Home > acqua, aree urbane, biodiversità, coste, difesa del territorio, energia, grandi opere, inquinamento, società, sostenibilità ambientale > Forte preoccupazione a Carloforte e Gonnesa sul nuovo impianto dell’alluminio a Portovesme.

Forte preoccupazione a Carloforte e Gonnesa sul nuovo impianto dell’alluminio a Portovesme.


Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

l’associazione Adiquas di Nuraxi Figus (Gonnesa) e i il Comitato Carlofortini Preoccupati hanno inviato al Savi le osservazioni in merito al “Progetto di ammodernamento della raffineria di produzione di allumina ubicata nel comune di Portoscuso, ZI Portovesme”.
I punti centrali delle nostre osservazioni riguardano l’inaffidabilità del proponente, si ricorda che: Eurallumina in passato, si è resa responsabile di presunti reati ambientali al vaglio della magistratura,  una gestione spesso “disinvolta” degli impianti ha comportato gravi criticità per il territorio e danni ambientali gravissimi. La Magistratura è intervenuta  con il sequestro del Bacino Fanghi Rossi, e in data 25/11/2015 i dirigenti dell’azienda  (Vincenzo Rosino, amministratore delegato della società e Nicola Candeloro, direttore dello stabilimento) , sono stati rinviati a giudizio  (a marzo 2016)  per disastro ambientale e smaltimento di rifiuti pericolosi.
Riteniamo vergognoso che il destinatario dell’Aia depositata in Provincia dall’Eurallumina sia il sig. Palmiro Putzulu, lo stesso dirigente dell’Area Servizi ambientali dell provincia che, in una conversazione telefonica intercettata dalla Procura cagliaritana sui fanghi rossi, informò il direttore degli stabilimenti Nicola Candeloro di un blitz dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico).
Per quanto riguarda i rifiuti da smaltire Eurallumina non sa se i fanghi rossi della nuova produzione rientreranno tra la categoria dei rifiuti pericolosi o rifiuti non pericolosi!  Saranno comunque necessari nuovi ampliamenti e nuove discariche per accoglierli
Il sistema di controllo sugli inquinanti a Portovesme è spesso insufficiente e lacunoso, frequentemente si affida ai privati il controllo, cosicché il controllato è anche controllore. Mentre il controllo pubblico latita dichiarando di  non avere nè risorse né mezzi, è il caso dell’  Ispra sulle mancate analisi sul “caso diossina” di Portovesme,  che getta un ombra inquietante su chi debba tutelare la salute dei cittadini e del territorio.

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Ma soprattutto esiste criticità ambientale dell’area (Zone nelle quali gli standard di qualità ambientale fissati dalla normativa dell’Unione Europea sono già stati superati).
L’area è contaminata oltre che dai fumi delle ciminiere anche dai rifiuti industriali,. Gli studi eseguiti, hanno messo in luce una quantità fuori norma di metalli pesanti, idrocarburi e fluoruri. Le falde acquifere sono inquinate e sul territorio di Portoscuso si sono succedute  ordinanza di divieto di coltivazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, di consumo del latte per grave inquinamento del territorio locale,  di consumo di molluschi. La presenza dei veleni  prodotti nel tempo hanno desertificato l’economia agricola provocando  gravi danni agli agricoltori e proprietari terrieri. L’inquinamento presente sull’area danneggia il turismo e le categorie economiche associate, danno che si estende per tutto il territorio sulcitano.
Nel Sulcis Iglesiente l’incidenza di patologie e decessi per tumore , malattie cardiovascolari e tiroidee (in costante aumento secondo i dati della Asl) comportano oltre al danno umano anche uno economico e sociale. Secondo i dati dell’ Agenzia Europea per l’ambiente nell’area di Portovesme il costo sanitario causato dall’inquinamento è di circa 6 volte superiore alla media europea. Ancora, è importante ricordare che il raggio di massima esposizione agli inquinanti intorno ad una centrale a carbone è di circa 48 Km, quindi una nuova centrale non farebbe altro che peggiorare le già  precarie condizioni sanitarie ed ambientali degli abitanti e del
territorio sulcitano.

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

In questi giorni l’Enel ha dato notizia che chiuderà, in quanto troppo impattanti e antieconomiche, diverse centrali tra le quali la Grazia Deledda di Portovesme,  una centrale termoelettrica che utilizza il  carbone e le biomasse. Per quale ragione se ne autorizza una nuova  altamente inquinante e dispendiosa?
Molte centrali a carbone sono in via di dismissione anche in varie parti  del mondo  per le emissioni di CO2.  Ci appare perciò  assurda la posizione della Regione che a Parigi alla conferenza sui cambiamenti climatici per voce del Governatore Dott. Pigliaru condannava i cambiametni climatici e puntava a una riduzione delle emissioni,  mentre  dall’altra la stessa Regione si appresta a dare il via libera ad una inquinante centrale.
Riteniamo che il nostro territorio abbia necessità di bonifiche e di progetti rispettosi delle reali risorse esistenti e non di ulteriori fattori inquinanti che vanno ad accumularsi  in un territorio già gravemente ferito dall’attuale e dal pregresso inquinamento e, sottolineiamo che a causa di ciò le popolazioni stanziali ne stanno pagando le conseguenze in termini economici e di salute.
Per queste e altre mille ragioni le osservazioni richiedono al Servizio SAVI, di dichiarare improcedibile l’istanza presentata dall’Eurallumina per una nuova centrale.

Associazione Adiquas     Comitato Carlofortini Preoccupati

Portoscuso, centrale eolica

Portoscuso, centrale eolica

(foto S.D., archivio GrIG)

Annunci
  1. Mara
    dicembre 19, 2015 alle 8:39 am

    E’ ora di chiudere TUTTE le fabbriche di veleni di Portoscuso/Portovesme. Da troppi anni gravano sul territorio succhiando letteralmente il sangue ai contribuenti. Sacrosanti i posti di lavoro, ma potrebbero essere conservati – anzi incrementati – iniziando una completa azione di bonifica. Perché non si inizia il cammino su questa strada “virtuosa”?

  2. Fabrizio De Andrè
    dicembre 19, 2015 alle 12:40 pm

    Cosa gliene frega allo stato di noi che moriamo di cancro…….L’importante che i batti casco abbiano i soldi,esistono solo loro nel sulcis.Trovate i soldi per pagare il personale e diteci i valori reali di diossina nel tutto,delinquenti.Vi auguro uno dei peggiori natali della vostra vita e che sia il primo di una lunga serie,solo così capirete in che incubo viviamo

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: