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Il Comune di Posada non accetta interferenze nel fare quel che vuole del “suo” demanio civico.


paesaggio agrario (foto Benthos), così era la campagna veneta

paesaggio agrario (foto Benthos)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato al Comune di Posada (Sindaco, S.U.A.P., Area urbanistica), all’Assessorato regionale dell’agricoltura (Assessore e Direttore generale), al Servizio nuorese dell’Agenzia Argea (delegata in materia dalla Regione autonoma della Sardegna), informando il Prefetto di Nuoro e il Commissario per gli usi civici per la Sardegna, una nuova istanza di revoca/annullamento in via di autotutela della deliberazione Giunta comunale di Posada n. 118 del 30 luglio 2014 con cui è stato stabilito “di concedere in locazione, per la durata di anni nove salvo rinnovo di anni sei, la porzione di terreno comunale di mq.50 circa, sita in località Su Pradu distinta al NCT al foglio 77, particella n.77 per l’installazione di una stazione radio base per telefonia mobile cellulare da parte della società Vodafone – Omnitel B.V. avente sede a Cagliari in Via Bonaria” e provvedimento unico S.U.A.P. n. 1 del 19 marzo 2015 con cui è stata autorizzata la realizzazione del ripetitore telefonico.

La precedente istanza ecologista (1 luglio 2015) è stata, infatti, respinta dal Sindaco di Posada (nota prot n. 3918 del 10 luglio 2015), con la contemporanea richiesta di ben 116,00 euro per l’invio delle informazioni ambientali richieste. Con un’efficienza degna di miglior causa, la Giunta comunale di Posada ha approvato – due giorni dopo aver ricevuto l’istanza ecologista – la deliberazione n. 86 del 3 luglio 2015 contenente “Istituzione diritti di segreteria per l’accesso agli atti, ricerca, determinazione costi per produzione, estrazione copie e casi di esenzione” con la previsione di importi palesemente esosi e vessatori (es. euro 25,00 per diritti di ricerca e visura, euro 1,00 per singola copia bianco/nero, ecc.) fuori da qualsiasi corrispettivo di mercato. In particolare, si evidenzia che qualsiasi comunicazione e atto possono e devono esser inviati per via telematica quando possibile senza aggravio di spese (decreto-legge n. 179/2012, convertito con modificazioni nella legge n. 221/2012).

Cagliari, Pirri (Is Bingias), la nuova stazione radio base

stazione radio base

In ogni caso, al di là della singolare disciplina comunale, il quadro normativo vigente (art. 15, comma 2°, e 17 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) non prevede la possibilità di concedere in locazione aree a uso civico e di modificarne la destinazione d’uso senza la preventiva autorizzazione regionale e in assenza di istanza formulata dal Consiglio comunale a maggioranza qualificata. I relativi atti sono nulli. Eppure si tratta di procedure ampiamente pubblicizzate dalla Regione autonoma della Sardegna e che dovrebbero essere ben conosciute dai Comuni.

Dall’esame dell’Inventario generale delle Terre Civiche in Sardegna e per ammissione dello stesso Comune, l’area (loc. Cirriagos) individuata al N.C.T. al foglio 77, particella n. 77, per un’estensione di mq. 183.871,00, risulta appartenere al demanio civico di Posada, dichiarato con decreto Commissario Usi Civici n. 290 del 18 settembre 1942.

E i terreni a uso civico, la cui titolarità è dei cittadini di Posada, non possono certo essere utilizzati come un bancomat comunale, per le esigenze che di volta in volta si presentano.

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

I diritti di uso civico sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.): “intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso” (art. 2 legge regionale n. 12/1994).   Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (art. 3 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.).

Dall’esame della situazione del  demanio civico di Posada emergono numerose occupazioni illegittime di terreni a uso civico, spesso con intestazioni in favore di privati, soprattutto nelle località Monte Orvile, Sos Palones, Cirriagos, nonostante il provvedimento di accertamento demaniale (decreto Commissario Usi Civici n. 290 del 18 settembre 1942) sia ben noto e trascritto da decenni nei registri immobiliari. Il Comune e la Regione in via sostitutiva sono tenuti (art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) al recupero in via amministrativa al demanio civico dei terreni ad uso civico illegittimamente detenuti, effettuabile anche in via giudiziaria dal Commissario per gli usi civici (artt. 9, comma 3°, e 29, comma 4°, della legge n. 1766/1927 e s.m.i.).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica che il Comune, oltre a revocare/annullare gli atti finalizzati alla locazione per il ripetitore telefonico, inizi a recuperare al demanio civico i terreni a uso civico illegittimamente occupati da privati. Sarebbe un buon passo per il recupero della legalità ed è un obbligo di legge.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Libellula

Libellula

 

il Comune di Posada cambia registro?

La Nuova Sardegna, 5 settembre 2015

La Nuova Sardegna, 5 settembre 2015

(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Pasqualino
    luglio 22, 2015 alle 8:36 am

    L’ “invio attraverso procedura telematica”, certo come no, ma sapete quando devo smenare, come professionista, non solo per “avere” ma anche solo per “vedere” un documento di Piano? spesso da Cagliari devo andare a Olbia, per vedere il colore di una particellina. Così funziona, “altro che per via telematica”. Detto ciò, il comune di Posada è un comune che si è distinto anche per scelte virtuose in ambito ambientale. Non so, ma questa volta mi da l’impressione che vi stiate puntando per motivi, come vogliamo chiamarli, pretenziosi? buona giornata e viva il GrIG.

  2. Juri
    luglio 22, 2015 alle 11:41 am

    A prescindere dal merito della questione, trovo surreale (e manifestamente illegittimo) che un’amministrazione comunale tenti così sfacciatamente di ostacolare l’esercizio di un diritto da parte della cittadinanza, tanto più che si tratta di un aspetto fondamentale della gestione della cosa pubblica (la trasparenza amministrativa).

    A prestar fede alla delibera 86-2015 il Comune di Posada sosterrebbe un costo di 1 Euro per una fotocopia in bianco e nero (nella delibera si parla di rimborso di “costi vivi”). In pratica un’ammissione di uno sperpero di denaro pubblico, visto che nella fotocopisteria più vicina al municipio non si spenderebbero più di 10 centesimi, ossia 10 volte meno di quanto dice di spendere l’amministrazione comunale.
    E come se non bastasse compare pure un costo di ben 25 Euro per un meglio precisato “diritto di ricerca e visura” e nientemeno che 10 Euro per l’invio postale (il costo di una spedizione di un pacco negli Stati Uniti).
    Praticamente un cittadino che volesse avere copia di un fascicolo di 20 pagine secondo quella delibera dovrebbe spendere 55 Euro.

    E allora è davvero lecito dubitare che quanto premesso in delibera abbia intenti manifestamente beffardi…

    – l’accesso agli atti e documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di interesse pubblico, costituisce principio generale dell’attività amministrativa;
    – il diritto di accesso, invero, è riconosciuto dagli artt. 22 ss della L. 241/1990 come fondamentale presidio a tutela delle esigenze di tutela dei soggetti destinatari dell’azione amministrativa, nonché,
    come strumento essenziale al perseguimento della trasparenza e dell’imparzialità nella Pubblica Amministrazione;

  3. luglio 22, 2015 alle 3:05 pm

    tutt’altro che “motivi pretenziosi”, si tratta di difendere i diritti di uso civico e la loro funzione ambientale e sociale.
    Se ogni Giunta comunale potesse decidere che cosa farne in totale autonomia, pur perseguendo interessi pubblici, non si comprende dove si andrebbe a finire.
    Le procedure di richiesta consiliare qualificata comunale e quelle di controllo regionale costituiscono garanzie (non certo assolute) di una migliore ponderazione delle scelte.
    Spiace che Amministrazioni comunali che hanno adottato scelte valide per la salvaguardia ambientale (e che abbiamo ampiamente lodato, additandole quale esempio: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2013/08/20/una-storia-forse-a-lieto-fine-la-costa-di-orvile-a-posada-nu/) in questa vicenda tengano in così poco conto un importante presidio ambientale e sociale come il proprio demanio civico.
    Un demanio civico – oltre tutto – dove risultano numerose occupazioni senza titolo da parte di privati senza che siano note le necessarie azioni di recupero comunali e, in via sostitutiva, regionali.
    Per non parlare di un altro aspetto rilevante, il diritto all’informazione ambientale proprio di ogni cittadino, vessato di assurdi balzelli (ma dove una fotocopia b/n costa 1 euro?!) stabiliti con un atto approvato addiruttura due giorni dopo l’istanza “antipatica”.
    Immagino la felicità dei cittadini di Posada nel sapere quanti quattrini devono sborsare per aver la copia di un documento pubblico…..

    Stefano Deliperi

    P.S. la sospensione temporanea dei diritti di uso civico e il mutamento di destinazione d’uso, in questo caso per motivi definibili di interesse pubblico, van fatti e si fanno secondo legge. Qui uno dei tanti esempi:
    Determinazione del Direttore del Servizio territoriale del Nuorese n° 2668 del 27 aprile 2015
    L. R. 14 marzo 1994, n. 12 , artt. 15-17 – Sospensione dei diritti di uso civico,
    mutamento di destinazione d’uso, tratti stradali rurali “Unertore – Sa Carrucca”- “ Sant’ Efisio – Sa Preda e Sa Ruche”, in favore del Comune di Orune: http://www.sardegnaagricoltura.it/index.php?xsl=443&s=283956&v=2&c=3962

  4. maria ignazia massa
    luglio 22, 2015 alle 5:10 pm

    Quando parliamo di poteri forti, li immaginiamo molto in alto, e invece ci sono anche quelli vicini a noi, in basso. Si comincia dal basso.

  5. luglio 23, 2015 alle 6:21 pm

    Un grazie di cuore a chi si è mosso per questa causa… e ringraziamo anche gli Dei che ogni tanto ci ascoltano.
    E vero, “il comune di Posada è un comune che si è distinto…”
    https://chimidice.wordpress.com/posada/

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