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La devastazione dello Scoglio di Peppino, sulla costa di Castiadas.


Castiadas, Scoglio di Peppino, devastazione delle dune

Costerebbe davvero poco sistemare una staccionata in legno, apporre dei cartelli di divieto e fare, di tanto in tanto, qualche controllo.

Nulla di eccezionale.

Costerebbe poco – una piccola frazione degli incassi del vicino parcheggio – ma eviterebbe. o quanto meno arginerebbe, la devastazione del compendio dunale dello Scoglio di Peppino, allegramente in corso – nell’indifferenza degli enti preposti alla vigilanza ambientale – fin dall’inizio della stagione estiva.

E invece neppure quello.

Castiadas, Scoglio di Peppino, accesso alla spiaggia fra le dune

La conseguenza è che un’area tanto bella quanto fragile qual è il S.I.C. (Sito d’Interesse Comunitario) “Punta Santa Giusta” –  che ospita al suo interno lo splendido promontorio granitico “Scoglio di Peppino” – rimane in balia di una pressione antropica totalmente fuori controllo, tanto che il compendio dunale è divenuto oramai l’ordinaria via di accesso all’arenile.

Quasi un “liberi tutti” – dopo qualche tentativo degli anni scorsi di tutelare l’area – di far quel che pare in un’area la cui bellezza è destinata, di questo passo, a divenire presto un ricordo.

Come già testimoniano i sofferenti Ginepri secolari, stabilmente adibiti a deposito di immondezza e con le radici ormai esposte per l’incessante calpestio di centinaia di persone ogni giorno.

Unica nota di efficienza, la perfetta funzionalità dei parchimetri del vicino parcheggio, ad alimentare, come nel caso di Villasimius per la spiaggia di Punta Molentis, la pessima sensazione che all’Amministrazione comunale di Castiadas interessi molto più far cassa che tutelare le bellezze naturale che ricadono (immeritatamente) nel suo territorio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Castiadas, Scoglio di Peppino, rifiuti fra i Ginepri

(foto J.I., archivio GrIG)

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  1. Mara
    settembre 2, 2017 alle 8:16 am

    Non meritano la bellezza che hanno ereditato. Nemmeno gli abitanti, che dovrebbero essere i primi a tutelarla. Vergogna.

  2. capitonegatto
    settembre 2, 2017 alle 4:42 pm

    E cosa dire delle centinaia di ombrelloni del Santa Giusta, dell’intrattenimento assordante
    ( da spiaggia adriatica ), e degli altri ombrelloni a seguire , e tutti a poca distanza della battigia ?

  3. Porico
    settembre 4, 2017 alle 10:24 am

    Destino oramai comune a tutte le spiagge Sarde. Alle agenzie demaniali interessa solo fare cassa.

  4. settembre 7, 2017 alle 4:45 pm

    da Casteddu online, 6 settembre 2017
    Spiagge sarde a numero chiuso? Si comincerà con lo scoglio di Peppino.
    Costa Rei, la spiaggia dello scoglio di Peppino a numero chiuso, contro i vandali e per arginare l’afflusso record e regolamentarlo. Presto anche a Tuerredda e La Pelosa?: http://www.castedduonline.it/spiagge-sarde-a-numero-chiuso-si-comincera-con-lo-scoglio-di-peppino/

  5. capitonegatto
    settembre 7, 2017 alle 7:31 pm

    Non capisco il n^ chiuso: chi arriva dopo i primi 100 rimane fuori ? E chi li conta ?
    Basterebbe imporre a chi organizza i bagni con gli ombrelloni come li deve mettere e quanti, con rispetto dei mt di battigia liberi da qualsiasi attrezzatura : canoe, gommoni, barche a vela.

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