Lo smog procura il tumore ai polmoni.


fumi industriali

 

 

Sì, l’avevamo immaginato.

Ora lo sappiamo con certezza.

Lo smog provoca un aumento esponenziale del tumore al polmone, grazie alle polveri sottili.

Lo affermano i risultati del progetto “Medparticles”, pubblicati su Environmental Health Perspectives.

Per ogni incremento di 5 μg/m3 di PM2,5 il rischio di tumore al polmone aumenta del 18%, mentre per ogni aumento di 10 μg/m3 di PM10 aumenta del 22%: più le polveri sono sottili e più sono nocive, in poche parole.

E non sembra esserci una soglia sotto la quale l’effetto cancerogeno viene meno.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

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qui i risultati del progetto “Medparticles” su Environmental Health Perspectives (2013)

 

 

 

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

 

da Il Corriere della Sera, 10 luglio 2013

STUDIO PUBBLICATO SU «LANCET». Smog e tumore al polmone, la relazione c’è. A ogni incremento di 5 μg/m3 di PM2,5 il rischio di cancro sale del 18%, e del 22% a ogni aumento di 10 μg/m3 di PM10.

MILANO – Di smog si parla tradizionalmente da ottobre in poi, quando le caldaie accese raddoppiano o quasi l’effetto del traffico. Ma l’inquinamento dell’aria è più cattivo in estate, soprattutto nei paesi del Sud Europa. È questo uno dei risultati più interessanti del progetto “Medparticles”, una sorta di summa degli effetti sanitari del particolato atmosferico la cui riunione conclusiva si è tenuta a Roma il 10 luglio. Le ricerche presentate al convegno hanno infatti confermato anche per le città mediterranee un aumento di rischio di mortalità e di ricoveri per cause cardiache e respiratorie con il crescere della concentrazione delle polveri. Ma perché le polveri “latine” dovrebbero essere più nocive di quelle statunitensi? E perché di più in estate? «Possiamo avanzare alcune ipotesi – spiega Massimo Stafoggia, del Dipartimento di epidemiologia ambientale della Regione Lazio, fra i primi firmatari dei due studi usciti su Environmental Health Perspectives -. Prima di tutto la composizione chimica delle polveri sottili in Europa è diversa che negli Usa, visto che le auto diesel da noi sono circa il 50% e oltre Atlantico il 2%. Questo fa sì che le nostre polveri siano più ricche del tossico carbonio elementare. Inoltre nelle città considerate dallo studio (Milano, Torino, Bologna, Parma, Reggio Emilia, Modena, Roma, Marsiglia, Madrid e Barcellona) c’è molto traffico, in alcuni casi anche marittimo, e molto sole, che trasforma le polveri in inquinanti secondari ancora più nocivi. Nell’area mediterranea infine c’è una maggiore frequenza di incendi incontrollati e di ricaduta delle sabbie sahariane alle nostre latitudini, che nel loro viaggio dal deserto fino a noi si portano dietro sostanze inquinanti». Un bel cocktail, non c’è che dire, che affligge cuore e polmoni soprattutto nelle grandi città nei mesi più caldi, quando si sta così volentieri fuori casa a “tirare il fiato” dopo tanto lavoro.

Taranto, acciaieria Ilva

Taranto, acciaieria Ilva

TUMORE AL POLMONE – A rincarare la dose giungono due studi pubblicati sempre il 10 luglio su Lancet. Il primo, coordinato dal Centro di ricerca danese sul cancro, ha seguito per 13 anni una popolazione sparsa per tutta Europa di 313mila persone (fra le quali anche quelle seguite da ricercatori italiani a Roma e a Torino), individuando un chiaro nesso fra esposizione a polveri e tumore al polmone. In particolare nella forma che colpisce anche i non fumatori (adenocarcinoma). I ricercatori sono riusciti a mettere in relazione i 2.095 casi di tumore al polmone insorti in quelle popolazioni nel periodo considerato con il livello di polveri alle residenze dei malati, riuscendo pure a correggere per potenziali effetti confondenti come il fumo, la dieta e il tipo di occupazione. Si è visto così che a ogni incremento di 5 μg/m3 di PM2,5 il rischio di tumore al polmone aumenta del 18%, e del 22% a ogni aumento di 10 μg/m3 di PM10. Più le polveri sono sottili, insomma, più sono nocive. E pare non esserci una soglia sotto la quale l’effetto cancerogeno – per quanto minimo – viene meno. Alcuni casi di tumori attribuibili agli inquinanti si sono registrati anche in persone esposte a livelli di polveri entro i limiti dell’attuale legislazione europea, che prescrive di non superare per il PM10 i 40 μg/m3 e per i Pm2,5 i 25 μg/m3. «Questo significa che dobbiamo annoverare definitivamente l’inquinamento dell’aria – anche alle concentrazioni normali – fra le cause di tumore al polmone, e considerare d’ora in poi con maggiore attenzione l’impatto dell’inquinamento sulla salute pubblica» ha commentato Saori Kashima dell’Università di Hiroshima in Giappone.

Porto Torres, zona industriale

Porto Torres, zona industriale

CUORI INQUINATI – Il secondo studio pubblicato sullo stesso numero di Lancet riguarda invece un’altra conseguenza poco nota dell’inquinamento: lo scompenso cardiaco, cioè quella condizione in cui il cuore, ormai sfibrato e ingrossato, non è più in grado di pompare sangue a sufficienza. È ormai assodato infatti il ruolo che le polveri giocano nell’infarto, soprattutto nelle persone col cuore già vacillante. Ora però, il team internazionale guidato da Nicholas Mills dell’Università di Edinburgo ha confermato un effetto dei principali inquinanti sui ricoveri e la mortalità da scompenso. Mettendo insieme i dati provenienti da 12 diversi Paesi, i ricercatori hanno potuto riscontrare un chiaro nesso causale fra l’aumento della concentrazione degli inquinanti nell’aria e il subitaneo aggravarsi dello scompenso, addirittura nel giorno stesso della massima esposizione. Il rischio di finire in ospedale per una crisi di insufficienza cardiaca o di morirne cresce del 3,5% all’aumentare di 1 parte su un milione di monossido di carbonio, del 2,3% all’aumento di 10 parti per miliardo di biossido di zolfo, dell’1,7% per uno stesso aumento di biossido di azoto e di circa il 2% per ogni incremento di 10 μg/m3 di polveri. Il perché anche modesti aumenti di polveri e gas mettano il cuore al tappeto coinvolge diversi meccanismi, come spiegano sempre su Lancet Francesco Forastiere e Nera Agabiti del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario Regione Lazio: da un lato le polveri sottili, passando dai polmoni nel circolo sanguigno, sono infatti in grado di provocare una infiammazione generalizzata che facilita la formazione di placche aerosclerotiche, trombi e ischemie. Dall’altro lo stress chimico determinato dalle particelle inquinanti agisce anche sul sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) determinando aritmia e danni progressivi a cuore e coronarie. Fino al fatale incepparsi della danza che ci tiene in vita. Come nel caso del tumore al polmone, anche nel caso dello scompenso non si è osservata una soglia sotto la quale l’effetto nocivo dell’inquinamento scompare. E da qui l’accorato appello finale dei due studiosi italiani nel loro editoriale su Lancet: «Questi risultati non fanno che ribadire il diritto dei cittadini a un’aria pulita, così come a un’acqua pulita e a un cibo sano. Un obiettivo da raggiungere con impegno, a partire da una legislazione europea più protettiva di quella attuale».

 

(foto da mailing list ambientalista, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. luglio 11, 2013 alle 7:52 am

    Ma no. Mi sembra una scoperta incredibile. Quasi come quella dell’acqua calda.

    • luglio 11, 2013 alle 9:51 am

      la scoperta dell’aria malsana, come quella dell’acqua calda, andava pur fatta, anche sul piano scientifico: forse, così, sarà meno difficile – sul piano giuridico – ottenere risultati concreti ed efficaci per il popolo inquinato.

  2. luglio 11, 2013 alle 9:54 am

    da La Nuova Sardegna, 11 luglio 2013
    Lo smog provoca i tumori, polveri sottili sotto accusa.
    Risultati-choc da uno studio europeo su oltre 300mila persone in nove Paesi: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/07/11/news/lo-smog-provoca-i-tumori-polveri-sottili-sotto-accusa-1.7402097

  3. Bio IX
    luglio 11, 2013 alle 10:30 am

    Ad onor del vero, proprio sul piano scientifico (e conseguentemente giuridico) qualcosina era già emersa, ma sono italiani ed estranei alla “scienza” ufficiale. D’altra parte, anche sotto questo profilo, non c’è niente da meravigliarsi, come dicevano i nostri progenitori nemo profeta in patria … http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2002-a-quando-lh2o-calda.html

  4. Claudia
    luglio 11, 2013 alle 11:32 am

    Mettere nero su bianco l’esistenza dell’acqua calda, serve sopratutto a rendere le persone più consapevoli del proprio contributo nell’inquinamento e a responsabilizzarle. Purtroppo, non sono solo le industrie a riempire l’aria di schifezze, ma anche noi con i nostri mezzi di trasporto, con le nostre macchinine usate anche per fare duecento metri, accese anche quando siamo fermi solo per far funzionare l’aria condizionata. Siamo troppo abituati a cercare le altrui responsabilità e poco disposti a cambiare stile di vita, perciò ben venga la scoperta dell’acqua calda, se serve a migliorarci.

  5. Bio IX
    luglio 11, 2013 alle 1:30 pm

    Sulla maggiore consapevolezza siamo tutti d’accordo, ci mancherebbe. A proposito, peraltro, mi torna in mente un assessore alla viabilità e al traffico del Comune di Cagliari che, quando (saltuariamente, non sia mai che il parco buoi si allarmi troppo) emergeva il superamento delle soglie delle polveri sottili in città, rispondeva che non era assolutamente un problema, perché in Sardegna abbiamo il maestrale! E gli struzzi, confidando nella “scienza” di questi personaggi, continuavano (e molti ancora continuano) a dormire spensierati al volante …

  6. Shardana
    luglio 12, 2013 alle 1:30 am

    A che serve essere consapevoli e non agire?

  7. Claudia
    luglio 12, 2013 alle 12:28 pm

    E infatti, la consapevolezza è il primo passo verso un cambiamento del proprio stile di vita, per chi vuole attuarlo, naturalmente.

  8. luglio 13, 2013 alle 3:47 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  9. Shardana
    luglio 14, 2013 alle 11:21 am

    In nome del popolo inquinato GriG,volevo farti sapere che a San Pietro ,carloforte,le ricadute delle ceneri del camino ENEL a portovesme si accumulano nei piazzali delle campagne con sempre più frequenza e indifferenza…

    • luglio 14, 2013 alle 2:40 pm

      e allora, in nome del Popolo inquinato, fai qualche foto, magari metti un paio di cucchiaini di ceneri in un sacchetto con l’indicazione del luogo esatto e facci avere tutto quanto.
      Vediamo che si può fare.

  10. luglio 14, 2013 alle 2:45 pm

    A.N.S.A., 14 luglio 2013
    Smog in città fa 2,5 milioni vittime ogni anno. Studio Usa, nel mondo piu’ colpita l’Asia: http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/energiaeambiente/2013/07/12/Smog-citta-fa-2-5-milioni-vittime-ogni-anno_9015352.html

  11. Shardana
    luglio 14, 2013 alle 4:29 pm

    Va bene,per il luogo delle ricadute e il sacchetto delle ceneri….non ho una macchina fotografica.Grazie

  12. ottobre 17, 2013 alle 11:50 pm

    ulteriore conferma.

    da Il Corriere della Sera, 17 ottobre 2013
    IL RAPPORTO DELLO IARC DI LIONE. L’inquinamento dell’aria provoca il cancro. Messo nel gruppo 1 («sicuramente cancerogeno») il cocktail di combustioni da traffico, riscaldamento, emissioni industriali: http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/13_ottobre_17/inquinamento-dell-aria-provoca-cancro-0a4cb9ce-370f-11e3-ab57-6b6fcd48eb87.shtml

  13. novembre 5, 2013 alle 5:39 pm

    da Il Corriere della Sera, 5 novembre 2013
    Cina, muore a otto anni di cancro ai polmoni. Ha vissuto la sua vita nello smog.
    La piccola ha respirato dalla nascita ogni tipo di polveri inquinanti. Solo a Pechino le morti per tumore ai polmoni cresciute del 56%: http://www.corriere.it/salute/pediatria/13_novembre_05/cina-muore-otto-anni-cancro-polmoni-ha-vissuto-sua-vita-smog-fa445032-460e-11e3-9b53-d1d90833aa3d.shtml

  14. dicembre 9, 2013 alle 2:52 pm

    da Il Corriere della Sera, 9 dicembre 2013
    L’ALLARME. L’inquinamento uccide, anche a basse dosi. Sono le polveri sottili i veri «killer» per la nostra salute. Lo indicano i risultati di un grande studio europeo: http://www.corriere.it/salute/13_dicembre_09/inquinamento-uccide-anche-basse-dosi-polveri-sottili-killer-ccfe5536-6095-11e3-afd4-40bf4f69b5f9.shtml

  15. dicembre 16, 2013 alle 4:30 pm

    A.N.S.A., 16 dicembre 2013
    Morti smog 10 volte quelli su strada.
    Commissario Ue Potocnik, nuove regole il 18 gennaio: http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/energiaeambiente/2013/12/15/Morti-smog-dieci-volte-quelli-strada_9785369.html

  16. settembre 26, 2015 alle 10:35 pm

    primati di cui non vantarsi.

    da Il Corriere della Sera, 26 settembre 2015
    La città più inquinata della Cina dove «crescono» solo palme di plastica.
    Media giornaliera di PM 2,5 oltre 90 (gli standard internazionali dicono che sopra 20 bisogna preoccuparsi). Attesi 9mila morti per l’inquinamento solo quest’annoa città più inquinata della Cina dove «crescono» solo palme di plastica.
    Media giornaliera di PM 2,5 oltre 90 (gli standard internazionali dicono che sopra 20 bisogna preoccuparsi). Attesi 9mila morti per l’inquinamento solo quest’anno. (Guido Santevecchi): http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_26/baoding-condannati-morte-citta-dall-aria-irrespirabile-939b4098-6439-11e5-a4ea-e1b331475bf0.shtml

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