Ecco i criteri per la realizzazione di impianti eolici in Sardegna.


centrale eolica

centrale eolica

Utile circolare applicativa per la realizzazione degli impianti eolici in Sardegna emanata recentemente dall’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente.

Innova i precedenti indirizzi applicativi sulla procedura di valutazione di impatto ambientale in materia di centrali eoliche (giugno 2013) e, insieme all’individuazione delle aree definite “non idonee” per la realizzazione di centrali eoliche (agosto 2015), costituisce le fondamentali indicazioni perché la fonte energetica rinnovabile sia valida e non mera speculazione ai danni del territorio.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

dal sito web istituzionale Sardegna Ambiente, 14 aprile 2016

Circolare del 14.04.2016 relativa alla vigente regolamentazione regionale in materia di impianti eolici.

La Direzione generale dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, nelle more dell’aggiornamento/revisione della regolamentazione specifica, considerati i numerosi quesiti posti da Enti pubblici e Operatori privati, ha ritenuto necessario fornire chiarimenti, sulla base della lettura della normativa vigente, su alcuni temi specifici riguardanti, in particolare: l’applicazione del DM 52/2015 in Sardegna, i criteri di cumulo delle potenze ai sensi della DGR 45/34 del 12.11.2012, il minieolico e relativi criteri di inserimento nel territorio, i criteri di non idoneità stabiliti con la DGR 40/11 del 07.08.205, l’assoggettamento degli impianti eolici alle procedure di VIA.

 

 

Circolare relativa alla vigente regolamentazione regionale in materia di impianti eolici.

ln riferimento alle problematiche in materia di energia eolica, l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente ha costituito un apposito gruppo di lavoro. Nelle more dell’aggiornamento/revisione della regolamentazione specifica, considerati i numerosi quesiti posti da Enti pubblici e Operatori privati, si ritiene necessario fornire i seguenti chiarimenti, sulla base della lettura della normativa vigente.

Applicazione del DM 52/2015 in Sardegna

La Regione Sardegna, con la L.R. n. 3 del 2009 (art. 5, comma 23), ha stabilito che devono essere sottoposti alla procedura di Verifica gli impianti eolici con potenza complessiva superiore a 60 kW e inferiore o uguale a 1 MW (non ricadenti nella fattispecie di cui al comma c-bis dell’Allegato lll alla parte seconda del D.Lgs. 152/06), e alla procedura di VIA gli impianti di potenza complessiva superiore a 1 MW. A livello nazionale, l’Allegato lV alla parte seconda del D.Lgs. 15212006 prevede invece l’assoggettamento alla procedura di verifica degli impianti di potenza complessiva superiore a 1 MW. L’entrata in vigore del D.M. 5212015 ha introdotto dei criteri aggiuntivi che comportano la necessità di ridurre del 50% le soglie di confronto, riportate nel predetto allegato lV, utili per stabilire se un determinato progetto deve essere sottoposto o meno a procedura di screening. Le soglie più cautelative definite dalla citata norma regionale, pur con l’entrata in vigore del D.M. 5212015, continuano a trovare applicazìone, in quanto integrano i livelli minimi di tutela introdotti a livello nazionale e specificati dallo stesso D.M.

Criteri di cumulo delle potenze

I criteri di cumulo delle potenze, individuati nella deliberazione n. 45134 del 2012, conservano la loro validità, non essendo stati inficiati da alcuna disposizione normativa, né sentenza amministrativa. Tali criteri sono stati definiti dalla Giunta Regionale al fine di evitare l’elusione della normativa di tutela dell’ambiente, del patrimonio culturale, della salute e della pubblica incolumità e discendono da quanto stabilito dall’art. 4 comma 3 del D.Lgs. 2812011 “la Regioni e le Province autonome stabiliscono i casi in cui la presentazione di più progetti  per la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili  e localizzati nella medesima area  o in aree contigue sono da valutare in termini cumulativi nell’ambito della valutazione di impatto ambientale”. Pertanto, al finè di stabilire se i procedimenti autorizzativi devono essere preceduti dalle procedure in materia di VlA, si applicano i criteri di calcolo della potenza cumulativa di cui aì punti dal ll al V della premessa della D.G.R. n.45134 de\2012.

Minieolico

La definizione del minieolico è contenuta al punto 5.2 dell’Allegato alla D.G.R. 3/17 del 2009, modificata dalla D.G.R.27116 del 2011 con riferimento alla sola soglia di potenza (range inizialmente da 3+30 kW poì modificato a 3+60 kW). I criteri di inserimento nel territorio riportati al successivo punto 5.3 del medesimo Allegato, che si riferiscono alla scelta localizzativa dell’impianto, si applicano pertanto alle sole macchine eoliche che rispettano tutti i requisiti (anche geometrici) del citato punto 5.2. Per gli aerogeneratori che, pur con potenza inferiore a 60 kW, non rispettano i requisiti geometrici previsti dal punto 5.2, si deve far riferimento al quadro regolamentare di cui ai precedenti punti dello stesso Allegato alla D.G.R. 3/17 del 2009.

Non idoneità

Per qualunque impianto di qualsivoglia potenza, si rammentano i criteri di non idoneità defìniti dalla Giunta Regionale con la D.G.R. 40111 del 2015, la cui rappresentazione cartografica è reperibile al seguente link http://www.sardegnageoportale.it/webgis2/sardegnamappe/?map=eolico.

Procedure in materia di VIA per gli impianti eolici

Al fine di fornire un riferimento immediato, si riporta il quadro sinottico relativo alle diverse fattispecie e condizioni in base alle quali un impianto eolico ubicato sulla terraferma deve essere assoggettato alle procedure di valutazione di impatto ambientale regionale.

condizioni potenza (kWe) procedura in materia di VIA
impianto eolico costituito anche da singolo aerogeneratore (comprensivo delle opere a esso funzionalmente connesse) , ricadente, anche solo parzialmente, in aree soggette a vincoli paesaggistici qualsiasi VIA
impianto eolico costituito anche da singolo aerogeneratore (comprensivo delle opere a esso funzionalmente connesse), non ricadente, neppure parzialmente, in aree soggette a vincoli paesaggistici minore o uguale a 60 nessuna
maggiore di 60 e minore o uguale a 1.000 procedura di verifica preventiva
maggiore di 1.000 VIA
per qualunque tipologia di intervento si richiamano i criteri di cumulabilità stabiliti nella deliberazione DGR 45/34 dell’11 novembre 2012

Con la presente si ritiene di aver fornito una risposta alle più frequenti richieste di chiarimenti pervenute presso questa Direzione Generale e uno strumento utile per gli operatori, pubblici e privati, del settore.

ll Direttore Generale

Paola Zinzula

Cagliari, 14 aprile 2016

Portoscuso, centrale eolica

Portoscuso, centrale eolica

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. Michele
    aprile 22, 2016 alle 9:53 am

    L’ennesima buffonata! Una trappola per gli agricoltori e l’ennesimo favore agli speculatori. Se poi si considera che installare un impianto da meno di 60 kW e’ equiparato alla messa in opera di un oleodotto di 20 km…..credo che non ci sia altro da aggiungere. Confondere l’impatto visivo con quello ambientale è talmente ignorante che non merita commenti.

  2. Francesca
    aprile 22, 2016 alle 11:17 am

    Salve a tutti, credo che un link nell’articolo non funzioni
    (http://www.sardeonaqeoportale.itwebgis2/sardegnamappe/?map=eolico)
    non riesco a visualizzare la mappa, non so se gli altri lettori abbiano lo stesso problema.

  3. Arpia
    aprile 22, 2016 alle 5:30 pm

    Bhe’ certo che le pale eoliche servono, quando si vede la gente che esce di casa e le ha di fronte o si vedono spuntare dai colli uno pensa, ma quando la finiremo con questa storia, togliete quei poveri tossicodipendenti dalle carceri e metteteci i vari colletti bianchi incl. ovviamente i politici di chi permette certe cose, ho uno slogan dammi una pala eolica che mi taglio le vene! Chi ha approvato quello schifo tra’ Luras e Tempio mi auguro non la giunta precedente.

  4. Nicola
    aprile 26, 2016 alle 2:52 pm

    … il DM 52/2015 dice cose ben diverse da quanto sostiene quest’ultima circolare; non sono solo queste le inesattezze: la delibera 45/34 è stata dichiarata illegittima dal TAR Sardegna ed è in contrasto con il DM 52/2015. Questa circolare è illegittima.
    Per ARPIA: non si capisce niente di quello che dici: metti insieme tossicodipendenti con impianti eolici! mah

  5. mi.pì
    aprile 26, 2016 alle 8:23 pm

    Intanto, per non farsi mancare niente, nel mio comune due turbine appartenenti alla categoria del minieolico sono stata già installate in aree indicate nella mappa del geoportale come “di attenzione per presenza di chirotterofauna”, un’altra a pochi metri da diverse cavità carsiche in cui i chirotteri sono ugualmente presenti, e così via… Ho chiesto spiegazioni all’amministrazione, ma sono ancora in attesa della risposta…

    • aprile 27, 2016 alle 2:31 am

      Il minieolico non e’ altrettanto efficiente delle turbine più grandi: tanto più la pala e’ alta e grande, tanto più e’ efficiente energicamente parlando.
      Pipistrelli e nottole sono molto più a rischio (soprattutto le bellissime specie tropicali) a causa del riscaldamento globale causato dall’emissione di CO2 che a causa delle collisioni con le pale. Ci sono decine e decine di studi in proposito. I decessi dovuti alle collisioni sono limitati e si potrebbero facilissimamente controbilanciare con la costruzione di nidi artificiali che si possono anche mettere nelle case o in giardini privati. Qui in Inghilterra i nidi si possono anche acquistare a prezzi irrisori (https://www.gardenature.co.uk/bat-boxes) e forse anche in Italia. E comunque e’ facilissimo costruirli quindi se ci tieni tanto (e giustamente) a queste utili creature, perché non costruisci dei nidi e li piazzi in casa tua? Le correnti pratiche agricole causano molte ma molte più morti di quanto non facciano le pale, perché distruggono le siepi dove certe specie di pipistrelli credo nidificano e inoltre riducono la biodiversita’ necessaria a garantirgli un’adeguata alimentazione. Senza contare le emissioni di CO2 dei trattori…mi fermo qui per non tediare i lettori.

  6. mi.pì
    aprile 27, 2016 alle 5:34 pm

    Scusami, ma quello che dici sul fatto che i decessi dovuti alle collisioni siano bilanciabili dalle bat boxes nei cortili delle abitazioni è una tua opinione, decisamente discutibile, dato che la collisione con le torri e la sindrome da naso bianco sono, attualmente, tra le prime cause di morte nei paesi industrializzati (http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/mam.12064/abstract, http://www.pipistrelliticino.ch/daunload/BatInfo13-2.pdf ) .
    Sul fatto che le pratiche agricole causino notevoli problemi all’avifauna, mi trovi d’accordo. Io mi occupo di questo, e lavoro sulla conservazione e incremento del carbonio nel suolo,oltre che sulla valorizzazione delle biodiversità (e non sto qui a raccontarti delle centinaia di alberi e arbusti che ho piantato da me per nutrire uccelli e insetti o dei cereali coltivati in consociazione con trifoglio lasciando gli scarti colturali dell’anno precedente, ecc.). Quindi, visto l’immenso deposito di carbonio che è il suolo, bisognerebbe partire proprio dall’agricoltura conservativa, ancora poco praticata sull’isola e la penisola. In Sardegna, è questo lo puoi verificare da solo, le centrali ad energia eolica, non hanno sostituito nessuna centrale termoelettrica, ma vanno ad aumentare la quantità di energia prodotta; e, se la vogliamo mettere su un altro aspetto, un po’ sottile, ma di certo non trascurabile (dato che evidenzia la sensibilità ambientale di chi dovrebbe essere il custode della porzione di terra sulla quale lavora) a fatto crescere la cilindrata delle auto di chi cede i terreni…
    Il minieolico è poi gestito spesso da agenzie immobiliari e, in pochi casi , funzionale alle esigenze delle aziende. Però, visto che sul blog ne abbiano già discusso altre volte, se proprio vuoi perorare la causa, acquista un bel pezzo di terra nel luogo nel quale vivi e installa o fai installare tutte le turbine che vuoi (poi puoi sempre regalare ad ogni festa una bat houses a chi conosci) sai, l’esempio conta più di qualsiasi parola.
    Mirko

    • Riccardo Pusceddu
      aprile 28, 2016 alle 2:56 am

      Ho letto con interesse i due link che hai riportato e siccome erano un po generici me ne sono andato a leggere degli altri tra i quali una ricerca commissionata dal Ministero dell’Agricoltura (DEFRA) inglese sull’impatto delle turbine eoliche sui chirotteri.
      (http://www.bats.org.uk/data/files/determining_the_impact_of_wind_turbines_on_british___bats_final_report_29.5.09_website.pdf).
      La verità e’ che se ne sa ancora poco sulla vita e le abitudini di queste affascinanti creature (tra l’altro molto vicine nella scala evolutiva a noi primati). Tutti gli studi finora svolti sull’argomento riportano una tale variabilità nei dati della mortalità dovuta ad impianti eolici, da essere quasi inutili. Persino i dati sulla densità di popolazione delle varie specie sono sporadici. Un po più frequenti e con stime più attendibili gli studi sulla mortalità causata da gatti e traffico veicolare nelle autostrade.
      La verità’ e che di queste meravigliose creature non importa niente a nessuno: ricordo ancora con terrore un episodio accadutomi da bambino, quando trovai dentro alla crepa di un muro un pipistrello o lo andai a dire ai miei compagni di scuola; pensavo ingenuamente che avrebbero mostrato il mio stesso interesse per l’animaletto invece che organizzare un rogo dove tutti sghignazzavano soddisfatti! C’e’ di buono che almeno adesso non se ne ha più così paura come un tempo.
      Allora che fare? Perché’ non mettersi nei loro panni? Se io fossi un pipistrello cosa vorrei? Innanzittutto che non mi tagliassero i boschi e mi lasciassero almeno la campagna più al naturale possibile, senza monocolture (io sono un fermo sostenitore della Permacoltura), fertilizzanti e pesticidi che mi togliessero spazio dove costruirmi casa o mi limitassero gli insetti di cui mi nutro. Dopo di che vorrei che non si scaldasse il clima del pianeta perché anche questo mi causa carenza di cibo e di acqua: annate troppo siccitose con pochi insetti. Allora la morte di qualche d’uno dei miei amici (a causa delle turbine) sarebbe un prezzo relativamente piccolo da pagare se paragonato al rischio di estinzione che correrei a causa dei cambiamenti climatici. Magari comincerei a sperare che i padroni delle turbine trovassero dei sistemi per limitare le morti come fermare le turbine quando io migro o quando il vento e propizio per la caccia degli insetti di cui ho bisogno oppure che istallassero degli apparecchi radar o a ultrasuoni che mi facessero stare alla larga dalle pale quando esse sono più pericolose, ovvero quando il vento soffia piano che per me e’ la condizione ideale per cibarmi. Poi spererei che facessero qualcosa per aumentare il numero della mia popolazione anziché solo della loro, hahaha, così se io muoio la mia compagna si può trovare un’altro, e viceversa. E poi magari col tempo se ci fossero abbastanza di noi, si svilupperebbe un’adattamento o anche un’evoluzione alla convivenza con le pale eoliche, un po’ come e’ successo ai piccioni urbani che oggi sono molto più tolleranti della presenza umana di quanto non lo fossero nel passato. Insomma, penso di aver reso l’idea.
      E’ verissimo che il suolo rappresenta un collettore formidabile di CO2, se vi si lascia la materia organica dentro anziché depauperarla con l’uso smodato dell’aratura e dello sfruttamento a monocoltura. Ma questo non basterebbe mai a causa dell’aumento della popolazione previsto: 11 miliardi nel 2100, e tutti con un’aspettativa di vita e di benessere basato sui valori consumistici occidentali.
      E’ altresì vero il fenomeno che si verifica tristemente quando la diminuzione del prezzo di una fonte energetica o di un determinato bene negativo per l’ambiente (come lo sono i SUV) provocano un’aumento dei consumi invece che favorire i risparmi. Piu guadagnamo e più vogliamo. Ma questo non e’ un buon motivo per frenare le pale eoliche; invece bisognerebbe mobilitarsi sulla tassazione della CO2 in modo molto più pervadente di quanto non avvenga oggi con il carbon trade.
      Insomma dobbiamo ripensare profondamente il nostro stile di vita ma questo richiede tempi lunghi. Ecco perché e’ importante scendere a compromessi con le centrali eoliche e termodinamiche (i due metodi di produzione energetica che presentano il più alto EROEI in relazione ai danni ambientali che provocano.
      Inoltre e’ credo vero che la maggior parte dell’energia extra prodotta con le pale eoliche non va a spegnere nessuna centrale termoelettrica a carbone o a gas ma almeno rende necessario costruirne troppe di nuove.
      Per quanto riguarda l’idea del terreno, magari c’avessi i soldi per comprarmene uno! Tutto quello che ho potuto fare finora e di comprare qualche centinaio di ettari di foresta amazzonica nel Rio Xingu’ (tramite il WWF) in modo da salvarli dalla deforestazione.
      Un saluto.

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