L’approvazione magliara dello stravolgimento del piano paesaggistico regionale.


Teulada, costa

Teulada, costa

Come avevamo previsto, il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci ha preteso l’approvazione definitiva del “suo” stravolgimento del piano paesaggistico regionale prima delle elezioni regionali del 16 febbraio 2014.

Questa mattina, durante l’ultima riunione di Giunta, al cospetto del suo sempiterno nume tutelare, Silvio Berlusconi.

Ma è un’approvazione magliara, credibile sul piano giuridico come una moneta da euro 7,35.

Non sembra proprio legittimamente acquisito il necessario parere conclusivo della procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), tuttora in corso e regolarmente nei termini (180 giorni), per cui tale approvazione sarebbe “nelle more della procedura di V.A.S.”, cioè priva di effetti validi sul piano giuridico.

Non solo.

Costa Paradiso, cantiere edilizio

Costa Paradiso, cantiere edilizio

La deliberazione di approvazione n. 6/18 del 14 febbraio 2014 non è pubblica, né pubblicata sul B.U.R.A.S,     Quindi, allo stato, non è efficace e non è impugnabile autonomamente.

Ma sarà impugnata, nell’ambito dell’atto di adozione preliminare.  Il ricorso è già pronto.

Il suo stravolgimento del nostro (di tutti noi cittadini) piano paesaggistico regionale è già davanti alla Corte costituzionale, impugnato dal Governo per violazione delle necessarie e vincolanti procedure di co-pianificazione, come già la Corte costituzionale ha recentemente indicato proprio in riferimento alla Regione autonoma della Sardegna (sentenza n. 308/2013)[1], con buona pace dei soliti soccorritori dell’arbitrio regionale di sinistra, progressisti, ambientalisti, e chi più ne ha più ne metta.

Le modifiche della Giunta Cappellacci sono infatti un autentico stravolgimento, illegittimo perché in violazione del Codice del paesaggio.

Sardegna, costa meridionale

Sardegna, costa meridionale

Quali sono? Eccole, in estrema sintesi:

– i fiumi e i torrenti ritenuti “irrilevanti” non sono inclusi, con le relative sponde, fra i beni paesaggistici;

“negli ambiti di paesaggio, in qualunque articolazione del territorio disciplinata dal PPR, sono ammessi” interventi edilizi e ristrutturazioni con aumenti di volumetrie fino al 15 per cento;

– gli accordi Regione – Comune possono prevedere anche nelle aree tutelate per legge, nei beni paesaggistici, nuove strutture residenziali e ricettive connesse ai campi da golf;

– in via transitoria, fino all’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al piano, sono realizzabili gli interventi edilizi di quel piano per l’edilizia parzialmente a giudizio davanti alla Corte costituzionale, come la legge sul golf e quella per la “svendita” dei demani civici;

– sempre in via transitoria, si applicano gli strumenti urbanistici attuativi in base ad accordi Regione–Comune, possono essere resuscitati i progetti edilizi “zombie” nei Comuni dotati di P.U.C. approvati in base ai vecchi e illegittimi piani territoriali paesistici, si possono edificare strutture residenziali in area agricola, possono esserci interventi di ristrutturazione/completamento degli insediamenti edilizi e ampliamenti volumetrici fino al 25 per cento delle strutture ricettive anche nella fascia costiera dei trecento metri dalla battigia.

Di fatto un vero e proprio far west nella parte più pregiata del territorio sardo. L’operazione spregiudicata e demagogica, effettuata a fini elettoralistici sotto le elezioni regionali, sarà giudicata sul piano giuridico.

Siamo in uno Stato di diritto, per fortuna.    Sta, però, agli elettori sardi far sì che questa povera Isola non sia amministrata in questo modo scellerato per altri cinque lunghi anni.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

Sardegna, foresta mediterranea

Sardegna, foresta mediterranea

A.N.S.A., 14 febbraio 2014

Giunta sarda adotta Piano paesaggistico. Nell’ultima seduta dell’esecutivo prima delle elezioni.

CAGLIARI, 14 FEB – Via libera dalla Giunta regionale, guidata da Cappellacci, alla definitiva revisione del Piano paesaggistico regionale, adottato per la prima volta nel 2004 dalla Giunta Soru. Il provvedimento è stato varato oggi nell’ultima seduta dell’esecutivo prima delle elezioni regionali. La prima delibera di revisione del Ppr di fine ottobre è stata impugnata dal Governo nazionale davanti alla Consulta. Polemico il candidato centrosinistra Pigliaru per il quale è stato approvato un “piano di cartone”.

 

Cabras, Is Aruttas, spiaggia

Cabras, Is Aruttas, spiaggia

 

 

da La Nuova Sardegna, 14 febbraio 2014

Alle soglie del voto, via libera alla revisione del documento varato da Soru recentemente impugnata dal Governo.

 

il massiccio del Gennargentu innevato visto dalla Giara

il massiccio del Gennargentu innevato visto dalla Giara

 

 

da L’Unione Sarda, 14 febbraio 2014

La Giunta approva il piano paesaggistico. La revisione dopo 10 anni di Ppr “Soru”.

 

Alghero, Pischina Salida, Hotel Capo Caccia

Alghero, Pischina Salida, Hotel Capo Caccia

 

 

da Sardinia Post, 14 febbraio 2014

Cappellacci approva il nuovo Ppr.

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

L'Unione Sarda, 15 febbraio 2014

L’Unione Sarda, 15 febbraio 2014


[1] Testualmente: “l’art. 135 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, nel testo in vigore dal 2008, stabilisce, all’ultimo periodo del comma 1, l’obbligo della elaborazione congiunta dei piani paesaggistici tra Ministero e Regioni «limitatamente ai beni paesaggistici di cui all’articolo 143, comma 1, lettere b), c) e d), nelle forme previste dal medesimo art. 143»” (Corte cost., 17 dicembre 2013, n. 308). Si tratta delle aree tutelate con vincolo paesaggistico in base a provvedimenti specifici di individuazione ovvero direttamente dalla legge, nonché le ulteriori aree tutelate in base ad altri puntuali provvedimenti.

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  1. febbraio 14, 2014 alle 3:58 pm

    Grazie sardi pecoroni!

  2. lucia
    febbraio 14, 2014 alle 4:00 pm

    e allora “à la guerre comme à la guerre”

  3. Andrea
    febbraio 14, 2014 alle 4:42 pm

    non capisco questa mossa. che senso ha?
    per sbandierarla gli ultimi 2 giorni di campagna elettorale?
    se l’avesse fatto prima, l’avrebbero disintegrato gli avversari.
    una pagliacciata giuridica di proporzioni irraggiungibili. come i suoi elettori indifferenti, ciechi, sordi, ignorantissimi.

  4. febbraio 14, 2014 alle 5:27 pm

    da Sardinia Post, 14 febbraio 2014
    Ppr, le reazioni: “Solo propaganda elettorale”: http://www.sardiniapost.it/politica/nuovo-ppr-pigliaru-approvazione-di-cartone-fatta-fini-elettorali/

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    Cappellacci dice “sì” al nuovo Ppr. Approvazione illegittima?: http://www.sardiniapost.it/politica/cappellacci-dice-si-al-nuovo-ppr-approvazione-illegittima/

    __________________________________

    da Tiscali Notizie, 14 febbraio 2014
    Deliperi: “Lo stravolgimento del Ppr non ha efficacia, operazione spregiudicata e demagogica”: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/02/14/stefano-deliperi-pps.html?SARDEGNA

  5. M.A.
    febbraio 14, 2014 alle 5:41 pm
  6. febbraio 14, 2014 alle 5:41 pm

    ma leggetevi un po’ a chi s’accompagnerebbe il “nostro” Ugo.

    da Il Corriere della Sera, 14 febbraio 2014
    Che c’entra il faccendiere Carboni con le microspie nella regione Sardegna?
    Dall’intervista di Flavio Carboni a Report risulterebbe che il Governatore Cappellacci abbia fatto bonificare le stanze della regione dagli amici di Carboni e che poi nessuno abbia pagato il conto: http://www.corriere.it/inchieste/reportime/interviste/che-c-entra-faccendiere-carboni-le-microspie-regione-sardegna/4444bf90-94c6-11e3-af50-9dc536a34228.shtml

    • Juri
      febbraio 14, 2014 alle 7:11 pm

      E chissà che non avesse assunto, con quella genìa, qualche obbligo “contrattuale” (vorrei usare un altro aggettivo ma non è il caso) per cui ha dovuto far comicamente figurare l’approvazione “entro i termini” dello stravolgimento del PPR. Una sorta di patto “scellerato” che ha tentato di rispettare a costo di esporsi al ridicolo assoluto di queste ore e di esercitare pressioni sugli uffici regionali al limite (e forse dentro) il codice penale.
      E poi, non aveva detto che Carboni lo conosceva solo per sentito dire, quando gli vennero chieste spiegazioni sugli affari della P3 in Sardegna?
      Ma un po’ di pudore gli sarà rimasto?

    • febbraio 14, 2014 alle 10:29 pm

      ..che smentisce..

      da La Nuova Sardegna, 14 febbraio 2014
      Carboni: «Cappellacci mi chiese di togliere le microspie dalla Regione».
      La notizia è apparsa sulle pagine del Corriere della Sera. Il presidente della Regione si difende: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/02/14/news/carboni-cappellacci-mi-chiese-di-togliere-le-microspie-dalla-regione-1.8667653

  7. capitonegatto
    febbraio 14, 2014 alle 6:30 pm

    Il V.A.S. non ha avuto il suo iter ? Ma perche’ meravigliarsi quando nell’ultima giunta presenziava un condannato in libera uscita ,grazie alla solerzia di qualche magistrato ?
    Come fa , un pretendente bis alla poltrona di presidente di regione , farsi vedere e supportare da un frodatore dello stato per centinaia di milioni di euro ? M a i Sardi, gente onesta e verace , capisce la morale ?

  8. febbraio 14, 2014 alle 7:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 febbraio 2014
    Colpo di coda della giunta Cappellacci: approvato il piano paesaggistico. Pigliaru: «Delibera di cartone a fini elettorali».
    Alle soglie del voto, via libera alla revisione del documento varato da Soru recentemente impugnata dal Governo. Gli ambientalisti: «Approvazione magliara: manca la Vas, delibera senza valore giuridico». Il sottosegretario Borletti: «È solo propaganda elettorale». (http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2014/02/14/news/colpo-di-coda-della-giunta-cappellacci-approvato-il-nuovo-piano-paesaggistico-regionale-1.8666566)

    CAGLIARI. Via libera dalla giunta regionale, guidata da Ugo Cappellacci, alla definitiva revisione del Piano paesaggistico regionale della Sardegna, adottato per la prima volta nel 2004 dalla giunta Soru.
    Il provvedimento è stato adottato questa mattina nell’ultima seduta dell’esecutivo prima delle elezioni regionali di domenica.
    La prima delibera di revisione del Ppr di fine ottobre è stata impugnata dal governo nazionale davanti alla Consulta.
    La delibera è stata approvata nonostante la mancanza della Valutazione ambientale strategica (Vas), quindi è priva di effetti validi sul piano giuridico.
    «Aspettiamo a breve il parere sulla Vas – spiega il capo di gabinetto dell’assessorato all’Ambiente, Massimiliano Tavolacci – che potrà essere inserito nel provvedimento prima della pubblicazione sul Buras e non dovrebbe ripassare in Giunta». Rispetto alla revisione dell’ottobre 2013, ora sono state accolte 70 delle 350 osservazioni depositate da ambientalisti e cittadini.
    La principale differenza con il vecchio piano Soru, riguarda la correzione dei beni paesaggistici vincolati. Nel 2004 erano 10mila, numero che è stato confermato ma sono stati corretti 6mila errori nella cartografia. «Alcuni beni vincolati erano segnati tre volte in posti diversi – spiega Tavolacci – un esempio per tutti, può essere la grotta della Vipera a Cagliari in viale Sant’Avendrace».
    Cambiamenti anche per i cosiddetti «centri matrice», vale a dire i centri storici. Nel piano precedente i centri erano tutti vincolati nello stesso modo, adesso sono stati differenziati in due categorie: «I centri storici di estremo pregio, come le città regie, e quelli che hanno di fatto meno pregio culturale dal punto di vista edilizio e urbanistico. Sono anche questi vincolati, ma con procedure facilitate per gli interventi», chiarisce il capo di gabinetto.
    Nella revisione appena approvata si è poi intervenuti sulle norme di salvaguardia, un tema caro agli ambientalisti che avevano accusato Cappellacci di ridurre la tutela sospendendo l’approvazione dei Piani urbanistici comunali (Puc). Il vecchio piano vincolava i Comuni ad adeguarsi al Ppr prima dei vari interventi. Il documento appena approvato permette, invece, di andare avanti a stralci rispettando le norme di tutela attuali anche senza il Puc.
    Cappellacci. «In questi mesi abbiamo assistito a comportamenti scomposti sia da parte di alcune singole associazioni ambientaliste, sia da organi del Governo nazionale, sia da parti politiche avverse che hanno il solo interesse di difendere le proprie posizioni piuttosto che il bene della collettività. A tutti loro abbiamo risposto con la concretezza degli atti e con la trasparenza dei documenti. Per completare l’iter di revisione del Piano abbiamo scelto, al contrario di chi ci ha preceduto, la strada delle regole, della condivisione e dell’ascolto. È stata una strada difficile resa ancora più tortuosa da chi non vuole ascoltare e non si vuole confrontare, ma alla fine abbiamo portato a termine un percorso che ci è stato chiesto dal popolo sardo».
    Pigliaru. «Si tratta di un’approvazione di cartone fatta per fini elettorali. Rimango a bocca aperta, hanno avuto cinque anni per fare le cose nel modo corretto, confrontandosi con il governo secondo le regole. Invece, nell’incapacità di questa Giunta, si è voluto forzare e di far finta di prendere decisioni che non si sono prese prima, ostenta disprezzo per le regole».
    Gli ambientalisti. Il Gruppo di intervento giuridico parla espressamente di «approvazione magliara, credibile sul piano giuridico come una moneta da 7,35 euro». Il presidente dell’associazione, Stefano Deliperi, punta il dito sulla mancanza della Valutazione ambientale strategica (Vas), in questo modo, spiega, la delibera è «priva di effetti validi sul piano giuridico». Inoltre non è attualmente nè pubblica né pubblicata sul Buras, quindi «non è impugnabile autonomamente. Ma sarà impugnata nell’ambito dell’atto di adozione preliminare. Il ricorso è già pronto», conferma Deliperi. Secondo gli ambientalisti le modifiche al Piano paesaggistico di Soru sono un «autentico stravolgimento. Di fatto un vero e proprio far west nella parte più pregiata del territorio sardo».
    Mario Bruno (consigliere regionale Pd). «Cappellacci chiude confermando un bluff. Il presidente dall’inizio della legislatura ha ingannato i sardi con promesse e proclami, oggi, nell’ultima Giunta della sua gestione, approva in via definitiva l’ultimo grande obbrobrio: la finta revisione del Ppr».
    Luciano Uras (senatore di Sel). «Sul Ppr di Cappellacci pesa l’impugnazione fatta dal Governo nazionale davanti alla Corte Costituzionale. Tutta la procedura appare fortemente viziata sul piano della legittimità, oltre che essere indecente nel merito e sul piano politico».
    Ilaria Borletti (sottosegretario al ministero dei Beni culturali). «L’approvazione del piano paesaggistico regionale della Sardegna da parte della Giunta Cappellacci, nonostante l’assenza di una valutazione di impatto ambientale e l’impugnazione da parte del Governo, suona come una provocazione ad arte a due giorni dalla delicata scadenza elettorale che attende la Regione. Data la modalità di approvazione della delibera, avvenuta a dispetto e nel disprezzo di qualsiasi regola e plausibile finalità, se non gli evidenti fini propagandistici, si tratta dell’ennesima dimostrazione di un modello di federalismo sbagliato, che ha trasformato la ripartizione delle competenze sul territorio in un decentramento e in una confusione di competenze che ci ha portato ai fenomeni allarmanti di consumo di suolo, cementificazione e dissesto idrogeologico che ben conosciamo. Fino a quando – si chiede Ilaria Borletti – gli interessi particolari e le scadenze elettorali preverranno sull’attenzione al territorio e al nostro paesaggio? La Sardegna è una regione piegata da un crisi drammatica a cui le istituzione devono dare risposte ma non a discapito della distruzione di un patrimonio collettivo».

  9. febbraio 14, 2014 alle 9:20 pm

    Comportamenti da “magliari” autentici!!!

  10. Mara
    febbraio 14, 2014 alle 11:34 pm

    Chi lo voterà, abboccando come un pesce-idiota, si merita il profondo disprezzo di tutti quelli che amano la Sardegna. E comunque l’esimio cappellaio fra qualche mese farà pubblicamente la figura dello scemo.

  11. febbraio 15, 2014 alle 10:14 am

    da La Nuova Sardegna, 15 febbraio 2014
    URBANISTICA » il piano paesaggistico. La giunta vara il Pps. Manca la valutazione ambientale. Ma per il governatore è tutto ok. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Detto e fatto: una veloce seduta mattutina e il nuovo piano paesaggistico regionale fortemente voluto da Ugo Cappellacci ha passato il vaglio della giunta regionale a due giorni dalla consultazione elettorale. Savi. Tecnicamente lo strumento di pianificazione è stato approvato in via definitiva malgrado mancasse il parere motivato «obbligatorio e vincolante» dell’ufficio Savi, responsabile della Vas, la valutazione ambientale strategica. Non solo: gli assessori regionali hanno dato il via libera senza che la maggior parte delle osservazioni fondamentali depositate da comuni, associazioni ecologiste e culturali sia stata ammessa a integrare o modificare il testo considerato finale del Pps, intervenendo almeno sulle parti in cui vengono cancellati con un colpo di spugna molti beni paesaggistici per lasciare spazio al cemento. Osservazioni. Quelle osservazioni potevano anche essere respinte, ma a decidere doveva essere il Savi. Comunque sia norme, mappe, elenchi di beni paesaggistici, ambientali e identitari sono piovuti in sala giunta senza che l’ufficio deputato a valutarne la compatibilità ambientale abbia potuto esprimersi formalmente, come stabilisce la legge. Cappellacci ha spiegato la fretta di chiudere la partita con la necessità di stabilire «regole certe, che consentano di evitare le sabbie mobili della burocrazia». Ma è facile prevedere che su quelle regole si aprirà una battaglia giudiziaria senza esclusione di colpi. Vas. Per sapere se si tratta di un bluff elettorale basterà attendere il dopo voto, quando il candidato vincente potrà revocare l’atto di approvazione con il ricorso all’autotutela, riaprendo la procedura interrotta. Perché secondo la valutazione generale la delibera sarebbe illegittima: quindi dovrebbe bastare un ricorso ai giudici amministrativi perché venga annullata. Per adesso, ha spiegato il capo di gabinetto dell’Urbanistica Massimiliano Tavolacci, il documento non sarà pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione. Quando comparirà, verrà integrato col parere del Savi. Così – ha spiegato il dirigente – il Pps non dovrà ripassare in giunta. Però le norme, che derivano da una direttiva comunitaria del 2001 recepita dall’Italia quattro anni dopo, indicano un scansione diversa: la Vas deve precedere l’approvazione dell’atto di pianificazione e il suo contenuto, tutte le modifiche e le prescrizioni, deve entrare nel testo da portare in giunta. In altre parole il giudizio di compatibilità ambientale firmato dal Savi deve prevalere sull’indirizzo politico, adeguando ogni previsione alle regole. Cappellacci ha imposto una sorta di inversione della procedura: prima si approva quanto proposto dalla giunta e poi si valuta. Una giurisprudenza sterminata, che riguarda altre regioni, getta più d’un ombra sulla legittimità di questa scelta. La delibera firmata ieri mattina potrebbe non avere alcun valore giuridico e di conseguenza alcuna efficacia. Due mesi. Impossibile prevedere se il Savi andrà avanti nell’esame delle osservazioni e della compatibilità ambientale e paesaggistica del Pps: legge alla mano l’ufficio avrebbe ancora due mesi abbondanti per concludere il lavoro, che in base alla legge è indispensabile e dovrebbe svolgersi in perfetta autonomia dalla politica. Ma in mancanza di precedenti, nessuno sa che cosa fare. La giunta Cappellacci ha avuto cinque anni di tempo per realizzare la revisione del Ppr di Renato Soru, come annunciato nella campagna elettorale del 2009. A due giorni dal voto il governatore ha tagliato corto, con una lettura molto soggettiva delle norme europee e statali. Cappellacci peraltro era già passato leggero sull’obbligo di co-pianificazione: per questo pende già un ricorso dello Stato alla Corte Costituzionale.

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    «Né provocazioni né forzature». Cappellacci spiega perché ha adottato questa procedura alla vigilia delle elezioni. (Umberto Aime)

    CAGLIARI. Non è una provocazione, ma «abbiamo deciso quello che avevamo promesso». Nell’ultimo giorno utile di campagna elettorale, il ricandidato presidente della Regione ha giocato l’asso piglia-tutto del Piano paesaggistico. Cappellacci lo aveva annunciato il giorno del confronto con la Confindustria: «Lo approveremo prima del voto di domenica», e pochi minuti dopo la delibera, aggiunge: «È un altro nostro “Detto-fatto”», per restare fedele al titolo del suo libretto-vangelo. Presidente, è un provocatore. «Assolutamente no. La delibera di giunta è legittima. Per noi rispetta l’iter. Non ci sono forzature, neanche buchi neri». È sicuro? «Abbiamo verificato ogni singolo passaggio e siamo sempre all’interno della legge. Nelle prossime 48 ore, la delibera adottata sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione, insieme alle decisioni delle direzioni all’Ambiente e all’Urbanistica che sono obbligatorie ma non vincolanti per la giunta. Ripeto, sarà una pubblicazione congiunta, non di una delibera unilaterale». Ma manca ancora la decisione del Servizio Ambiente. «È in arrivo e posso dire che di quell’atto conosciamo già gran parte dei contenuti». Quindi sa che non è una bocciatura. «Sappiamo che solleva alcune obiezioni sulla presenza nel Pps della legge sul golf e del Piano casa. Ma la revisione dell’ex Ppr vuol dire proprio rimettere assieme e coordinarele leggi urbanistiche approvate dal giorno della prima stesura fino ad oggi e noi questo abbiamo fatto». Qualunque sia il tenore della decisione del Servizio Ambiente, la giunta ha adottato il Pps prima di averla letta: non neghi, è una provocazione. «No. Gli allegati sono obbligatori,ma non vincolanti. Se non è d’accordo, la giunta può respingerli purché motivi la scelta. Anche questo passaggio sarà fatto, ma senza bisogno di una nuova delibera: il Pps è approvato». Con o senza le osservazioni dei Comuni e degli ambientalisti? «Le direzioni Urbanistica e Ambiente hanno valutato circa 350 osservazioni. C’è chi esaminato 260 pratiche in quindici giorni, l’Urbanistica, e chi per molte meno, una sessantina, voleva sfruttare al massimo i 90 giorni concessi dalla legge». È per questa differenza nei tempi burocratici che ha minacciato l’arrivo del commissario? «Esatto, ma non ci sarà bisogno di nominarlo. Entro due giorni il dossier Pps sarà completato e completo». Quante osservazioni sono state recepite? «Oltre sessanta. Gran parte sono dei Comuni, che hanno fatto un ottimo lavoro, le altre degli ambientalisti. Quelle licenziate sono state recepite e inserite nel Piano: anche in questo passaggio siamo stati trasparenti». Trasparenti? Molti dicono il contrario. «Sbagliano. Il Pps è la conclusione di due anni e mezzo di ascolto capillare dei territori e delle parti in causa. La nostra sì che è stata una rivoluzione, non come nel 2004 quando la giunta Soru adottò il Ppr nel segreto di una stanza. Quell’errore clamoroso non l’abbiamo commesso e siamo sicuri che ora con i Comuni non ci sarà l’enorme contenzioso, quel muro contro muro, provocato invece da un Ppr zeppo di divieti incomprensibili e imposti dall’alto». Resta il problema che il Piano è stato impugnato dal governo davanti alla Corte costituzionale. «I rapporti con il ministero per i Beni culturali sono quelli che sono. Abbiamo sfruttato appieno i poteri che ci sono riconosciuti in materia di ambiente e urbanistica». Lo scontro è e sarà totale. «Ci confronteremo in giudizio. Quello che non capisco è questa voglia di metterci sempre i bastoni fra le ruote. L’ultima pochi giorni fa: il ministero è stato l’unico a rifiutarsi di sedersi intorno al tavolo tecnico per la discussione preliminare sul piano paesaggistico per le zone interne, Purtroppo abbiamo a che fare con un ministero dispettoso». Supponiamo che lunedì non sia rieletto: lascerà il cerino del Pps nelle mani del successore, questo sì che è un colpo basso. «Nessun cerino, nessun carbone che scotta: è tutto in regola. E poi, con i debiti scongiuri, non ci sarà alcun passaggio di consegne. Rivinco io».

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    GLI ECOLOGISTI. «Strumento totalmente privo di efficacia».

    CAGLIARI. «Inaudita e preoccupante approvazione di un Ppr mancante del parere obbligatorio del Savi e quindi privo di efficacia»: lo dichiarano, in una nota congiunta, gli ambientalisti di Italia Nostra, Legambiente, Fai, Wwf e Inu, che vanno all’attacco ricordando che «è stata approvata una delibera di comunicazione elettorale. Siamo «Siamo in presenza – aggiungono le associazioni – di un metodo illegittimo, esaminato, non solo senza le necessarie procedure di partecipazione, ma in maniera precipitosa quasi che si trattasse di un adempimento secondario e ‘pro forma’ e quindi in palese contraddizione con le direttive europee». «Ricordiamo, inoltre, che annunciare l’approvazione definitiva del Ppr – hanno sottolineato gli ambientalisti – potrebbe indurre qualche amministratore comunale a rilasciare provvedimenti illeciti». Il Gruppo d’intervento giuridico annuncia ricorso e parla di «approvazione magliara, credibile sul piano giuridico come una moneta da 7,35 euro». Il presidente dell’associazione, Stefano Deliperi, punta il dito sulla mancanza della Vas. In questo modo, conferma, la delibera è «priva di effetti validi». Inoltre non è pubblica né pubblicata sul Buras, quindi «non impugnabile autonomamente, ma lo sarà nell’ambito dell’atto di adozione preliminare», conferma Deliperi. Secondo gli ambientalisti del Grig le modifiche sono un «autentico stravolgimento: un far west nella parte più pregiata del territorio sardo».

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    LE REAZIONI AL MINISTERO DEI BENI CULTURALI. Il sottosegretario Ilaria Borletti: «Spregiudicato colpo di mano». (Pier Giorgio Pinna)

    SASSARI. Neppure una crepa. Resta intatto il muro eretto dal ministero dei Beni culturali. Le misure predisposte a Roma per arginare «gli effetti negativi che il Ppr di Cappellacci trascina con sé» rimangono invariate. Anzi, si rafforzano di fronte alla decisione resa nota ieri dal governatore uscente. Non c’è solo l’impugnazione del governo davanti alla Corte costituzionale. Perché, come sottolinea il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni, «spesso nell’imminenza del voto ci si trova a dover contrastare provvedimenti sull’urbanistica concepiti da Comuni e Regioni in maniera tale da risultare non in equilibrio con le esigenze generali di salvaguardia del patrimonio naturale». «E se si pensa alle recenti tragedie legate alle inondazioni – aggiunge – non abbiamo bisogno di spregiudicati colpi di mano». Pesanti accuse. Ma poi il sottosegretario rincara ancora di più la dose. «L’approvazione del Piano paesaggistico della Sardegna da parte della giunta Cappellacci suona come una provocazione “ad arte” a poche ore dalla delicata scadenza elettorale che attende la Regione – dice – Data la modalità di approvazione della delibera, avvenuta a dispetto e nel disprezzo di qualsiasi regola e plausibile finalità se non gli evidenti fini propagandistici, si tratta dell’ennesima dimostrazione di un modello di federalismo sbagliato». «Un modello – attacca – che ha trasformato la ripartizione delle competenze sul territorio in un decentramento e in una confusione di mansioni che ci ha portato ai fenomeni allarmanti di consumo di suolo, cementificazione e dissesto idrogeologico ben conosciuti». Un disastro. «Fino a quando gli interessi particolari e le scadenze elettorali prevarranno sull’attenzione al territorio e al nostro paesaggio?», si chiede Ilaria Borletti. Per poi affermare ancora: «La Sardegna è una regione piegata da una crisi drammatica a cui le istituzioni devono dare risposte, ma non a discapito di certe tutele e al prezzo intollerabile della devastazione di un patrimonio collettivo». Direzione sarda. Intanto, a Cagliari, dall’Ufficio regionale per il paesaggio guidata da Maria Assunta Lorrai, si limitano a ricordare le critiche tecniche mosse alla giunta in novembre. Fanno inoltre sapere che le posizioni ministeriali sulla mancata co-pianificazione sono immutate e già recepite nel ricorso alla Consulta. Soprattutto per quel che interessa gli aspetti legati alla tutela delle coste e al rispetto delle norme ambientali fissate nel precedente piano voluto alla Regione dal centrosinistra guidato da Renato Soru. La responsabile della direzione sarda ha infine annunciato che tornerà sulla questione solo alla fine della prossima settimana, quando il tourbillon elettorale sarà concluso. Ìl ministro. Chiaramente impegnato anche per tutta la giornata di ieri negli strascichi del cambio di guardia Letta-Renzi, per ora il ministro Massimo Bray non ha potuto trovare la possibilità di rilasciare una dichiarazione su uno dei temi del giorno nell’isola. Omissioni. In sua vece non ha al contrario lesinato critiche proprio il sottosegretario. «Nell’ipotesi in cui si confermasse un’approvazione in via definitiva del Ppr nonostante il conflitto di attribuzioni sollevato dinanzi alla Consulta e la mancanza della valutazione d’impatto ambientale, direi comunque che è già stato compiuto un passo avanti tale da dover riaffermare la nostra ostilità», rimarca in definitiva Ilaria Borletti. «Trovo perlomeno discutibile che si faccia un uso di questo tipo del territorio – prosegue il sottosegretario – E ribadisco perciò che è compito dello Stato esercitare ogni azione per la difesa di un’isola come la Sardegna che i recenti nubifragi hanno dimostrato essere fragilissima sotto il profilo idro-geologico». Requisitoria finale. «È facile sbandierare la ripresa di un’edilizia senza freni come panacea contro la disoccupazione – incalza – Ma la mancanza di lavoro e le difficoltà economiche nelle quali si trova l’isola non possono a ogni modo giustificare la distruzione del paesaggio e dell’ambiente naturale. Anche perché mai come nel caso della Sardegna le sue bellezze e le sue peculiarità da questi punti di vista sono al contrario valori aggiunti capaci di creare nuovi margini di sviluppo e rilancio». «Chiunque abbia posizioni di responsabilità non può tener conto di ciò che è accaduto in Sardegna soltanto nello scorso mese di novembre e dei rilievi che anche per quel che riguarda i pericoli avevamo già mosso anche ai Piani-casa approvati dalla giunta Cappellacci», è la sua conclusione. Venuto a conoscenza dei rilievi critici, Cappellacci ha rispedito le accuse alla mittente attraverso il suo portavoce.

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    La Vas decisiva per qualsiasi pianificazione. (Mauro Lissia)

    Qualsiasi strumento pubblico di pianificazione dev’essere sottoposto per legge alla Vas, la valutazione d’impatto strategica. L’obbiettivo stabilito dalla direttiva comunitaria 2001/42 che ne regola la procedura è di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente. In base alla legge statale che ha recepito nel 2005 il dettato comunitario la Vas dev’essere effettuata durante la fase preparatoria del piano e comunque prima della sua approvazione. La procedura è pubblica, di conseguenza aperta alla partecipazione di enti, associazioni e cittadini attraverso le osservazioni ed è seguita da una fase di monitoraggio destinata a correggere errori nel caso di effetti negativi per l’ambiente. Il servizio regionale che cura la Vas è il Savi – Servizio sostenibilità ambientale e valutazione impatti – che a partire dalla prima adozione del piano (in questo caso il Ppr) da parte della giunta regionale e del successivo deposito delle osservazioni ha complessivamente 90 giorni di tempo per valutare la compatibilità ambientale dello strumento proposto e decidere in perfetta autonomia quali modifiche e integrazioni apportarvi a tutela dell’ambiente. Concluso il lavoro, il piano modificato in base alla Vas passa all’ufficio dell’urbanistica, che deve applicare obbligatoriamente modifiche e prescrizioni motivate dal Savi. Il passaggio successivo – in questo caso – è l’approvazione definitiva da parte della giunta regionale, che può intervenire ancora sul piano soltanto ripartendo da zero, quindi ripetendo la procedura di elaborazione e la procedura di Vas.

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    L’ASSOCIAZIONE DEI COMUNI. «Così si fa soltanto aumentare il caos». (Umberto Aime)

    CAGLIARI. Cristiano Erriu, presidente regionale dell’associazione dei Comuni, l’Anci, è preoccupato e lancia l’allarme. «La delibera adottata prima delle decisioni obbligatorie dei vari Servizi dell’assessorato all’Ambiente e all’Urbanistica – denuncia– rischia di mettere in confusione sindaci e assessori. La legge è chiara: sono nulli gli atti che discendono da un atto illegittimo e l’adozione del Pps potrebbe esserlo». Erriu teme l’effetto valanga: «Mi immagino un Comune che adotta il suo piano urbanistico e lo adegua al Pps: rischia di fare un gran lavoro ma per nulla». Perché? «La risposta è immediata – continua il presidente – Se l’iter o anche la pubblicazione dovesse essere considerata illegittima, lo saranno anche i piani urbanistici che per così dire le sono andati dietro». L’associazione ha un certezza: «C’è una gran confusione e in periferia non sappiamo cosa fare, La Regione deve fare chiarezza e mettere gli amministratori nelle condizioni di decidere in serenità, senza essere stritolati da una procedura secondo noi viziata all’origine». L’Anci insomma vuole mettere al sicuro i Comuni da cattive sorprese: «Lo scontro fra la Regione e il Mibac – conclude Erriu – non può essere scaricato sulle spalle degli enti locali. È intollerabile che le amministrazioni comunali continuino a essere schiacciate da questo centralismo, regionale o statale che sia. Soprattutto perché, nelle emergenze, assistiamo a un fuggi fuggi generale e a rimanere in prima fila restiamo sempre e solo noi, i sindaci».

  12. Nico
    febbraio 15, 2014 alle 2:23 pm

    sono disgustato da questo presidente disposto a tutto per far speculare sulle coste, disposto anche a farsi chiamare merda pur di cercare di avere qualche voto in più. la Sardegna non merita questo.

  13. febbraio 15, 2014 alle 11:36 pm

    da Tiscali Notizie, 15 febbraio 2014
    La revisione del Ppr di Cappellacci finisce in Procura. Fioccano le reazioni: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/14/02/15/cappellacci-pps-approvato.html

  14. novembre 2, 2014 alle 2:35 pm

    e ora vadano a spiegare alla magistratura l’approvazione farlocca dello stravolgimento del P.P.R.

    da La Nuova Sardegna, 2 novembre 2014
    Il diktat di Cappellacci sul Pps: documenti in Procura.
    Aperta un’indagine (per ora a carico di ignoti) dopo l’esposto presentato da due avvocati contro l’approvazione forzata del piano urbanistico decisa dalla giunta dell’ex governatore a 24 ore dal voto per il rinnovo del consiglio regionale. (Mauro Lissia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/11/01/news/il-diktat-di-cappellacci-sul-pps-documenti-in-procura-1.10226820

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