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Più spiaggia libera a Porto Giunco (Villasimius)!


Villasimius, Porto Giunco, attrezzature balneari sulla spiaggia (20 agosto 2012)

La Guardia costiera, in seguito alla segnalazione (15 agosto 2012) delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, ha svolto le opportune verifiche e miracolosamente le attrezzature da spiaggia a Porto Giunco, sul litorale di Villasimius (CA), sono arretrate di un bel po’ rispetto alla battigia, come accertato lo scorso 20 agosto 2012.

Netta è la differenza con quanto appurato dieci giorni prima (10 agosto 2012).

I controlli sono fondamentali e sosteniamo Guardia costiera, Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Carabinieri e tutte le forze di polizia demaniale impegnate per far rispettare legge e limiti delle concessioni demaniali.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Villasimius, Porto Giunco, attrezzature balneari sulla battigia (10 agosto 2012)

(foto J.I., archivio GrIG)

  1. Occhio nudo
    agosto 25, 2012 alle 10:30 am

    grande Grig!!!

  2. Savio
    agosto 25, 2012 alle 10:41 am

    Sono possessore di una concessione balneare e sono perfettamente daccordo che vengano fatti rispettare le distanze.
    La presenza di stabilimenti è fondamentale per dare un servizio migliore, così com’è importante mantenere spiagge libere.
    Spero che per gli errori di pochi non paghino tutti.

  3. icittadiniprimaditutto
    agosto 25, 2012 alle 11:01 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. capitonegatto
    agosto 25, 2012 alle 12:34 pm

    I controlli sull’uso dei litorali marini sarebbero da estendere e rendere piu assidui , e questo sarebbe a beneficio del turismo che porta nell’isola un sacco di soldi.
    Ad es. il bagno ” il pellicano ” a Castiadas che con i suoi 150 ombrelloni e sdraio hanno quasi invaso la battigia, oltre ad essersi estesi con la zona “VIP”.
    E poi il rimessaggio barche in zona Villa Rei che con le sue imbarcazioni copre quasi tutta la spiaggia, e che movimenta con trattori sino in mare !!!
    Ma perche’ le spiagge brasiliane , e non solo, non hanno di questi abusi , legali o no non importa ?

  5. agosto 25, 2012 alle 1:08 pm

    Se i controlli venissero fatti sempre e dovunque la situazione non sarebbe quella malavisosa che esiste lungo tutti i litorali italiani.

  6. agosto 25, 2012 alle 1:09 pm

    Reblogged this on barbatustirolese.

  7. agosto 25, 2012 alle 10:46 pm

    e più spiaggia libera anche a Tuerredda (Teulada), “massacrata” da chioschi e stabilimenti veramente eccessivi, già oggetto di azioni del Gruppo d’Intervento Giuridico e degli Amici della Terra (vds. http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/12/20/l%E2%80%99italia-si-restringe/?doing_wp_cron, http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2009/07/11/se_questo____un_chioschetto____1998682-shtml/, http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2009/07/03/tuerredda__massacrata__dal_turismo__1997386-shtml/). Era ora!

    da L’Unione sarda on line, 25 agosto 2012
    Tuerredda, occupazione della spiaggia. Sequestrati lettini e ombrelloni. Trenta lettini da spiaggia e 15 ombrelloni di grandi dimensioni con tavolino e base, sono stati sequestrati dalla Capitaneria di Porto di Cagliari a Tuerredda: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/285992

  8. Sanmon
    agosto 27, 2012 alle 7:22 am

    Penso che le concessioni ai titolari degli abusi debbano essere ritirate subito e cedute a nuovi imprenditori .

  9. salvatore
    agosto 29, 2012 alle 8:26 am

    più spiaggia libera ovunque

  10. agosto 30, 2012 alle 2:48 pm

    ed ecco che cosa succede ad Arzachena.

    da La Nuova Sardegna, 30 agosto 2012
    Concessioni abusive, scatta la revoca.
    Anche gli stabilimenti Starwood a Cala di Volpe e Romazzino tra gli irregolari scoperti dalla Polizia locale di Arzachena. Giacomo Cossu. Su 50 controlli abbiamo riscontrato 30 situazioni fuori norma. Per i responsabili adesso è scattata la denuncia penale. (Serena Lullia)

    PORTO CERVO. Gli abusi tra i granelli costano caro agli imprenditori del mare. Per trenta aziende è scattata la procedura di revoca della concessione demaniale. E nell’elenco degli irregolari, pizzicati dalla Polizia locale con ombrelloni e sdraio ben al di là degli spazi assegnati dalla Regione, ci sono anche nomi a 5 stelle. Tra le concessioni non in regola passate al setaccio dagli agenti, oltre a quelle di Liscia Ruja e del Pevero ci sono quelle della Starwood a Cala di Volpe e Romazzino. Per i concessionari il rischio è la revoca della licenza, così come previsto dal codice della navigazione. L’articolo 47 spiega in modo chiaro il destino delle imprese che lavorano sulla spiaggia in modo abusivo. Denuncia penale e avvio dell’iter per la revoca del titolo concessorio. Quest’anno la Polizia locale, guidata dal comandante Giacomo Cossu, per compensare la carenza di organico, si è fatta supportare nell’attività di intelligence dall’ufficio tributi e nell’azione sul campo dai barracelli. «Incrociando i dati con l’ufficio tributi e facendo le verifiche in spiaggia sono emerse molte situazioni di irregolarità che ci hanno portato a scoprire attività abusive o con una estensione di gran lunga superiore a quanto stabilito dalla Regione in fase di rilascio della concessione _ spiega il comandante Cossu _. Stiamo provvedendo a denunciare penalmente i responsabili e avviare l’iter per chiedere la revoca del titolo concessorio, così come stabilito dalla legge. Abbiamo eseguito una cinquantina di controlli fino a oggi. Una trentina delle concessioni è risultata irregolare. Una situazione di diffusa illegittimità che abbiamo riscontrato a Liscia Ruja come a Cala di Volpe, Romazzino e Pevero».A vigilare sui litorali ci hanno pensato anche gli uomini della Guardia di finanza. «Portiamo avanti un unico obiettivo – aggiunge il comandante Cossu –. Tutelare il bene demaniale in modo da garantire la pubblica fruizione delle spiagge e impedire gli abusi». La Polizia locale ha esteso poi la sua azione anche ai controlli del commercio abusivo sui litorali. Una guerra impari, con un esercito di extra comunitari spalmati su tutti i litorali per piazzare la loro merce e un manipolo di uomini in divisa per sequestrare gli oggetti in vendita, spesso contraffatti. «Non potendo contare su molti agenti abbiamo optato per i controlli flash – conclude il comandante Cossu –. Ogni giorno abbiamo individuato una spiaggia e siamo intervenuti. Abbiamo fatto una decina di sequestri. Avremo voluto raggiungere più risultati anche perché le richieste e le aspettative dei cittadini sono grandi. Ma si tratta di una battaglia impari, che non possiamo certo vincere con il poco personale a disposizione»

  11. settembre 4, 2012 alle 7:30 pm

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