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Cinghiali dei Colli Euganei: la grande ingiustizia.


Cinghiale (Sus Scrofa)

Cinghiale (Sus Scrofa)

“Uccisi 899 cinghiali, mai così tanti” è il titolo dell’articolo a firma di Nicola Cesaro pubblicato sul quotidiano “Il Mattino di Padova” del 15 febbraio 2015.

Battuto il record annuale, scatta l’esultanza, Gianni Biasetto si dice “fiducioso”, ma…non c’è nulla da festeggiare.

Ohibò, che succede?

A ben guardare i dati parlano chiaro sull’insuccesso della politica dell’Ente Parco naturale regionale Colli Euganei, dando così ragione ai protezionisti che da anni vanno dicendo che uccidere i cinghiali avrebbe solo che aggravato il problema.

I dati delle uccisioni dei cinghiali sui Colli Euganei si prestano infatti ad una doppia lettura: se è vero che di anno in anno aumentano le uccisioni, è altrettanto fondato pensare che aumenti in modo consequenziale anche la numerosità degli animali.

Parco naturale regionale Colli Euganei, Cinghiali uccisi (2001-2014)

Parco naturale regionale Colli Euganei, Cinghiali uccisi (2001-2014)

L’andamento complessivo del fenomeno, come riportato in grafico, dal 2001 (inizio abbattimenti) ad oggi, palesa un’impennata di uccisioni…e quindi anche di nascite!

Un paradosso?

L’Ente Parco, con la sua politica di abbattimenti, sostiene la correlazione tra abbattimenti e nascite e al contempo rifiuta la dipendenza delle stesse variabili quando si tratta di riconoscere la presenza di fattori per nulla trascurabili come la destrutturazione gerarchica dei branchi di cinghiali conseguente alla caccia, la regolazione ormonale e l’aumento di fertilità degli animali in risposta alla pressione venatoria e l’aumento di spazio e risorse alimentari per gli animali sopravvissuti alle uccisioni.

Non solo, l’Ente Parco continua ad ignorare concetti fondamentali dell’Ecologia e della Dinamica delle popolazioni come il modello di crescita logistico e la capacità portante dell’ambiente: una popolazione rallenta il proprio tasso di crescita in risposta alla diminuzione delle risorse disponibili fino a raggiungere la capacità di un ambiente di sostenere un certo numero massimo di individui.

crescita logistica.jpeg

Il modello logistico ha rilevanti implicazioni pratiche: se, per esempio, si volesse controllare una popolazione di ratti, ucciderne la metà potrebbe semplicemente ridurre la popolazione al punto (vedi curva sigmoide) in cui aumenterà più rapidamente. Un approccio più efficace sarebbe quello di ridurre la capacità portante che, nel caso dei ratti, significa di solito maggiore controllo sullo smaltimento dei rifiuti, mentre nel caso dei cinghiali potrebbe essere rappresentato da robuste recinzioni elettrificate attorno ai coltivi.

Non solo, andare ad influire sui cinghiali adulti con armi da guerra con gittata di alcuni chilometri (tali sono i fucili a canna rigata), significa aggravare l’impatto dei giovani sulle colture agrarie venendo meno l’esperienza degli adulti nella ricerca del cibo nel bosco: abitualmente i cinghiali adulti preferiscono il cibo reperibile nel bosco ai coltivi e trasmettono questa conoscenza ai giovani cinghiali.

circolo vizioso cinghiali_migliore-01

Il risultati sono:

  • 15 anni di fallimenti delle politiche di abbattimento, dimostrati dal fatto che il numero di cinghiali non diminuisce;
  • cifre da capogiro che raggiungono i 300 mila euro annui e sperpero di denaro pubblico;
  • impiego del personale dell’Ente per inseguire cinghiali e daini giorno e notte;
  • danni crescenti all’imprenditoria agricola ed esasperazione degli agricoltori;
  • un parco protetto che non è più tale se vi si entra con le armi, pur in presenza di piani di abbattimento autorizzati;
  • giornate di caccia per i cacciatori e continue ingerenze del mondo venatorio che infestano un parco naturale nel quale non dovrebbero neppure mettere piede;
  • diffusione di punti vendita al pubblico e agriturismi che servono carne di cinghiale dei colli e consolidamento del business;
  • demonizzazione di cinghiali e daini e diffusione crescente di incultura e disinformazione;
  • esportazione del “modello Colli Euganei” anche sui vicini Colli Berici dove sono stati recentemente introdotti in modo criminale dei cinghiali per replicare l’escalation già avvenuto sui Colli Euganei;
  • negli ultimi tre anni, rapida diffusione di appositi corsi organizzati dalle province (Padova, Vicenza, etc.) per autorizzare centinaia di cacciatori-operatori alla caccia al cinghiale anche nelle aree di divieto di caccia;
  • quasi un migliaio (tra cinghiali e daini) di animali uccisi ogni anno nei Colli Euganei.

    Cinghiale (Sus scrofa)

    Cinghiale (Sus scrofa)

L’unica soluzione vera, efficace e desiderabile, per animali e uomini, sarebbe un programma pluriennale di vaccinazione degli animali per renderli infertili.

  • Per quanti anni ancora i decisori istituzionali non avranno il coraggio di attuare metodi innovativi e già sperimentati in altri Stati?
  • Quanti milioni di animali dovranno morire fucilati in un sedicente “parco protetto”?
  • Quanti milioni di euro di denaro pubblico saranno sperperati inutilmente e consapevolmente?
  • Quante giornate di caccia verranno regalate ad una categoria distruttiva come quella dei cacciatori?
  • Quanta ingiustizia dovranno ancora sopportare i cinghiali e i daini dei Colli Euganei?

Ne riparliamo tra qualche anno…quando il problema cinghiali sarà tutt’altro che risolto sui Colli Euganei e sarà esploso anche sui Colli Berici. Potete scommetterci.

Gruppo di Intervento Giuridico onlus – Veneto

 

P.S.  la caccia al Cinghiale non limita proprio i danni all’agricoltura.

 

Longare, cartello "pericolo Cinghiali"

Longare, cartello “pericolo Cinghiali”

(foto L.A.C., M.F., S.D., archivio GrIG)

  1. max
    febbraio 21, 2015 alle 7:33 am

    il cinghiale ha un difetto; e’ animale potenzialmente pericoloso ed e’ nocivo per l’agricoltura.
    il cinghiale ha un pregio; e’ buonissimo molto piu’ del porco ed e’ brado quindi gustoso.
    quindi vale piu’ da morto che da vivo.
    provocazione a parte, visto che mangiamo carne e lui si riproduce come i topi ed i conigli sono favorevole agli abbattimenti. questa e’ un tipo di caccia che ammetto. mi spiace se gli sparano, ma mi spiace anche quando nei mattatoi ammazzano gli animali. ripeto, questa caccia ha un senso.

    • maggio 27, 2015 alle 10:11 am

      Perfettamente d’accordo con te, mi sembra molto più stupido, ingiusto, innaturale e sconveniente sotto tutti i punti di vista la sterilizzazione.
      Per un animale è decisamente più auspicabile il poter vivere libero in un bosco ed essere ucciso come comunque gli capiterebbe in natura nel suo ambiente con gli adeguati predatori (che non si limiterebbero ad un colpo di fucile ben assestato ma lo dilanierebbero affondando le loro fauci nella carne ancora viva) piuttosto che vivere ingabbiato in un allevamento intensivo, Se si riuscisse a sostituire anche solo del 10% i capi allevati con i capi cacciati farebbe solo del bene sia agli animali stessi sia a chi avrebbe la fortuna di consumare una carne di ottima qualità e completamente naturale, in più lasciando la libertà di cacciare ai privati che sarebbero disposti addirittura a pagare per cacciarli quindi obbligandoli a seguire corsi specifici, si risparmierebbero una montagna di soldi e si lascerebbero le guardie forestali ai loro compiti di difesa del territorio.

  2. M. A.
    febbraio 21, 2015 alle 10:47 am

    “L’unica soluzione vera, efficace e desiderabile, per animali e uomini, sarebbe un programma pluriennale di vaccinazione degli animali per renderli infertili.”
    Grig ma orientativente secondo te costa più una cartuccia a palla o un programma pluriennale di vaccinazione? Questo non è un problema esclusivo dei colli Eugenei ma di tutti i parchi e le oasi italiane diventate vere e proprie porcilaie. Non ti dovrebbe stupire Grig, questa filosofia è attuata anche in altri parchi come quello di Porto Conte, dove ci hanno realizzato un vero e proprio mattatoio. La carne di cinghiale piace, ha un buon mercato, e uccidere i cinghiali conviene (muove tutto l’ indotto legato all’attivita venatoria) in quanto nel breve tempo con il prelievo si riducono i danni e il numero..ed inoltre l’effetto collaterale di far aumentare la fertilità e quindi riottenere nel medio termine un buon numero di esemplari garantisce il business..il tutto può essere definito con quella parolina che vi piace tanto.. “eco sostenibile”.

    • febbraio 21, 2015 alle 1:12 pm

      con il piombo il “problema” dell’aumento dei Cinghiali o, meglio, degli ibridi cinghialexmaiale, come spesso accade, non si risolve.
      Tutto qui, se ti pare poco.

  3. teresa
    febbraio 22, 2015 alle 11:00 am

    Si tratta quindi di un “allevamento”(per scopi alimentari)di cinghiali allo stato brado per cui non si ha nessun interesse a regolarlo!Ma trattandosi di un Parco pubblico(appartenente alla comunità) non mi pare che sia nè etico nè opportuno .P.S.Il sistema della sterilizzazione è un metodo razionale adatto a paesi civili non alle nostre latitudini frequentate da “pensatori”come M.A.e un pò opportunisti come Max.

    • max
      febbraio 22, 2015 alle 12:45 pm

      la sterilizzazione sara’ etica nel paese del mulino bianco ma mi pare demenziale impedire a bestie commestibili e molto gustose di procreare quando si puo’ poi abbatterle mangiando quindi sano si suppone ( brado) e facendo felici i cacciatori che altrimenti sparano ai pennuti nei giardini di casa ( tua e mia). pensi che sia etico il macello?vai a farti un giro e poi mi sai dire. come ho scritto sono contrario alla caccia tranne casi come questi. non saprei mai sparare ad un cinghiale anche se ero sniper a militare; questo non significa che debba fare l’integralista a tutti i costi. gli animali “dannosi”commestibili quando sono in sovrannumero vanno abbattuti e MANGIATI ( nutrie e piccioni inclusi). non cosi’ ovviamente per lupi, volpi, orsi ecc tranne che uno se li mangi. opportunismo? direi opportunita’ che madre natura ci offre.
      basta luoghi comuni ed ecosnobismo.

  4. aprile 20, 2015 alle 12:25 am

    bravi!
    bel lavoro, ma non penso che la sterilizzazione dei cinghiali sia una bella idea
    GAGA

  5. maggio 21, 2015 alle 3:01 pm

    da Greenreport, 21 maggio 2015
    Cinghiali in aumento in tutta Europa, ma la caccia non riesce a contenerli.
    Il caso dei Colli Euganei (e italiano). Ma le ricette per risolvere il problema sono spesso opposte: http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/cinghiali-in-aumento-in-tutta-europa-ma-la-caccia-non-serve-a-contenerli/#sthash.omHZJp8M.dpuf

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