sicura che il GrIG saprà nella vostra amata regione fare buona guardia, ma i trucchi e le furberie di ogni genere sono mescolati dappertutto, per i vili interessi che fanno girare tutto l’ingranaggio in Sardegna come nel resto dell’Italia. Ci vuole davvero tanta conoscenza , tanto coraggio e tanta forza di volontà. Grazie.

  5. G.Maiuscolo
    febbraio 7, 2020 alle 9:50 am

    “Nel 2017, ultimo anno per cui sono disponibili dati ufficiali, l’Italia ha contribuito per 12 miliardi di euro al budget dell’Unione, ricevendo in cambio 9,79 miliardi, circa la metà dei quali in sussidi all’agricoltura e altri destinati soprattutto a progetti per lo sviluppo locale. L’Italia è il quarto paese fra quelli che in gergo si chiamano “contributori netti”, che cioè garantiscono al budget dell’UE più soldi di quanti ne ricevono: il saldo è negativo per 2,3 miliardi, appena sopra ai Paesi Bassi con 2,1 miliardi. I primi tre posti sono occupati per distacco da Germania, Francia e Regno Unito: se fosse vero che l’Italia viene maltrattata dall’Europa, allora Germania, Francia e Regno Unito verrebbero maltrattati molto più di noi. (ECONOMIA, KONRAD, GIOVEDÌ 6 GIUGNO 2019, da “Il Post”.)
    ———————————-
    “Quanto versa e quanto incassa l’Italia dall’Europa? Le cifre (vere) dei paesi dell’Unione
    Alessandro Cipolla, 11 Luglio 2019 – 08:30 11 Luglio 2019 – 12:32 , da “Economia e Finanza> Economia internazionale “, Money.it

    Le vere cifre della Corte dei Conti su quanto l’Italia versa e quanto incassa dall’Unione: in Europa, a guadagnarci sono soprattutto i paesi dell’Est oltre che Belgio, Portogallo, Grecia e Spagna.
    Spulciando i dati snocciolati dalla relazione annuale 2017 della Corte dei Conti emergono molti aspetti interessanti, a partire proprio dai paesi che più ci rimettono e quelli che al contrario più ci guadagnano con l’Unione.
    Quanto dà e quanto riceve l’Italia:
    Per prima cosa va sottolineato quello che potrebbe essere definito un happy ending: lo scorso autunno dopo le tensioni per la questione migranti, l’Italia non solo ha pagato la sua quota mensile all’UE, ma l’ha fatto anche in anticipo. Questo è nel dettaglio quanto ogni Paese dell’Unione nel 2017, ultimo dato disponibile, ha versato e quanto invece ha poi ricevuto sotto forma di contributi e fondi comunitari.

    Paese Versamenti Accrediti Saldo
    Austria 2,429 1,742 -0,687
    Belgio 2,978 7,357 +4,379
    Bulgaria 0,378 1,895 +1,517
    Cipro 0,137 0,206 +0,069
    Croazia 0,359 0,663 +0,304
    Danimarca 1,926 1,458 -0,468
    Finlandia 1,549 1,500 -0,049
    Francia 16,233 13,505 -2,728
    Germania 19,587 10,926 -8,661
    Grecia 1,247 5,130 +3,833
    Estonia 0,154 0,647 +0,493
    Irlanda 1,777 1,818 +0,041
    ITALIA 12,250 9,795 -2,455
    Lettonia 0,184 0,736 +0,552
    Lituania 0,273 1,574 +1,301
    Lussemburgo 0,307 1,827 +1,520
    Malta 0,082 0,201 +0,119
    Olanda 3,384 2,417 -0,967
    Polonia 3,048 3,553 +0,505
    Portogallo 1,375 3,976 +2,601
    Regno Unito 10,575 6,326 -4,249
    Repubblica Ceca 1,282 3,894 +2,612
    Romania 1,228 4,741 +3,513
    Slovacchia 0,599 1,645 +1,046
    Slovenia 0,293 0,475 +0,182
    Spagna 8,080 9,664 +1,584
    Svezia 2,628 1,503 -1,125
    Ungheria 0,820 4,049 +3,229
    *Cifre in miliardi di euro

    L’Italia quindi nello specifico nel 2017 ha versato all’Unione Europea 12,250 miliardi di euro, ricevendone in cambio 9,795 miliardi per un saldo negativo pari a 2,455 miliardi. Gli altri paesi che versano molto di più rispetto a quello che ricevono sono la Germania, la Francia e il Regno Unito che comunque si appresta ora ad abbandonare l’Unione*. ( *Dato SUPERATO, mia nota). Tra i paesi più importanti, solo la Spagna incassa di più di quanto dato. Il totale alla fine sorride anche a Belgio, Portogallo e Grecia, mentre la Polonia ha visto notevolmente ridurre il suo saldo positivo rispetto al 2016, mentre possono essere ben più contenti tutti gli altri paesi dell’Est.

    Gentile Donatella, sono molto d’accordo con lei su quel suo “bravi” degli italiani ( amministratori locali, soprattutto) ad incassare finanziamenti europei ma…c’è un ma…

    Qui abbiamo “Su Dottori” UNO che di conti se ne intende! Se non controlla Lui, chi altri può farlo?
    DOTTORE, questi dati sono corretti? Io ricerco, raccolgo e condivido, ma Lei è il Deus Ex Machina della situazione. Anche il mio docente preferito!
    Cordialità 🙂

    • febbraio 7, 2020 alle 3:17 pm

      In realtà, ha più senso prendere in considerazione i fondi comunitari nell’ambito del ciclo di programmazione (es. 2000-2006, 2007-2013, ecc.), non quanto conferito e ricevuto nel corso di un anno. Di anno in anno, infatti, gli importi possono variare di molto in ragione di come progrediscono i singoli interventi. Al termine del programma si verifica, poi, la rispondenza effettiva degli interventi al programma comunitario e ai relativi criteri. Solo allora si avrà un quadro definito.

      Stefano Deliperi

  6. G.Maiuscolo
    febbraio 7, 2020 alle 3:59 pm

    Gentile Dottore, era solo per dire che siamo sicuramente anche “Bravi” a prendere fondi ma che in realtà ne prendiamo meno di quanto dovremmo.
    La ringrazio per l’utile e puntuale osservazione. Sto “verificando” il suo suggerimento.
    Grazie ancora.
    🙂

  7. G.Maiuscolo
    febbraio 16, 2020 alle 10:03 am

    Qualche giorno fa sostenevo la necessità urgente di una qualificazione professionale dei giovani per affrontare i problemi dell’occupazione e specie di coloro che non sono occupati.
    I Dottori ne hanno parlato ed hanno sottoposto l’argomento all’attenzione di tutti, proprio di recente ( Vedi il post: “ fondi comunitari per il risanamento idrogeologico della Sardegna, febbraio 6, 2020”).
    Personalmente ho anche sorriso quando ho letto dell’accostamento del (…)” rischio territorio sardo” alla “fragile consistenza del complessivo livello di scolarizzazione”: (ben il 38,2% della popolazione residente ha solo la licenza media e ben il 24,5% solo quella elementare o, addirittura, alcun titolo”).

    Come si evince dai dati, c’è ben poco da ridere.

    Non ci si può credere ma leggo oggi su ANSA.it un articolo di ieri, 15 febbraio 2020: “ Economia, Imprenditori non trovano 32,8% assunti. Più problemi a Nordest, ma anche a Sud il 27,5% posti è vuoto.”

    E a leggere con attenzione si scopre che la Sardegna, con Cagliari, fa parte di questo problema (“Anche al Sud la percentuale media di difficile reperimento è comunque notevole, pari al 27,5%, con punte del 35,7% a Chieti, del 34,4% a Teramo, del 32,5% a Siracusa, del 32,2% a Potenza, del 31,7% a Taranto, del 31,6% a L’Aquila e del 30,6% a Cagliari.”).

    E poi ci si lamenta del fatto che non si trova lavoro.
    Toccada a studiai, atru che sfiga! ( Bisogna studiare, altro che iella!)

    PS. Alla fine ho dato collocazione al mio commento, proprio qui, perché l’argomento è pertinente.

    Buona domenica a tutti 🙂

  1. novembre 29, 2020 alle 7:41 pm
  2. novembre 29, 2020 alle 11:00 pm

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