Condannate le bestie umane che massacrarono un Lupo.


Coriano, Lupo massacrato (4 nov. 2017, da Leggo.it)

L’avevano catturato, stordito con un veleno, massacrato, trafitto con un forcone, poi ucciso fratturandogli il cranio.

Infine, per monito e dileggio, l’avevano appeso alla pensilina di una fermata dell’autobus, a Coriano, sulle colline riminesi.

La sua colpa, agli occhi delle bestie umane, era quella di essere un Lupo (Canis lupus italicus).

Ma i Carabinieri, dopo puntuali indagini, li avevano denunciati per una sfilza di reati.

Si tratta di due agricoltori di 83 e 43 anni, titolari di un’azienda agricola. Dopo venne individuato anche un loro collaboratore di 48 anni.

Ora è arrivata la condanna.

Davanti al Tribunale di Rimini, all’udienza preliminare del 20 novembre 2019, hanno patteggiato le condanne rispettivamente a un anno e sei mesi di arresto con multa da 600 euro, a un anno con multa da 600 euro, a nove mesi con e 400 euro di multa.

Non si tratta di condanne adeguate all’ignobile atto commesso, ma fra le più elevate per questa tipologia di reati contravvenzionali.

In particolare, per quanto è dato sapere, si tratta della prima condanna in Italia per bracconaggio e sevizie nei confronti di un Lupo.

branco di Lupo europeo (Canis lupus)

Il Lupo italiano appartiene alla sottospecie Canis lupus italicus: attualmente al massimo 1.800 Lupi lungo tutto il crinale appenninico (dalla Liguria alla Calabria), forse 300 su tutto l’arco alpino (soprattutto in Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, qualche branco sparso nel Veneto, nel Trentino-Alto Adige e in Friuli-Venezia Giulia). Circa 2 mila Lupi in tutta Italia.

Dopo 254 anni è recentemente ritornato, sporadicamente, anche nella Pianura Padana, nel Lodigiano.

Questi sono i numeri del Lupo in Italia, certamente il migliore fattore di contenimento del Cinghiale (Sus scrofa), di cui tanto si lamentano i danni all’agricoltura.

Non può certo costituire un grave pericolo per il bestiame domestico, per la cui difesa  devono essere attivati tutte le forme di sostegno previste dalla legge per indennizzi e acquisti di cani da gregge (un buon Maremmano tiene a bada facilmente il Lupo), nonchè modalità di difesa passiva (reti, recinzioni elettrificate fisse e mobili, ecc.), così come, per esempio, fatto con uno specifico progetto LIFE dal parco nazionale dei Monti Sibillini.   

Il Lupo in Italia, già attaccato pesantemente dal bracconaggio – nel solo periodo 2013-2015 sono stati uccisi da bracconaggio (40,8%) e incidenti vari (45,6%) almeno 115 esemplari – e dall’inquinamento genetico, necessita di tutela, della più forte vigilanza e repressione di tali atti illeciti, unitamente a una politica di ristoro dei danni al bestiame mediante sostegno alle modalità di difesa passiva e indennizzi.  

Non possono mancare iniziative di sensibilizzazione della popolazione e delle categorie produttive interessate, evidenziando i tanti riscontri positivi sul versante ecologico e turistico.

Il Lupo vive e deve vivere insieme a noi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Italia, distribuzione del Lupo (Canis lupus italicus)

da Lifegate, 21 novembre 2019

Lupo ucciso nel riminese, arrivano le condanne per i tre imputati. (Lorenzo Brenna)

I responsabili della crudele uccisione di un lupo, avvenuta a Coriano nel 2017, hanno patteggiato le rispettive pene di reclusione.

Nel nostro Paese l’areale del lupo appenninico (Canis lupus italicus) si sta  fortunatamente espandendo, ma questa specie, particolarmente protetta, deve ancora oggi fare fonte ad un odio atavico e ingiustificato. Il numero di lupi uccisi dai bracconieri, con armi da fuoco, bocconi avvelenati, tagliole e lacci, è ancora elevato.

Leggi anche: Lupo ucciso e appeso nel riminese, fermati i responsabili

La maggior parte degli autori di questi gesti vili e illegali rimane impunita, soprattutto per la difficoltà di individuare i responsabili. Non è questo però il caso delle tre persone che, nel 2017, hanno seviziato e ucciso un lupo, per poi appenderne il corpo a una pensilina di una fermata dell’autobus nel Comune di Coriano (Rimini). I tre colpevoli furono individuati lo scorso anno dai Carabinieri forestali di Rimini, in collaborazione con il Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf), e oggi sono stati finalmente condannati.

Le pene

Si è infatti svolta il 20 novembre l’udienza preliminare nel corso della quale i tre imputati, accusati di uccisione di animali, furto venatorio e macellazione abusiva, hanno chiesto il patteggiamento della pena. Sono stati condannati, rispettivamente, a un anno e sei mesi, un anno, e nove mesi di reclusione.

Lupo europeo (Canis lupus)

da Il Fatto Quotidiano, 15 maggio 2018

Coriano, lupo ucciso e appeso a pensilina del bus: indagati due agricoltori.

Il 4 novembre 2017 gli uomini della Forestale avevano trovato la carcassa appesa per le zampe posteriori e legato col fil di ferro. L’inchiesta, condotta dalla procura di Rimini, è partita dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza: individuato il furgone, sono scattate le intercettazioni telefoniche e ambientali. Indagati un 82enne e un 43enne per maltrattamento, cattura, uccisione e furto aggravato di una specie animale protetta.

Hanno recuperato le immagini delle telecamere di videosorveglianza, le analizzate a fondo e alla fine hanno ‘beccato’ quel furgone bianco dal quale era stato scaricata la carcassa di un lupo, poi appesa alla pensilina dell’autobus in una frazione di Coriano, in provincia di Rimini. Era il 4 novembre dello scorso anno. Adesso, i carabinieri sono certi di aver incastrato i due autori dell’uccisione e li hanno denunciati per maltrattamento, cattura, uccisione e furto aggravato di una specie animale protetta. Si tratta di un uomo di 82 anni e uno di 43, entrambi agricoltori della zona.

Gli uomini della Forestale avevano trovato la carcassa appesa per le zampe posteriori e legato col fil di ferro. Il cadavere dell’animale era stato trasportato al servizio veterinario dell’Ausl di Rimini, dove era stata effettuata una prima ispezione, appurando che l’animale aveva il cranio fracassato, presentava un buco che gli attraversava il muso ed era stato trafitto verosimilmente da un forcone sul petto e sulla pancia.

Dopo aver acquisito le immagini delle telecamere, gli investigatori notavano un furgone bianco che si fermava per 40 secondi, attorno alle 4, di fronte alla fermata dell’autobus dove era stata abbandonata la carcassa dell’animale. È stato quindi effettuato uno screening dei furgoni intestati a persone, ditte e aziende presenti nel comune di Coriano, compatibili con quello ripreso dalle telecamere, riuscendo ad individuare un Volkswagen Transporter di colore bianco, intestato ad un’azienda agricola ubicata nel comune.

A questo punto, i magistrati hanno ordinato una perquisizione della ditta, nel corso della quale è stato rinvenuto e posto sotto sequestro il furgone incriminato. I militari hanno effettuato dei minuziosi rilievi tecnici ritrovando numerose tracce ematiche e formazioni pilifere. L’accertamento anatomopatologico e di laboratorio, finalizzato a stabilire la causa della morte del lupo, effettuato presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Forlì, ha appurato che la morte dell’animale era dovuta “fratture multiple della scatola cranica, con lacerazioni ossee e disgregazione della materia cerebrale” procurate con un “corpo contundente pesante”. Inoltre, gli esami sulla carcassa hanno consentito di accertare la positività al brotifacoum, un veleno topicida che verosimilmente ha stordito il lupo nelle fasi precedenti alla sua morte, facilitandone la cattura.

Sono quindi state disposte l’acquisizione dei tabulati di telefonici dei due indagati, intercettazioni telefoniche ed ambientali. Così, ne sono convinti i magistrati, è stato accertato che uno dei due indagati, dipendente dell’azienda agricola, alle 4 circa del 4 novembre 2017, aveva effettuato un tentativo di chiamata verso l’utenza in uso all’altro indagato, padre del titolare dell’azienda, agganciando nella circostanza una cella il cui ponte risultava essere proprio nel comune di Coriano, in un luogo compatibile con quello dove era stato rinvenuto l’animale appeso alla pensilina dell’autobus.

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

(foto da Leggo.it, S.D., archivio GrIG)

  1. Mara machtub
    novembre 23, 2019 alle 9:11 am

    E’ ancora troppo lieve, questa condanna della bestialità umana, ma è un inizio. Spiace che questi delinquenti non facciano nemmeno un giorno di galera perché la brutalità e la crudeltà dimostrate sono intollerabili.
    Servirebbe qualche branco di lupi anche in Sardegna, per controllare in modo naturale l’invasione di cinghiali, ma già sento levarsi voci orripilate e immagino la vita infame che farebbero i lupi, tra tante doppiette fin troppo pronte a sparare e i pastori che (giustamente) vorrebbero proteggere il proprio gregge.
    In ogni caso qui non si rispettano neppure i fenicotteri, i cigni (ha sparato a un cigno nero un ignoto imbecille, nell’oristanese) e altri amici animali sempre più a rischio di estinzione.

  2. G.Maiuscolo
    novembre 23, 2019 alle 10:15 am

    Oddio; è difficile anche solo guardare quest’immagine per la FEROCIA che esprime 😦

    Tutto ciò dimostra, inequivocabilmente, che l’animale più pericoloso, più malvagio e più , cattivo in tutti i sensi ( moralmente, culturalmente e civilmente) resta l’animale umano; dico questo con tutto il doveroso rispetto per l’UOMO corretto, misericordioso e civile ma anche AMOREVOLE con i propri simili umani e specie con gli altri animali che, quasi sempre, non hanno gli strumenti per difendersi e che, quindi, meritano ancor più di essere rispettati e tutelati.
    Piove di tanto in tanto e questo va bene.

    Viva il lupo con l’augurio di una lunga vita in una società migliore, se è possibile.
    Buona giornata a tutti

  3. capitonegatto
    novembre 23, 2019 alle 12:22 pm

    Non ci sono parole, ma solo disprezzo . Ma cosa li ha spinti a tanta violenza ? Hanno subito violenza da bambini ? Oltre alla pena li farei psicanalizzare a loro spese.

  4. Patrizia
    novembre 23, 2019 alle 12:51 pm

    Spero che le pene per questi efferati delitti vengano a aumentate, non se la possono cavare con qualche euro. E comunque sono convintissima che parte del genere umano è pericoloso e non ha rispetto per tutto quello che gli sta intorno, forse dovremmo imparare a difenderci dal genere umano ?

  5. Porico
    novembre 23, 2019 alle 1:12 pm

    La ferocia dei vili. Altro che lupi..

  6. donatella
    novembre 23, 2019 alle 11:30 pm

    Io non lo so quanti uomini siano stati uccisi dai lupi, penso nessuno, invece sono tanti i lupi uccisi dagli uomini….così come sono innumerevoli gli esseri , creature viventi, uccisi dall’uomo che ha la smania di uccidere, tanto per uccidere e sentirsi il padrone.
    Sono stati davvero bravi tutti quelli che hanno contribuito a stanare gli autori di questo orrore e, visto che tutti gli altri infami sono rimasti impuniti, spero che arrivi anche a loro questa notizia e si astengano per il futuro.

  7. gennaio 10, 2020 alle 6:46 pm

    in Calabria.

    dal Corriere della Calabria, 10 gennaio 2020
    Lupo ucciso e appeso al cartello stradale, ritrovamento macabro a Marcellinara: https://www.corrieredellacalabria.it/regione/catanzaro/item/219655-lupo-ucciso-e-appeso-al-cartello-stradale-ritrovamento-macabro-a-marcellinara/

  8. G.Maiuscolo
    gennaio 11, 2020 alle 9:32 am

    Ho visto la foto:
    gli animali, NON sono capaci di tanta ferocia e di così tanta barbarie.
    No, no…
    Che schifo. Che tristezza…
    Non ci sono parole per dare definizione a certi barbari ( e NON in senso latino)

  9. G.Maiuscolo
    gennaio 11, 2020 alle 10:54 am

    Ecco di che cosa sono capaci gli animali…quelli veri:
    “11 GENNAIO 2020
    Australia, il cane condivide l’acqua con il koala assetato: le immagini commoventi!”
    Video da RepTv ( “la Repubblica”, 11.01.2020)
    🙂

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