In che mani siamo e in che mani è l’ambiente e il territorio della Sardegna.


Qualche spicchio delle posizioni politiche dei nostri governanti sulla tutela dell’ambiente e del territorio della Sardegna.

L’attuale Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Andrea Mario Biancareddu[1] si lamenta del fatto che RAI 3 non lo intervisti, ma nel nostro piccolo cerchiamo così di dare ampia visibilità alle sue iniziative e proposte.

Per esempio, ha scoperto quali siano le carenze nella gestione del Limbara, splendido compendio territoriale gallurese: la mancanza di bagni (min. 6.25 del video) e di residenze turistiche, possibilmente baite in legno e granito.

Non solo.  Costruire “a tre metri dal mare”, come l’Hotel Cala di Volpe, “fa bene all’ambiente” e elimina la malaria.  E’ il neo-umanesimo alla Biancareddu, ma bisogna continuare a votarlo “altrimenti arriva qualche assessore ambientalista che ci fa un mazzo così”.

Insomma, “Limbara e gabinetto, Assessore perfetto”.

rustico edilizio

rustico edilizio

La revisione del Piano paesaggistico pone fine alla stagione dell’ambientalismo ipocrita di stampo soriano: quello dei finti ambientalisti, di una sinistra al caviale che dalle ville in riva al mare, il cui valore aumentava di giorno in giorno, guardava con disprezzo durante i cocktail esclusivi, consumati tra un’intesa e l’altra, i cittadini sardi ai quali imponeva divieti totali”.  Così ha parlato Pietro Pittalis, capo-gruppo P.d.L. al Consiglio regionale della Sardegna.

Slogan vuoti, privi di logica e di buon senso. Basterebbe ricordargli che il referendum lanciato dal centro-destra sardo contro la c.d. legge “salva-coste” e il piano paesaggistico regionale fallì miseramente con solo il 20% degli elettori che si recò alle urne (2008).

Altro che sinistra al caviale.    Migliaia e migliaia di sardi – senza ville al mare, insensibili alla dicotomìa sinistra-destra e che preferiscono, magari, la burrida – vogliono la salvaguardia della propria Sardegna, non la speculazione cialtrona favorita dal lassismo regionale.

Gualtiero Cualbu (gruppo Iniziative Coimpresa) versa lo spumante al neo Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci  il giorno della vittoria elettorale

Gualtiero Cualbu (gruppo Iniziative Coimpresa) versa lo spumante al neo Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci il giorno della vittoria elettorale

Ma difficilmente si può superare la splendida figura fatta dal pluri-indagato Presidente della Regione Ugo Cappellacci: ha adottato il suo piano paesaggistico dei sardi senza aver concluso le procedure di copianificazione – necessarie per legge (artt. 143 e 156 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., protocollo d’intesa Ministero B.A.C-Regione del 19 febbraio 2007, disciplinare tecnico dell’1 marzo 2013) – con il Ministero per i beni e Attività Culturali.

Risultato: il suo piano paesaggistico dei sardi non vale nulla, sul piano giuridico.  Solo propaganda elettorale per chi ci casca.

Siamo al finale delle comiche.

Poveri noi, povera Sardegna, in che mani siamo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Comunicato della Direzione regionale sull’adozione del Piano Paesaggistico

25 ottobre 2013

Si è appreso dalla stampa odierna che la Giunta Regionale avrebbe adottato in via provvisoria  il nuovo Piano Paesaggistico della Sardegna.

Il Ministero dei beni e delle attività culturali precisa che trattasi, evidentemente, di una iniziativa unilateralmente assunta dalla Regione Sardegna in quanto sono attualmente ancora in itinere tutte le attività inerenti la copianificazione   prevista dal Codice Urbani e così come recepite dagli accordi sottoscritti fra le due Amministrazioni.

Desulo, Gennargentu, foresta di Girgini

Desulo, Gennargentu, foresta di Girgini


[1] Andrea Mario Biancareddu con sentenza del Tribunale di Cagliari, Sez. I, del 7 febbraio 2013 è stato condannato per usurpazione di funzioni pubbliche per aver ritardato un po’ troppo a dare esecuzione alla sentenza n. 16889/06 del 24 luglio 1996 che lo dichiarava decaduto dalla carica di consigliere regionale.    Inoltre, è indagato per peculato nell’ambito di uno dei noti procedimenti penali avviati dalla Procura della Repubblica di Cagliari riguardo la gestione dei fondi dei gruppi consiliari.

(foto da mailing list sociale, J.I., archivio GrIG)

  1. Mara
    ottobre 27, 2013 alle 8:50 am

    Ha ragione Cappellacci. Noi popolo di Sardegna, per difendere la nostra meravigliosa isola, dobbiamo assolutamente evitare di consegnarla ancora in mano a lui e ai suoi colleghi speculatori.
    Qualcuno dica all’ “on.Biancareddu” che le baite in legno e granito stanno bene sulle Alpi, dove sono nate.

  2. ottobre 27, 2013 alle 9:56 am

    Ha una bella faccia di tolla l’indagato vostro presidente regionale!

  3. Cristiana Verazza
    ottobre 27, 2013 alle 11:35 am

    Che tristezza. E non riguarda solo il piano paesaggistico. La Sardegna è in mano a una classe politica assolutamente inefficiente. Nessuna stima per loro. Nessuna.

  4. Shardana
    ottobre 27, 2013 alle 12:32 pm

    Sei gentilissima cristiana a definire la classe politica sarda,”assolutamente inefficiente” a mio avviso perfettamente allineata e serva della politica italiana ,ma io li definisco in altro modo,con un termine meno buonista che non posso esprimere perchè GriG me lo censura al volo.😷

  5. Occhio nudo
    ottobre 27, 2013 alle 4:29 pm

    Più bagni sul Limbara per tutti! Subito! Comunque, considerato il nulla intorno a sè, Cappellacci rischia di vincere nuovamente le elezioni, perchè molti sardi, sopratutto quelli già poltronati o aspiranti tali, si preoccupano solo di difendere sè stessi, pensando che gli elettori li voteranno per stanchezza o per l’attaccamento a vecchi sogni di gloria. Siamo messi male, come sempre.

  6. Daniele
    ottobre 27, 2013 alle 5:39 pm

    E che dire dei campi da golf come ottime fasce antincendio? Cit biancareddu

  7. Cristiana Verazza
    ottobre 27, 2013 alle 7:59 pm

    Shardana, ecco perchè sono stata gentile:)

  8. Giovanni
    ottobre 27, 2013 alle 8:21 pm

    per fortuna che non trovi 20 milioni di euro, caro Biancareddu….
    madonna mia che schifo.

    “…e cosa ha prodotto questa bella montagna per mia figlia? NULLA….”
    ahahahahahahha che tristezza

    ma trasferisciti a Cortina!

  9. arpia
    ottobre 27, 2013 alle 10:26 pm

    Che classe!!!!!ahahah!

  10. Angelo Pisanu
    ottobre 27, 2013 alle 11:37 pm

    caro GrIG, non conosco la situazione del Limbara. Però devo dire che, in linea generale non ho niente contro il fatto che in montagna ci sia un bagno. Ho magari molta diffidenza di chi strumentalizza la questione bagno per aprire alla distruzione di uno strumento di tutela (il PPR) che avrà anche i suoi difetti ma che è uno strumento importante di protezione dell’ambiente da molti attacchi speculativi. Angelo

    • ottobre 28, 2013 alle 1:02 am

      Angelo, il problema della salvaguardia del Limbara e della sua corretta valorizzazione non può certo ridursi a gabinetti e baite in granito. Non credi?
      Poi, come giustamente dici, non è altro che il grimaldello per far fuori la disciplina di tutela – sempre migliorabile – del piano paesaggistico.

  11. ottobre 28, 2013 alle 3:50 pm

    Un incredibile ignorante presuntuoso.Una malafede incredibile, basta sentire ciò che dice sui termovalorizzatori e sulle centrali a biomasse e su Budelli .Nel suo discorso non c’è un progetto “sano” per lo sviluppo della nostra isola solo un atteggiamento positivo verso tutti i progetti di sfruttamento indecente del nostro territorio,verso tutte le speculazioni possibili ed immaginabili .
    Incredibile la frase :cosa ha dato la montagna a mia figlia……. No comment

  12. arpia
    ottobre 28, 2013 alle 6:03 pm

    In Sardegna c’e’ l’osceno vizio, approfittando del silenzio di tanti e l’ignoranza di altri di pensare che le bellezze naturali che abbiamo il privilegio di avere servano a essere sfruttate e trasformate in qualcosa. E’ possibile che sia cosi’ difficile capire che le bellezze devono essere lasciate IN PACE, al naturale e preservate il piu’ possibile per il patrimonio della terra e delle creature del futuro. Lasciamo le bellezze in pace e le FALSE fantasie cestiniamole.
    Latino, greco da liceo classico e laurea in legge a parte……… che ridere…… siamo seri dai, che parlino d’ambiente seriamente per una volta.

  13. arpia
    ottobre 28, 2013 alle 6:44 pm

    Ps: a Tempio in materia di ambiente mi occuperei della tossicita’ della discarica dannosa per tutti, quello sarebbe un problema da prendere molto sul serio da chi e’ preposto ad occuparsi di ambiente. Credo che chi conosce la zona ne conosca l’indecenza e pericolosita’.

  14. Juri
    ottobre 28, 2013 alle 11:53 pm

    È il primo ad ammetterlo, cosa vogliamo di più?

  15. ottobre 30, 2013 alle 10:01 am

    da La Nuova Sardegna, 30 ottobre 2013
    Biancareddu: Limbara, si può costruire. L’assessore regionale all’Ambiente replica al sindaco: «Sono per la difesa dell’ambiente, ma le infrastrutture servono». (Angelo Mavuli)

    TEMPIO. «Il Limbara è una risorsa per tutti e in quanto tale deve essere salvaguardata». Comincia così un lungo comunicato dell’assessore regionale all’Ambiente, Andrea Biancareddu, in risposta a una dichiarazione del sindaco Frediani, che a margine del convegno, “Limbara uno sviluppo (im)possibile”, svoltosi qualche settimana fa a cura del Comitato civico, “Essere cittadini”, aveva criticato pesantemente le dichiarazioni di Biancareddu. «Sicuramente – scrive l’assessore regionale – sono stato male interpretato. Nel confermare, quindi, quanto affermato durante il convegno, ribadisco che salvaguardare l’ambiente e il creato significa proteggere il nostro patrimonio in modo rigoroso. Ma al tempo stesso assicurarsi che esso possa generare ricchezza e sostenere direttamente e indirettamente la nostra economia. E ancora, essere anche fonte di sostegno per chi desidera investire, ad esempio, la propria professionalità nel binomio ambiente-turismo. Io, come ho sempre sostenuto, sono per un ambientalismo logico e non ideologico. Un ambientalismo cioè che metta l’uomo al centro del creato. Per quanto concerne il Limbara, sono convinto che sia necessario creare una efficace rete di infrastrutture, tutte compatibili con l’ambiente circostante, che renda la montagna vivibile e visitabile, con benefici evidenti, di carattere ambientale ed economico, per la stessa montagna e per l’intero territorio che le sta attorno. È significativo che solo dopo il mio intervento che ha rappresentato come dovrebbe essere la più autentica e genuina politica ambientale per il nostro territorio – continua Biancareddu – si sia levata qualche lamentela nonostante la città reclami giustamente un uso concreto del Limbara che vada al di là delle semplici enunciazioni di programmi che non si sono mai tradotti sinora in fatti concreti. E per far sì che anche la mia posizione non si fermi a semplice enunciazione, mi piace ricordare che in questa mia attuale esperienza di governo sono riuscito a reperire per la realizzazione di un campeggio, del ponte tibetano, la valorizzazione e il recupero dei sentieri, oltre un milione e 300 mila euro di finanziamenti. Non sarà molto ma consentiranno di far vivere il Limbara e godere dell’ambiente che lo circonda, secondo i principi da me enunciati». «Sta comunque a chi amministra avere lungimiranza e intelligenza – conclude Biancareddu -. Soprattutto, però, si deve avere il coraggio di fare proposte concrete che vadano oltre le discussioni sterili e le rivendicazioni sempre improduttive».

  16. arpia
    ottobre 30, 2013 alle 4:02 pm

    Usare! Quando ancora nella fascia dei 40 anni! Si ragiona con vecchia mentalita’ da economia spicciola del meglio ,un uovo oggi che una gallina domani. Cave, cacciatori baite usando i materiali dello stesso Limbara, il legno! Quello stesso legno che doveva essere difeso dai fuochi, ora lo si vorrebbe usare per le baite! Il granito che rappresenta la bellezza naturale usato per costruire. Le cave invece di volerle fare o di fare pubblicita’ al granito sara’ meglio chiuderle. Spero che alcuni membri del comune di Tempio tirino fuori le unghie e si mostrino intelligenti.
    Ogni fontana un monumento! Mi chiedo a chi debbano andare i finanziamenti dei monumenti. Se le fontane hanno un urgente bisogno di essere rifatte che le diano a giovani artisti locali che le facciano gratuitamente per farsi pubblicita’ con l’approvazione popolare, scommettiamo che non sarebbero piu’ cosi’ urgenti! Credo che si capisca bene che ci sono degli interessi a monte, aio’ dai.

  17. novembre 2, 2013 alle 1:32 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 novembre 2013
    Il Pdci: sul Limbara solo belle parole. Luciano e Satta: l’assessore regionale Biancareddu non ha mai creato la commissione per la bonifica della ex base. (Angelo Mavuli)

    TEMPIO. I Comunisti italiani suonano la sveglia sul problema della valorizzazione del Limbara e si mostrano estremamente critici nei con fronti dell’assessore regionale all’ambiente, Andrea Biancareddu, invitato a «smetterla di fare solo enunciazioni o proclami vuoti di contenuti reali: passi dalle parole ai fatti senza rovesciare su altri responsabilità che sono solo ed esclusivamente della Regione e nello specifico del suo assessorato». Lo dicono in un comunicato firmato da Nicola Luciano, segretario provinciale e assessore comunale di Tempio, e da Mario Satta, segretario sezionale. «Sono trascorsi oltre due mesi – scrivono – da quando suggerimmo molto sommessamente a Biancareddu di creare una commissione di esperti che in maniera costante lavorasse ed elaborasse un progetto per la bonifica dell’ex base americana sul monte Limbara. In quell’occasione spiegammo al nostro concittadino quale pessimo biglietto da visita fosse quella base abbandonata, colma di ferro arrugginito e rifiuti di ogni genere. Spiegammo anche che sulla montagna, gravata da quell’obbrobrio (e dell’altro, non meno grave, delle antenne televisive cresciute selvaggiamente, fuori da ogni regola), non era possibile alcuna programmazione turistica ed economica». Luciano e Satta ricordano di come Biancareddu pubblicamente li ringraziò del suggerimento e assicurò che avrebbe provveduto: «Ci lasciò per la verità perplessi il fatto che anche in quella circostanza, anziché fissare una data per un incontro operativo, non perse l’occasione di fare campagna elettorale, accusando l’amministrazione di non averlo mai cercato e di non avere mai proposto alcun progetto sull’ex base americana. Dimenticando che nemmeno un Comune può fare progetti su luoghi non di sua pertinenza. E il sito dove sorge l’ex base, guarda caso, è di proprietà della Regione cui spetta di attuare, per lo meno, un progetto di bonifica». Per gli esponenti del Pdci «sarebbe bene perciò che al di là degli annunci roboanti dei convegni, che lasciano il tempo che trovano e che tutti presto dimenticano, Biancareddu si adoperasse concretamente con progetti validi. Né venga a raccontare di non avere fondi a disposizione. I finanziamenti occorre anche cercarli. Ma forse, il ponte tibetano che lui assieme ad altri vuole costruire, con danni ambientali inenarrabili, porterà sicuramente molti più voti della bonifica dell’ex base.

  18. febbraio 19, 2014 alle 2:52 pm

    molti voti, ma a casa.

    da La Nuova Sardegna, 19 febbraio 2014
    Biancareddu fuori dopo 20 anni e non ce la fa neanche Comerci.

    TEMPIO. “In ogni circoscrizione è garantita l’attribuzione di almeno un seggio”. Dice così l’articolo 18 della legge statutaria, la “carta costituzionale” della Sardegna che – tra quozienti, resti, divisioni, insomma roba per addetti ai lavori – detta l’elezione dei consiglieri regionali. E che piaccia o no, quella norma astrusa, in Gallura ha prodotto effetti devastanti: solo due eletti. Uno di maggioranza (Meloni, Pd, di Loiri ma “olbiese” di fatto per legittimazione popolare), uno di minoranza (Fasolino, Fi, di Golfo Aranci, idem come per Meloni). Gente di mare, dunque. L’Alta Gallura – che scientificamente aveva votato per avere uno dei suoi con assoluta certezza a Cagliari – vede disintegrata l’accurata scelta politica da difficilmente comprensibili alchimie matematiche. Andrea Biancareddu, dopo 20 anni di fila nell’assemblea di via Roma e con sulle spalle oltre 4000 voti, di cui 2355 solo a Tempio, non passa. Per dire come sono strane le cose (e stranianti), nel suo partito, l’Udc, ce la fanno Sechi, di Sassari, con 1157 voti, e Tatti, di Oristano, con 1779 voti (più Oppi e Rubiu, che almeno hanno preferenze pari a quelle di Biancareddu). Messa così, è dura da accettare. Per Biancareddu e per una città, Tempio, orfana di un proprio uomo forte dopo decenni di ininterrotta presenza nei palazzi del potere regionale. Che la faccenda stesse prendendo una piega spiacevole, Biancareddu l’aveva capito subito, appena i dati cominciavano a entrare nel cervellone regionale. “Aspettiamo, aspettiamo” diceva a tutti, con un misto di preoccupazione e rassegnazione. Aveva fatto tutto quello che poteva, ma capiva che, amaramente, non sarebbe stato sufficiente. E così Tempio ha solo accarezzato, per qualche ora, l’idea di avere due consiglieri, contro gli zero di Olbia. Perché il derby è sempre il derby. Altro che calcio. Quando di mezzo c’è la politica, i tempiesi lo sentono maggiormente. Infatti si organizzano meglio, concentrandosi tutti su un cavallo: non a caso l’Udc di Biancareddu ha preso in città il 36%. Certo, rispetto a Olbia, città in continua crescita, città con tante città dentro, mettere insieme i tempiesi, in uno spazio umano ed elettorale piccolo, è più facile. E tuttavia, con Calangianus che ha rinunciato a puntare su un proprio uomo forte, i tempiesi avevano anche preparato il piano B, tanto è vero che quel secondo seggio in ballo fino all’ultimo sarebbe potuto andare a Nicola Comerci, di Sel, quindi nello schieramento opposto a quello di Biancareddu. Ma è stata solo l’illusione di una notte, per l’Alta Gallura senza più voce a Cagliari. (g.pi.)

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