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Spiaggia di Porto Giunco, il Comune di Villasimius risponde.


Riguardo la scandalosa situazione della spiaggia di Porto Giunco, riceviamo da parte dell’on. Salvatore Sanna, sindaco di Villasimius (CA), e pubblichiamo molto volentieri.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Villasimius, Porto Giunco, stato della battigia nelle giornate dell'8 agosto e del 21 agosto 2013

Villasimius, Porto Giunco, stato della battigia nelle giornate dell’8 agosto e del 21 agosto 2013

 

 

Il Gruppo di intervento Giuridico ha segnalato, nei giorni scorsi, attraverso un comunicato ripreso dalla stampa locale,  il ripetersi di occupazioni abusive di alcuni tratti di arenile, in particolare nella fascia dei cinque metri dalla battigia, da parte di alcuni concessionari con lettini e attrezzature da spiaggia. Il tutto in danno della massima fruibilità della spiaggia e senza un adeguato controllo da parte delle autorità competenti, Comune in primis, cui verrebbe attribuito un atteggiamento contraddittorio  nella tutela del bene ambientale, in quanto ,se da un lato gli viene riconosciuta l’attività intrapresa  per la salvaguardia delle dune, dall’altro se ne lamenta l’eccessiva disponibilitá nei confronti della estensione di alcune concessioni demaniali che, costrette dalla staccionata di delimitazione delle dune, finirebbero “loro malgrado” con l’ invadere la fascia di rispetto dei 5 metri dalla battigia.

A tale riguardo, mi corre l’obbligo di segnalare quanto segue.

L’Amministrazione comunale di Villasimius  considera il proprio ambiente un bene primario da tutelare e da preservare e per questo dedica una parte consistente  delle proprie risorse finanziarie proprio alla tutela delle spiagge e dei  sistemi dunali.  A tal fine sono stati avviati e realizzati importanti progetti, anche con interventi strutturali, per impedire il degrado delle dune e favorirne la rigenerazione, in particolare, nelle spiagge oggetto della segnalazione del Gruppo di intervento giuridico.

Villasimius, spiaggia di Porto Giunco (8 agosto 2013)

Villasimius, spiaggia di Porto Giunco (8 agosto 2013)

Pertanto, non solo si condivide lo spirito delle segnalazioni della vostra Associazione, ma ne condividiamo anche la richiesta esplicita di azioni tese al rispetto della normativa vigente a tutela dell’interesse generale.

A tal riguardo, tuttavia, si deve far presente che le concessioni demaniali che attualmente insistono nella spiagge, sono state rilasciate, a suo tempo, dall’Autorità statale, e, recentemente (2004), rinnovate dalla Regione Autonoma della Sardegna, la quale, da ultimo, intenderebbe, addirittura, prorogarle, senza alcuna modifica, fino al 2020. Ciò senza tenere in alcuna considerazione le esigenze e le istanze del Comune ed in aperto conflitto con le competenze  che il processo di federalismo interno ha attribuito all’Amministrazione locale.

 E’ evidente che quanto esposto dal Gruppo di Intervento Giuridico rappresenta, pertanto, un paradosso ed un caso limite che questa Amministrazione ha rilevato e lamentato nei confronti dell’Autorità regionale.

In particolare questa Amministrazione rivendicava e rivendica il diritto/dovere di rimodulare le concessioni non già in esclusiva funzione dell’interesse del concessionario, ma in stretta correlazione all’azione di tutela della spiaggia e del suo sistema dunale.  Questa corretta posizione del Comune è stata, però, pesantemente contrastata dalla Regione con un provvedimento di “commissariamento”, disposto con Decreto del Presidente della Regione n.104 del 23 luglio 2013, concernente l’intervento sostitutivo disposto in relazione  alla proroga delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative.

Villasimius, Porto Giunco, attrezzature balneari sulla battigia (10 agosto 2012)

Villasimius, Porto Giunco, attrezzature balneari sulla battigia (10 agosto 2012)

Ad ogni buon conto, questa Amministrazione ha già provveduto  alla impugnazione del provvedimento presidenziale e della stessa determinazione del Commissario ad acta, il quale, intenderebbe prorogare tutte le concessioni demaniali in palese dispregio della esigenza di tutelare la risorsa ambientale, ledendo non solo l’autonomia e le prerogative di questo Comune, ma violando anche il principio comunitario della libera concorrenza, essendo, le concessioni in argomento, da tanti anni in regime di proroga senza che siano mai state assoggettate ad un regime di pubblica evidenza e comportando con ciò, implicitamente, un ingiustificato vantaggio a favore di soggetti privati.

Sulla questione, lo scrivente è già intervenuto con vigore nei confronti degli Uffici Regionali, rappresentando, comunque la propria disponibilità ad operare, in un clima di leale collaborazione tra enti pubblici, alla sola condizione che venisse tutelato l’interesse generale e nel rispetto di tutte le  restanti disposizioni di legge, soprattutto di quelle di carattere ambientale, considerato che tutta la fascia costiera di Villasimius, compreso il mare antistante è, a tutti gli effetti di legge, Area marina protetta di interesse nazionale e internazionale (lista ASPIM convenzione di Barcellona), Sito di interesse comunitario di mare e di terra (SIC) e Zona a protezione speciale (ZPS) ai sensi delle  Direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli”, regolarmente decretati dalla Regione con relativo piano di gestione approvato dalla Giunta regionale.

Questa Amministrazione ha lamentato, inoltre, che una eventuale proroga  “ sic et  simpliciter”  da parte del Commissario ad acta, delle concessioni  rilasciate – alcune di esse ormai incompatibili con l’attuale assetto ambientale certificato anche dal Pul – avrebbe creato danni irreversibili alle spiagge, senza trascurare che la loro origine risulta viziata e non più compatibile con il quadro normativo generale, in quanto  mai assoggettate, tra l’altro, almeno a valutazione di incidenza ambientale, come  imporrebbero  le norme comunitarie, nazionali e regionali .

Villasimius, Porto Giunco, bagnanti sulle rive dello Stagno di Nottèri (21 agosto 2013)

Villasimius, Porto Giunco, bagnanti sulle rive dello Stagno di Nottèri (21 agosto 2013)

Quanto poi all’azione di vigilanza, mi corre l’obbligo di precisare che , oltre al meritorio lavoro svolto dalla Capitaneria di porto e dalla Base navale locale del Corpo forestale regionale, operano  i vigili ambientali del Comune che quotidianamente concentrano la loro attività proprio lungo i 36 km. di costa e le 22 spiagge che costituiscono il nostro unico e irripetibile patrimonio.

            Con quanto sopra esposto, si ritiene di aver brevemente illustrato la coerenza dell’azione amministrativa del Comune a tutela dell’ambiente, confermando il proprio impegno, anche quando in contrasto con altre autorevoli Amministrazioni, ad agire con gli strumenti democratici di difesa delle proprie prerogative, che talvolta la espongono anche ad immeritate lamentele, come nel caso prospettato recentemente.

                                                                       Salvatore Sanna

(foto J.I., archivio GrIG)

  1. Juri
    agosto 30, 2013 alle 2:41 pm

    Quanto avviene nell’estremità sud (a destra guardando il mare) della spiaggia di Porto Giunco rappresenta un’emblema della sottomissione dell’interesse pubblico a quello privato. Quei 150-200 metri di arenile sono strutturalmente incompatibili con l’esistenza di concessioni, innanzitutto per il semplice e macroscopico fatto che la larghezza dell’arenile, al netto della fascia di rispetto dei 5 metri, non supera, mediamente, 1 – 2 metri a seconda della marea. È evidente che in una striscia larga un metro non può essere installato nessun stabilimento balneare.
    Secondo, per l’estrema delicatezza di quella porzione di spiaggia, stretta tra la battigia e il sistema dunale e molto suscettibile all’erosione. Andrebbe al limite interdetta all’utilizzo balneare, nel senso di vietare anche il sostare degli ombrelloni dei normali bagnanti.

    Il tutto assume una dimensione ancor più paradossale, perché si parla di un arenile talmente vasto da permettere tranquillamente di contemperare sia la tutela dell’interesse pubblico che il giusto bisogno di dar spazio alle iniziative imprenditoriali. E allora perché non spostare quella concessione nel tratto centrale, o perlomeno, qualche centinaio di metri più a nord, dell’arenile? La risposta è facile: perché l’estremo lato sud è particolarmente suggestivo, protetto dal maestrale e dunque permette profitti maggiori a chi affitta lettini e ombrelloni.
    Dunque, la Regione, con la sua decisione di fare le barricate per difendere lo status quo delle concessioni di Villasimius, tanto per cambiare mostra di essere molto più attenta all’interesse privato che a quello pubblico. Salvo poi invadere la Sardegna di propaganda sulla tutela delle spiagge, delle dune e via dicendo.
    Quanto all’intervento di protezione dunale, sta sicuramente mostrando buoni risultati, anche se desta molte perplessità la scelta di posizionare la passerella nella sponda dello stagno, usata anche dai mezzi di servizi come area di transito. E sarebbe pure necessario che i cartelli indicanti i divieti recassero scritte più chiare e inequivoche, non un “si prega di non avvicinarsi” ma “vietato avvicinarsi, ordinanza ect…”. E comunque, come si vede dalle foto, sono ancora troppi coloro che li ignorano completamente con la conseguenza che da qualche settimana di fenicotteri non c’è più traccia, scappati via in seguito alla pressione provocata da chi si addentra nello stagno. Servono, evidentemente, controlli molto più efficaci.

  2. maurizio
    agosto 30, 2013 alle 5:29 pm

    Caro sindaco Sanna devi fartene una ragione, il diritto (legalmente riconosciuto) di un privato vale quanto quello della comunità. Amministrare significa armonizzare e far coesistere tali diritti senza prevaricazioni arroganti di sorta. E ricordati che c’è sempre un giudice in Danimarca. Quanto al merito del problema, bene le segnalazioni, ma anche quì noto una punta di parzialità; la segnalazione và fatta per tutta la spiaggia e per tutte le spiagge, sia per quelle parti in concessione sia per quelle libere. E’ assodato che i cinque metri di battigia non siano rispettati in primis nelle zone di libera fruizione e proprio da quei bagnanti arroganti e incivili che arrivando i tarda mattinata si piazzano in quel tratto di arenile, piantando l’ombrellone di fronte al tuo che arrivando alla mattina presto speravi di avere il panorama del mare libero.

    • agosto 30, 2013 alle 5:41 pm

      vedi Maurizio, le segnalazioni le facciamo in tutti i casi che ci capita di conocere.
      Qui stiamo parlando di Porto Giunco, dove c’è una concessione demaniale che oggettivamente privatizza un tratto di spiaggia.
      In Danimarca non so, ma in Italia la fascia demaniale deve rimanere libera, per legge.
      Anche a Porto Giunco, anche se dispiace ai concessionari e a chi lavora con loro.
      Tutti gli altri cittadini ne sarebbero felici.

      Stefano Deliperi

    • Juri
      agosto 30, 2013 alle 10:58 pm

      A dire il vero la locuzione “interesse pubblico” è tipicamente accompagnata dall’aggettivo “preminente” proprio perché, in caso di contrasto con quello privato, dovrebbe prevalere.
      Come ho già scritto, a Porto Giunco, estremità sud, succede il contrario, quando ci sarebbe tutta la possibilità di rispettare gli eventuali diritti acquisiti del privato tutelando pienamente l’interesse generale, di fruizione dell’arenile e di tutela dell’ecosistema. Quella concessione va spostata nel resto della vastissima spiaggia…
      E poi vogliamo parlare dei monumentali accatastamenti di pedalò, canoe, stabilmente collocati al di fuori delle aree concesse e spesso anch’essi ben entro i 5 metri di rispetto della battigia?

  3. Andrea
    agosto 30, 2013 alle 7:03 pm

    Si continua a qualificare i concessionari demaniali quali usurpatori di beni dello Stato, quando invece sono stati i paladini della sicurezza della spiaggia e della relativa balneazione ed è grazie al loro impegno profuso nei decenni che si è arrivato alla legittimazione del “made in Italy” riconosciuto in tutto il mondo. Non penso che il titolare di quella concessione sia felice e soddisfatto di lavorare (perché di lavoro si tratta) in simili contesti ambientali. Nei 9000 chilometri di costa nazionale, qualora si verificano casi in cui è messa in discussione la fascia dei 5 metri per la libera fruizione, è buona norma far traslare, a nord e/o a sud per far recuperare i mq. che di fatto impediscono l’utilizzo di tale fascia. L’Adriatico ne è testimone, dove l’erosione regna sovrana.

    • agosto 30, 2013 alle 8:12 pm

      nessuno di noi li considera “usurpatori di beni dello Stato, si chiede il rispetto della legge e di quei beni ambientali di cui usufruiscono e da cui traggono reddito.

      Stefano Deliperi

      • Andrea
        settembre 1, 2013 alle 1:07 am

        Loro in genere sono rispettosi della legge basterebbe che gli organi preposti si adoperino affinché questo avvenga, come sopra detto. D’altra parte la loro presenza in spiaggia non è abusiva ma susseguente da autorizzazioni rilasciate dalle pubbliche amministrazioni ed il loro reddito, di solito, è direttamente proporzionale nel fare “impresa”

  4. agosto 31, 2013 alle 3:11 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  5. settembre 1, 2013 alle 9:50 am

    Andrea :

    Loro in genere sono rispettosi della legge basterebbe che gli organi preposti si adoperino affinché questo avvenga, come sopra detto. D’altra parte la loro presenza in spiaggia non è abusiva ma susseguente da autorizzazioni rilasciate dalle pubbliche amministrazioni ed il loro reddito, di solito, è direttamente proporzionale nel fare “impresa”

    è quello che chiediamo.

    Stefano Deliperi

  6. luigi
    dicembre 14, 2013 alle 5:33 pm

    Segnalo che in Sardegna non possono essere rilasciate concessioni demaniali semplici per le spiagge di lunghezza inferiore ai 150 metri, come da Deliberazione n. 12/8 del 5.3.2013 (e precedenti) della Regione Sardegna.

  7. aprile 8, 2014 alle 2:52 pm

    e poteva mancare il cretino con il quad?

    da La Nuova Sardegna, 7 aprile 2014
    Turista belga scorrazza con un quad sulle dune di Porto Giunco, multato.
    Villasimius, la gente in spiaggia ha chiamato la polizia: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/04/07/news/turista-belga-scorrazza-con-un-quad-sulle-dune-di-porto-giunco-multato-1.9003045

  8. luglio 19, 2015 alle 4:36 pm

    da L’Unione Sarda, 19 luglio 2015
    Porto Giunco, parcheggi a pagamento. Proteste e querele per diffamazione: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/07/19/villasimius_a_cala_giunco_la_protesta_per_i_parcheggi_a_pagamento-68-426450.html

    _______________________

    da Casteddu onlis, 19 luglio 2015
    Caos a Villasimius,sbarrato l’accesso a Porto Giunco: rivolta bagnanti.
    Stop ai bagnanti a Porto Giunco, la giustificazione degli ausiliari della sosta: “Noi rappresentiamo Sergio Zuncheddu”. Il Comune conferma: sottoscritta convenzione sui parcheggi a pagamento con Zuncheddu, editore dell’Unione Sarda: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/25455/caos-a-villasimius-sbarrato-l-accesso-a-porto-giunco-rivolta-bagnanti.html

    —————-

    Cala Giunco, parcheggi a pagamento: “Una storia folle, è un abuso”.
    Nuovi parcheggi a pagamento nei terreni di Zuncheddu a Villasimius, ceduti in comodato d’uso gratuito al Comune. L’ex sindaco Tore Sanna: “Assurdo vietare gli accessi a mare senza comunicazione. Ho dubbi anche sulle dimensioni dell’area, potrebbe intervenire la Forestale”. (Maurizio Bistrusso): http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/25476/cala-giunco-parcheggi-a-pagamento-una-storia-folle-e-un-abuso.html

    —————

    20 luglio 2015
    Porto Giunco, prenotazioni flop: salasso parcheggi e turisti in fuga.
    Parla l’ex vice sindaco, gestore di uno dei chioschi nella spiaggia dopo il sì ai parcheggi a pagamento: “Ombrelloni e lettini vuoti”. Intanto un ausiliario della sosta viene investito da un’auto: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/25478/porto-giunco-prenotazioni-flop-salasso-parcheggi-e-turisti-in-fuga.html

  9. Cristian
    settembre 30, 2018 alle 8:30 am

    Purtroppo anche quest’anno 2018, la situazione è immutata. La spiaggia nel lato sud di Porto Giunco è invasa e di fatto presa in possesso da uno stabilimento balneare.
    È una situazione vergognosa, di violenza verso l’ambiente e sopruso verso i bagnanti.
    Se davvero c’è l’obbligo dei 5 metri di distanza minima dalla battigia, come fanno le forze dell’ordine preposte a non notare questo abuso?

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