Home > alberi, biodiversità, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, grandi foreste, Italia, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale > Come gestirebbe i boschi il direttore generale dell’Agenzia Forestas.

Come gestirebbe i boschi il direttore generale dell’Agenzia Forestas.


foresta mediterranea

foresta mediterranea

L’Agenzia Forestas, già Ente Foreste della Sardegna, si occupa della gestione dei boschi appartenenti al demanio e al patrimonio della Regione autonoma della Sardegna, nonché di quelli affidati da altri Enti pubblici, come i Comuni.

Il direttore generale è il dott. Antonio Casula, protagonista della nuova politica forestale che vede con favore la ripresa del governo a ceduo nelle Foreste demaniali, anche con la disinvolta interpretazione di leggi e competenze, come nel caso  ormai noti interventi di taglio boschivo in parte già effettuati e nel resto previsti nella Foresta demaniale del Marganai, oggetto di procedimento penale proprio per l’assenza di autorizzazione paesaggistica.

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Disinvolta interpretazione che l’ha portato a doverne rispondere in sede penale.

Ma come la pensa il direttore generale di Forestas sulla gestione delle Foreste demaniali? Come gestirebbe i boschi se potesse far di testa propria?

Ce lo racconta la scheda compilata in occasione del Forum nazionale delle Foreste, promosso dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e svoltosi a Roma il 29 novembre 2016: leggetela e fatevi un’idea con la vostra testa, visto che le Foreste demaniali sono di tutti noi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

anatre_in_voloqui la scheda compilata del dott. Casula, direttore generale dell’Agenzia Forestas.

 

 

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

da Sardinia Post, 20 dicembre 2016

L’imputato-Dg di Forestas: “Il problema dei boschi sardi? Troppi vincoli”. (Pablo Sole)

I boschi della Sardegna hanno un grosso problema: son troppo tutelati. Basti pensare che per ridurre in legna da ardere 550 ettari di lecceta nel Marganai– gioiello ambientale nel cuore del Sulcis – si deve addirittura chiedere l’autorizzazione alla Sovrintendenza ai beni paesaggistici. Ecco perché le norme vanno cambiate. Dei placet per tagliare una foresta, si potrebbe tranquillamente fare a meno: meno burocrazia, più motoseghe. Tutti concetti messi nero su bianco in un documento – prima pubblicato e poi scomparso dal sito del ministero per le Politiche forestali – firmato da Antonio Casula, plurimputato e direttore generale di Forestas. Sul quale pende incidentalmente una richiesta di condanna penale per i tagli abusivi realizzati proprio nel Marganai. Senza l’obbligatoria autorizzazione della Sovrintendenza, appunto.

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

Foresta demaniale Marganai, area dei primi interventi di taglio, erosione (loc. Caraviu e su Isteri, Comune di Domusnovas)

L’imputato al tavolo del vice capo del Corpo forestale. E il documento fantasma

La doppia veste di Casula – l’una comoda di direttore generale, l’altra meno piacevole di imputato – il 29 novembre scorso non ha impedito al dominus amministrativo di Forestas di sbarcare a Roma, insieme al collega Giuliano Patteri, per illustrare le summenzionate e dirompenti tesi al Forum nazionale delle foreste. Raggiunto il centro congressi Fontana di Trevi, Casula ha preso posto al tavolo 6, dedicato al confronto sul ruolo delle istituzioni, e ha presentato una relazione di tre pagine a colleghi giunti a Roma da tutta Italia. A coordinare i lavori, il vice capo del Corpo forestale dello Stato, Alessandra Stefani. La quale, con tutta probabilità, non era stata precedentemente edotta sulle pendenze penali dell’interlocutore: affaire Marganai a parte, tra poche settimane si terrà una nuova udienza del processo che vede Casula sul banco degli imputati per reati contro la pubblica amministrazione, precisamente per frode nelle pubbliche forniture e turbativa d’asta. Le ‘seccature’ giudiziarie di Casula sono invece ben note all’amministratore di Forestas Giuseppe Pulina, per il quale evidentemente non costituiscono un ostacolo. L’hanno pensata diversamente in quel di Roma. Secondo quanto riferito da fonti privilegiate, qualcuno ha fatto notare ai capoccia del ministero la posizione scomoda del plurimputato e l’inopportunità di quel documento – più che una relazione, un’autoassoluzione – e subito son scattate le contromisure. Se fino a poco tempo fa il papello di Casula poteva essere liberamente consultato sul sito del ministero, da qualche giorno è sparito. L’unico. Sono rimasti online tutti gli altri interventi, circa un centinaio. Sardinia post ha recuperato la relazione e la rende disponibile ai lettori (leggi).

Seui, Foresta demaniale di Montarbu, falesie

Seui, Foresta demaniale di Montarbu, falesie

Nell’Isola 400mila ettari di boschi sottoposti a tutela paesaggistica. Casula: “Preoccupante”

Nel suo intervento il direttore generale di Forestas – agenzia nata con l’obiettivo di tutelare e preservare il patrimonio naturalistico dell’Isola nell’ottica dell’interesse pubblico – se la prende in particolare con la Sovrintendenza ai Beni paesaggistici. Che, nel settembre 2015, ha disposto la sospensione dei lavori di ceduazione nel Marganai perché non erano mai state concesse le prescritte autorizzazioni paesaggistiche. L’imputato-Dg si lamenta del fatto che oltre all’autorizzazione del Corpo forestale, per gli interventi di ceduazione nelle aree tutelate dal punto di vista paesaggistico, si deve incredibilmente chiedere pure il parere vincolante della Sovrintendenza. “L’aspetto è preoccupante”, scrive Casula, angosciato dal fatto che nell’Isola le aree di notevole interesse paesaggistico assommano a 400mila ettari. “Doppiamente boschi”, annota sarcastico.

Foresta demaniale dei "Sette Fratelli"

Foresta demaniale dei “Sette Fratelli”

Fare fuori la Sovrintendenza

Dimenticando il semplice e basilare principio per cui il Corpo forestale si esprime sulla compatibilità forestale, appunto, mentre la Sovrintendenza su quella paesaggistica – vale a dire due piani adiacenti e complementari – Casula alfine scopre le carte e al tavolo coordinato dal vice capo Stefani suggerisce una semplice mossa per liberarsi dai lacciuoli fastidiosi degli uffici deputati alla difesa del paesaggio: farli fuori. Secondo l’uomo forte di Forestas, le norme vanno cambiate nel senso che gli interventi già approvati dalle autorità competenti dovranno potersi attuare “SENZA IL PASSAGGIO IN SOVRINTENDENZA (testuale nel documento, ndr)”. Dimenticando che tra le autorità competenti, almeno finora, c’è pure la Sovrintendenza.

Domusnovas, Foresta demaniale del Marganai, loc. Isteri, strada forestale sequestrata (maggio 2016)

Domusnovas, Foresta demaniale del Marganai, loc. Isteri, strada forestale sequestrata (maggio 2016)

Giornalisti e ambientalisti? Brutti, sporchi e cattivi

Se nel Marganai la Sovrintendenza ha spento le motoseghe, la colpa è pure della “SCARSA CONOSCENZA (testuale, ndr) da parte della collettività, delle associazioni ambientaliste e della stampa sulle tematiche forestali”. La colpa? Quella di aver “criminalizzato la gestione forestale attiva dei boschi quand’anche era autorizzata e monitorata dalle competenti (!) autorità”. Sulle autorizzazioni (mancanti) si è già detto. Sul monitoraggio (mancato) pure. I controlli delle “competenti(!) autorità” infatti si son rivelati talmente stringenti e puntuali che dell’apertura di nuove piste in mezzo al bosco senza autorizzazioni – reato formalmente contestato nella richiesta di condanna – hanno dato notizia quegli incompetenti (!) di ambientalisti e giornalisti. Ai piani alti di Forestas, pare, dell’obbligatorietà delle autorizzazioni non ne sapevano niente.

 

bosco in passato governato a ceduo

bosco in passato governato a ceduo

(foto da Sardinia Post, F.A., J.I., S.D., archivio GrIG)

Advertisements
  1. Fiorenzo
    marzo 23, 2017 alle 4:30 pm

    MI pare di rivivere la denuncia demenziale di STRISCIA LA NOTIZIA (Max Laudadio) che “denunciò” i danni di un taglio ceduo mostrando come esempio di bosco perfetto … una parte dello stesso bosco tagliato 5 anni prima!
    A questo punto conviene chiudere le facoltà di scienze forestali e abbandonare i boschi a sè stessi visto che l’arboricoltura è diventata dominio di poeti e cantanti.

  1. dicembre 22, 2016 alle 11:21 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: