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Portoscuso: sequestrato l’impianto di trattamento delle acque dell’Eurallumina.


Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

Portoscuso, porto e zona industriale di Portovesme

 

Carabinieri del N.O.E., su decreto del G.I.P. del Tribunale di Cagliari e richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, hanno provveduto al sequestro preventivo dell’impianto di trattamento delle acque Tecom dell’Eurallumina s.p.a., nel polo industriale di Portovesme, a Portoscuso (CI).

L’accusa (tentato abuso d’ufficio in concorso e falso ideologico) sarebbe inerente a caratteristiche e pareri ritenuti non veritieri. Indagati il direttore del Servizio regionale S.A.V.I. Gianluca Cocco, il Direttore dei Servizi ambientali della Provincia di Carbonia-Iglesias Fulvio Bordignon e il dirigente dell’Azienda Nicola Candeloro.

Lo scorso 23 settembre 2009 erano già stati posti sotto sequestro preventivo il vecchio e il nuovo bacino fanghi rossi dell’Eurallumina s.p.a. e la c.d. sala pompe della vecchia centrale elettrica dell’E.N.E.L. s.p.a.  Ipotesi di reati ambientali gravissimi.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico con l’esposto del 31 marzo 2009 sollecitavano proprio Procura della Repubblica e Carabinieri del N.O.E. a procedere contro l’ennesimo atto di inquinamento ambientale in materia.

Si ribadisce ancora che non vi potrà essere vero risanamento ambientale e sociale senza reale giustizia.

Finora le ipotesi più rilevanti all’attenzione della giustizia penale sono quelle del traffico illecito di rifiuti industriali dallo stabilimento della Portovesme s.r.l.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

Portoscuso, zona industriale di Portovesme

da Sardinia Post, 25 giugno 2013

“Carte false” per Eurallumina.

Carte false per ottenere il dissequestro del bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina, sequestrato nel 2009, e accedere così a finanziamenti pubblici milionari. Questa è l’ipotesi alla base dell’indagine dei carabinieri del Noe di Cagliari che hanno posto sotto sequestro, su disposizione della Procura, l’impianto di trattamento acque installato a Portovesme nello stabilimento Eurallumina. Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal Gip di Cagliari su richiesta del Pm e arriva a seguito di attività investigativa coordinata dalla procura sulle autorizzazioni per l’impianto di trattamento delle acque. Al momento nel registro degli indagati sono state iscritte tre persone.

I nomi del dirigente del servizio Savi dell’Assessorato regionale all’ambiente, Gianluca Cocco, il dirigente area dei servizi ambientali della Provincia Carbonia-Iglesias Fulvio Bordignon e il direttore dello stabilimento Erallumina Nicola Candeloro sono stati iscritti nel registro degli indagati per tentato abuso d’ufficio in concorso e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Marco Cocco, che ha portato al sequestro preventivo dell’impianto di trattamento acque denominato Tecom, installato all’interno dello stabilimento industriale Eurallumina di Portoscuso, nella zona industriale di Portovesme. Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal Giudice delle indagini preliminari Giovanni Massidda. Il sequestro arriva dopo una serie di accertamenti eseguiti dai carabinieri del Noe relativi all’iter amministrativo che ha portato al rilascio di un’autorizzazione ambientale destinata all’impianto che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato fondato su presupposti non veritieri e pareri non conformi.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    giugno 25, 2013 alle 7:13 PM

    Se la Magistratura decidesse indagare in modo serio… a Portovesme non resterebbero liberi nemmeno più i gabbiani.

  2. giugno 26, 2013 alle 2:57 PM

    da Sardegna Quotidiano, 26 giugno 2013
    EURALLUMINIA. Carte false per i via libera, tre indagati: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130626081900.pdf

    __________________________________

    da La Nuova Sardegna, 26 giugno 2013
    Eurallumina, tre indagati e stop all’impianto Tecom. (Mauro Lissia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/77204_Eurallumina_tre_indagati_e_stop_allimpianto_.pdf

    __________________________________________

    giusto per gradire.

    da L’Unione Sarda, 26 giugno 2013
    Silo deformato, allarme all’Enel. Contiene migliaia di tonnellate di polvere di calcare. (Stefania Piredda): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/77184_Silo_deformato_allarme_allEnel.pdf

  3. Shardana
    giugno 26, 2013 alle 7:34 PM

    Non vorrei sbagliarmi ma uno dei ******* mi sembra lo stesso che ha dato il via libera alla discarica di gennaluas….

  4. giugno 27, 2013 alle 2:50 PM

    da L’Unione Sarda, 27 giugno 2013
    Portovesme. Le denunce. Eurallumina, si teme uno stop ai nuovi progetti. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20130627091212.pdf

    PORTOVESME. Era della Wahoo, società controllata dalla Sept Italia, fallitaUn impianto senza padroneFuoriuscita di liquami, a chi tocca smantellarlo? Il vecchio impianto che depurava le acque dell’Eurallumina va smantellato. Il curatore fallimentare della società proprietaria (Wahoo) risponde picche. Tocca all’Eurallumina?Serbatoi abbandonati e pericolanti, con tanto di sostanze chimiche e reagenti all’interno, incuria e abbandono tutto intorno: a Portovesme c’è da smantellare l’impianto Wahoo (ex Sept Italia), società fallita e in liquidazione che per qualche anno si è occupata del trattamento delle acque dell’Eurallumina. Oggi quegli impianti, in piena area industriale vicino al depuratore consortile, sembrano terra di nessuno. LO SVERSAMENTO Dentro i silos sono rimaste le sostanze chimiche, un tempo utilizzate per trattare le acque prima di scaricarle, depurate, in mare. Ma tutti i manufatti, senza le manutenzioni opportune, sono destinati a deteriorarsi. E infatti a maggio si è verificato un episodio inquietante: da un serbatoio di un metro cubo di volume è fuoriuscita una sostanza oleosa, giallastra. Un pericolo per l’ambiente, tanto che il Consorzio industriale è intervenuto con urgenza travasando il liquido dal serbatoio rotto ad un nuovo contenitore per limitare i danni. L’ente, che è proprietario dell’area ma non riesce a recuperarla per la presenza ingombrante dell’impianto fatiscente, scrive in una delibera: «C’è il rischio concreto di incidenti conseguenti a possibili cedimenti di manufatti e strutture, all’interno dei quali sono presenti rifiuti, sostanze chimiche e reagenti, e ciò costituisce un’emergenza che non può essere ulteriormente trascurata». RIMPALLO DI RESPONSABILITÀ Già, ma chi deve farsi carico dello smantellamento? Il curatore fallimentare della Wahoo, tirato in ballo dal Consorzio, ha risposto picche: l’impianto di trattamento delle acque di Portovesme non è stato acquisito dal fallimento, quindi non c’è nessuna intenzione di accollarsi la bonifica. È rimasto lettera morta anche il Piano di dismissione, prescritto dalla Provincia l’anno scorso. Dal Consorzio, proprio nei giorni scorsi, la decisione di rivolgersi all’Eurallumina (con la quale dieci anni fa era stata firmata la convenzione per l’assegnazione dell’area consortile) per chiedere lo smantellamento dell’impianto, nato per depurare le acque utilizzate nei processi industriali della fabbrica oggi in mano ai russi della Rusal. Questa è la strada tracciata dall’ente per liberare i terreni. Impossibile prevedere se si troverà un accordo. NUOVA CENTRALE Intanto è stata individuata la società che dovrà occuparsi dello studio di fattibilità per la costruzione della nuova centrale Eurallumina: è la Foster Wheelers, esperta nel settore, scelta dall’EuralEnergy, la newCo costituita nelle scorse settimane. L’annuncio è stato dato dalla Rsu ai lavoratori durante un’informativa a Portovesme. Compito della società: individuare la tecnologia da usare nella centrale. Per la costruzione della caldaia saranno impiegati circa 200 lavoratori delle imprese, a regime sono previste nuove assunzioni di dipendenti diretti. Nel corso dell’assemblea non poteva mancare la preoccupazione per il sequestro dell’impianto ex Tecom eseguito dal Noe alcuni giorni fa.

  5. MArio
    giugno 28, 2013 alle 12:53 PM

    Mara :
    Se la Magistratura decidesse indagare in modo serio… a Portovesme non resterebbero liberi nemmeno più i gabbiani.

    ahahahahahahaha

  6. Shardana
    giugno 28, 2013 alle 3:51 PM

    Ho letto poco fà che un altro impianto di trattamento acque della eurallumina a portovesme,gestito dalla Wahoo della ex sept è in stato di abbandono e stà collassando…ma nessuno è chiamato in causa per la messa in sicurezza.

  7. Menego
    giugno 28, 2013 alle 7:39 PM

    Dovevano fare mattoni con i fanghi dell’eurAllumina
    Era uscito persino un articolo su panorama!

  8. Menego
    giugno 28, 2013 alle 7:45 PM

    Ma anche perché, dice Simeone, è l’unica al mondo a essere riuscita a depurare le acque di scarto usate nella lavorazione dell’alluminio. Un risultato raggiunto dopo aver investito 13 milioni di euro in ricerca, cifra quasi pari al fatturato 2003

    http://archivio.panorama.it/Addio-tra-amici-a-Meliorbanca

  9. Shardana
    giugno 29, 2013 alle 11:30 am

    Si menego,ricordo,sarebbe stato un bel successo per l’ambiente…Ma poi come mai non è più andata?Si sà qualcosa?

    • Menego
      giugno 30, 2013 alle 12:32 PM

      Tu saresti andato a vivere in una casa fatta con scarti della lavorazione dell’eruAllumina?

  10. Shardana
    giugno 29, 2013 alle 11:33 am

    Quindi GriG se non ho capito male,spetta all’eurallumina occuparsi dell’impianto dismesso Who?

  11. Shardana
    luglio 3, 2013 alle 4:14 PM

    Eh nò menego,però ci manderei quelli che hanno finanziato il progetto e i politici che lo hanno avvallato.

  12. luglio 6, 2013 alle 3:21 PM

    da Sardinia Post, 6 luglio 2013
    Eurallumina, dissequestrato l’impianto di trattamento acque: http://www.sardiniapost.it/cronaca/eurallumina-dissequestrato-limpianto-di-trattamento-acque/

    ____________________________________

    da La Nuova Sardegna, 6 luglio 2013
    Eurallumina. Il giudice dissequestra l’impianto Tecom.

    PORTOVESME. Prima il dissequestro dell’impianto Tecom da parte del giudice, poi il via libera del ministero alla prove di trattamento delle acqua. Le due notizie sono arrivate a breve distanza una dall’altra e hanno avuto come risultato di far rifiorire le speranze intorno all’Eurallumina. Ieri mattina il pubblico ministero Marco Cocco, che nei giorni scorsi aveva disposto il sequestro dell’impianto Tecom per il trattamento delle acque della fabbrica, ha deciso il dissequestro, dopo la memoria scritta del legale della fabbrica, l’accocato Luigi Concas. In questo modo non ci sarà nemmeno l’udienza davanti al tribunale del riesame, al quale si era ricolto immediatamente la difesa dopo la decisione del giudice che ha indagato tre persone. Intanto, sempre ieri il ministero dell’ambiente ha autorizzato le prove di trattamento delle acque mediante l’impianto Ex Tecom dell’Eurallumina, l’impianto che il 24 giugno era stato sequestrato dai giudici per presunte irregolarità amministrative nel rilascio delle autorizzazioni. Un’ipotesi di reato nel quale sono state indagate tre persone. La notizia del via libera del ministero è stata comunicata ieri mattina dalla Rsu nell’assemblea informativa che si è svolta in fabbrica. Secondo la Rsu «l’autorizzazione del Ministero si pur tardiva rispetto alla tempistica necessaria per poter effettuare le prove tecniche conferma la legittimità della richiesta di autorizzazione avanzata accertata dai controlli effettuati dagli organi preposti». le due notizie, quella arrivata dal palazzo di giustizia e quella del ministero, fanno riprendere fiato a chi vedeva concreta la possibilità di una ripresa dell’attività all’interno dell’Eurallumina, blocctaa ormai da circa tre anni. (tp)

    ______________________

    da L’Unione Sarda, 6 luglio 2013
    NDUSTRIA. Eurallumina. Impianto Tecom dissequestrato: via libera ai test.

    PORTOSCUSO. Via i sigilli all’impianto ex Tecom per il trattamento delle acque presente all’interno dello stabilimento Eurallumina di Portovesme. Accogliendo l’istanza del legale della difesa Luigi Concas, è stato lo stesso pm Marco Cocco a dissequestrare ieri il depuratore finito al centro di un’inchiesta che vede indagati il dirigente del servizio Savi della Regione Gianluca Cocco, il dirigente della Provincia Fulvio Bordignon e il direttore di Eurallumina Nicola Candeloro. Ai tre è contestato il tentato abuso d’ufficio e il falso in relazione all’iter amministrativo che ha portato al rilascio di un’autorizzazione per l’utilizzo in via sperimentale del vecchio impianto Tecom. Il provvedimento di sequestro era stato eseguito dieci giorni fa dai carabinieri del Noe. L’ipotesi degli inquirenti è che, violando le norme, si volesse ottenere la revoca del sequestro del bacino dei fanghi rossi (sigillato 4 anni fa) per accedere agli 80 milioni di euro di fondi stanziati per lo stabilimento.SÌ DAL MINISTERO Sempre ieri è arrivata un’altra notizia che riguarda l’impianto ex Tecom: il ministero dell’Ambiente ha autorizzato l’Eurallumina a prelevare l’acqua necessaria a testare l’impianto, insomma è il via libera alle prove che l’azienda avrebbe voluto fare per verificare la capacità dell’impiantino interno di trattare le acque, oggi trattate nell’impianto Simam all’interno del bacino di Sa Foxi. L’Eurallumina aveva già le autorizzazioni di Provincia e Regione che avevano validità 90 giorni, scadute a giugno. Ieri è arrivata anche l’autorizzazione del Ministero. In serata si è diffusa la notizia del dissequestro dell’impianto sigillato dal Noe lo scorso 24 giugno nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura. «Abbiamo massima fiducia nella magistratura, siamo noi i primi a volere tutti i controlli e le verifiche- commenta Antonello Pirotto, Rsu Eurallumina- il via libera arrivato dal Ministero certifica che la richiesta dell’azienda aveva un fondamento». (a. pa.)

  13. luglio 17, 2013 alle 5:42 PM

    e nel basso Sulcis l’inquinamento continua a farla da padrone.
    Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri.

    Comunicato Stampa

    Era il 14 luglio 2012 quando dagli stabilimenti della Porotvesme srl si verificò l “incidente” di fuoriuscita di anidride solforosa, e chissà quali altre sostanze. Ieri mattina, a distanza di un anno, una densa nube nera si è sollevata nel cielo espandendosi dalla fabbrica e restando nel cielo del Sulcis per diverse ore. Denunciamo che ancora una volta in un’area già duramente provata da inquinamenti di vario genere, che vanno dai metalli pesanti, ai fluoruri, PM10 e ai fumi d’acciaieria in odore di radioattività, ci ritroviamo con un supplemento di veleni da respirare e da regalare come deposito alla terra e alla stessa vegetazione. Qualcuno pagherà per questo ennesimo incidente o tutto passerà come sempre in sordina?
    L’Associazione e il Comitato scrivente continuano a chiedersi quale sia il valore dato alla vita delle persone che abitano in quest’area, e si interrogano anche sul perché le Istituzioni pubbliche continuano ad essere latitanti, divenendo esse stesse complici, insieme alle fabbriche inquinanti, dei danni causate alla salute di tutti gli esseri viventi e all’ambiente del nostro territorio.

    Adiquas
    Carlofortini Preoccupati!

  14. luglio 31, 2013 alle 10:21 PM

    da Sardinia Post, 31 luglio 2013
    Eurallumina, i russi pronti a investire. Ma chiedono il dissequestro del bacino dei fanghi rossi: http://www.sardiniapost.it/cronaca/eurallumina-i-russi-pronti-a-investire-ma-chiedono-il-dissequestro-del-bacino-dei-fanghi-rossi/

  15. dicembre 11, 2013 alle 2:53 PM

    da La Nuova Sardegna, 11 dicembre 2013
    AIUTI DI STATO. Corte europea: Eurallumina deve restituire 34 milioni. (Tamara Peddis)

    PORTOVESME. L’Eurallumina di Portovesme dovrà pagare allo Stato italiano 34 milioni di euro per avere usufruito delle esenzioni dalle accise sugli oli minerali utilizzati come combustibile per la produzione di allumina. Lo ha stabilito ieri una sentenza emessa dalla Corte di giustizia europea che ha chiesto l’annullamento della precedente sentenza del Tribunale dell’Unione europea emessa il 21 marzo del 2012. Quest’ultima stabiliva che le esenzioni di cui beneficiava l’azienda controllata dal gruppo russo Rusal, erano legittime, diversamente da quanto aveva stabilito la Commissione europea secondo la quale le accise dovevano essere pagate perché altrimenti veniva violato il principio di libera concorrenza e quindi costituivano aiuti di Stato. Una situazione che aveva riguardato anche le produzioni di allumina in Francia e in Irlanda. Ora la Corte di giustizia Europea ordina all’Italia di adottare tutte le misure necessarie per recuperare le esenzioni dall’Eurallumina, fabbrica chiusa nel 2009 e attualmente in fase di possibile riapertura. Il 20 dicembre il problema della sanzione sarà affrontato al ministero dello Sviluppo economico. Ci sarà da capire come reagirà la multinazionale di fronte a questa sentenza. «Questa è un’altra grana nella fase di riavvio dello stabilimento», dice Antonello Pirotto della Rsu di fabbrica. Le divergenze sulle imposte relative agli oli minerali sono iniziate nel 2005. La normativa europea, in vigore dal 1992, modulava le accise sugli oli minerali e fissava un’aliquota minima sull’olio combustibile pesante, consentendo nel contempo al Consiglio europeo di autorizzare gli Stati membri a introdurre esenzioni. Ma il commissario europeo alla Concorrenza aveva poi contestato le agevolazioni come aiuti di Stato.

  16. febbraio 13, 2015 alle 2:58 PM

    da L’Unione Sarda, 13 febbraio 2015
    Eurallumina, allo studio l’impatto ambientale. Cominciata l’indagine di fattibilità della nuova centrale a carbone. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150213083156.pdf

  17. POZZO SELLA
    febbraio 13, 2015 alle 7:57 PM

    Che schifezza.

  18. febbraio 20, 2015 alle 2:56 PM

    da L’Unione Sarda, 20 febbraio 2015
    PORTOSCUSO. Ok da Roma. Eurallumina, tutto pronto per le bonifiche. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20150220084834.pdf

  19. maggio 7, 2015 alle 2:56 PM

    da L’Unione Sarda, 7 maggio 2015
    PORTOVESME. Via libera al protocollo d’intesa, al Comune arriveranno 5 milioni.
    Fanghi rossi, il risanamento passa a Eurallumina. (Antonella Pani): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150507094031.pdf

  20. Mario
    agosto 12, 2015 alle 4:36 PM
  21. maggio 9, 2016 alle 2:48 PM

    da L’Unione Sarda, 9 maggio 2016
    I fanghi rossi dell’Eurallumina?
    “Una spugna imbevuta di arsenico”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/05/09/i_fanghi_rossi_dell_eurallumina_una_spugna_imbevuta_di_arsenico-68-495405.html

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