La giustizia turca si tinge di verde.


Istanbul, Gezy Park, Ceyda Süngür, la "donna in rosso", cerca di parlare con la Polizia (2013)

Istanbul, Gezy Park, Ceyda Süngür, la “donna in rosso”, cerca di parlare con la Polizia (2013)

Il Presidente della Repubblica turco Recep Tayyip Erdoğan ha subìto un altro colpo alle sue ambizioni di sultano islamista del XXI secolo.

Dopo aver perso alle recenti elezioni politiche la maggioranza parlamentare assoluta, che gli avrebbe permesso di disfare la costituzione laica, ha dovuto patire indirettamente uno smacco forse piccolo, ma molto significativo.

Il Tribunale di Istanbul ha condannato il poliziotto Fatih Zengin per aggressione e abuso di potere per aver irrorato gratuitamente di gas urticante l’inerme ragazza in rosso Ceyda Süngür nel corso delle proteste popolari per salvare i 600 alberi del Gezy Park, condannati a morte dal progetto governativo concernente la realizzazione di un centro commerciale, nell’ambito di un ampio programma di opere pubbliche nell’area del Bosforo dal pesantissimo impatto ambientale.

La condanna a morte degli alberi è stata poi annullata dal Consiglio di Stato turco (maggio 2014) e, ora, il poliziotto è stato condannato a 20 mesi di libertà vigilata e dovrà piantare 600 alberi, una pena del contrappasso che sembra puntare ben più in alto del poliziotto troppo zelante.

Istanbul, Gezy Park, il poliziotto Fatih Zengin "risponde" con il gas urticante (2013)

Istanbul, Gezy Park, il poliziotto Fatih Zengin “risponde” con il gas urticante (2013)

Un nuovo aeroporto internazionale, il terzo ponte sul Bosforo, un canale artificiale parallelo a quello naturale e una serie di progetti di contorno, questo il megalomane programma governativo in base al quale doveva esser spazzato via il parco: nel 2013 ecologisti e, soprattutto, semplici cittadini sono scesi in piazza per difendere i loro alberi contro le ruspe, mentre la polizia turca (abituata a fare cose turche) ha massacrato un bel po’ di manifestanti.

I contestatori erano però aumentati, decine di migliaia, sempre di più. E la protesta si era allargata, contro la megalomania governativa che vorrebbe autocelebrarsi con opere pubbliche costosissime e assurde.

Centinaia di migliaia, milioni di turchi sono scesi in piazza in un centinaio di città.

Gli abitanti di Istanbul non hanno voluto abbandonare i loro alberi, milioni di turchi non vogliono abbandonare la loro laica progressiva modernizzazione per scivolare indietro nell’islamismo fondamentalista retrogrado.

In Turchia, abituati a vedere cose turche, non meraviglia più di tanto che un consigliere del principe prenda pubblicamente a calci un manifestante tenuto fermo dai poliziotti solo perché osa protestare contro un terribile disastro minerario annunciato (Soma, maggio 2014) con centinaia di vittime.  Così il Governo turco ha recentemente (marzo 2015) pensato bene di regalare le foreste a nord di Istanbul “alle aziende che hanno vinto gare di appalto per la costruzione del terzo ponte sul Bosforo con annessa autostrada e per tutti i servizi relativi al nuovo aeroporto di Istanbul.  Ovviamente sono imprese “vicine” allo stesso governo e si prevede un aumento del già alto tasso di corruzione.

In una situazione simile anche una sentenza striata di verde può far bene alla democrazia.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Istanbul, Gezy Park, il poliziotto Fatih Zengin insiste con il gas urticante (2013)

Istanbul, Gezy Park, il poliziotto Fatih Zengin insiste con il gas urticante (2013)

 

da Il Corriere della Sera, 10 giugno 2015

GEZI PARK. Il poliziotto che ha spruzzato spray urticante sulla «donna in rosso» condannato a piantare 600 alberi.

Turchia, la foto aveva fatto il giro del mondo e la ragazza era diventata un’icona delle manifestazioni. (Elmar Burchia)

Lei era diventata un’icona della «primavera turca», la foto era stata condivisa sui social migliaia di volte: nel maggio di due anni fa, la studentessa Ceyda Süngür era stata investita da una nuvola di gas urticante sparatole addosso da un agente negli scontri in piazza Taksim, a Istanbul. Mercoledì, un tribunale della capitale ha condannato quel poliziotto a 20 mesi di libertà vigilata. Inoltre, dovrà piantare 600 alberi.

Abuso di potere
Lo scatto di un fotografo Reuters della giovane manifestante attaccata al volto a meno di un metro di distanza durante i giorni della resistenza di Gezi era diventata il simbolo della rivolta dei giovani turchi contro il premier islamico Recep Tayyip Erdogan. L’agente antisommossa Fatih Zengin rischiava una condanna fino a tre anni di carcere e il licenziamento. Come riferisce mercoledì l’agenzia di stampa DHA, il tribunale di Istanbul ha ritenuto l’uso della forza del poliziotto «un’aggressione» e «un abuso di potere». Durante le settimane di protesta contro un mega-progetto edilizio nell’ultimo spazio verde rimasto a Istanbul, il Gezi Park, la polizia turca aveva usato il pugno di ferro contro i manifestanti. Il bilancio in tutto il Paese: cinque giovani dimostranti uccisi e oltre 8 mila feriti. Il progetto edilizio era stato temporaneamente sospeso dalla magistratura.

 

Istanbul, Gezy Park, il poliziotto Fatih Zengin irrora a fondo Ceyda Süngür con il gas urticante (2013)

Istanbul, Gezy Park, il poliziotto Fatih Zengin irrora a fondo Ceyda Süngür con il gas urticante (2013)

 

(foto Reuters)

 

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  1. Occhio nudo
    giugno 13, 2015 alle 9:10 am

    Bene la condanna, ma lui rimarrà sempre un idiota, perché prendersela in quel modo contro una persona inerme è da veri idioti.

  2. Carlo Forte
    giugno 14, 2015 alle 11:14 am

    Ceyda è sicuramente una black block…………

  3. Mara
    giugno 15, 2015 alle 7:21 pm

    Bella notizia, spero che la magnifica donna in rosso ora stia bene!

  4. giugno 28, 2015 alle 10:03 pm

    il governo turco continua a fare cose turche.

    da Il Corriere della Sera, 28 giugno 2015
    TURCHIA. Istanbul: proiettili di gomma e cannoni d’acqua contro il Gay Pride
    La polizia cerca di disperdere i manifestanti diretti in piazza Taksim, il luogo teatro nel 2003 delle proteste anti-governative: http://www.corriere.it/esteri/15_giugno_28/istanbul-proiettili-gomma-cannoni-d-acqua-contro-gay-pride-2a0a0008-1da6-11e5-8ee0-8912bb49d278.shtml

  5. marzo 8, 2016 alle 2:52 pm

    e dovremmo pagare questi farabutti e magari farli entrare nell’Unione europea?
    Erdogan è un dittatore, ci vuol molto a capirlo?

    A.N.S.A., 8 marzo 2016
    Migranti: Ankara alza la posta, intesa Ue ‘ma solo sui principi’.
    Compromesso e rinvio a prossimo vertice, tra minacce veto: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/03/07/ue-tsipras-attuare-decisioni-comuni_a18bbd52-2447-4aa2-a27b-1e53218b6534.html

    ———————————-

    Turchia: commissariata agenzia Cihan del gruppo Zaman.
    Corte di Istanbul ha nominato tre amministratori per la gestione: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/03/07/turchia-commissariata-agenzia-cihan-del-gruppo-zaman-_7da1ff4a-c055-43aa-bb19-bddf0dd5d990.html

    ___________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2016
    Migranti, nulla di fatto al vertice Ue. Turchia chiede altri 3 miliardi. Accordo rimandato al consiglio del 17 e 18 marzo.
    I leader dei 28 paesi hanno discusso fino a tarda notte le nuove condizioni richieste da Ankara per mettere a punto il piano di emergenza sui rifugiati. Alla fine prodotto un testo di principi base da ridiscutere nel giro di dieci giorni. Pesa sulla discussione il caso Zaman: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/08/migranti-nulla-di-fatto-al-vertice-ue-turchia-chiede-altri-3-miliardi-accordo-rimandato-al-consiglio-del-17-e-18-marzo/2527378/

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    Turchia, commissariata agenzia di stampa del gruppo Zaman. E a Bruxelles Ankara chiede altri 3 miliardi per migranti: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/07/turchia-commissariata-agenzia-di-stampa-del-gruppo-zaman-e-a-bruxelles-ankara-chiede-altri-3-miliardi-per-migranti/2527156/

    ———————————–

    Turchia, polizia fa irruzione nella sede del giornale d’opposizione ‘Zaman’. “Cacciati. E’ la fine della democrazia”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/05/turchia-polizia-fa-irruzione-nella-sede-del-giornale-dopposizione-zaman-ci-hanno-cacciato-e-la-fine-della-democrazia/2520997/

    ———————————-

    Turchia, giornale d’opposizione Zaman ribalta linea editoriale: ora è pro-Erdogan: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/06/turchia-giornale-dellopposizione-zaman-ribalta-la-linea-editoriale-ora-e-pro-erdogan/2522998/

  6. novembre 25, 2016 alle 2:52 pm

    un dittatore.

    da Il Fatto Quotidiano, 25 novembre 2016
    Erdogan vuole sultanizzare la Turchia: con la riforma della Costituzione poteri enormi al presidente.
    Secondo la bozza il presidente avrebbe due vice, emanerebbe decreti su diverse materie senza bisogno di consultare il Parlamento, nominerebbe direttamente i vertici militari e dell’intelligence, i rettori dell’università, i burocrati di alto livello e le autorità giudiziarie. E ancora: via il primo ministro e il vincolo di due mandati ripartirebbe dopo l’approvazione della nuova legge. E così rimarrebbe in sella fino al 2029. Secondo i sondaggi il popolo è con lui (Marco Barbonaglia): http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/25/erdogan-vuole-sultanizzare-la-turchia-con-la-riforma-della-costituzione-poteri-enormi-al-presidente/3215718/

    —————-

    Parlamento Ue: “Sì a sospensione dei negoziati con la Turchia”. Erdogan: “Voto senza valore”.
    La risoluzione è stata approvata a Strasburgo e condanna le misure adottate da Erdogan dopo il fallito colpo di Stato. Ministro esteri turco: “Decisione non vincolante dal punto di vista giuridico”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/24/parlamento-ue-approva-risoluzione-per-sospendere-i-negoziati-con-la-turchia/3214544/

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