Il consumo del suolo in Italia.


Castell’Azzara (GR), colline

Nei giorni scorsi l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ha presentato il Rapporto sul consumo di suolo in Italia 2017.

Un mezzo disastro per il povero Bel Paese.

In Sardegna, tanto per capirci, la proposta di legge regionale urbanistica[1] presentata dalla Giunta Pigliaru aumenterebbe il consumo del suolo grazie agli incrementi volumetrici anche nella fascia di massima tutela dei mt 300 dalla battigia marina.

Quando si volterà pagina?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

_____________

[1] qui i testi del disegno di legge regionale:

 

Chiusdino, ruderi dell’Abbazia di San Galgano

 

IN SEI MESI, CONSUMATI 5 MILA ETTARI DI SUOLO.

Da novembre 2015 a maggio 2016, nonostante la crisi economica che ne ha rallentato la velocità, l’Italia ha consumato quasi 30 ettari di suolo al giorno, per un totale di 5 mila ettari di territorio.

Come se in pochi mesi avessimo costruito 200.000 villette.

Pur con una velocità ridotta, che si attesta quest’anno sui 3 m2 al secondo, il consumo di suolo continua inesorabilmente ad aumentare cancellando, al 2016, 23 mila km2 (pari alla dimensione di Campania, Molise e Liguria messe insieme), il 7,6% del territorio nazionale.

E il futuro non è roseo. Le previsioni dell’ISPRA, che ha ipotizzato gli scenari di trasformazione del territorio italiano al 2050, parlano, nel migliore dei casi (interventi normativi significativi e azioni conseguenti che possano portare a una progressiva e lineare riduzione della velocità di cambiamento dell’uso del suolo), di una perdita di ulteriori 1.635 km2 , di 3.270 km2 in caso si mantenesse la bassa velocità di consumo dettata dalla crisi economica e di 8.326 km2 nel caso in cui la ripresa economica riportasse la velocità al valore di 8 m2 al secondo registrato negli ultimi decenni.

A fornire le stime del fenomeno, sia al 2016 che in previsione al 2050, è l’ISPRA che presenta oggi in conferenza stampa presso la Camera i dati del rapporto sul consumo di suolo del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), una raccolta di dati aggiornati, prodotti con un dettaglio a scala nazionale, regionale e comunale, grazie all’impegno del SNPA, che vede ISPRA insieme alle Agenzie per la protezione dell’ambiente delle Regioni e delle Province Autonome, in un lavoro congiunto di monitoraggio. Dal Rapporto emerge che dagli anni ‘50 al 2016, il consumo di suolo nazionale è passato dal 2,7% al 7,6%, con una crescita del 184%.

Le colate di cemento continuano ad interessare zone a pericolosità sismica (oggi è ricoperto oltre il 7% nelle aree a pericolosità alta e quasi il 5% in quelle a pericolosità molto alta), idraulica (oltre 257.000 ettari, l’11% del totale del suolo artificiale nazionale) e da frana (circa l’11,8% del totale nazionale, con un incremento medio dello 0,2%), fascia costiera (con un aumento dell’impermeabilizzato nella fascia sotto i 300 metri, pari allo 0,15% a livello nazionale) aree protette (32.800 ettari di territorio consumato ed un aumento di ulteriori 48 ettari tra il 2015-2016) e parchi nazionali (nell’Arcipelago di La Maddalena e nel Parco nazionale del Circeo).

In tutto sono 15 le regioni che hanno perso una percentuale di suolo superiore al 5%; tra queste Lombardia, Veneto (entrambe con oltre il 12%) e Campania (oltre il 10%), mentre gli incrementi maggiori in valori assoluti, sono avvenuti in Lombardia (648 ettari di nuove superfici artificiali), Sicilia (585 ettari), e Veneto (563).

Quella di Monza e della Brianza è la provincia con la percentuale più alta di consumo di suolo rispetto al territorio amministrato (oltre il 40%), con una crescita ulteriore, tra il 2015 e il 2016, di 22 ettari. Seguono Napoli e Milano (oltre il 30%), Trieste, Varese, Padova e Treviso. Tra queste, l’incremento maggiore si registra nella provincia di Treviso (186 ettari tra il 2015 e il 2016, il valore più alto a livello nazionale).

Nei comuni italiani la crescita percentuale maggiore delle superfici artificiali è avvenuta a Calcio (in provincia di Bergamo, cresciuto del 9,5%), Oschiri (Olbia-Tempio, 7,4%), Altivole (Treviso, 6,9%), confermando che sono spesso comuni piccoli o medio piccoli che mostrano una maggiore tendenza a consumare suolo. Montalto di Castro (in provincia di Viterbo, con 65 ettari di nuovo consumo di suolo tra il 2015 e il 2016), Eboli (Salerno, 57 ettari), Roma (54 ettari) e Alcamo (Trapani, 52 ettari) sono i comuni dove l’incremento è stato maggiore in valore assoluto.

Tra i comuni con più di 150.000 abitanti, gli incrementi maggiori sono a Roma, quindi a Torino e Bologna.

Ogni italiano ha a disposizione una percentuale di suolo “sano”. Il picco di suolo libero per abitante si ha nel comune di Briga Alta (provincia di Cuneo) con oltre 1.300.000 m2 disponibili per ognuno dei suoi 39 abitanti, e in altri comuni montani poco abitati e con vasti spazi naturali. La maglia nera del 2016 va invece ad alcuni comuni della Provincia di Napoli, che registrano dagli 8 m2 /ab ai 23 m2 /ab di suolo non consumato.

Il Rapporto è disponibile sul sito web dell’ISPRA (www.isprambiente.gov.it). Nella sezione “Ufficio stampa – Dossier”, sono inoltre scaricabili video, immagini ed altra documentazione utile alla stampa.

I.S.P.R.A. – Ufficio Stampa

22 giugno 2017

 

 

Costa Paradiso, cantiere edilizio in fortissima pendenza

 

da La Nuova Sardegna, 10 luglio 2017

Il cemento avanza in Sardegna, nel 2016 cancellati 239 ettari

Il rapporto dell’Ispra rivela: fino a oggi persi 904 chilometri di aree vergini.  (Luca Rojch)

 

La Nuova Sardegna, 9 luglio 2017

 

Veneto, opere di urbanizzazione allagate

(foto per conto GrIG, E.R., M.F., S.D., archivio GrIG)

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  1. memorycard
    luglio 16, 2017 alle 11:01 am

    Obiettivo N°1 : legge contro il consumo del suolo

    tra piano casa e balle varie ci stanno padanizzando tutto il territorio

  2. Francesco
    luglio 21, 2017 alle 6:11 pm

    Hai voglia di produrre leggi e leggi quando poi non servono a nulla. Quando i controllori pagati dallo stato per curare a applicare la legalità nel territorio divengono i principali responsabili di ogni abuso e di sistemica inosservanza. Guardate la foto del terrazzamento in costa paradiso: la pendenza accentuata inibisce , per legge, ogni tipo di intervento edificatorio. Allora? Dove sono i verbali della polizia Urbana, della Forestale ?
    Dove sono le revoche delle concessioni edilizie, se mai ci sono state ?

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