I terreni a uso civico non sono un “bancomat” comunale.


Cisto (Cistus)

Cisto (Cistus)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato al Comune di Posada (Sindaco, S.U.A.P., Area urbanistica) e al Servizio nuorese dell’Agenzia Argea (delegata in materia dalla Regione autonoma della Sardegna) una specifica richiesta di informazioni ambientali e di revoca/annullamento in via di autotutela della deliberazione Giunta comunale di Posada n. 118 del 30 luglio 2014 con cui è stato stabilito “di concedere in locazione, per la durata di anni nove salvo rinnovo di anni sei, la porzione di terreno comunale di mq.50 circa, sita in località Su Pradu distinta al NCT al foglio 77, particella n.77 per l’installazione di una stazione radio base per telefonia mobile cellulare da parte della società Vodafone – Omnitel B.V. avente sede a Cagliari in Via Bonaria”.

Dall’esame dell’Inventario generale delle Terre Civiche in Sardegna, l’area (loc. Cirriagos) individuata al N.C.T. al foglio 77, particella n. 77, per un’estensione di mq. 183.871,00, risulta appartenere al demanio civico di Posada, dichiarato con decreto Commissario Usi Civici n. 290 del 18 settembre 1942.

E i terreni a uso civico, la cui titolarità è dei cittadini di Posada, non possono certo essere utilizzati come un bancomat comunale, per le esigenze che di volta in volta si presentano.

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

I diritti di uso civico sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.), inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.): “intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all’uso” (art. 2 legge regionale n. 12/1994).   Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (art. 3 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.).

Dall’esame della situazione del demanio civico di Posada emergono numerose occupazioni illegittime di terreni a uso civico, spesso con intestazioni in favore di privati, soprattutto nelle località Monte Orvile, Sos Palones, Cirriagos, nonostante il provvedimento di accertamento demaniale (decreto Commissario Usi Civici n. 290 del 18 settembre 1942) sia ben noto e trascritto da decenni nei registri immobiliari. Il Comune e la Regione in via sostitutiva sono tenuti (art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e s.m.i.) al recupero in via amministrativa al demanio civico dei terreni ad uso civico illegittimamente detenuti, effettuabile anche in via giudiziaria dal Commissario per gli usi civici (artt. 9, comma 3°, e 29, comma 4°, della legge n. 1766/1927 e s.m.i.).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica che il Comune, oltre a revocare/annullare gli atti finalizzati alla locazione per il ripetitore telefonico, inizi a recuperare al demanio civico i terreni a uso civico illegittimamente occupati da privati. Sarebbe un buon passo per il recupero della legalità ed è un obbligo di legge.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Sardegna, macchia mediterranea sul mare

Sardegna, macchia mediterranea sul mare

(foto S.D., archivio GrIG)

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  1. luglio 2, 2015 alle 2:48 pm

    da Siniscola Notizie, 1 luglio 2015
    Ripetitore a “Su Pradu”, la risposta del sindaco di Posada all’interrogazione della minoranza. (Mauro Piredda): http://www.siniscolanotizie.net/notizie/attualita/1861/ripetitore-a-su-pradu-la-risposta-del-sindaco-di-posada-allinterrogazione-della-minoranza

    ———————————–

    28 giugno 2015

    Posada, interrogazione dell’opposizione circa «una possibile realizzazione di un ripetitore in località “Su Pradu”»: http://www.siniscolanotizie.net/notizie/territorio/1851/posada-interrogazione-dellopposizione-circa-una-possibile-realizzazione-di-un-ripetitore-in-localita-su-pradu-

  2. amico
    settembre 9, 2015 alle 5:21 pm

    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20150909123906.pdf

    1) D’ora in avanti tutti i Comuni che hanno fatto vendite nulle potranno sanarle con questa procedura. Si instaura un precedente pericolosissimo. Si fa finta di non parlare di sclassificazione ma si fa ben di peggio in quanto nel primo caso il terreno torna al Comune qui invece viene alienato.

    2) La regione non potrà mai più rivendicare eventualmente le centrali visto il principio dell’accessione;

    3) Il ruolo del Commissario comincia ad avere contorni poco chiari. da un lato da indicazioni per la procedura amministrativa dall’ltro deve giudicare la procedura stessa;

  3. amico
    settembre 10, 2015 alle 11:36 am

    La sostanza a mio parere non cambia.
    Si è applicata la norma sull’alienazione a sanatoria di una vendita già fatta e per giunta SUCCESSIVA al Decreto commissariale di accertamento.
    La cifra che il Comune andrà ad incassare è del tutto irrilevante ai fini della corretta applicazione delle norme.
    Come già detto da oggi in poi tutti i Comuni della Sardegna potranno richiedere di sanare le precedenti alienazioni con la medesima procedura. Anche perchè in taluni casi (ad es Orosei) molte vendite sono avvenute PRIMA dell’emissione dell’atto di accertamento e con i,l placet della Regione che aveva autorizzato le lottizzazioni.
    Molto più lineare, aprire nuovamente i termini per la sclassificazione, anche viste le modifiche intervenute all’art 5 della L.R. 12/1994 secondo le quali oggi non si possono più accertare come gravati da usi civici gli immobili per i quali in sostanza hanno le caratteristiche per l’alienazione (comma 5 bis). Stabilire nella norma in maniera dettagliata le fattispecie da ricomprendere individuando il tempo massimo entro il quale il PIP PEP o le OP dovevano essere realizzate. magari subordinare la sclassificazione all’oggettiva impossibilità di effettuare il trasferimento. Stabilendo un punto finale e nopn prorogabile per sanare il sanabile.
    In questa maniera.
    Non si sarebbe piegata una norma alle esigenze del singolo caso ( nella DG è detto esplicitamente il caso concreto non è perfettamente coincidente con la fattispecie legislativa ( ” È evidente che la realtà non coincide perfettamente con la fattispecie prevista, visto che oggi si sta cercando di sanare un contratto nullo, ma che ha comunque dispiegato effetti irreversibili, il più evidente dei quali, ma non l’unico, è la trasformazione del territorio.”).
    Si sarebbero messi tutti i Comuni nella medesima situazione (Quelli accertati prima della modifica dell’art. 5 citato vedono i terreni utilizzati per PIP PEP o OP come gravati da usi civici mentre quelli che verranno accertati in seguito non avranno il gravame).
    Non ci sarebbe un atto amministrativo ma un atto legislativo a stabilire il tutto secondo le regole di generalità ed astrattezza, salvo non volere ricadere in nuova Oddoene come in realtà è avvenuto (anche se per Oddoene le conseguenze sono meno gravi perchè i terreni sono rientrati nel patrimonio disponibile del Comune). A tacere del fatto che il legislatore si sarebbe assunto le proprie responsabilità.
    Ripeto precedente pericoloso. Si potrebbe ancora fermare non emettendo il necessario Decreto e ripartire nel senso anzidetto. Ma oramai pare fatta. Gli sviluppi non sono al momento immaginabili, come non sono immaginabili le reazioni degli altri Comuni nelle medesime situazioni.
    A tacere del fatto che manca la separazione tra soggetto amministrativo e Giudicante.

  4. amico
    settembre 12, 2015 alle 9:58 am

    Emesso il decreto finito il gioco. QUATTROCENTO ettari andati. Per non parlare del fatto che i Sardi non potranno mai più rivendicare le centrali.

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