Mancate bonifiche ambientali a La Maddalena, diciassette indagati.


La Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha chiuso l’inchiesta sulle pessime bonifiche ambientali effettuate nell’ambito del programma per la mancata riunione G 8 a La Maddalena (OT).

Diciassette indagati, capeggiati dall’ex potentissimo Capo della Protezione civile Guido Bertolaso.

Una parte di quel sistema gelatinoso che ha portato il programma dei lavori del G8 previsto a La Maddalena (poi trasferito a L’Aquila, riguardo cui già nel settembre 2011 c’è stato il rinvio a giudizio della c.d. cricca del G 8) a esser uno dei più lucrosi e scandalosi affari ai danni dello Stato e dei contribuenti.  Indagini per ipotesi di danno erariale sono inoltre condotte dalla Procura della Corte dei conti.

Nel maggio 2011 i Carabinieri del N.O.E. di Sassari, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, avevano posto sotto sequestro prevenivo i 60 mila metri quadri di specchi acquei  e fondali prospicienti l’ex Arsenale di La Maddalena, trasformato in hotel extralusso e affidato in gestione quarantennale alla Società M.I.T.A. (gruppo Marcegaglia) con condizioni vantaggiosissime.

Nel febbraio 2012 la revoca del sequestro per il completamento delle bonifiche, ma sono emersi dalle indagini risultati veramente preoccupanti: dai 6 ettari contaminati originari siamo passati a 12, secondo quanto reso noto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania.

Un gran bel risultato per le bonifiche ambientali della gestione bertolasiana del mancato G 8 a La Maddalena che nasconde un segreto di Pulcinella: le bonifiche ambientali costate oltre 31 milioni di euro (24,140 milioni, secondo i dati della Protezione civile) sono state fatte male, per essere buoni.

La Maddalena, ex Arsenale, fondale marino con lastre di amianto

La Maddalena, ex Arsenale, fondale marino con lastre di amianto

Un programma farcito di illegittimità e illiceità denunciato fin da subito dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, nell’assordante silenzio – quando non nel plauso – di tantissimi soggetti, comprese associazioni ambientaliste.

Già lo scorso 26 aprile 2010  e il 5 dicembre 2010 erano state inoltrate dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra alla Procura generale della Corte dei conti ed alla Procura della Corte dei conti per la Regione autonoma della Sardegna specifiche segnalazioni per eventuale danno erariale determinato dalle spese di fondi pubblici per le bonifiche ambientali incomplete a La Maddalena, connesse alla mancata riunione del G8 nel 2009.

L’azione è stata la naturale prosecuzione delle azioni precedenti che avevano portato all’apertura da parte della Commissione europea di specifica procedura di infrazione per non corretta applicazione delle normative in materia di valutazione di impatto ambientale e di informazione a carattere ambientale del programma di lavori per gli interventi connessi alla riunione G 8, poi trasferita a L’Aquila.    Infatti, la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea riguardo la mancata corretta applicazione delle direttive comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale riguardo le opere già connesse con la riunione G 8 La Maddalena venne avviata proprio in seguito al ricorso del 21 marzo 2008 (n. 2008/4372) delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra.   Importantissimo ruolo nella verifica di procedure ed attuazione del G 8 ha avuto l’on. Monica Frassoni, già Presidente del gruppo Verdi/A.L.E. al Parlamento europeo ed ora Presidente dei Verdi europei. Dopo la conferma, nonostante le smentite e gli slalom di parole del Commissariato governativo per il G 8, del secondo parere motivato della Commissione europea, ne venne disposta l’archiviazione grazie al trasferimento del G 8 a L’Aquila. Eppure è rimasta la disciplina derogatoria in tema di ambientesegreto di Stato e normativa sugli appalti pubblici.

Si tratta, secondo quanto riportato da tutti i mass media in questi ultimi anni, di parte di quel sistema gelatinoso che appesta l’Italia da tempo. E i risultati si vedono.

Le magistrature (ordinaria ed erariale) e i nuovi Governi Monti e Letta riusciranno a far pulizia, una volta per tutte?

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra 

La Maddalena, ex Arsenale, inqionamento del fondale marino

La Maddalena, ex Arsenale, inquinamento del fondale marino

 

 

da La Nuova Sardegna, 1 agosto 2013

Mancate bonifiche, 17 indagati: tra loro anche Guido Bertolaso La procura di Tempio ha chiuso l’inchiesta su chi ha gestito i lavori per il G8 poi trasferito all’Aquila L’ex capo della protezione civile accusato di inquinamento ambientale, falso e truffa allo Stato. Giampiero Cocco 

TEMPIO. «Abbiamo, in poco meno di otto mesi, bonificato un’area fortemente inquinata, utilizzando la miglior tecnologia esistente e affidando i lavori a imprese ad altissima specializzazione e competenza». Parole che Guido Bertolaso ripeteva a ruota libera nel 2009, poco prima che il terremoto dell’Aquila dirottasse in zona sismica il più grosso e lucroso affaire gestito dalla cricca della Ferratella: i lavori per il mancato G8 della Maddalena. L’inchiesta sulle mancate bonifiche dell’area marina davanti all’ex arsenale militare sono state appena completate e il procuratore della Repubblica di Tempio, Riccardo Rossi, ha inviato gli avvisi di concluse indagini a 17 indagati eccellenti, primo tra tutti l’ex capo indiscusso della Protezione civile Guido Bertolaso. Il quale – con i diversi componenti la struttura di missione per il G8 della Maddalena, i tecnici e funzionari dello Stato che hanno “certificato”, con un loro collaudo, il completamento dei lavori, i dirigenti e capi cantiere dell’impresa appaltatrice, la Cidonio Spa di Roma – deve rispondere di falso in atti pubblici, truffa ai danni dello Stato, inquinamento ambientale e altre accuse minori. Gli altri indagati per il «lotto numero 7» (che prevedeva la bonifica di uno specchio di mare ampio 60mila metri e costato oltre sette milioni di euro) sono l’ex capo della struttura di missione per il mancato G8 Mauro Della Giovanpaola, il direttore dei lavori Luigi Minenza, l’ingegnere e direttore operativo Riccardo Miccichè (che sino ad allora aveva realizzato un orto botanico nel sud Italia e amministrato una scuola per parrucchieri), il responsabile unico del procedimento Ferdinando Fonti, i due dirigenti della Cidonio Spa Marco Rinaldi e Matteo Canu, il provveditore per le opere pubbliche nonchè magistrato delle Acque del Veneto Patrizio Cuccioletta, la componente (con il collega Andrea Giuseppe Ferro) della commissione di collaudo Valeria Olivieri e il segretario della commissione, Luciano Saltari, e poi ancora nomi arcinoti come quello di Angelo Balducci, il potentissimo ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, gentiluomo di Sua Santità nonchè soggetto attuatore degli interventi per il mancato G8, il provveditore ai lavori pubblici per la Toscana Fabio De Santis, il sismologo già condannato per il terremoto in Abruzzo Gian Michele Calvi, il responsabile nazionale dell’Ispra (ministero dell’Ambiente) Damiano Scarcella e infine il collega Gianfranco Mascazzini, direttore generale della qualità della vita del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Tutti nomi altisonanti che – stando alle indagini portate avanti per oltre due anni dai carabinieri del Noe di Sassari, dai sottufficiali e ufficiali della guardia costiera e della capitaneria di porto della Maddalena, dai funzionari dell’Arpa Sardegna, con la consulenza di un pool di esperti in inquinamento ambientale – avrebbero non soltanto eliminato dai fondali dell’arcipelago maddalenino veleni e idrocarburi d’ogni genere, ma ampliato l’inquinamento in aree sino ad allora pulite. Uno dei punti contestati alla “cricca della Maddalena” è la demolizione, a botte d’esplosivo, del Molo Carbone. Un’operazione semplicissima: l’intero manufatto venne fatto saltare in aria e i detriti lasciati in fondo al mare. L’esplosivo che rimase venne bruciato dietro l’ex ospedale militare, innescando un’incendio che i vigili del fuoco impiegarono ore per domare. Il tutto con la copertura del segreto di Stato, una “coperta” che venne utilizzata per nascondere le diverse manchevolezze e la reale destinazione delle 40 mila tonnellate di materiale altamente tossico e inquinante che risulta dragato dal mare maddalenino. A questo si deve aggiungere che l’intera area dovrà essere sottoposta a nuove bonifiche, mentre circa ventimila metri quadrati di fondale non sono mai stati bonificati. «Abbiamo chiamato i migliori esperti internazionali del settore ambientale per ripulire questo mare», ripeteva Guido Bertolaso alle diverse delegazioni che visitavano il cantiere. Uno specchio di mare ancora interdetto alla navigazione, sosta, pesca e balneazione e che avrebbe dovuto essere il volano per la «portualità e ricettività marittima».

LE TAPPE. 

Nel 2007 fu Renato Soru, allora governatore dell’isola, a suggerire al premier Romano Prodi la location dell’arcipelago maddalenino per il vertice dei grandi della terra. Una ricompensa ai sardi per secoli di occupazione militare da trasformare in realtà turistico-imprenditoriali. Nel 2008 l’avvio dei lavori, con il gruppo guidato dall’allora potentissimo Guido Bertolaso che illustrava allo scettico Silvio Berlusconi le diverse procedure messe in atto per trasformare ruderi in hotel a cinque stelle. Gli operai al lavoro erano 1600, con turno d’otto ore ciascuno, e si lavorava 24 ore su 24. Poi il terremoto scosse l’Aquila e fece crollare, come un castello di carte, quel sogno di rinascita.

 

 

(foto da L’Espresso)

  1. agosto 2, 2013 alle 8:47 am

    da La Nuova Sardegna, 2 agosto 2013
    LA MADDALENA. Comiti: «Le mancate bonifiche? Vergogna certificata».

    LA MADDALENA. «Una vergogna certificata». Non usa mezzi termini il sindaco Angelo Comiti per commentare la notizia dei 17 indagati eccellenti, tra i quali l’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e Angelo Balducci, ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Tempio sulle bonifiche mai realizzate in occasione del G8 alla Maddalena. «A oggi sono stati investiti centinaia di milioni di euro per la riqualificazione dell’area – ha detto Comiti – , ma questo consistente investimento non ha prodotto sul nostro territorio un solo posto di lavoro, se non creare un malaffare. La cosa più amara, però, è scoprire che chi bara è la stessa persona che doveva garantire il rispetto delle regole. Perché a certi livelli e dietro certi organismi come la Protezione Civile, c’è lo Stato». Le indagini portate avanti in questi due anni hanno evidenziato lo stato di estrema pericolosità dello specchio d’acqua davanti al Main conference e la ricaduta di materiali inquinanti in un’area sottomarina che si estende ben oltre i nuovi pontili, verso l’isola di Santo Stefano. In mare e nei fondali sono presenti piombo, arsenico, zinco, rame e mercurio che pregiudicano e rendono pericolosa non soltanto la balneazione, ma anche la pesca e il transito nell’intera area, che si estende per una decina di ettari. «A questo punto non c’è altro da fare se non dare nuovo impulso al progetto di bonifica della Protezione civile – conclude Comiti –. Bisogna fare in fretta, perché da una parte le strutture si stanno deteriorando ancor prima di essere utilizzate, ma soprattutto per evitare a questo territorio di perdere, oltre a questa stagione turistica e alle passate, anche la prossima».

  2. Shardana
    agosto 4, 2013 alle 11:51 am

    Toh,che strano mi sembra si parli di carloforte.Questi giorni abbiamo anche l’acqua della rete inquinata.Ma il vicesindaco ha detto che non è un problema,basta bollirla.Però si fanno gelati,pane,ci si lava e tante altre cose per le quali non è possibile farlo.Mi direte inquinamento più inquinamento meno…………tanto si deve morire

  3. Shardana
    agosto 4, 2013 alle 11:59 am

    Dimenticavo,complimenti al sindaco comiti che individua il problema alla radice.Noi non andremo mai avanti perchè lo stato non condannerà mai se stesso.Non molli signor comiti e non si lasci distogliere dall’obbiettivo individuato

  4. settembre 27, 2013 alle 8:05 pm

    da Il Corriere della Sera, 27 settembre 2013
    LO HA DECISO IL GUP DI LAURO. Bertolaso, Anemone e Balducci, rinviati a giudizio per G8 e Grandi Eventi. Insieme all’ex capo della protezione civile e i due imprenditori ci sono altre quattordici persone: processo il 20 gennaio: http://www.corriere.it/cronache/13_settembre_27/bertolaso-grandi-opere-rinvio-a-giudizio_152ae706-2776-11e3-94f0-92fd020945d8.shtml

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    da L’Unione Sarda on line, 27 settembre 2013
    Appalti per il G8 a La Maddalena, a giudizio Bertolaso e Anemone: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2013/09/27/appalti_per_il_g8_a_la_maddalena_a_giudizio_bertolaso_e_anemone-5-331670.html

  5. settembre 28, 2013 alle 7:41 am

    da La Nuova Sardegna, 28 settembre 2013
    L’inchiesta grandi eventi. Appalti G8, la cricca rinviata a giudizio. Roma, diciotto imputati: Bertolaso accusato di corruzione. Il vertice fu spostato dalla Maddalena all’Aquila.

    ROMA. Va a processo il «sistema gelatinoso» che anche La Maddalena ha conosciuto bene in occasione dei lavori per il G8 del 2009 poi trasferito all’Aquila appena colpita dal terremoto. La cricca, il gruppo di imprenditori e pezzi dello Stato accusati di avere pilotato appalti milionari che ruotavano intorno al G8 e ai cosiddetti «Grandi eventi», dovrà affrontare un nuovo processo a Roma. Il gup Massimo Di Lauro ha deciso per il rinvio a giudizio di 18 persone tra cui l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, gli imprenditori Diego e Daniele Anemone, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci. Oltre a loro, alla sbarra anche i funzionari pubblici Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola e l’ex commissario straordinario ai Mondiali di nuoto Roma 2009 Claudio Rinaldi. Il processo è stato fissato per il prossimo 20 gennaio davanti alla ottava sezione penale del tribunale capitolino. Gli imputati, a seconda delle diverse posizioni, devono rispondere dei reati di corruzione e associazione per delinquere. L’indagine sulla «cricca» mosse i primi passi a Firenze nel 2008: al centro degli accertamenti la Scuola per marescialli dei carabinieri costata 450 milioni di euro e non ancora inaugurata. Per le vicende legate a quell’appalto, Balducci e De Santis sono stati già condannati per corruzione. Successivamente l’inchiesta «Grandi eventi» fu trasferita a Perugia perché tra gli indagati figurava anche l’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro. Il magistrato nel luglio 2011 ha patteggiato davanti al gup 8 mesi per rivelazione di segreti d’ufficio: avrebbe infatti informato i componenti della cricca delle indagini in corso nei loro confronti. Da Perugia il successivo trasferimento dell’inchiesta a Roma: nel capoluogo umbro è rimasto solo il filone per il capo di imputazione che riguarda Anemone, Balducci e l’avvocato Edgardo Azzopardi nella parte dell’utilizzazione di segreti d’ufficio rivelati da Toro. Ieri il gup romano ha accolto la richiesta dei pm Roberto Felici e Ilaria Calò, titolari del fascicolo che rappresenta uno dei numerosi procedimenti nati intorno alle irregolarità intorno all’aggiudicazione dei lavori per le opere del 2010. L’impianto accusatorio ha definito la condotta di Bertolaso illecita per il reato di corruzione. Secondo i pm di piazzale Clodio, l’ex numero uno della Protezione civile nella veste di pubblico ufficiale avrebbe favorito Anemone in cambio di denaro e favori di vario genere, anche di tipo sessuale. Dopo l’udienza Bertolaso ha lasciato la cittadella giudiziaria di Roma senza voler lasciare dichiarazioni ai cronisti: in diverse occasioni, anche in un recente interrogatorio, ha più volte ribadito di non aver mai preso tangenti per gli appalti del G8, di non aver mai compiuto scelte economicamente svantaggiose per la pubblica amministrazione e, soprattutto, di non aver mai favorito alcun imprenditore nell’affidamento delle opere. A Balducci e Anemone, oltre a diversi episodi di corruzione, viene contestata (insieme ad altri 12 imputati) l’associazione per delinquere. Il processo ruota intorno alla figura del costruttore Diego Anemone. Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di avere fatto parte di un sistema in grado di condizionare l’assegnazione di alcuni dei lavori pubblici più importanti degli ultimi anni, dal G8 che doveva tenersi alla Maddalena alle opere per i 150 anni dell’unità d’Italia (tra le quali il completamento dell’aeroporto internazionale di Perugia), passando per lo stadio centrale del tennis del Foro Italico (Mondiali di nuoto a Roma nel 2009). Il prezzo della presunta corruzione – sostiene l’accusa – sarebbero state ristrutturazioni di immobili, assunzioni di domestici e di figli, auto di lusso ma anche favori sessuali con pagamento di escort a domicilio.

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    Il Comune dell’arcipelago sarà parte civile.
    Il sindaco Comiti: «Chiederemo un risarcimento per i danni subiti, economici e ambientali». (Giampiero Cocco)

    LA MADDALENA. Il mancato G8 brucia, sulla pelle dei maddalenini, come il solleone estivo. «Le scottature – dice il sindaco Angelo Comiti – sono state tali e tante che ormai non c’è più protezione (civile) che tenga. Ci costituiremo parte civile per i danni subìti e i torti mai riparati con i quali l’intera popolazione dell’arcipelago deve ancora convivere, e parlo dell’inquinamento marino e terrestre. Apprendo che l’ex capo della struttura di missione per il mancato G8 Guido Bertolaso, diramazione diretta della presidenza del consiglio dei ministri, gli imprenditori Diego e Daniele Anemone e l’intera filiera della direzione nazionale dei “grandi eventi” italiani guidata dall’ex presidente delle opere pubbliche Angelo Balducci, oltre a 15 tra tecnici e funzionari, sono stati rinviati a giudizio al tribunale di Roma per le opere del G8. Ebbene, com’è già accaduto per Perugia, il Comune di La Maddalena sarà parte civile contro coloro che, una volta ritenuti responsabili attraverso i diversi gradi di giudizio, saranno condannati in relazione alle opere avviate e mai completate nell’isola. Il risarcimento economico che ne deriverà andrà a compensare, anche se in minima parte, i mancati introiti economici che ci aspettavamo dalle infrastrutture per il G8». Lavori faraonici per oltre 400 milioni di euro – fondi in parte stornati dalle competenze europee per le isole minori, i Fas – gestiti con disinvoltura, per usare un eufemismo, da Bertolaso & Co. Quando Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis, i due responsabili della struttura di missione che aveva in “gestione” l’intera opera, comunicarono agli imprenditori che la Regione Sarda aveva stanziato (ottobre del 2008) i primi 120 milioni di euro ci fu, alla “Ferratella” di Roma (la sede istituzionale delle opere pubbliche italiane) un boato. Lo champagne scorreva a fiumi, mentre i lavori procedevano, nell’isola, coperti dal più rigoroso segreto, a tutela del quale vennero chiamati anche i fucilieri del battaglione San Marco, più preparati e professionali dei marines americani. Potenza di quel Dio in terra che era Guido Bertolaso, al quale bastava alzare il telefono per avere a disposizione il meglio delle quattro Armi italiane: marina, esercito, aviazione e carabinieri. I lavori vennero portati a temine (?) entro i tempi previsti, almeno stando alle dichiarazioni di Guido Bertolaso, che non perdeva occasione per rintuzzare ogni minima contestazione al suo e altrui operato in terra sarda. Il Main Center, la casa sul mare disegnata da Stefano Boeri (l’archistar del Pd che sostiene di non essere stato ancora pagato per quel progetto) cade a pezzi e la ruggine comincia a colorare di rosso l’intera struttura d’acciaio (?), mentre l’ex infermeria della marina militare, che avrebbe dovuto essere ristrutturata e trasformata in hotel a cinque stelle, non è mai stata aperta al pubblico. Per vergogna. «In poco meno di un anno e mezzo abbiamo realizzato la più grande opera di riqualificazione e disinquinamento mai portata a termine in Italia, grazie a maestranze e professionisti eccellenti». Parola di Bertolaso, che nei cantieri top secret face lavorare decine di clandestini egiziani, giordani, libanesi, pakistani, nonchè un latitante siciliano e due affiliati alla camorra. Alla faccia della sicurezza, avrebbe detto Totò.

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    PROCURA DI TEMPIO. Bonifiche mancate, altri 18 indagati.

    TEMPIO. Le grane giudiziarie, per Guido Bertolaso & C., sono attese anche dal tribunale di Tempio dove il gup, a breve, esaminerà le richieste di rinvio a giudizio formulate dalla procura della Repubblica. L’inchiesta sulle mancate bonifiche dell’area marina davanti all’ex arsenale militare portate avanti dal pm Riccardo Rossi, ha messo nei guai l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso e altre 17 persone tra imprenditori, tecnici, commissari, funzionari di Stato e collaudatori che “approvarono” il completamento dei lavori effettuati dalla ditta Cidonio Spa di Roma. Per tutti è stato contestato il falso in atti pubblici, truffa ai danni dello Stato, inquinamento ambientale e altre accuse minori. Gli altri indagati per il «lotto numero 7» (che prevedeva la bonifica di uno specchio di mare ampio 60mila metri e costato 7 milioni di euro) sono anche in questo caso l’ex capo della struttura di missione per il mancato G8 Mauro Della Giovampaola, il direttore dei lavori Luigi Minenza, l’ingegnere e direttore operativo Riccardo Miccichè, il responsabile unico del procedimento Ferdinando Fonti, i due dirigenti della Cidonio Spa Marco Rinaldi e Matteo Canu, il provveditore per le opere pubbliche del Veneto Patrizio Cuccioletta, i collaudatori Andrea Giuseppe Ferro Valeria Olivieri e Luciano Saltari. E poi ancora Angelo Balducci, il provveditore ai lavori pubblici per la Toscana Fabio De Santis, il sismologo Gian Michele Calvi, il responsabile dell’Ispra (Ministero dell’Ambiente) Damiano Scarcella. Chiude l’elenco il collega Gianfranco Mascazzini, direttore generale della qualità della vita del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

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    LE TAPPE.

    2008 – L’INCHIESTA MUOVE I PRIMI PASSI A FIRENZE: LA PROCURA INDAGA SULLA SCUOLA PER MARESCIALLI DEI CARABINIERI, COSTATA 450 MILIONI E NON ANCORA INAUGURATA. VIENE FUORI UN SISTEMA DI GESTIONE DEGLI APPALTI LEGATO A FAVORI E REGALI
    10 FEBBRAIO 2010 – IL GIP DI FIRENZE ROSARIO LUPO ORDINA L’ARRESTO DI ANGELO BALDUCCI, MAURO DELLA GIOVAMPAOLA, DIEGO ANEMONE E GABIO DE SANTIS. L’ACCUSA PER TUTTI E’ CORRUZIONE. GUIDO BERTOLASO E’ INDAGATO PER CONCORSO IN CORRUZIONE. TRA GLI APPALTI PILOTATI FIGURANO LO STADIO CENTRALE DEL TENNIS DEL FORO ITALICO, IL COMPLETAMENTO DELL’AEROPORTO INTERNAZIONALE DI PERUGIA, LA REALIZZAZIONE DI OPERE ALLA MADDALENA IN PREVISIONE DEL G8 POI TRASFERITO ALL’AQUILA
    2011 – L’INCHIESTA E’ TRASFERITA A PERUGIA, L’EX PROCURATORE AGGIUNTO DI ROMA PATTEGGIA 8 MESI PER RIVELAZIONE DI SEGRETI D’UFFICIO
    2012 – L’INCHIESTA APPRODA AL TRIBUNALE DI ROMA
    27 SETTEMBRE 2013 – IL GUP DI ROMA MASSIMO DI LAURO RINVIA A GIUDIZIO 18 PERSONE, TRA CUI GUIDO BERTOLASO

  6. ottobre 8, 2013 alle 2:58 pm

    come darle torto?

    da La Nuova Sardegna, 8 ottobre 2013
    Mita chiede 149 milioni d’indennizzi. (Pier Giorgio Pinna): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/82530_Mita_chiede_149_milioni_dindennizzi.pdf

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    NELL’ARCIPELAGO NESSUN BANDO DI GARA. Sempre bloccato l’ex ospedale militar.e

    LA MADDALENA. Il destino dell’ex ospedale militare è in stallo. Questo grande complesso (all’epoca del G8 la sua ristrutturazione è costata 70 milioni) resta blindato. Proprietà e indirizzi gestionali sono passati dallo Stato alla Regione. Ma finora nessuna asta per l’aggiudicazione di quello che doveva diventare un albergo a 5 Stelle è andata a buon fine. La Marina, che possiede zone limitrofe, da tempo ha delimitato i perimetri e ceduto tutti i suoi terreni dismessi. La struttura si compone di un edificio fronte mare, davanti all’isola di Santo Stefano, e di una zona retrostante di un paio di ettari. In questi mesi ci sono stati contatti informali con operatori turistici, immobiliaristi, società virtualmente interessate a rilevarlo. Presto la Regione dovrà chiarire un punto chiave col prossimo bando di gara: intende ripresentare la proposta per il solo hotel oppure allargare l’offerta all’intero perimetro? Il tempo passa, le decisioni non arrivano e intanto nessuno avanza una proposta tecnica per superare quello che sin dal 2010, a riassetto concluso, è stato giudicato l’ostacolo più grosso: la mancanza di un collegamento diretto tra la struttura e il mare. Adesso come tre anni fa, una litoranea larga una decina di metri a intenso traffico separa l’ex ospedale dall’arenile: come conciliare tutto questo con una massiccia presenza di turisti rimane piuttosto difficile.

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    PER LO STOP AI PIANI SUL VILLAGGIO DI CAPRERA. E il Club Med ora rescinde il contratto.

    LA MADDALENA. Era stato uno dei gioielli del turismo pionieristico. Ma da tempo il Club Méditerranée, a Caprera, è in completo disarmo. La multinazionale delle vacanze aveva presentato un piano di rinnovamento del villaggio nel 2005-2006. Il progetto consisteva nella sostituzione dei tukul realizzati nei primi anni ’60 con moderni bungalow. Interessati Comune, Regione, Ministero. In questi anni il programma non si è concretizzato. «Così il Club Med, attraverso uno studio legale romano, chiede la rescissione del contratto con la Regione che in teoria avrebbe dovuto vincolarlo all’amministrazione sarda per 30 anni, sino al 2035», informa l’avvocato ed ex sindaco Antonio Fonnesu. La società pagava per la concessione 210mila euro ogni 12 mesi. «Ma dall’inizio dell’anno ha cessato i versamenti facendoci presente l’impossibilità di usare il villaggio nelle attuali condizioni», fanno sapere da Cagliari. Così nei prossimi giorni saranno avviate trattative per la possibile definizione della controversia giuridica. «Intanto quel progetto da 600 posti letto non è mai stato preso in considerazione e un’altra occasione è sfumata», dicono lavoratori ed ex dipendenti del Club Med. I quali, nell’accusare per la situazione d’inerzia tutti e tre gli enti chiamati a dare risposte, si augurano adesso che in quella stessa zona possano almeno subentrare altri imprenditori.

  7. ottobre 13, 2013 alle 12:01 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 ottobre 2013
    Strutture del G8, il disastro accelera. Nuovi cedimenti nel main conference, cristalli volati in mare Crollato il tetto del centro commerciale, danni anche al molo. (Serena Lullia) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/10/13/news/strutture-del-g8-alla-maddalena-il-disastro-accelera-1.7915927)

    LA MADDALENA. Pezzo dopo pezzo cade il simbolo della rinascita dell’isola. Il main conference, il centro congressi di cristallo sospeso sul mare, firmato da Stefano Boeri e costato 52 milioni di euro, continua a cedere sotto le frustate del maestrale. La rete che avvolge l’edificio trasparente in cui i grandi della terra avrebbero dovuto discutere i temi del G8 cade a brandelli. Il vento ha sradicato le strisce in vetro-cristallo di 30 centimetri ciascuna che compongono le geometrie a nido d’ape. Il maestrale schiaffeggia con violenza quel punto dell’isola. Le lamiere finiscono in mare o sul piazzale di granito. Una vergogna tutta all’italiana. 400 milioni di euro di fondi pubblici destinati a fare grande, per i grandi del mondo, l’isola orfana dell’arsenale e della base americana. Poi il trasferimento del G8 all’Aquila e l’inizio della decadenza. Di quel sogno a 5 stelle oggi non resta nulla. Solo pagine di interviste con cui l’allora numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso, rassicurava l’isola sul suo futuro perché avrebbe conservato le grandi opere fino ad allora costruite. Una eredità fatta di scatole vuote. Uno scandalo che da quattro anni si consuma nel silenzio. L’area dell’ex arsenale resta terra di nessuno. Del polo nautico e alberghiero di lusso promesso dalla politica e dalla Protezione civile non c’è traccia. Un male da cui l’isola prova a guarire ignorandolo o sperando che prima o poi arrivi una cura miracolosa. All’interno del cubo di cristallo è caduto anche un grosso vetro, mai riparato, alto tre metri e largo uno. Ma i primi cedimenti c’erano già stati nel 2010 quando l’area dell’ex arsenale ospitò il Louis Vuitton trophy. L’ingresso al main conference era stato transennato. Ma questo è solo il disastro più evidente. L’invecchiamento precoce, aggravato dalla mancata manutenzione, dal vento, dal sale, non ha risparmiato l’edificio che guarda il centro congressi sul mare. Il tetto del centro commerciale, destinato a ospitare negozi, attività artigianali, uffici, è in buona parte volato via. I pali sono arrugginiti. Il vento che vibra attraverso le lamiere emette un suono che fa rabbrividire. E poi c’è il molo da cui si contempla lo specchio di mare avvelenato e mai bonificato, con tutti i blocchi di granito sbilenchi. Su quelle onde dovevano galleggiare decine di barche e maxy yacht. Da lì sarebbero dovuti arrivare i turisti extra lusso per alloggiare nell’albergo a 5 stelle gestito dalla Mita Resort. La società di Emma Marcegaglia chiede ora 149 milioni di euro di risarcimento danni. Da due anni l’hotel non apre. Il centro benessere con sauna, bagno turco, sala fitness e sala massaggi è un luogo fantasma, tutto coperto da teli bianchi. Sui lavori per costruire le opere del G8 della Maddalena pesa anche l’inchiesta portata avanti dalla magistratura. Guido Bertolaso, l’ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici Angelo Balducci, l’imprenditore Diego Anemone e altre 15 persone sono state rinviate a giudizio dalla procura di Roma per le presunte irregolarità negli appalti per il G8. Il processo comincerà il 20 gennaio.

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    L’archistar Boeri: vergogna nazionale, sono sconcertato. Il progettista della Casa sull’acqua attacca lo Stato La proposta: alla Maddalena la sede del Forex, agenzia Ue. (Enrico Gaviano)

    LA MADDALENA. Stefano Boeri non usa mezzi termini. L’architetto che ha progettato la meravigliosa Casa sull’acqua, il main conference dell’ex arsenale, definisce il rapido deperimento della sua creatura «una vergogna nazionale». La scatola che si protende verso il mare della Maddalena è ormai fatiscente. E Boeri si sente colpito nel profondo dell’animo. «Sono sconcertato e avvilito – dice al telefono –. Quando non si fanno le manutenzioni è inevitabile che si verifichino queste cose. Anzi, direi che la progressione dell’usura da graduale diventa esponenziale. Con essa, cresce ugualmente il costo di un eventuale intervento per mettere rimedio a questo assurdo decadimento. Aggiungo che non solo non è mai stata fatta la manutenzione, ma anche la pulizia e, inoltre, alcuni lavori non sono stati completati. Ecco spiegato perché ora, a distanza di pochi anni, la situazione del main conference si fa sempre più critica». Stefano Boeri non ha difficoltà a indicare il responsabile di tutta la faccenda: lo Stato italiano. «Non ci sono altri colpevoli – sottolinea l’archistar –. Perché la Maddalena è stata vittima negli anni prima di uno sfruttamento e inquinamento portato dalla marina italiana e da quella americana. Poi c’è stata la vicenda G8. Doveva essere un parziale rimedio a quanto sottratto negli anni all’arcipelago. Invece il vertice dei grandi della terra non si è mai fatto, e la struttura, l’ex arsenale e aggiungo anche l’ex ospedale militare, non solo non sono stati sfruttati ma ora stanno andando in rovina». Boeri non si ferma. «A tutto questo aggiungo anche quanto fatto dall’ex ministro Corrado Clini. Nell’ultimo giorno del suo mandato, prima della fine del governo, ha pensato bene di liberarsi della patata bollente delle strutture destinate al G8, passandole alla Regione e al comune della Maddalena che, ovviamente, non hanno la possibilità finanziaria di poter affrontare un’impresa così onerosa». Soluzioni? Boeri è un architetto bravo e famoso, la fantasia dunque non gli manca. E butta lì una proposta, interessante. «L’area della Maddalena – sottolinea – ha una collocazione geografica splendida, in mezzo al Mediterraneo. Potrebbe diventare una sede, bella ma allo stesso tempo anche funzionale, per il Forex, l’agenzia dell’Unione europea che ha la sua sede principale a Varsavia, e che si occupa della gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue. Un polo diplomatico di grande importanza, che potrebbe rilanciare le strutture destinate al G8 e restituire parte del maltolto alla Maddalena ». Ma, c’è sempre un ma. «Purtroppo per i governi che si sono succeduti, la Maddalena è un posto piccolo, appena 12mila abitanti. Dal punto di vista elettorale, dunque, praticamente insignificante. E allora ho qualche dubbio che si voglia finalmente far qualcosa per loro».

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    L’EX PRESIDENTE DELLA REGIONE. Soru: «La beffa dopo lo scippo e Cappellacci è rimasto in silenzio». (Silvia Sanna)

    SASSARI. È come una casa, se crolla un pilastro è inutile sperare che prima o poi non venga giù tutto. Così il main conference: i cristalli che lo rivestono, tessere di un mosaico delicatissimo, si sbriciolano uno dopo l’altro. Effetto a catena inevitabile, se il lavoro dell’uomo non prova a metterci una pezza. Attraverso l’immagine della Casa di vetro pensata per Obama, offesa invece dall’indifferenza e maltrattata dal vento, Renato Soru rivive la storia «molto dolorosa» del G8 mancato alla Maddalena. Era lui il governatore della Regione quando Romano Prodi, all’epoca presidente del Consiglio, annunciò che i potenti della terra si sarebbero incontrati nell’arcipelago. «Accolsi la notizia con entusiasmo, il G8 rappresentava un’occasione per il territorio – dice Soru –. Ma soprattutto sarebbero state importanti le opere che si dovevano realizzare, come il porto storico, gli alberghi. Poteva essere l’inizio di un rilancio turistico dell’isola ex base americana». Per un anno va tutto bene, poi i primi sospetti. Il 3 novembre del 2008, 22 giorni prima di annunciare le sue dimissioni dalla presidenza della giunta regionale, Renato Soru convocò una riunione con la struttura di missione e con i responsabili della Protezione civile. Oggetto: come si stanno spendendo i soldi? «Manifestai perplessità sugli appalti e sui prezzi, chiesi di riconsiderarli. Avevo intuito che le cose non stavano procedendo bene», ricorda Soru. Il suo successore pro tempore Carlo Mannoni, dalla fine di dicembre sino al 14 febbraio 2009 (giorno delle elezioni) sollecitò più volte massima trasparenza nell’assegnazione degli appalti. «Poi più nulla – sottolinea Soru – perché nel frattempo Cappellacci era stato eletto alla presidenza della Regione e sul G8 in preparazione alla Maddalena calò il silenzio. Lo stesso silenzio Cappellacci ha mantenuto nei mesi successivi, da quando apprese dalla televisione che l’allora presidente del Consiglio Berlusconi aveva deciso di trasferire il G8 all’Aquila. Neppure una debole protesta da parte del governatore della Sardegna». Eppure, dice Soru, le ragioni per alzare la voce, allora come oggi di fronte alle opere non concluse, c’erano tutte: «La motivazione del trasloco non poteva essere il terremoto. La verità è che la Maddalena non serviva più, perché i lavori non erano finiti ma i soldi si: il sistema malavitoso li aveva distribuiti tra gli amici. Io avevo sentito puzza di bruciato. In un’intercettazione telefonica Bertolaso dice “facciamo in fretta, Soru è in campagna elettorale, nessuno protesterà se facciamo gli appalti così”. Quando è arrivato Cappellacci nessuno ha più cercato di capire cosa stava succedendo». E dopo, domanda Soru, «la Regione si è costituita parte civile al processo contro la cricca? Ha sollecitato la conclusione delle opere? Sta discutendo sugli interventi di bonifica?». Ecco perché i colpevoli, in questa storia dolorosa, non sono solo corrotti e corruttori, «rappresentanti di un governo che ha preso in giro la gente e offerto una pessima immagine di sè». Anche la Regione, dice Renato Soru, «ha sbagliato perché non ha fatto il suo dovere. Cioè interessarsi, interferire, sollecitare spiegazioni. Invece dall’attuale giunta che governa la Sardegna, solo silenzio».

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    Il sindaco Comiti: «E resta l’emergenza delle bonifiche». (Andrea Nieddu)

    LA MADDALENA. Da tempo manifesta delusione e amarezza per quanto accaduto in passato e per quello che non si è fatto per porvi rimedio. Pochi giorni fa, alla notizia dell’ennesima beffa (la richiesta dei risarcimenti da parte delle aziende coinvolte nel G8 mancato), aveva espresso indignazione. Perché nel frattempo le bonifiche nell’area inquinata davanti all’ex arsenale continuano a slittare. E di fronte al degrado delle strutture che dovevano essere un gioiello, un fiore all’occhiello per l’isola, Comiti dice che ormai tutto quello che di bello era stato fatto oggi è semi distrutto. Come il main conference, il palazzo delle conferenze ideato dal genio dell’architetto Stefano Boeri. Ma anche l’ex ospedale e le altre opere pensate per ospitare i grandi della terra e per garantire un futuro alla Maddalena. La Casa di vetro cade a pezzi, la ruggine avanza, nessuna prospettiva di recupero nell’immediato orizzonte. Ma il problema dei problemi è il nodo bonifiche: «So che nei prossimi giorni dovrebbe esserci un incontro per far passare a noi le competenze commissariali sulle bonifiche attribuite alla Regione. Ma non si sa ancora quando si terrà. In ogni caso, il Comune subentrerà a condizione che sia il Ministero sia la Regione garantiscano tutti gli impegni finanziari necessari, a iniziare dai 400mila euro di cui ha bisogno l’Arpas per la caratterizzazione ambientale della parte esterna del porto arsenale». Claudio Tollis, consigliere comunale dell’opposizione, scorre mentalmente il calendario: «È dal novembre del 2012, da quando si è tenuto il consiglio comunale aperto alla cittadinanza, che tutti attendiamo azioni concrete. Invece nulla è stato fatto: c’è stato il disimpegno delle istituzioni, del Governo ma anche della Regione – dice Tollis –. La decadenza dell’ex arsenale e all’interno dell’ex ospedale rispecchia la decadenza in cui è precipitato questo paese. È lo specchio delle difficoltà vissute dalla città che non trova una leva per riuscire a risollevarsi».

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    LE CIFRE.

    400 – I MILIONI DI EURO SPESI PER REALIZZARE LE STRUTTURE DEL G8
    52 MILIONI DI EURO – IL COSTO DEL “MAIN CONFERENCE”, IL CENTRO CONGRESSI SOSPESO SUL MARE

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    qui la gallery fotografica: http://lanuovasardegna.gelocal.it/foto-e-video/2013/10/13/fotogalleria/strutture-del-g8-alla-maddalena-il-disastro-accelera-1.7915948

  8. ottobre 29, 2013 alle 4:25 pm

    A.N.S.A., 29 ottobre 2013
    Bonifiche La Maddalena: sbloccati 11mln.
    Intesa Regione Sardegna-ministero Ambiente, opere in 30 mesi: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/10/29/Bonifiche-Maddalena-sbloccati-11mln_9538340.html

  9. ottobre 30, 2013 alle 5:45 pm

    da Il Corriere della Sera, 30 ottobre 2013
    IL CASO. QUASI QUATTROCENTO MILIONI SPESI PER IL PORTO TURISTICO E UN’INCHIESTA CON 17 INDAGATI PER LA BONIFICA DELL’AREA DELL’EX ARSENALE MAI PORTATA A TERMINE. Il centro congressi del G8 è nuovo e già perde pezzi.
    Doveva rilanciare La Maddalena, dopo 4 anni è vuoto. (Gian Antonio Stella): http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_30/centro-congressi-g8-nuovo-gia-perde-pezzi-90661318-4135-11e3-b893-6da25b6fc0fa.shtml

  10. novembre 4, 2013 alle 2:51 pm

    da L’Unione Sarda, 4 novembre 2013
    La Maddalena. Nel Main conference mai effettuata alcuna manutenzione. Le bonifiche da sole non bastano, gli edifici del G8 cadono a pezzi. (Francesco Nardini): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131104083901.pdf

  11. novembre 16, 2013 alle 11:17 am

    da La Nuova Sardegna, 16 novembre 2013
    Mancate bonifiche, la cricca dal pm. In procura a Tempio Fabio De Santis: gestì i lavori per il G8 alla Maddalena. (Giampiero Cocco)

    TEMPIO. Le indagini sulle mancate bonifiche del G8 nel mare dell’ex arsenale di La Maddalena sono entrate nel vivo con gli interrogatori dei funzionari della “cricca della Ferratella” e della protezione civile, i responsabili di quella mangiatoia pubblica che era diventata la struttura di missione del mancato G8 diretta dall’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e dall’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso. Ad aprire le danze è stato il dimissionario provveditore ai lavori pubblici della Toscana e soggetto attuatore dei lavori alla Maddalena Fabio De Santis, un corpulento ingegnere cinquantenne di Roma che, in attesa di rientrare in servizio «negli uffici pubblici, a testa alta» consiglia che vini bere nel ristorante di famiglia, nel signorile quartiere Prati di Roma. L’ex funzionario pubblico, accusato insieme ad altre 17 persone di truffa, falso in atti pubblici e mancati controlli sui lavori per le bonifiche dello specchio di mare antistante il Main Center di La Maddalena, ha decisamente respinto ogni accusa davanti al pm inquirente, Riccardo Rossi. «Non mi sono mai sottratto ad un interrogatorio, sono andato davanti al magistrato anche in manette – ha esordito l’ingegnere non appena concluso l’incontro con l’inquirente, al quale hanno partecipato i legali Nicoletta Mani e Ettore Orlandi – e al dottor Rossi ho detto semplicemente che, al momento dell’avvio delle bonifiche nel mare e nei locali destinati al G8, io non ero più soggetto attuatore per il grande evento. Lasciai quell’incarico nel novembre del 2008 dopo le perplessità espresse in conferenza di servizi sui continui aumenti che venivano apportati ai lavori in esecuzione alla Maddalena da parte della struttura di missione». Fabio De Santis aspira voracemente l’ennesima sigaretta, poi riprende il suo racconto «sempre a patto che a lei interessi la verità, che posso documentare – dice –, anche perché non nascondo d’aver commesso peccati, ma mai corruzioni o peggio ancora aver incassato tangenti. Sono l’unico, tra i tanti indagati, al quale non è stato messo sotto sequestro nulla perché non ho beni al sole: avevo una casolare, di famiglia, che ho dovuto impegnare per pagare i miei legali. Sono però fiero di una cosa: la strada a quattro corsie Olbia Sassari, è in via di realizzazione, la si deve al sottoscritto che, in poco meno di un mese, riuscì a farla inserire tra le opere connesse al G8 sardo, con tutte le procedure d’urgenza del caso. Amo la Sardegna, e protestai, inascoltato, per il trasferimento dell’evento G8 all’Aquila, così come ho avuto modo di sottolineare l’errore di abbattere il Molo Carbone con gli esplosivi. Nel progetto da me predisposto era previsto il sezionamento in diversi tronconi che sarebbero dovuti essere trasferiti sulla terraferma. Ma questo contrastava con i progetti di altri». Primo tra tutti l’ex numero 1 della Protezione civile Guido Bertolaso.

  12. dicembre 13, 2013 alle 10:24 pm

    poverini caduti dall’albero.

    da la Nuova Sardegna, 13 dicembre 2013
    Bertolaso e Balducci «Bonifiche mancate, noi non c’entriamo».
    Tempio, prime battute al processo contro la “cricca” La memoria difensiva dell’ex capo della Protezione civile. (Giampiero Cocco)

    TEMPIO. Angelo Balducci, l’ex potentissimo presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile italiana, non avrebbero avuto alcuna responsabilità nella mancata bonifica del bacino dell’arsenale di La Maddalena, il sito scelto per ospitare il mancato G8 del 2009. Questo, in sintesi, quanto emerso nel corso dell’interrogatorio di Angelo Balducci, sentito dal Pm inquirente Riccardo Rossi il giorno della nefasta alluvione su Olbia, il 18 novembre scorso, e quanto si evince dalla memoria depositata nei giorni scorsi dal difensore di Guido Bertolaso, il cassazionista Agostinangelo Marras. Angelo Balducci, che in quella giornata di pioggia ininterrotta si presentò davanti al magistrato inquirente con il suo difensore, l’avvocato Antonella Cuccureddu, ha affermato, nel rispondere alle domande del pm, che lui con le bonifiche del mancato G8, non ha mai avuto a che fare. «Ho ricoperto l’incarico di “soggetto attuatore della struttura di missione” per l’evento previsto nel 2009 nell’isola della Maddalena soltanto per pochi mesi, e prima ancora che i lavori da parte della impresa appaltante avessero inizio», ha tagliato corto Angelo Balducci. Dello stesso tenore, ma più articolato, il memoriale difensivo depositato da Guido Bertolaso il quale, stando alle parole del suo legale, l’avvocato Agostinangelo Marras «non contesta i capi d’accusa mossi dalla procura della Repubblica nei suoi confronti, ma invece abbiamo precisato, punto su punto, che il controllo sulle imprese alle quale era stato affidato il compito di bonificare lo specchio d’acqua davanti all’ex arsenale della marina militare non era di sua competenza, ma spettava ai vari responsabili della struttura di missione individuata dalla presidenza del Consiglio dei ministri, funzionari pubblici che lui aveva nominato a capo dei diversi settori di competenza. Non era nostro compito – ha proseguito l’avvocato Marras – verificare se le bonifiche o i collaudi erano stati effetuati a dovere, essendo il nostro un ruolo apicale e ben al di sopra della fase puramente operativa, che spettava ad altri soggetti a questo incaricati». Un memoriale che il magistrato inquirente ha unito al voluminoso dossier sulle mancate bonifiche del mancato G8 maddalenino. Una delle tante storie di sperpero di danaro pubblico attraverso quel collaudato «sistema gelatinoso» – l’intreccio tra imprenditori e pubblici ufficiali – contestato da diversi uffici inquirenti a partire dalla prima inchiesta avviata dalla Procura di Perugia che definì la “cricca della Ferratella” (la sede romana della presidenza del Consiglio superiore dei lavori pubblici), una «cricca di banditi». Ma gli accusati sostengono di non essere responsabili della mancata bonifica nel mare dell’ex arsenale militare.

  13. marzo 29, 2014 alle 10:15 pm

    da La Nuova Sardegna, 29 marzo 2014
    G8, La Maddalena sarà parte civile nel processo contro “la cricca”.
    Alla sbarra 18 persone tra cui l’ex capo della Protezione civile Bertolaso: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/03/29/news/g8-la-maddalena-sara-parte-civile-nel-processo-contro-la-cricca-1.8947538

  14. aprile 29, 2014 alle 2:53 pm

    non c’era e, se c’era, dormiva.

    da L’Unione Sarda, 29 aprile 2014
    L’autodifesa di Bertolaso: «Mai gestito le bonifiche». (Andrea Busia): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/92227_Lautodifesa_di_Bertolaso_Mai_gestito_le_boni.pdf

  15. luglio 12, 2014 alle 2:32 pm

    da Sardinia Post, 12 luglio 2014
    G8 Maddalena, bonifiche fantasma: pm chiede archiviazione per Bertolaso: http://www.sardiniapost.it/cronaca/g8-maddalena-bonifiche-fantasma-archiviazione-per-bertolaso-chiesto-rinvio-giudizio-per-balducci/

    ________________________________

    da La Nuova Sardegna, 12 luglio 2014
    Mancate bonifiche alla Maddalena, il pm: archiviazione per Bertolaso.
    Riccardo Rossi ha chiesto invece il giudizio per Angelo Balducci e Mauro Della Giovampaola. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/07/12/news/mancate-bonifiche-alla-maddalena-il-pm-archiviazione-per-bertolaso-1.9584477

  16. Carlo Forte
    agosto 9, 2014 alle 12:34 am

    Bravi

  17. aprile 1, 2015 alle 7:25 pm

    A.N.S.A., 1 aprile 2015
    G8 Maddalena: falsa partenza processo per mancate bonifiche.
    Udienza slitta giugno. Tra indagati Balducci e Della Giovampaola- (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/04/01/g8-maddalena-falsa-partenza-processo-per-mancante-bonifiche_167da18d-6b6d-4bd3-90a4-5053053fa7b4.html)

    TEMPIO PAUSANIA, 1 APR – Ancora una falsa partenza al processo per le mancate bonifiche a La Maddalena nelle infrastrutture che avrebbero dovuto ospitare, nel 2009, il G8 poi spostato a L’Aquila. Già rinviata il 17 dicembre scorso, anche questa mattina l’udienza davanti al Gup di Tempio Pausania Vincenzo Cristiano si è aperta ma è stata subito aggiornata al 3 giugno prossimo per un difetto di notifiche.
    Tredici le persone, tra funzionari e imprenditori, rinviate a giudizio dal pm Riccardo Rossi nel luglio 2009. Tra queste spiccano l’ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, Angelo Balducci, e un suo stretto collaboratore, Mauro Della Giovampaola, allora capo della struttura di missione per il G8. Nessuno degli indagati era presente oggi in aula.
    Già usciti dal processo, con la posizione archiviata, l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, l’allora braccio destro di Balducci, Fabio De Santis, già provveditore delle opere pubbliche della Toscana, e Damiano Scarcella, ex responsabile nazionale dell’Ispra.
    La Procura di Tempio procede contro funzionari e imprenditori che avrebbero ricevuto circa 70 milioni di euro per gli interventi nell’ex Arsenale. Sulla base delle perizie, l’accusa sostiene che il molo Carbone e le aree del Main Center non sarebbe stato bonificate e che, anzi, le operazioni messe in campo avrebbero incrementato i livelli di inquinamento all’interno dell’ex Arsenale che avrebbe dovuto ospitare i grandi della Terra.
    Oltre a Balducci e a Della Giovampaola, sono indagati Marco Rinaldi e Matteo Canu, responsabili dell’impresa appaltatrice delle bonifiche in mare, la “Cidonio” di Roma; il direttore dei lavori Luigi Minenza; l’ingegnere e direttore operativo Riccardo Micciché; il responsabile unico del procedimento Ferdinando Fonti; il provveditore per le opere pubbliche e magistrato delle Acque del Veneto Patrizio Cuccioletta; i “collaudatori” Andrea Giuseppe Ferro e Valeria Olivieri e il segretario della loro commissione, Luciano Saltari; l’ingegnere sismico Gian Michele Calvi e il dirigente del ministero dell’Ambiente Gianfranco Mascazzini. Un elenco in cui si rintraccia il filo rosso dei nomi di quella struttura di malaffare battezzata la “Cricca della Ferratella”.

  18. aprile 6, 2015 alle 7:01 pm

    A.N.S.A., 6 aprile 2015
    G8 Maddalena: archiviata posizione ex ricercatore Ispra.
    Udienza davanti Gup Tempio Pausania è stata rinviata a 3 giugno: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/04/06/g8-maddalena-archiviata-posizione-ex-ricercatore-ispra_e10c731a-4fbb-40a1-b298-39f3a3b5f6fb.html

  19. aprile 27, 2015 alle 6:02 pm

    da Sardinia Post, 27 aprile 2015
    La Maddalena, niente fondi dall’Europa per la bonifica dell’ex arsenale: http://www.sardiniapost.it/cronaca/la-maddalena-niente-fondi-dalleuropa-per-la-bonifica-dellex-arsenale/

    ______________________________

    da La Nuova Sardegna, 28 aprile 2015
    Nessuna bonifica con fondi Ue: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/111576_Nessuna_bonifica_con_fondi_Ue.pdf

  1. agosto 2, 2013 alle 7:31 am
  2. giugno 9, 2018 alle 6:26 am

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