Home > acqua, aree urbane, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, grandi opere, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale > Caro Sindaco, ti scrivo sulla “calamità innaturale” nella nostra Olbia.

Caro Sindaco, ti scrivo sulla “calamità innaturale” nella nostra Olbia.


Olbia, cantiere edilizio, prospiciente il Rio Bados (2006)

Olbia, cantiere edilizio, prospiciente il Rio Bados (2006)

Abbiamo ricevuto da Andrea Demuru, libero professionista olbiese, e pubblichiamo molto volentieri.

Con il Ciclone Cleopatra è giunta l’ennesima calamità innaturale, tragica conseguenza dell’abusivismo edilizio e di assurde scelte pianificatorie.  

E’ ora di cambiare registro.  O no?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Olbia, Rio Surigheddu, muro abusivo posto sotto sequestro

Olbia, Rio Surigheddu, muro abusivo posto sotto sequestro

 

 

Egregio Sig. Sindaco,

Se  intervengo su quanto è successo ad  Olbia il  18 Novembre scorso, è soltanto perchè troppe delle opere e dei progetti in campo  negli ultimi 40 anni, non li ho condivisi,  per cui, a mio parere, è d’obbligo,  per qualcuno di essi,  fare addirittura “retromarcia”.

Ero molto giovane quando assieme ad alcuni amici consiglieri comunali del tempo, mi schierai contro la costruzione del “Palazzaccio”, altrettanto feci nei riguardi  del Centro Martini, realizzato in area  pur destinata a Servizi e che, di fatto,  “chiuse” il Fausto Noce verso il Porto Romano.

Lo feci anche quando, moltissimi anni fa, scrissi all’allora Presidente del Consorzio Industriale di Olbia segnalando l’opportunità, visto che si era agli inizi, di non realizzare ,  in quel sito , alcun complesso produttivo, e segnalando l’opportunità di ricercarne uno diverso.

Nel  ’70 iniziai, non da solo ma con molto entusiasmo, a studiare, spontaneamente, quello che ritenevo il più grave dei problemi di Olbia, del tempo : l’attraversamento ferroviario della Città, meglio noto come il problema dei passaggi a livello.

Fu in conseguenza di questi studi ed approfondimenti che ebbi modo di criticare , non a parole  ma con proposte alternative : i ponti a mare, il viadotto aereo che sarebbe dovuto passare davanti al Comune e l’ altro viadotto studiato dalla Provincia di Sassari, sopra Via Roma, che sarebbe dovuto “atterrare” in  Via Redipuglia, appena prima di “Gottardi Gomme”, ed ancora  il Tunnel di Via Principe Umberto.

Tutto ciò , nonostante fossero stati da noi proposti, sin da allora,   interessantissimi  lungomare  con porticcioli turistici nelle anse del Porto Romano e del “Seligheddu”. Si combattè  inoltre l’idea del cavalcaferrovia di Via Sardegna, ed anche quello “gigante”, che si intendeva realizzare  tra  il Corso Umberto e Via San Simplicio, nonchè quello provvisorio  cioè smontabile, sempre in quel sito.

Olbia, indicazioni del piano stralcio di assetto idrogeologico (P.A.I.)

Olbia, indicazioni del piano stralcio di assetto idrogeologico (P.A.I.)

Più recentemente ci siamo interessati del collegamento ferroviario al Porto Cocciani e, da poco, del centro intermodale passeggeri in Piazza Olbianoa, della metropolitana di superficie fra Olbia, Golfo Aranci, Isola Bianca, il Parco Artiglieria, l’Aeroporto, l’Ospedale G.Paolo II, il San Raffaele e le spiagge di Olbia, con studiate fermate.

Le battaglie, o meglio i confronti e le proposte, si sono  sviluppati , da parte nostra, sempre in “sordina”.

Ma non sarà più così dopo il 18 di Novembre, giorno in cui mi sono ritrovato, come altre migliaia di persone, ad Olbia, con un metro e mezzo d’acqua dentro casa.

Il giorno dopo ho capito che il tempo dell’uso del  “fioretto” è finito, e che occorre alzare la  voce per dire, con fermezza, NO a certe storture.

È quanto, con questo mio intervento, intendo  fare, sperando, almeno questa volta, di essere più ascoltato.

È mia convinzione , infatti, che se le cose non cambieranno radicalmente  in questa  Città, facendo i debiti scongiuri, la catastrofe del 2013 si ripeterà ancora.

In attesa di una programmazione degna di questo nome  (PUC rispettoso del PPR), sarà allora bene  ripartire,  nell’immediato ,anche da quella proposta complessiva  predisposta a partire dal 1971 circa la soluzione ferroviaria della Città, allorchè si propose la creazione di un “asse dei servizi”  al posto dei  binari, quelli che oggi si intenderebbe,  opportunamente,  utilizzare come  metropolitana di superficie; soluzione capace di eliminare con facilità, subito e con poca spesa,  i famigerati passaggi a livello, e non solo.

La “miopia” di allora, invece e purtroppo,  perdura  ed ecco i risultati!

È per questo che, in assenza di  seria  pianificazione,  furono costruiti verso il ’75 i ponti a mare  (quelli che oggi con il “Piano Strategico” si dice  di voler demolire)  ed ancora è per questo che fu costruito il Tunnel nel 92,  per eliminare il traffico proveniente dai ponti , che pure non ha eliminato.

Ciò avveniva dopo aver   realizzato il cavalcaferrovia denominato “opera sostitutiva dei passaggi a livello”, nei pressi di Via Sardegna, causa vera, assieme all’abbassamento del piano stradale  nel sottopassaggio ferroviario di Via  Amba Alagi  (anno ’71), dell’inondazione del 18 Novembre 2013.

Sardegna, alluvione (autunno 2013)

Sardegna, alluvione (autunno 2013)

E non solo,  risulta oggi  evidente che neppure i danni dell’alluvione  del 79   delle stesse zone  fino a “Baratta”, servi a farci prevenire i pericoli a cui andavamo incontro.

E meno male che su altre due ipotesi progettuali del tempo,  si cambiò rotta,  mi riferisco ai tempi dell’Ing. Battista , quando si volevano tombare i canali, anche per eliminare i miasmi provenienti dagli stessi!

Oppure quando si voleva realizzare un cavalcaferrovia smontabile all’incrocio di C.so Umberto e Via San Simplicio (finanziamento messo a disposizione dal Ministro Taviani e dal Sottosegretario ai Trasporti  On.le Salvatore Cottoni).

Scartate queste ipotesi, i “misfatti” potevano apparire scongiurati. Cosi non è stato, ma altri errori dovevano seguire!

In mancanza dell’individuazione della soluzione complessiva, per riprendere il “discorso ferrovie”, anche le ultime Amministrazioni, purtroppo, hanno continuato ad orientarsi verso la costruzione di altri cavalcaferrovia, uno dei quali è quello previsto  in Via Portogallo, mentre verso nord  ci si  prepara all’appalto di un altro sottopassaggio ferroviario, per collegare la prevista parallela di Viale Aldo Moro con la Zona Industriale, continuando a sprecare soldi, senza risolvere né il problema ferroviario, né quello idraulico, né, tanto meno, quello viario!

Ed ancora,  perchè sottopassare o sovrapassare i binari se la metropolitana non ha bisogno di passaggi a livello?

Ricollegandomi al discorso idraulico, non so  quanti, presi dalla foga di scaricare…sugli altri,  abbiano ben capito cosa sia  veramente successo al “Ponte di Ferro” ( in realtà doppio imbuto in cemento armato,) nella  parte terminale proprio del cavalcaferrovia di Via Sardegna .

Di sicuro c’è la grande responsabilità di aver iniziato a cementificare i canali da monte anziché da mare, a cui sarà probabilmente  da aggiungere l’errata valutazione della quantità di acqua proveniente dal relativo bacino imbrifero . Bacino che certo non potrà riservarci , neppure per il futuro, sonni tranquilli, specialmente se pensiamo al previsto innalzamento delle maree in considerazione dell’ipotizzato  riscaldamento  della crosta terrestre.

Gallura, cantiere edile sulla costa

Gallura, cantiere edile sulla costa

A questo punto, se non si troveranno  adeguate soluzioni (che esistono!), anche altre opere, oltre i ponti a mare , potrebbero  essere  rimesse in discussione!

Ecco perchè si deve riparlare di cose semplici, economiche, frutto di studi e progetti coordinati, come quello finanziato dal CIPE sin dall’89  (soldi mai spesi), progetto che il Comune di Olbia non aveva neppure ritenuto di esaminare solo perchè predisposto  dalla CM4 (ora Provincia, quindi Assessorato della Programmazione della Regione Sardegna).

Ma dopo aver  ripulito Olbia dal fango , non solo nella sua accezione del termine,  una luce dovremmo pur individuarla.

È per questo che sono convinto che, superata la lunga fase dell’improvvisazione e degli sprechi, ci si debba  finalmente orientare verso soluzioni lungimiranti, sicuramente meno costose, superando  il  “sistema” che Lei, Sig Sindaco, ha recentemente ed opportunamente definito “gigantismo” e che io chiamerei semplicemente “nanismo presuntuoso e spendaccione”.

D’altronde se sommiamo le spese sostenute per opere da demolire, gli incommensurabili danni materiali, d’immagine e soprattutto di vite umane,  che quel 18 novembre ci ha procurato, il confronto è improponibile!

Aggiungo  che  nell ’86,  in occasione di un convegno ad Olbia organizzato dalla Regione Sardegna  sui  problemi fognari, idraulici  e di insabbiamento del Golfo, furono illustrate alcune soluzioni, mai approfondite da chicchessia, che prevedevano altre due cose semplicissime ed  importanti :l’intersecazione  dei rigagnoli e canali che poi a  valle attraversano la Città di Olbia al loro arrivo nei pressi della circonvallazione esterna, cosi come era stato peraltro previsto, una cinquantina di anni fa dall’Etfas  (Comprensorio di Bonifica  Montana del Liscia),  con successivo  “travaso” nel Padrongianus.

Tutto ciò è la  conferma evidente che  non solo  è mancato  il coordinamento nella pianificazione del territorio,  ma  questa è anche  la dimostrazione della  leggerezza e superficialità di chi ha concesso molti dei  finanziament elargiti a questa Comunit in tutti questi anni..

Sempre in quel convegno, infatti, era stato suggerito  uno sbarramento a qualche centinaio di metri ad  Est del  Rio Padrongianus, per trattenere la sabbia  trasportata dal fiume, altrimenti destinata ad  insabbiare il Golfo, con le conseguenze  denunciate dalla CGIL Gallura,  appena qualche giorno fa ..

Sarebbe stato così possibile far defluire le acque eccedenti, fuori dal Golfo stesso,   verso il Lido del Sole,  cosi come nell’antichità e come giustamente auspicato , sempre una cinquantina di anni fa, in uno studio della Camera di Commercio di Sassari,  magari creando nuove zone da destinare alla  mitilicoltura, ancche fuori dal Golfo.

Temendo che queste cose possano continuare a non interessare chi di dovere, spero che queste mie di sicuro meditate considerazioni gliele fornisco  anche perche,  dopo il 18 di Novembre, tutti i cittadini di Olbia saranno più consapevoli e vigili.

                     Cordialità.

                                Andrea Demuru

 

Olbia, cartografia P.U.C. (adottato, ma non in vigore)

Olbia, cartografia P.U.C. (adottato, ma non in vigore)

(foto A.N.S.A., per conto GrIG)

  1. febbraio 15, 2014 alle 10:59 am

    da La Nuova Sardegna, 15 febbraio 2014
    VINCOLI SULL’EDILIZIA. Giovannelli e Careddu: «Blocco totale solo su 520 ettari»

    OLBIA. Gianni Giovannelli ieri in conferenza stampa ha spiegato come sia necessario individuare le zone dove porre i vincoli edificatori in modo che la città possa crescere e svilupparsi in maniera sicuro per evitare nuovi drammi come quello del 18 novembre. Ma, detto questo, critica l’attacco di due giorni fa della minoranza. «I toni utilizzati per cavalcare un allarme però infondato non mi sono piaciuti. La realtà è che non ci sarà un blocco dell’edilizia sull’80 per cento del territorio, ma su 320 ettari. La carta inviata all’autorità di bacino in questi giorni sarà quella definitiva delle zone con i vincoli di inedificabilità per tre anni, ma nel frattempo lo studio che portano avanti i nostri tecnici potranno portare a una nuova mappatura che diminuirà le aree di vincolo». «L’osservazione della minoranza è del tutto fuorviante – aggiunge l’assessore all’urbanistica Carlo Careddu –. La vicenda è stata strumentalizzata. E questo è grave, visto che si parla di un dramma che ha colpito tanti olbiesi. La realtà è che il 3 dicembre il comune ha ricevuto la richiesta dall’autorità di bacino per inviare le carte della perimetrazione delle aree alluvionate, che sono state inviate il 6 dicembre. Il 21 gennaio l’incontro con l’Adis, e la richiesta della mappa delle zone di salvaguardia. Il 22 c’è stata la delibera di giunta per far partire il lavorodei tecnici.Ma il 31 gennaio l’autorità di bacino si è riunita prendendo per buona la perima carta che nulla aveva a che fare con le finalità della definizione delle aree da vincolare. L’equivoco è nato da questo. Ma alla fine tutto si sta risolvendo». Giovannelli, a questo proposito, ha ricevuto assicurazione dal capo di gabinetto diCappellacci, Ada Lai, e dall’assessore ai lavori pubblici Angela Nonnis. «La cartografia delle zone a rischio è necessaria – dice il presidente della commissione urbanistica Giorgio Spano. Serve indicare le aree di vincolo per evitare qualsiasi attività edilizia e dunque aggravamento di un potenziale pericolo». (en.g.)

    ————————–

    17 febbraio 2014 – Rio Siligheddu, il canale è una discarica.
    Blitz della polizia locale: sequestrata l’area dove sono stati accumulati i rifiuti dei cantieri edili. Allarme inquinamento. (Dario Budroni)

    OLBIA. Dietro le quinte dell’alluvione i canali di Olbia continuano a riservare inquietanti sorprese. Il rio Siligheddu, nei pressi dell’omonima via, nel rione Maltana, scorre accarezzando un argine fatto di rifiuti speciali. Residui di cantiere come massi, blocchetti frantumati, pezzi di ferro, plastica e anche una batteria di auto. Follie da post-alluvione. Un abuso realizzato forse con lo scopo di «riordinare» la superficie devastata dall’esondazione del fiume. Ieri mattina il blitz della polizia locale che ha sequestrato l’area prelevando campioni per verificare l’eventuale inquinamento dell’acqua. «Sono stati realizzati un terrapieno e l’argine del fiume utilizzando materiali impattanti, cioè rifiuti da demolizione dell’attività edilizia, pericolosi e non – spiega Gianni Serra, comandante della polizia locale -. Il rischio è davvero enorme. Anche perché in caso di una nuova alluvione questi materiali verrebbero trasportati dappertutto. Inoltre, tutto ciò potrebbe anche aver inquinato l’acqua del fiume». Dopo aver messo i sigilli nell’area, la polizia locale si sono messi subito al lavoro per individuare gli autori e comprendere tempi e modi dell’abuso. Questa mattina sarà innanzitutto sentito al Comando il proprietario del terreno dono sono stati realizzati i lavori. «Dobbiamo capire da chi è stato realizzato questo intervento e a chi attribuire le responsabilità», spiega ancora Gianni Serra. Realizzati dopo l’alluvione, quasi certamente su iniziativa privata, con l’ausilio di ruspe e altri mezzi, i lavori in questione interessano una vasta area. E nello stesso terreno la polizia locale ha poi scoperto anche tre grandi pozzi, secondo alcuni abitanti della zona utilizzati per il commercio dell’acqua in Costa. Anche in questo caso gli uomini del comandante Serra proveranno a far luce. Sempre a Maltana, la polizia locale ha messo sotto sequestro anche un muro di recinzione, a pochi metri dal terrapieno abusivo. Un privato, infatti, ha ricostruito nei giorni scorsi un muro che era stato distrutto durante l’ondata di piena del 18 novembre. «Anche qui si tratta di abuso. La costruzione, infatti, è stata realizzata senza autorizzazione ed esattamente sull’argine del fiume», spiega ancora Gianni Serra. Insomma, un po’ come accaduto qualche giorno fa nella vicina Isticcadeddu.

  2. Mara
    febbraio 15, 2014 alle 6:19 PM

    Un grazie ad Andrea Demuru per il suo impegno, spero che i suoi concittadini lo ascoltino.

  3. febbraio 22, 2014 alle 11:26 am

    dal blog di Francesco Giorgioni, 21 febbraio 2014
    TRE MESI DOPO L’ALLUVIONE. ALCUNE DOMANDE AGLI AMMINISTRATORI OLBIESI. (http://francescogiorgioni.blogspot.it/2014/02/tre-mesi-dopo-lalluvione-alcune-domande.html)

    Tra le cose più sorprendenti di questi giorni, la sorpresa di certi osservatori nel constatare che l’opulenta e dinamica Olbia sia rimasta priva di rappresentanza in Consiglio regionale.
    Scusino, osservatori: ma avete dimenticato che tre mesi fa Olbia è stata colpita da una disastrosa alluvione che ha fatto morti e sfollati e, d’un colpo, molta gente ha capito tutto?

    Si, hanno dimenticato. Perché alla deliberazione dell’Autorità di Bacino dello scorso 31 gennaio, che ha deciso il blocco urbanistico di Olbia finché non sarà adeguato il Piano di assetto idrogeologico, hanno risposto con indignazione e sgomento.

    Proprio per non dimenticare, avrei alcune domande per gli amministratori di Olbia riguardo alle misure di prevenzione adottate per ridurre i rischi idrogeologici in città.

    1) È vero che il 22 febbraio del 2008 l’ufficio tecnico comunale abbia sottoscritto una convenzione con l’ingegner Michele Territo per l’adeguamento del Piano Urbanistico al Piano di Assetto idrogeologico, come richiesto dal Piano paesaggistico comunale?

    2) È vero che l’incarico professionale aveva una durata prevista di sei mesi e il compenso pattuito per il professionista era stato quantificato in 166 mila euro, di cui 50 mila alla firma della suddetta convenzione?

    3) È vero che l’incarico prevedeva la perimetrazione delle aree critiche e la realizzazione di carte tematiche su permeabilità dei suoli, rischio idraulico e pericolo di frana?

    4) È vero che nella perimetrazione del Piano di assetto idrogeologico del 2005 il Rio Gaddhuresu, uno dei sette canali che attraversano la città, non era considerato a rischio?

    5) È vero che, pur non essendo considerato a rischio, il Rio Gaddhuresu aveva beneficiato di finanziamenti pubblici per la messa in sicurezza?

    6) È vero che la tombatura del Rio Gaddhuresu non era prevista nello studio preliminare al Piano di assetto idrogeologico, datato 2002, ma è stata ugualmente realizzata nei mesi successivi? Se sì, perché?

    7) Quali opere sono state realizzate dall’entrata in vigore del Piano nelle aree a più alto rischio idrogeologico?

    7) L’adeguamento di cui sopra è stato regolarmente consegnato e quale utilità ha avuto nella prevenzione dei danni causati dall’alluvione a Olbia?

    Certo di un vostro cortese riscontro, porgo cordiali saluti.

  4. marzo 10, 2014 alle 5:04 PM

    da La Nuova Sardegna, 10 marzo 2014
    Rifiuti pericolosi: cantiere navale sotto sequestro.
    Olbia, intervento della guardia costiera a Cala Saccaia: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/03/10/news/rifiuti-pericolosi-cantiere-navale-sotto-sequestro-1.8825147

    _________________________

    da Sardinia Post, 10 marzo 2014
    Rifiuti pericolosi in un cantiere nautico di Olbia: sequestrato: http://www.sardiniapost.it/cronaca/rifiuti-pericolosi-un-cantiere-nautico-di-olbia-sequestrato/

    ______________________________

    da L’Unione Sarda, 10 marzo 2014
    Rifiuti pericolosi in un cantiere nautico.
    La capitaneria di Olbia sequestra l’area: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/03/10/rifiuti_pericolosi_in_un_cantiere_nautico_la_capitaneria_di_olbia_sequestra_l_area-6-358019.html

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: