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La Commissione europea apre un’indagine sulla cattiva applicazione della valutazione di incidenza ambientale in Italia.


Pettirosso (Erithacus rubecula)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

La Commissione europea – Direzione generale “Ambiente” ha reso noto di aver aperto la procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000, individuati rispettivamente in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e la direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Domusnovas, galleria mineraria "tombata"

Domusnovas, galleria mineraria “tombata”

Nell’ambito della procedura di indagine ha assunto come ipotesi di violazione della normativa comunitaria diversi casi oggetto di ricorsi inoltrati dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, spesso insieme alle associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia, E.N.P.A., WWF.  Precisamente:

* calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 e calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 in assenza di procedura di V.INC.A. pur prevedendo la caccia anche entro S.I.C. e Z.P.S. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014);

* caccia con appostamenti fissi a ridosso del S.I.C. e Z.P.S. “Torbiere del Sebino, sul lago d’Iseo (BS, BG) in assenza di procedura di V.INC.A. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014);

* attività addestrative nei poligoni militari di Capo Teulada (Teulada, CA) e di Torre Veneri (Lecce) nei due S.I.C. “Isola Rossa e Capo Teulada” e “Torre Veneri” in assenza di procedura di V.INC.A. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014);

* interventi di messa in sicurezza delle gallerie minerarie dismesse di Sa Duchessa, Su Corovau, Reigraxius, Barraxiutta, Macciuru (Domusnovas, CI), effettuati mediante opere in muratura con aperture minime e assolutamente insufficienti per la protezione di popolazioni di varie specie di Chirotteri e Anfibi, in assenza di adeguata di procedura di V.INC.A. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014).

Questi casi si aggiungono a vicende analoghe di mancanza di procedure di V.INC.A. in varie regioni italiane.

Lago d'Iseo, capanno di caccia galleggiante

Lago d’Iseo, capanno di caccia galleggiante

Il rischio ora è quello dell’apertura di una procedura di infrazione per violazione della normativa comunitaria sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora (direttiva n. 92/43/CEE) e, in conseguenza di eventuale sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea, di una pesante sanzione pecuniaria a carico dell’Italia (e per essa alle amministrazioni pubbliche che hanno causato le violazioni), grazie soprattutto a omissioni o pressapochismo in materia di tutela ambientale, nonostante le tante istanze ecologiste.

Che cosa accade in questi casi?

Se non viene rispettata la normativa comunitaria, la Commissione europea – su ricorso o d’ufficio – avvia una procedura di infrazione (art. 258 Trattato U.E. versione unificata): se lo Stato membro non si adegua ai “pareri motivati” comunitari, la Commissione  può inoltrare ricorso alla Corte di Giustizia europea, che, in caso di violazioni del diritto comunitario, dispone sentenza di condanna con una sanzione pecuniaria (oltre alle spese del procedimento) commisurata alla gravità della violazione e al periodo di durata.

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Si ricorda che le sanzioni pecuniarie conseguenti a una condanna al termine di una procedura di infrazione sono state fissate recentemente dalla Commissione europea con la Comunicazione Commissione SEC 2005 (1658): la sanzione minima per l’Italia è stata determinata in 9.920.000 euro, mentre la penalità di mora può oscillare tra 22.000 e 700.000 euro per ogni giorno di ritardo nel pagamento, in base alla gravità dell’infrazione.     Fino a qualche anno fa le sentenze della Corte di Giustizia europea avevano solo valore dichiarativo, cioè contenevano l’affermazione dell’avvenuta violazione della normativa comunitaria da parte dello Stato membro, senza ulteriori conseguenze.    Ora non più.

Attualmente sono ben 106 le procedure di infrazione aperte contro l’Italia dalla Commissione europea. Di queste addirittura 20 (quasi un quinto) riguardano materie ambientali.

L’esecuzione delle sentenze della Corte di Giustizia per gli aspetti pecuniari avviene molto rapidamente: la Commissione europea decurta direttamente i trasferimenti finanziari dovuti allo Stato membro condannato: in Italia gli effetti della sanzione pecuniaria vengono scaricati sull’Ente pubblico territoriale o altra amministrazione pubblica responsabile dell’illecito comunitario (art. 16 bis della legge n. 11/2005 e s.m.i.).

Ovviamente gli amministratori e/o funzionari pubblici che hanno compiuto gli atti che hanno sostanziato l’illecito comunitario ne risponderanno in sede di danno erariale.

Bruxelles è molto più vicina di quanto possiamo pensare.

Il Governo Renzi, le Giunte regionali, gli Enti locali lo capiranno in tempo?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Capo Teulada

Capo Teulada

 

(foto per conto GrIG, L.A.C., Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. tore sanna
    luglio 17, 2014 alle 11:10 am

    Aggiungerei, tra le altre cose, la totale assenza della valutazione di incidenza riguardante tutti gli interventi legati alle concessioni demaniali a fini turistici rilasciate in aree SIC e ZPS e prorogate senza neanche valutare la assoggettabilità delle stesse alla normativa europea che prevede la valutazione di incidenza per interventi e attività all’interno delle suddette aree. Il tutto non solo nell’indifferenza generale, ma con l’avallo dei competenti uffici regionali (Demanio/EE.LL.) e senza alcun intervento da parte del Corpo forestale della Regione. Sarebbe sufficiente un rapido controllo delle concessioni rilasciate per obbligarle, almeno, a richiedere ai competenti uffici regionali del Savi il parere di assoggettabilità alla valutazione di incidenza sulla base delle norme in vigore. Peraltro, con una delibera di ulteriore modifica delle Direttive regionali in materia di Pul e concessioni demaniali, adottata dalla Giunta Capellacci nel gennaio 2014 e attualmente in vigore, si stravolgeva una precedente delibera della stessa Giunta di dicembre 2013 che timidamente cercava di ribadire l’obbligo di richiedere preliminarmente, almeno il parere di assoggettabilità per le concessioni ricadenti in aree Sic o Zps. Quindi l’infrazione alle norme comunitarie è contenuta esplicitamente in atti ufficiali e formali della Regione senza che nessun responsabile di settore o di servizio abbia mai mosso alcun rilievo , nè tantomeno segnalato alla responsabilità politica tali incongruenze, al fine di porre rimedio a tutto questo.

  2. luglio 17, 2014 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 luglio 2014
    Violazione della direttiva Habitat, indagine dell’Ue sulla Sardegna.
    Gli ambientalisti: sotto accusa il calendario venatorio e il poligono di Teulada: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2014/07/16/news/violazione-direttiva-habitat-indagine-dell-ue-sulla-sardegna-1.9606851

    _________________________________________________

    da Tiscali Notizie, 16 luglio 2014
    Gli ambientalisti denunciano: “L’Ue ha aperto un’ indagine per violazione delle procedure d’impatto ambientale in Sardegna”: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/07/16/procedura-infrazione-ue.html

    _________________________________________________

    da CagliariPad, 16 luglio 2014
    “Cattiva valutazione ambientale” indagine Ue sul poligono di Teulada.
    La Direzione Ambiente della Commissione europea ha aperto una procedura di indagine “sullaprassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat. Nel mirino il calendario venatorio sardo e gli interventi sulle miniere di Domusnovas: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=9935

    ____________________________________________________

    da Lecce Sette, 17 luglio 2014
    Inchiesta della Commissione Europea su Torre Veneri: in caso di condanna, in vista sanzioni milionarie: http://www.leccesette.it/dettaglio.asp?id_dett=20674&id_rub=130

    ___________________________________________________

    da Lecce Prima, 17 luglio 2014
    Poligono Torre Veneri, Ue apre procedura d’indagine: Italia rischia una maxi multa: http://www.lecceprima.it/politica/procedura-indagine-commissione-poligono-torre-veneri.html

    _____________________________________________________

    da Brescia Oggi, 19 luglio 2014
    Torbiere del Sebino: i capanni da caccia nel mirino della Ue.
    Bruxelles ha aperto un’istruttoria sulle controverse piattaforme: http://www.bresciaoggi.it/stories/2727_iseo/799494_torbiere_del_sebino_i_capanni_da_caccia_nel_mirino_della_ue/

  3. mara
    luglio 17, 2014 alle 4:25 pm

    “Ovviamente gli amministratori e/o funzionari pubblici che hanno compiuto gli atti che hanno sostanziato l’illecito comunitario ne risponderanno in sede di danno erariale.”
    OTTIMO! Fra l’altro era quasi passata sotto silenzio la stupidissima cementificazione degli ingressi di miniera. I chirotteri sono molto importanti per l’equilibrio della natura (grandi mangiatori di zanzare) e nelle città più civili vengono addirittura forniti i nidi a cura delle amministrazioni.

  4. luglio 20, 2014 alle 10:16 am

    valutazione di incidenza ambientale, non valutazione di impatto ambientale, V.INC.A., non V.I.A.

    da La Nuova Sardegna, 18 luglio 2014
    AMBIENTE. “Via” sotto esame, Bruxelles indaga.

    La direzione generale Ambiente della Commissione europea ha messo sotto esame la Sardegna per verificare se esista una prassi di sistematica violazione nella concessione del Via, le valutazioni di impatto ambientale. Secondo il Gruppo d’intervento giuridico, in particolare, l’indagine riguarda i calendari venatori dal 2012 al 2014, le attività addestrative nel poligono di Capo Teulada e il rinnovo di alcune concessioni minerarie.

  1. luglio 20, 2014 alle 9:52 am
  2. maggio 17, 2015 alle 11:50 am
  3. agosto 3, 2015 alle 1:08 pm
  4. agosto 3, 2015 alle 10:22 pm

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