Avvelenati dai pesticidi.


Pecora che bruca l'erba in prossimità di una cunetta stradale diserbata

Pecora che bruca l’erba in prossimità di una cunetta stradale diserbata

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ha pubblicato in questi giorni il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2013-2014 (edizione 2016), autentica analisi approfondita sui livelli di contaminazione delle acque superficiali e sotterranee in Italia.

Su gran parte dell’Italia, in verità, perché alcune Regioni hanno risposto parzialmente oppure non hanno risposto proprio.

Le acque superficiali sono risultate contaminate in ben il 63,9% dei campionamenti effettuati, le acque sotterranee nel 31,7% dei campionamenti svolti.

Un peggioramento rispetto ai dati raccolti nel 2012.  Nella Pianura padana c’è la contaminazione più pesante e profonda.

Tra le sostanze tossiche più diffuse il glifosato, potente erbicida sospetto cancerogeno, la cui autorizzazione alla vendita nell’Unione europea è in scadenza.

Quando si volterà pagina definitivamente?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Morlupo, effetti del diserbante lungo la ferrovia, presso abitazioni

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COMUNICATO STAMPA

Pesticidi nelle acque, cresce percentuale di punti contaminati: +20% nelle acque superficiali, +10% in quelle sotterranee. Rinvenute 224 sostanze diverse, indice di maggiori controlli. Nelle acque superficiali, il glifosate tra le sostanze che superano più spesso i limiti.

Sono circa 130.000 le tonnellate di prodotti fitosanitari utilizzate ogni anno in Italia. Ad essi, si aggiungono i biocidi, impiegati in tanti settori di attività, di cui non si hanno informazioni sulle quantità e sulla distribuzione geografica delle sorgenti di rilascio.

I risultati del monitoraggio di queste sostanze sono contenuti nell’edizione 2016 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque dell’ISPRA, disponibile sul sito web http://www.isprambiente.gov.it/.  La contaminazione da pesticidi è un fenomeno complesso e difficile da prevedere, sia per il grande numero di sostanze impiegate, sia per la molteplicità dei percorsi che possono seguire nell’ambiente. Il rapporto viene costruito sulla base dei dati forniti dalle Regioni e dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, ma la copertura del territorio non è completa né omogenea soprattutto per quanto riguarda le regioni centro – meridionali: non si dispone di informazioni relative a Molise e Calabria e mancano i dati relativi a cinque Regioni per quanto riguarda le acque sotterranee.

Nel biennio 2013-2014 sono stati analizzati 29.220 campioni per un totale di 1.351.718 misure analitiche, con un sensibile aumento rispetto al biennio precedente. Nel 2014, in particolare, le indagini hanno riguardato 3.747 punti di campionamento e 14.718 campioni e sono state cercate complessivamente 365 sostanze (nel 2012 erano 335).

Sono state trovate 224 sostanze diverse, un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti (erano 175 nel 2012): questo dato indica una maggiore efficacia delle indagini condotte. Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, soprattutto a causa dell’utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con i periodi di maggiore piovosità di inizio primavera, che ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei. Rispetto al passato, è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi, soprattutto perché è aumentato il numero di sostanze cercate e la loro scelta è più mirata agli usi su territorio.

I.S.P.R.A., analisi sintetica della contaminazione delle acque da pesticidi suddivisa per Regione (2014)

I.S.P.R.A., analisi sintetica della contaminazione delle acque da pesticidi suddivisa per Regione (2014)

Le acque superficiali “ospitano” pesticidi nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio controllati (nel 2012 la percentuale era 56,9); nelle acque sotterranee, sono risultati contaminati il 31,7% dei 2.463 punti (31% nel 2012). Il risultato complessivo indica un’ampia diffusione della contaminazione, maggiore nelle acque di superficie, ma elevata anche in quelle sotterranee, con pesticidi presenti anche nelle falde profonde naturalmente protette da strati geologici poco permeabili.

Nelle acque superficiali, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono: glifosate e il suo metabolita AMPA (acido aminometilfosforico), metolaclor, triciclazolo, oxadiazon, terbutilazina e il suo principale metabolita, desetil-terbutilazina. Per quanto riguarda il glifosate e il metabolita AMPA, presenti rispettivamente nel 39,7% e nel 70,9% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali, va chiarito che sono cercati solo in Lombardia e Toscana, dove sono tra i principali responsabili del superamento dei limiti di qualità ambientali.

Nelle acque sotterranee, 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale. Le sostanze più frequentemente rinvenute sopra il limite sono: bentazone, metalaxil, terbutilazina e desetil-terbutilazina, atrazina e atrazina-desetil, oxadixil, imidacloprid, oxadiazon, bromacile, 2,6-diclorobenzammide, metolaclor. Diffusa è la presenza dei neonicotinoidi sia nelle acque superficiali, sia in quelle sotterranee. Tra questi, in particolare, l’imidacloprid e il tiametoxan, che hanno anche determinato il superamento dei limiti di qualità. I neonicotinoidi sono la classe di insetticidi più utilizzata a livello mondiale e largamente impiegata anche in Italia. Uno studio condotto a livello mondiale (Task Force sui Pesticidi Sistemici – 2015) evidenzia come l’uso di queste sostanze sia uno dei principali responsabili della perdita di biodiversità e della moria di api.

Nel complesso la contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta dove, come già segnalato in passato, le indagini sono generalmente più efficaci. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale. In alcune Regioni la contaminazione è molto più diffusa del dato nazionale, arrivando a interessare oltre il 70% dei punti delle acque superficiali in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, con punte del 90% in Toscana e del 95% in Umbria. Nelle acque sotterranee la diffusione della contaminazione è particolarmente elevata in Lombardia 50% dei punti, in Friuli 68,6%, in Sicilia 76%.

Più che in passato, sono state trovate miscele di sostanze nelle acque, contenenti anche decine di componenti diversi. Ne sono state trovate fino a 48 sostanze in un singolo campione. La tossicità di una miscela è sempre più alta di quella dei singoli componenti. Si deve, pertanto, tenere conto che l’uomo e gli altri organismi sono spesso esposti a “cocktail” di sostanze chimiche, di cui a priori non si conosce la composizione. È necessario prendere atto di queste evidenze, confermate a livello mondiale, e del fatto che le metodologie utilizzate in fase di autorizzazione, che valutano le singole sostanze e non tengono conto degli effetti cumulativi, debbono essere analizzate criticamente al fine di migliorare la stima del rischio.

C’è stata una sensibile diminuzione delle vendite di prodotti fitosanitari scesi nel 2014 a circa 130.000 tonnellate, con un calo del 12% rispetto al 2001. Nello stesso periodo si è ridotta del 30,9% la quantità di prodotti più pericolosi (molto tossici e tossici). Indubbiamente c’è un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, come richiesto dalle norme in materia, che prevedono l’adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto, in cui il ricorso alle sostanze chimiche va visto come l’ultima risorsa.

L’analisi dei dati di monitoraggio, peraltro, non evidenzia una diminuzione della contaminazione. Nel periodo 2003 – 2014, infatti, la percentuale di punti contaminati nelle acque superficiali è aumentata di circa il 20%, in quelle sotterranee di circa il 10%. Il fenomeno si spiega in parte col fatto che in vaste aree del centro – sud, solo con ritardo, emerge una contaminazione prima non rilevata. La risposta dell’ambiente, inoltre, risente della persistenza delle sostanze e delle dinamiche idrologiche spesso molto lente, specialmente nelle acque sotterranee, che possono determinare un accumulo di inquinanti, e un difficile ripristino delle condizioni naturali.

Roma, 9 maggio 2016

Ispra

I.S.P.R.A., acque superficiali contaminate da pesticici (2014)

A.N.S.A., 9 maggio 2016

Ispra, pesticidi nel 64% delle acque di fiumi e laghi. Glifosato nel cocktail.

Sale anche contaminazione sotterranea, top pianura padano-veneta.

Cresce la percentuale di pesticidi nelle acque: +20% in quelle superficiali, +10% in quelle sotterranee. Lo afferma l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) nell’edizione 2016 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque (contenente dati relativi al biennio 2013-2014)  spiegando che le acque superficiali (fiumi, laghi, torrenti) “ospitano” pesticidi nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio (nel 2012 era 56,9%); quelle sotterranee nel 31,7% dei 2.463 punti (31% nel 2012). La contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta.

L’analisi dei dati di monitoraggio non evidenzia una diminuzione della contaminazione, spiega l’Ispra precisando che l’aumento di punti contaminati “si spiega in parte col fatto che in vaste aree del centro-sud, solo con ritardo, emerge una contaminazione prima non rilevata”. Durante i controlli sono state trovate 224 sostanze diverse, “un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti (erano 175 nel 2012)”, dice l’Ispra, che indica “una maggiore efficacia delle indagini condotte”

Secondo l’Ispra, 274 punti di monitoraggio delle acque di superficie hanno “concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali” e fra le sostanze off-limit c’è il glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo su cui si è in attesa di capire se sia cancerogeno o meno visto che c’è divergenza di opinioni e di cui l’autorizzazione al commercio in Europa scade a fine giugno. Ci sono poi i neonicotinoidi, ritenuti fra i principali responsabili della moria di api.

Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, mentre è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi. Nelle acque superficiali, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali mentre in quelle sotterranee 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale.

L’Ispra indica che la contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta dove le indagini sono generalmente più efficaci. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale. In alcune regioni la contaminazione è molto più diffusa del dato nazionale, arrivando a oltre il 70% dei punti delle acque superficiali in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, con punte del 90% in Toscana e del 95% in Umbria. (Tabelle regionali)

Nelle acque sotterranee la diffusione della contaminazione è particolarmente elevata in Lombardia 50% dei punti, in Friuli 68,6%, in Sicilia 76%. Più che in passato, avverte l’Ispra, sono state trovate miscele di sostanze nelle acque, fino a 48 in un singolo campione, quindi con una tossicità più alta rispetto a quella dei singoli componenti.

I.S.P.R.A., acque contaminate sotterranee (2014)

I.S.P.R.A., acque sotterranee contaminate da pesticidi (2014)

 

da Il Fatto Quotidiano, 12 maggio 2016

Contaminazione acque, mancano dati di 5 Regioni. Arpa Calabria: “Non possiamo, non c’è censimento fiumi e laghi”

Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria non hanno inviato a Ispra le informazioni – o lo hanno fatto solo parzialmente – sulla contaminazione di laghi, fiumi e falde acquifere. I dati potrebbero essere quindi molto peggiori di quanto reso pubblico due giorni fa. E le singole Arpa non sanno cosa rispondere (Molise), fanno squillare i telefoni a vuoto (Campania e Basilicata) oppure spiegano che la “risposta è complessa” (Puglia). (Ilaria Lonigro)

Cinque regioni non mandano i dati sui pesticidi nelle acque. MolisePugliaCampaniaBasilicata e Calabria non hanno inviato a Ispra le informazioni – o lo hanno fatto solo parzialmente – sulla contaminazione di laghi, fiumi e falde acquifere. Potrebbe essere quindi ancora peggiore il quadro già allarmante dato dall’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale presentato due giorni fa, che denuncia una contaminazione da pesticidi nel 63,9% dei laghi e dei fiumi italiani e in un terzo delle acque sotterranee, anche profonde.

I dati sono stati rilevati tra il 2013 e il 2014 in 3747 punti di campionamento e, rispetto al biennio precedente, mostrano un aumento delle aree contaminate ma anche delle sostanze ritrovate: 365 molecole diverse, glifosate in testa. Ma all’appello manca il 25% dello Stivale, quasi tutto il Sud, che non ha inviato i dati all’Ispra come dovrebbe fare, per legge, entro il 31 marzo di ogni anno. A stabilirlo è il decreto ministeriale 35 del 22 gennaio 2014, che però non prevede sanzioni per chi non rispetta questo obbligo.

Ilfattoquotidiano.it ha chiesto spiegazioni alle Arpa, le agenzie regionali di protezione ambientale, enti pubblici che, tra i compiti principali, hanno il monitoraggio delle acque. Arpa Calabria, maglia nera insieme al Molise, non ha inviato alcun dato né nel 2013 né nel 2014. “Il monitoraggio non l’abbiamo fatto. Non possiamo finché la Regione non finisce il censimento di laghi, fiumi e acque sotterranee” hanno risposto. Ma sono già state censite e pure classificate a seconda delle zone a rischio, come si legge nel rapporto di sintesi del Piano Tutela Acque della Regione Calabria. “Ma quello è vecchio. Adesso la Regione deve censire di nuovo tutto. Ha affidato il censimento a un soggetto esterno, non a noi. Si chiama Sogesid”. Sogesid è una società per azioni partecipata del Ministero dell’Ambiente (dal 2008 al 2011 hs incassato più di 400 milioni di euro di fondi pubblici e 35 milioni di euro di consulenze, secondo l’Espresso.it). Perché questo doppio lavoro? E quando finirà? Abbiamo provato a chiederlo in Regione, tramite l’ufficio stampa, che non è stato di aiuto: ci ha passato un numero di telefono (di un dirigente) e un’email (del capo ufficio stampa) entrambi inesistenti. Stessa cosa per Arpa Molise. “Non siamo in grado di rispondere” hanno fatto sapere.

Arpa Campania ha inviato i dati del 2013 ma nessuno per il 2014. Chiediamo di sapere perché. Orario di ufficio, i telefoni di ArpaCampania suonano a vuoto. Insistiamo e finalmente risponde una centralinista: tutti gli amministrativi e i tecnici, dice, sono fuori per lavoro. Impossibile comunicare con qualcuno. Nemmeno ArpaBasilicata ha mandato dati sulle falde acquifere, né nel 2013 né nel 2014. Sia nella sede centrale che in quella provinciale di Potenza, nessuno alza la cornetta. Risponde solo il distretto provinciale di Matera, da cui fanno sapere che, nella loro provincia, non hanno fatto prelievi, perché, dicono, non sarebbe neppure in funzione un piano regionale di tutela delle acque.

Infine la Puglia: nessun dato comunicato a Ispra sui pesticidi nelle falde. Ma i monitoraggi li hanno fatti? Il direttore scientifico fa sapere, tramite la segretaria, che “la risposta è complessa, non si può dare per telefono”. Basta dire sì o no. “Non è così. Scriva un’email, le risponderemo nei tempi previsti per legge”. Che, come spiega la risposta automatica, sono di trenta giorni.

“Non solo – aggiunge ailfattoquotidiano.itAugusto De Sanctis, attivista del Forum Italiano dei Movimenti per le Acque – alcune Arpa non hanno mandato i dati, ma c’è chi, come il Lazio, ha mandato un campionamento irrisorio, praticamente è come se non lo avesse fatto”. Nella Regione del Tevere e del lago di Bolsena, che conta, oltre a questi, decine di fiumi e laghi, i punti di monitoraggio sono stati solo 5 all’anno, a fronte dei 303 e 306della Lombardia, rispettivamente nel 2013 e 2014. “Anche le sostanze cercate non sono le stesse in tutte le Regioni” aggiunge l’attivista. Il glifosate, tra gli erbicidi più diffusi, come ricorda Ispra è escluso dagli obblighi di monitoraggio. Chi lo ha cercato, come le Arpa virtuose di Toscana e Lombardia, ha scoperto che il suo derivato, l’acido aminometilfosforico, contamina fino al 70% delle acque superficiali. “Dove non è stato rinvenuto è perché non è stato cercato” conclude De Sanctis.

corso d'acqua inquinato da scarichi

corso d’acqua inquinato da scarichi

(foto da mailing list ecologista, per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. Bio IX
    maggio 13, 2016 alle 11:14 am

    “Tra le sostanze tossiche più diffuse il glifosato, potente erbicida sospetto cancerogeno, la cui autorizzazione alla vendita nell’Unione europea è in scadenza”. Come per l’amianto, bandito solo dopo decenni di utilizzo nonostante si conoscessero bene le potenzialità cancerogene, con costi (sia in termini economici che sanitari) a carico, manco a dirlo, dei soliti noti. Quindi, quando si volterà pagina definitivamente? Forse Montanari non ha tutti i torti, quando ci saremo estinti http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2860-estinzione-a-norma-di-legge.html

  2. M.A.
    maggio 13, 2016 alle 1:33 pm

    Porca miseria che schifo! Bisogna trovare una soluzione a questo scempio! In Sardegna fa effetto vedere come, in certe località, eliminano la ferula dai campi con sostanze chimiche perché considerata tossica per il bestiame. L’effetto delle piante avvelenate e afflosciate, in piena primavera, è impressionante.

  3. Arpia
    maggio 13, 2016 alle 2:12 pm

    C’e’ un video del 2015 di Dr. Patrick Moore Ex Greenpeace il quale parla di un pesticida Monsanto tanto buono e non tossico che si puo’ bere , ma quando glielo offrono da bere dice che lui non e’ stupido! E’ accaduto che con la stessa compagnia per anni siano stati venduti dei pesticidi con la scritta biodegradabile ovviamente falsa, come al solito. Le grosse multinazionali hanno a cuore solo enormi somme di denaro non hanno sentimenti umani ma spietati in campo alimentare, chimico, bancario, farmaceutico, bellico ecc. ecc. Abbiamo stranamente accettato una mare di prodotti tossici, dalle creme solari che stanno distruggendo l’ecosistema marino a tutti i detersivi che si usano in una abitazione. Tutti finiscono per inquinare in modo folle, tutti creano enormi profitti per chi li produce. La stranezza e che pur esistendo le alternative si preferisce sempre il prodotto tossico!

    • Bio IX
      maggio 13, 2016 alle 3:12 pm

      E con il TTIP tutto andrà a gonfie vele ….

      • Arpia
        maggio 14, 2016 alle 8:12 pm

        Se aderiscono al TTIP siamo tutti fritti in Europa, pesticidi per tutti, prodotti geneticamente modificati per tutti, la monsanto sarebbe al settimo cielo. Gia’ e’ grave la produzione di alcuni gmo in Europa perché alla fine arrivano nei piatti di tutti ed entrano nell’ecosistema. Dopo gli esempi disastrosi in Canada, India, Zone dell’ America Latina ci furono anche dei i problemi per gli apicoltori tedeschi. Insomma si corre un rischio enorme con TTIP anche a livello sociale, economico, sanitario, lavorativo ecc. Si rischia che i corrotti per i loro interessi personali siano pronti a dare in pasto la popolazione, come al solito, visto che anche se il popolo e’ contro per le lobbies la democrazia non conta nulla. Si chiedono come mai in america la gente sa deformata, 70% circa e’ gmo non so quanto possa essere salutare, esportare il modello americano in europa e’ un suicidio.

  4. capitonegatto
    maggio 13, 2016 alle 7:17 pm

    Alcuni aspetti importanti sarebbero da chiarire . Quanta consapevolezza c’e’ in chi decide su dove la pecora puo’ brucare e dove non ( es. zone militari in Sardegna ) ? Lo stesso vale per chi cosparge con prodotti chimici i campi agricoli. E poi, quanta assistenza diamo a chi produce gli alimenti , dal latte alla carne , dagli ortaggi ai frumenti ? E i controlli sui limiti d’uso ? Inoltre qual’e’ lo stato della ricerca in Italia sull’agricoltura sostenibile , che dipenda il meno possibile da prodotti chimici dannosi in ogni caso ?

  5. Manuel Zanella
    maggio 14, 2016 alle 7:55 pm

    Il governo e le associazioni di agricoltori cosa pensano di fare per risolvere questa emergenza??

  6. Carlo Forte
    maggio 14, 2016 alle 8:03 pm

    Se nel Sulcis si fanno fiere sull’agroalimentare ti lascio immaginare Capitone.

  7. Carlo Forte
    maggio 15, 2016 alle 11:09 am

    Stato,regione e provincia non hanno la minima intenzione di fare qualcosa,lo dimostra il fatto che si vogliono costruire implanti di “ultima generatione” su zone inquinate invece di bonoficarle.Siamo prigionieri di sistemi cosí ramificati e intoccabili che si sostengono con il consenso dell’assistenzialismo.Andate a lavorare che non sapete neanche cosa vuol dire,siamo stanchi di pagare con la vita per mantenere il sistema in piedi.

  8. maggio 17, 2016 alle 2:42 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 16 maggio 2016
    Glifosato, Fao e Oms: “Improbabile che causi il cancro, conferma da unico studio”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/16/glifosato-fao-e-oms-improbabile-che-causi-il-cancro-lo-conferma-lunico-studio/2735027/

    • Mara
      maggio 17, 2016 alle 6:31 pm

      Questo “IMPROBABILE” è una follia. Ci sono studi che dimostrano il contrario e comunque nella Vecchia Europa nno teniamo conto del principio di precauzione? NON siamo americani, non vogliamo diventarlo. Tra l’altro, se firmano il TTIP avranno a che fare con popolazioni inferocite, specie in Francia dove sono un po’ più cazzuti di noi.

  9. Arpia
    maggio 19, 2016 alle 8:05 pm

    Bisognerebbe iniziare a fare cause legali serie, ci sono dei contadini francesi e canadesi che le hanno fatte con grande tenacia. L’ideale sarebbe visti i danni sulla salute pubblica e il territorio eliminarli, ma anche fare causa a chi li produce e a chi ha permesso di usarli.
    Qua una iniziativa della California.
    https://ecowatch.com/2015/09/08/california-becomes-first-state-to-label-monsantos-roundup-as-a-carcinogen/
    In Francia altro passo importante
    http://www.independent.co.uk/news/world/europe/roundup-weedkiller-banned-from-french-garden-centres-over-probable-link-to-cancer-10319877.html

    http://www.huffingtonpost.com/2012/02/13/monsanto-guilty-paul-francois_n_1274326.html

  10. Arpia
  11. Arpia
    maggio 20, 2016 alle 12:33 pm

    Dobbiamo capire molte cose aprirci alle informazioni e capire che fare i soldi in grosse quantita’ e’ l’unico obbiettivo di molti. Molte compagnie sano da decenni ei rischi, qua vorrei fare un discorso ampio su molti settori per lo stesso motivo. Varie bugie sui tumori, ambientali e alimentari.

    http://www.globalresearch.ca/monsanto-and-the-poisoning-of-europe/5525765?print=1

    Usiro’ un po’ fuori tema ma voglio fare un discorso piu’ ampio su interessi e spietato comportamento che danneggia i soliti.
    Versamenti ad ass. varie! Si sa’ da anni e varie fonti che studi sulla verita’ sui tumori sono state nascoste sia le cause alimentari che ambientali create dall’uomo, come per l’industria farmaceutica che nasconde i dati degli esperimenti e quella alimentare un es. clamoroso, quello dei sostituti dello zucchero venduti in farmacia. di cui tanti si fidano!

    Quando si dona per cause caritatevoli molti studi hanno dimostrato che solo il 3% arriva a chi dovrebbe arrivare, ma vale la pena di lasciar fare ai big business che nascondono i dati sulla pelle altrui senza pieta’? E a chi invece di finanziare i bisognosi finanzia i potenti che attaccano il popolo.
    Per capire come stano le cose, le donazioni che vanno non ad aiutare la popolazione ma a creare piu’ problemi o a corrompere leaders per creare ancor piu’ problemi, col denaro di chi onestamente paga le tasse o di chi dona, in genere chi ha meno, pensando che vadano ad aiutare i poveri.

    Ho preso alcuni esempi:

    http://www.ethiosun.com/2010/03/06/bob-geldof-admits-the-funds-may-have-been-misused-by-meles-zenawi-and-his-cronies/

    http://www.telegraph.co.uk/news/health/news/11316316/Red-meat-triggers-toxic-immune-reaction-which-causes-cancer-scientists-find.html

    http://www.telegraph.co.uk/foodanddrink/healthyeating/10868428/Give-up-dairy-products-to-beat-cancer.html

    Altro es. Paul Watson, marine wildlife conservation and an environmental activist, who founded the Sea Shepherd Conservation Society says, Japan spends tsunami money on killing whales.

    Compagnie farmaceutiche che mentono su vaccini e virus, c’e tanto su cui informarsi e aprire bene gli occhi.

    I consumatori hanno un enorme potere evitare di comprare prodotti che sono pericolosi e informarsi bene prima di prendere un prodotto che possa causare danno a se ad altri e all’ambiente che poi sono la stessa cosa. A mio parere, Informarsi bene e se in dubbio astenersi.

  12. Arpia
    maggio 21, 2016 alle 2:12 pm

    Il tema e’ vasto, ma se solo chi dovrebbe proteggerci a livello Eu , Stato e Regione fosse veramente onesto, saremmo tutti piu’ sani e le spese sanitarie sarebbero ridotte. Saremmo piu’ ricchi in salute e a livello economico. Purtroppo ci sono enormi interessi economici dove a perdere sono sempre gli stessi. E’ molto semplice vietare tutto cioì che si sa’ essere tossico, quella sarebbe la vera e onesta prevenzione. invece si ammette di tutto e poi i profitti enormi per chi distrugge e non ha alcuna responsabilita’. al massimo qualche multa , come Bp, noccioline, ma nessuno va’ in galera. Neesuno paga solo gli innocenti.

    https://www.organicconsumers.org/campaigns/millions-against-monsanto

    Ho avuto un momento di speranza quando ho sentito del calo di profitti della amata! monsanto.
    Ma appare a sorpresa la Bayer che la vuole tutta per se, aiuto!

    http://www.naturalnews.com/054092_Monsanto_acquisition_Bayer_Nazi_origins.html

    I miei sono solo spunti chi vuole puo’ informarsi dalle fonti che preferisce. Ci sono una marea di articoli.

    Ho un interesse personale perché ho visto persone vicine anche giovani morire e altre sopravvivere a tumori con problemi di vario tipo anche serissimi, si’ perché quando si entra nel sistema non se ne esce tanto facilmente. Provo una profonda rabbia, sulla facilita’ con la quale si tengono i cittadini nella piu’ profonda ignoranza, disinformazione e menzogna continua. Un malato rende circa 200mila euro annuali, denaro in genere pubblico ovviamente, possono fare cio’ che vogliono alla fine paga sempre chi onestamente paga le tasse.

    http://www.theforbiddenknowledge.com/hardtruth/cancer_business.htm

  13. Genius Loci
    maggio 21, 2016 alle 4:37 pm

    Disobbedienza civile alimentare!
    Anche contro i contadini sardi (e Coldiretti) che spacciano “eccellenze” ma usano il Glifosate.

  14. Arpia
    maggio 26, 2016 alle 2:25 pm

    Ecco, pure Coldiretti Sarda, che delusione, ne conosco alcuni e si vantano di essere corretti e amanti della natura, siamo fritti.

  15. Arpia
    maggio 26, 2016 alle 3:02 pm

    Alti livelli nei bambini che sono i piu’ vulnerabili. Chi fa’ certe cose e chi le permette dovrebbero essere ritenuti responsabili inutile che a pagare il prezzo siano sempre noi fessi ai quali hanno deciso di fare di tutto. Pare che ormai eleggiamo gente che fa solo danni, come comprare la pistola e proiettile a chi vuole ucciderci, pura follia collettiva, quante dovra’ subirne la gente comune prima che qualche cosa cambi?

    http://www.naturalnews.com/054116_glyphosate_Portugal_human_contamination.html

    http://www.globalresearch.ca/monsantos-roundup-glyphosate-overuse-scientist-warns-half-of-all-children-will-be-autistic-by-2025/5423676

  16. Arpia
    maggio 27, 2016 alle 2:26 pm

    La monsanto, che scrivo minuscola di proposito, ha rifiuta l’offerta di bayer, forse per due motivi, offerta inferiore alle aspettative e l’idea di eliminare il nome forse non piace, certo che il nome e’ molto amato! La bayer non e’ manco quella amatissima, ma a casa discutevamo il fatto che forse l’assorbimento sarebbe un modo per spargere ancor piu’ caos in Eu, mi stupisce che la Francia che ha sempre gli attributi per lottare, come si vede anche ora per le leggi sul lavoro, sia la prima in Eu e terza nel mondo ad usare i pesticidi della bayer. In Sardegna occorre coordinare manifestazioni di massa anche quando interessa altre zone dalla propria per esprimere dissenso, es. inceneritore Porto Torres o problemi Sulcis devono essere opposti da tutti con fronte comune e compatto il problema di uno riguarda anche l’altro, nessuna divisione. In Islanda sono pochissimi, circa 350.000 e hanno messo banchieri in galera e cacciato il primo ministro dopo le rivelazioni dei conti panamensi. impariamo da coloro che si oppongono e cerchiamo di ripulire un po’ di marciume.

    • Fabrizio De Andrè
      maggio 30, 2016 alle 9:52 am

      Non so se hai visto l’occupazione della miniera carbone in Germania,da parte di gente comune.Un esercito di guerrieri per la difesa della vita,il bene più prezioso che abbiamo,ma del quale a nessuno sembra importare.

      • Arpia
        giugno 5, 2016 alle 7:22 pm

        No, in Germania no, ho visto in Uk e le belle lotte in Francia. l’Italia e i Sardi dovrebbero imparare, fare i mosci e i buoni non serve a nulla, la gente e’ stata troppo sottomessa per lungo tempo , occorre pretendere un cambiamento radicale, se no , mangiamo, compriamo e viviamo di roba tossica prodotta dagli schiavi e permettiamo morti di conflitti creati per vendere armi, siamo alla follia pura. Ci hanno anche rimbambito le giovani generazioni in Italia, tra pestcidi ambientali e mentali se non si da’ una bella svolta la situazione sara’ molto grave.

  17. Arpia
    maggio 29, 2016 alle 5:51 pm

    Lo scorso anno ho visto un marziano che spruzzava una cosa puzzolentissima su api selvatiche nelle piante di un giardino, mi e’ stato impedito di intervenire perché magari il prodotto era legale e se avessi chiamato la forestale magari non sarebbero manco intervenuti. Come ci si deve comportare in questi casi? Possibile che la gente sia cosi’ ignorante? Noi ci siamo dovuti allontanare velocemente per l’odore tossico, certa gente dovrebbero arrestarla. Intossicarsi per evitare alle api di andare sui fiori?! Mi pare che tanti abbiano perso il senso della normalita’ e vogliano per un fastidio che la natura non sia natura e poi si lamentano quando muoiono di tumori. Noi e altra persona vicina non usiamo pesticidi ma la maggior parte dei vicini li usano. Possibile che la gente non riesca a ragionare e tutti dobbiamo pagarne il prezzo? Si cerca di mangiare biologico e usare cose non tossiche e poi dobbiamo sorbirci le imposizioni altrui.

  18. Fabrizio De Andrè
    maggio 30, 2016 alle 9:40 am

    Adesso hanno anche I patentini per avvelenarci meglio.È ridicolo,la gente vede un’ape,una vespa va in panico…….

  19. Arpia
    giugno 5, 2016 alle 7:13 pm

    I patentini? Vuoi dire che chi uccide le api selvatiche che vanno sui fiori a farsi i cavoli loro sono ammazzate in massa con licenza di uccidere? Mi auguro che Uk voti per il Brexit , perché la comunita’ europea s’e’ bevuta il cervello, alcune delle cose sono positive ma altre sono folli, solo due es. Una il fatto di poter usare i randagi per sperimentazioni altra di mettere i poveri profughi Siriani nelle mani del governo turco e dargli anche tanto denaro, stiamo veramente dando i numeri. Quindi ritornando ai killers chi li controlla? Uno puo’ usare cio’ che vuole, nessuno li controlla, rischi di chiamare la forestale e magari e’ autorizzato, ormai non si capisce piu’ nulla, come ha detto uno , ormai siamo i Palestinesi del mondo di cui nessuno si occupa.

  20. giugno 7, 2016 alle 2:46 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 6 giugno 2016
    Glifosato, i Paesi Ue bocciano la proroga dell’autorizzazione proposta dalla Commissione. Che ora ha l’ultima parola.
    Bruxelles puntava ad allungare di altri 18 mesi la possibilità di usare il principio attivo contenuto nell’erbicida Roundup della Monsanto, sospettato di essere cancerogeno. Italia, Francia e Germania sono fra gli 8 Paesi che hanno scelto di astenersi. Malta l’unico a votare contro. Il “sì” dei rimanenti 20 Paesi fa segnare un magro 52,91% dei voti, insufficiente a dare il disco verde: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/06/glifosato-i-paesi-ue-bocciano-la-proroga-dellautorizzazione-proposta-dalla-commissione-che-ora-ha-lultima-parola/2803575/

  21. Arpia
    giugno 20, 2016 alle 1:39 pm

    La monsanto non la smettera’ mai di stupirci, per chi non lo sapesse il ruolo di una compagnia nel destino di un paese, i costi umani non contano. Come ormai accade quando la politica si intreccia con il business privato. Quando dicono us e’ fuori controllo e on steroids come lo si puo’ negare?!

    http://r.duckduckgo.com/l/?kh=-1&uddg=http%3A%2F%2Fwww.liveleak.com%2Fview%3Fi%3D0ae_1429727230

  22. Arpia
  23. Arpia
    giugno 29, 2016 alle 12:02 pm

    Quando parlano di denaro da donare per la ricerca de tumori da decenni, mi vengono un misto di brividi e rabbia, sappiamo che le cose vanno in altra direzione e se prima c’erano un po’ di tumori oggi ce ne sono una marea, dal cibo, all’aria a cio’ che beviamo e le cose con cui pensiamo di curarci! I prodotti usati dai materassi ai divani ai mobili della cucina, nei giardini nelle lavatrici, nei prodotti che usiamo per pulire casa, auto, bucato.
    L’ignoranza di pensare che finiscano in luoghi separati, quando in effetti ce li ribeviamo e rimangiamo e l’idea di pensare che ci siano i governi che pensano solo a proteggerci E’ FALSA..
    Prima di usare una cosa pensiamo di chiederci se sia tossica e se esistono delle alternative, da decenni la mia esperienza mi dice che la pigrizia e’ il nostro peggior nemico, ma se ci sforziamo al minimo possiamo capire che una barra di sapone naturale puo’ servire a mille cose, un bicchiere di aceto, limone o bicarbonato possono fare miracoli e questi pochi ingredienti possono servire per igiene personale, pulire auto, bucato, stappare lavandini, disinfettare, togliere pulci da animali ecc. senza regalarci tumori. Non dimentichiamoci di riutilizzare la cenere ecologica e serve per mille cose. Non illudiamoci troppo sulla plastica con la scusa che viene riciclata, produrla e’ una cosa tossica e spesso finisce per ritornare come un boomerang nei nostri corpi.
    http://www.globalresearch.ca/unsafe-at-any-level-dangerous-chemicals-everywhere/5533141

  24. Arpia
    giugno 30, 2016 alle 2:07 pm

    Per chi volesse informarsi esistono vari articoli, non metto il link, perché non so se si puo’. C’e’ l’illusione delle buste della spesa di plastica ecologica, si pure quelle una piccola illusione o fantasia. Primo perché rappresentano una minima percentuale della plastica che ognuno di noi usa, ma anche per il fatto che finisce ugualmente per inquinare, infatti occorrono determinate temperature per al sua distruzione di questi materiali, impossibile quando finiscono in mare o in angoli dove queste temperature non si raggiungono. La plastica e’ un enorme problema che sta’ ammazzando l’uomo e i vari animali. Il riciclaggio e’ quasi impossibile non conveniente ed estremante complesso. Come le lampadine eco a basso consumo, che costano una marea di energia per produrle , vengono riciclate per una pochissima percentuale e rendono acqua e terreno tossici, perché il mercurio oltre a essere tossico quando si rompono in casa lo e’ quando finiscono in gran numero nell’ambiente e non riciclate, come si pensa! Una delle solite illusioni o bugie che creano una marea di problemi come al solito.

  25. Arpia
    luglio 24, 2016 alle 7:41 pm

    E’ proprio vero quando si dice che l’euro e’ stato creato dalle banche e dai business per profitto e che Eu non ha al centro l’interesse dell’uomo ma dei business. Senza parlare dell’us che ha le mani in pieno e controlla eu tramite i centri del denaro della politica e non solo. Quando si dice che siamo in mano di un pugno di perfidi che amano solo il denaro, qua siamo di fronte all’ennesima prova. Visto che hanno avvelenato l’acqua con un prodotto cancerogeno diamogli un premio! Sinceramente non se ne puo’ piu’.

    https://www.rt.com/news/352942-eu-approves-monsanto-soybeans/

  26. Arpia
    luglio 24, 2016 alle 11:08 pm

    Non dimentichiamoci che questa e’ la stessa company che produce, agent orange usato da aerei us in Vietnam ovviamente di proposito, ma mi pare che fino ad oggi neghino che sia stato fatto di proposito, diranno che era per le zanzare come in Brasile dove con scuse folli, riempiono i quartieri poveri di pesticidi e insetticidi. Non hanno sino ad oggi nelle cause fatte dal Vietnam dato nulla per compensare la popolazione dei danni causati, deformazioni e gravissime malattie di cui ancora oggi soffrono. Ma hanno anche causato danni ai propri militari e li mi pare che un po’ di ammissioni ci sino state. Ma e’ da brivido vedere che oggi viene ancora usato e spruzzato, che dire, non possiamo dire che non esistono le compagnie a cui dare dei premi per aver mantenuto costanza e professionalita’ negli anni!
    http://www.globalresearch.ca/agent-orange-chemical-sprayed-on-gmo-farms-poisoned-troops-us-government-admits/5462249

  27. Arpia
    agosto 20, 2016 alle 6:49 pm

    In questo documentario, Poisoned Fields.
    Il prodotto viene definito dall’industria non pericoloso, gli studi sono fatti sul prodotto principale per l’approvazione eu sul mercato, ma il prodotto contiene circa 20 altre sostanze di cui non si puo’ sapere nulla perché protetti dalla compagnia. Le carte dei loro studi non disponibili. Altri studi ed esperienze di agricoltori, allevatori e famiglie raccontano una storia diversa. Problemi di sterilita’ e non solo negli animali, sterilita’ del terreno, funghi tra’ cui dei tipi tossici perdendo le piante e il suolo il naturale sistema di protezione. Piante che non assorbono piu’ acqua e rimangono sottosviluppate. Si parla del fatto che crea problema dei buoni batteri intestinali creando vari problemi. Un prodotto inizialmente creato come sturalavandini oggi stura altre cose!!!!!!!!!

    https://duckduckgo.com/?q=poison+field&ia=videos&iai=XDyI10Z8aH0

  28. Arpia
    agosto 20, 2016 alle 7:10 pm
  29. Arpia
    agosto 30, 2016 alle 9:21 pm

    In questo articolo si dice che sanno dell’effetto cancerogeno dal 1981, cioe’ da 35 anni fa’, mi pare che in EU sia stato introdotto nel 1988, brava EU alla faccia delle regole per la protezione della salute e dell’ambiente. Bugie tante, su tanti temi, quando ci sono soldi in ballo non c’e’ vita che conti.

    Ci sono per es. carte dei primi decenni del 1900 in us che parlano chiaramente di come l’industria sapesse di creare gravi ora divenuti gravissimi, problemi ambientali nelle zone di estrazione petrolifera.

    Quindi queste compagnie sono sempre ben capaci di sapere danni e rischi e lo erano anche moltissimi anni fa’, le cose pero’ vengono sempre presentate come belle, sicure e non pericolose, quando i danni diventano irreparabili vengono a galla le bugie.

    http://www.globalresearch.ca/monsanto-knew-of-glyphosate-cancer-link-35-years-ago/5443741

  30. Arpia
    settembre 3, 2016 alle 1:50 pm

    Ho scritto erroneamente che il pesticida fu introdotto in EU nel 1988 ma dev’essere nel 2002, quindi EU ha avuto tanti anni per fare studi e riflettere prima di approvarne l’uso, ma si capisce che nessuno di loro ha interesse a salvaguardar la salute o l’ambiente.

    http://www.naturalnews.com/031138_Monsanto_Roundup.html

    https://www.rt.com/news/monsanto-roundup-kidney-disease-921/

  31. Arpia
    settembre 5, 2016 alle 8:17 pm

    http://www.globalresearch.ca/the-secret-ingredients-in-monsantos-roundup-that-may-be-killing-human-cells/5544081

    Con una EU in queste condizioni dove le lobbies dettano legge cose c’e’ da aspettarsi? Solo interessi dei soliti e poco interesse su salute e tutela di cittadini e ambiente.

    http://www.globalresearch.ca/corruption-in-the-european-union-scandals-in-banking-fraud-and-secretive-ttip-negotiations/5543935

  32. Arpia
  33. Arpia
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