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Ampliamento del S.I.C. “Is Arenas” sotto la scure dell’Unione europea.


Narbolia, pineta costiera di Is Arenas e gru

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato definitivamente (deliberazione n. 14/39 del 4 aprile 2012 + allegato cartografico) l’ampliamento a terra e a mare del sito di importanza comunitaria – S.I.C. “Is Arenas” (codice ITB032228), tutelato ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora. Attualmente l’area tutelata complessivamente è di 4.065 ettari (in precedenza era di 1.289 ettari).

Un’esplosione di sensibilità ecologica da parte della Regione autonoma della Sardegna?   Nemmeno per sogno.

Solo la necessità, obtorto collo, di evitare peggiori conseguenze da parte dell’Unione europea dopo la condanna da parte della Corte di Giustizia europea (sentenza Sez. IV, 10 giugno 2010, causa C-491/08) per l’illegittima speculazione immobiliare condotta sul complesso dunale boscato di Is Arenas (Narbolìa, OR), dietro ripetute e documentate denunce delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, nonché dure interrogazioni parlamentari da parte di deputati del gruppo Verdi/A.L.E. (Monica Frassoni e Raül Romeva i Rueda).

Naturalmente continueremo a seguire gli sviluppi per garantire la massima salvaguardia a un gioiello naturale costiero fin troppo bistrattato dal cemento con l’alibi delle palline da golf.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Narbolia, Is Arenas, cartello “inizio lavori”

dal sito istituzionale web della Regione autonoma della Sardegna, 22 aprile 2012

Approvata perimetrazione definitiva Sic Is Arenas.

Il provvedimento è stato deliberato a seguito delle attività tecnico-scientifiche, volte ad accertare in via definitiva le superfici idonee all’ampliamento a norma della direttiva 92/43/CEE “Habitat” e in coerenza con i contenuti del piano stralcio di gestione del Sic.

CAGLIARI, 22 APRILE 2012 – L’ampliamento definitivo a terra e mare della nuova perimetrazione del Sic, Sito di Importanza Comunitaria di Is Arenas, è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore della Difesa dell’Ambiente, Giorgio Oppi.  Il provvedimento è stato deliberato a seguito delle attività tecnico-scientifiche, volte ad accertare in via definitiva le superfici idonee all’ampliamento a norma della direttiva 92/43/CEE “Habitat” e in coerenza con i contenuti del piano stralcio di gestione del Sic. Le superfici interessate dalla perimetrazione sono le seguenti: 2433 ettari per il settore marino, 343 ettari per quello emerso, per complessivi 2776 ettari di incremento, che comportano l’estensione del SIC dagli attuali 1289 ettari ad un totale di 4065 ettari.  Nella relazione a corredo della delibera si sottolinea, inoltre, che le caratteristiche del Sic sono in grado di garantire un’efficienza significativamente superiore dal punto di vista delle funzioni di tutela e conservazione degli habitat e delle specie di importanza comunitaria.
Con la delibera approvata si fornisce una risposta per agevolare la risoluzione della procedura di infrazione comunitaria sul caso Is Arenas.

Narbolia, Is Arenas, complesso dell’intervento turistico-edilizio

da La Nuova Sardegna, 23 aprile 2012

Is Arenas, l’area Sic dilatata per evitare la sanzione dell’Ue. La Regione diede l’ok al cemento nella pineta di Narbolia consentendo di sforare i limiti per arginare le speculazioni.
ILCASO. E a rimetterci sarà San Vero Milis. Il problema nasce nel momento in cui viene costruito l’albergo a cinque stelle all’interno della pineta di Is Arenas. La Regione dà tutte le autorizzazioni e dice che la cosa si può fare. L’Unione Europea non è d’accordo e, una volta tirato su l’albergo, decide di sanzionare la Sardegna per aver superato i limiti di edificabilità nell’area Sic. San Vero Milis ora rischia di avere le manette ai polsi – più vincoli a terra e per la pesca e le attività in mare – pur non avendo un centimetro cubo di cemento nel proprio territorio
.   Enrico Carta

NARBOLIA. I confini, si sa, sono effimeri. Quelli del Sito di importanza comunitaria di Is Arenas si sono dilatati nel giro di una seduta di giunta e dopo attente analisi. Meglio far espandere l’area, quasi triplicarla, piuttosto che pagare la sanzione all’Unione Europea che aveva sollevato il cartellino rosso contro la Sardegna per aver consentito alla costruzione dell’albergo all’interno della pineta nel bel mezzo del Sito di interesse comunitario. Nell’area, su cui gravano severissimi vincoli ambientali, le colate di cemento erano state di parecchio superiori al consentito e così, puntuale come una cambiale, sarebbe scattata la sanzione pesantissima (circa nove milioni) dell’Unione Europea se la Regione non fosse corsa ai ripari. Serviva ingrandire l’area ed è stato fatto, anche se questo rischia di scatenare una guerra di campanile e porterà a un certissimo ricorso al Tar da parte di chi in questa vicenda ha conosciuto solo vincoli e nessun beneficio. Il Comune di San Vero Milis infatti pagherà dazio, cedendo una parte importante dei territori che si affacciano sul mare o che sono immediatamente a ridosso della costa e una porzione ancora più grande proprio in mare, fatto che rischia di creare problemi a varie attività produttive e turistiche. Ma di certo non si poteva pagare un dazio così pesante e allora l’assessorato all’Ambiente ha provveduto a modificare i confini del Sito di importanza comunitaria che abbraccia territori dei Comuni di Narbolia, San Vero Milis e Cuglieri e che comprendeva già da prima tutta l’area della pineta, sempre al centro della battaglia tra ambientalisti e sostenitori delle iniziative edilizie. Le misure iniziali erano di 1.289 ettari totali. Troppo pochi, tanto che i tecnici dell’assessorato all’Ambiente hanno stabilito che ne servissero altri 2.776, di cui 343 sulla superficie terrestre e 2.433 sul mare. Si arriva così al nuovo limite di 4.065 ettari che eviterà la sanzione dell’Unione Europea, garantirà «un’efficienza superiore dal punto di vista delle funzioni di tutela e conservazione dell’habitat e delle specie di importanza comunitaria», ma non risparmierà certo le polemiche e la coda giudiziaria. Sin dal momento in cui erano stati presentati i nuovi confini provvisori, il Comune di San Vero, guidato dal sindaco Adelia Murru, aveva manifestato il proprio disappunto e affidato all’avvocato Luca Casula l’incarico di studiare quali margini ci fossero per un ricorso al Tar. Ora che tutto è definitivo, il ricorso è cosa praticamente fatta. San Vero ritiene infatti di essere stata penalizzata dalla scelta della Regione. L’estensione dei confini avrà pesanti ricadute proprio sul territorio sanverese che dovrà rispettare vincoli severissimi, ma che non ha avuto alcun beneficio dalla costruzione dell’albergo e dalle nuove costruzioni che ricadono per gran parte sul territorio di Narbolia e, in una percentuale più bassa, in quello di Cuglieri. Insomma, San Vero non vuol pagare per riparare i danni commessi dai vicini e restare a mani vuote.

Narbolìa, Is Arenas, complesso turistico-ricettivo

La Nuova Sardegna, 6 maggio 2015

La Nuova Sardegna, 6 maggio 2015

(immagini e rendering progettuali da www.isarenas.it, foto per conto GrIG, G.C.F., archivio GrIG)

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  1. icittadiniprimaditutto
    aprile 23, 2012 alle 4:21 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. fabio
    aprile 23, 2012 alle 9:25 pm

    una sola domanda ? ma paghiamo noi i danni di questi speculatori?

  3. Bruno
    aprile 30, 2012 alle 2:57 pm

    A me sembra un ulteriore premio, pur se involontario, agli speculatori in quanto l’area risulterà ulteriormente protetta senza alcun vantaggio per le popolazioni di Narbolia e San Vero Milis in quanto i benefici economici ed occupazionali non andranno certo a loro;
    ringrazino pertanto gli amministratori regionali e locali che hanno contribuito a raggiungere questo risultato.

  4. ottobre 3, 2012 alle 3:03 pm

    con nota DPE 7164 P-A 22.23 del 28 settembre 2012 trasmessa all’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna, la Struttura di missione per le procedure d’infrazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato che nella riunione del 27 settembre 2012 la Commissione Europea ha deciso di archiviare la procedura d’infrazione avviata in seguito alla mancata ottemperanza ai contenuti della sentenza Corte di Giustizia, Sez. IV, 10 giugno 2010, causa C-491/08, visto che Stato e Regione hanno provveduto ad ampliare il S.I.C. e a dar corso alle altre condizioni.

    da La Nuova Sardegna, 3 ottobre 2012
    Caso Is Arenas, la Ue archivia. La commissione non darà corso alla procedura d’infrazione. (Giampaolo Meloni): http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121003083617.pdf

  5. Francesco
    ottobre 5, 2012 alle 10:23 am

    un bel lavoro di “compensazione” che non cancella i dubbi…anzi! che vergogna…
    da La Nuova Sardegna del 5 ottobre 2012:
    http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=208997&v=2&c=1489&t=1

  6. ottobre 5, 2012 alle 3:03 pm

    da La Nuova Sardegna, 5 ottobre 2012
    Il colpo di spugna non cancella i dubbi.
    Azzerati dall’allargamento del Sic anni di polemiche,ricorsi e procedure di infrazione. Una storia con molti punti oscuri. (Piero Mannironi) (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_231_20121005081523.pdf)

    È finita come non era difficile prevedere che finisse. Cioè con un trucco, un gioco di prestigio. Nel linguaggio politico potrà essere anche definita «un’abile operazione capace di conciliare le esigenze ambientali e quelle economiche», ma nella sostanza non è altro che un vecchio trucco. È come quando si stabiliscono i parametri per definire l’incidenza dei tumori nelle aree industriali: basta allargare i confini del territorio da esaminare per far abbassare la percentuale dei malati. Qui, a Is Arenas, si è più che triplicata l’area del Sic, portandola da 1.289 a 4.065 ettari. Con la deliberazione 14/39 del 4 aprile di quest’anno, la giunta regionale ha “ritagliato” qualche ettaro del Comune di San Vero Milis e poi ha incluso 2.433 ettari di superficie marina. Il ragionamento della Regione è molto semplice: gli alberghi e le ville costruite (secondo l’Ue illegittimamente perché in contrasto con la direttiva 92/43 Habitat) sulle dune boscate di Narbolia diventano una ferita meno grave all’ambiente se rapportati a un’area protetta più ampia. Risultato: l’Unione europea ha accolto la tesi della Regione che è così sfuggita a una pesante condanna della Corte di Giustizia. È un colpo di spugna che azzera anni di polemiche e di tensioni, di interrogazioni parlamentari e di ricorsi alle carte bollate, ma soprattutto di opposte visioni culturali della gestione dell’ambiente. Da una parte chi vede la natura come un complemento di un’iniziativa immobiliare destinata ad avere un forte ritorno economico e pretende di costruire alberghi e ville in un’area protetta e dall’altra c’è chi invece l’ambiente lo difende ancorando le proprie ragioni e le proprie passioni a una direttiva europea. Ora arriveranno le reazioni. Non solo di chi in questi lunghi anni è stato impegnato in prima persona in una durissima battaglia politica e giuridica, ma anche di chi in questa partita è stato tirato dentro senza volerlo. Sì, perché l’escamotage studiato dalla Regione, si basa sull’estensione della tutela ad aree di altri comuni. Come San Vero Milis. Ma soprattutto solleva il problema di come si dovranno gestire gli oltre 2.400 ettari di mare. Per esempio: quell’area sarà inibita alla pesca? Ma l’epilogo di questa lunga e complicata storia ricca di dubbi, di stupefacenti coincidenze e di polemiche roventi, impone anche di ricordare. Di ripercorrere alcuni dei capitoli più significativi della vicenda. Partendo dalle non poche zone di opacità che l’hanno caratterizzata. A cominciare dal reale assetto societario della Is Arenas srl, quando cominciò l’operazione immobiliare. Il capitale sociale,infatti, era nelle mani di una società, l’Antil BV,che era amministrata da due organi dirigenti: una holding e una persona fisica. Si trattava della Intra Beheer di Amsterdam e dell’avvocato d’affari di Lugano Diego Lissi. La prima era una realtà labirintica che portava, attraverso un complicato gioco di scatole cinesi, nei paradisi fiscali dei Caraibi e negli ovattati salotti della finanza elvetica. Diego Lissi, che era stato in passato il braccio destro del potente banchiere svizzero Tito Tettamanti padre-padrone della Fidinam e della Banca Svizzera Italiana, era ovviamente il rappresentante di azionisti che preferivano restare nell’ombra. L’offensiva degli ambientalisti sardi, che trovarono una tenace alleata nell’europarlamentare dei Verdi Monica Frassoni, rimbalzò in Svizzera dove provocò un terremoto politico. Insomma, quei 220mila metri cubi di cemento a Is Arenas erano diventati in Svizzera un problema politico molto serio. E lo diventarono anche per il Governo italiano quando, nel settembre 2003, rimediò una brutta figura internazionale e una messa in mora complementare (era già stato aperto il procedimento di infrazione). Il ministro dell’Ambiente Matteoli spedì a Bruxelles un alto funzionario, Aldo Cosentino, con la missione di cancellare Is Arenas dalla geografia dei Sic. Cosentino aveva firmato la richiesta, motivando l’iniziativa del ministero in un modo quanto meno discutibile. In estrema sintesi: Is Arenas doveva essere cancellata dalla rete dei Sic europei, perché la sua integrità ambientale era stata seriamente danneggiata dalla società Is Arenas srl e perciò le dune boscate non erano più meritevoli di tutela. In parole più semplici era come dire: tu società sei resposanbile del deterioramento dell’equilibrio ambientale e perciò ti premio cancellando i vincoli che impediscono la realizzazione del tuo investimento immobiliare. Un’enormità. C’è poi un altro capitolo di questa storia infinita che dimostra che a Narbolia forma e sostanza non sempre coincidono. Dunque, il presupposto della legittimazione a costruire della Is Arenas srl è in un accordo di programma del 1997, che si basava sulla vecchia normativa di pianificazione urbanistica regionale. Ebbene, dopo un ricorso degli ambientalisti, tredici dei quattordici piani paesaggistici vennero cancellati dal Consiglio di Stato e dal Tar Sardegna perché non in armonia con le norme generali di tutela ambientale. L’unico a sopravvivere, guarda caso, fu proprio quello nel quale si trova la pineta di Narbolia. «Una questione formale – si disse – mancanza di legittimazione attiva». Stranamente, infatti, mancava nel fascicolo il documento che certificava che Bruno Caria era il responsabile della sezione sarda degli Amici della Terra. Eppure i ricorsi presentati dagli ambientalisti erano ricorsi-fotocopia, perché tutti fondati sull’identico presupposto. Così l’accordo di programma del’97 è restato valido, nonostante gli organi di giustizia amministrativa abbiano riconosciuto che si basa su un presupposto di illegittimità. E infine la mancata attivazione della procedura di incidenza ambientale, nonostante Is Artenas sia un Sic. L’ufficio Sivea della Regione, durante il governo di centrodestra, disse che non era necessaria. Gli ambientalisti presentarono allora un ricorso straordinario al presidente della Repubblica che, sentito il Consiglio di Stato, lo respinse. Anche qui una stranezza: gli ambientalisti hanno atteso inutilmente una risposta per poter ricorrere in Cassazione. Ma la notifica del decreto non è mai stata fatta agli ambientalisti, cioè agli aventi diritto. Quel decreto è invece arrivato alla Is Arenas srl che lo ha usato per avere le concessioni edilizie dal Comune di Narbolia.

  7. aprile 2, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 aprile 2013
    Sequestrate tre villette nel residence di Is Arenas. Narbolia, i sigilli su sei appartamenti della proprietà del complesso turistico: dovevano ospitare i vacanzieri ma sono diventate vere residenze private. (Enrico Carta)

    NARBOLIA. Tre villette bifamiliari. Non sono abusive in sé e per sé, ma lo sono diventate perché da case per ospitare i turisti sono diventate residenze estive dei proprietari della società proprietaria delle strutture turistiche di Is Arenas. Nei giorni scorsi, dopo parecchie verifiche e diverse settimane di indagine sul campo e sulle carte, su richiesta del sostituto procuratore Armando Mammone, gli agenti della guardia forestale hanno messo sotto sequestro le tre villette. Contemporaneamente, sul registro degli indagati lo stesso pubblico ministero avrebbe iscritto tre nomi. Sono quelli dei responsabili della società che ora si trovano di fronte all’accusa di lottizzazione abusiva. Non è la prima volta che il complesso turistico di Is Arenas e i responsabili della società che l’ha edificato si trovano alle prese con guai giudiziari. In passato, sempre la guardia forestale aveva messo gli occhi sui lavori e aveva individuato quelle che venivano ritenute come palesi difformità rispetto al progetto, varianti non autorizzate che sarebbero andate contro le leggi urbanistiche all’interno di un sito dove i vincoli ambientali sono numerosissimi. Stavolta non sarebbe successo questo. Le tre villette, che sono divise in due appartamenti ciascuna, fanno parte della regolare metratura prevista dal progetto. Insomma, sono esattamente dove dovrebbero essere e delle dimensioni che devono avere. Il qualcosa di strano che ha convinto la procura a indagare è successo successivamente alla loro edificazione. Dovevano infatti far parte del complesso turistico e quindi avrebbero dovuto ospitare vacanzieri in cerca di una vacanza con l’ormai consolidato mix tra mare, natura e golf. Solo che, senza autorizzazione, sarebbero invece diventate delle seconde case con dei proprietari ben precisi. Secondo quanto accertato dalla procura attraverso l’indagine, sono di fatto delle residenze appartenenti ai responsabili della società proprietaria dell’intero complesso. Approfittando del fatto che la zona era diventata edificabile dopo gli anni dello stallo e delle lotte tra ambientalisti e partito degli investimenti turistici, avrebbero così simulato la costruzione per fini vacanzieri, solo che dentro quelle tre villette i viaggiatori non avrebbero sin qui messo piede. Da parte integrante dell’intero residence, sarebbero quindi diventate delle vere e proprie seconde case private. Nessun coinvolgimento nella vicenda, hanno invece costruttori e progettisti, che pure erano rimasti in parte coinvolti nella precedente inchiesta. Si sarebbero infatti limitati a edificare, senza poter certo immaginare che quei sei appartamenti sarebbero diventati delle villette private.

  8. aprile 25, 2013 alle 12:42 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 aprile 2013
    Villette sequestrate, per la difesa è tutto in regola. Narbolia, l’inchiesta sull’insediamento di Is Arenas Il giudici del Tribunale decideranno tra una settimana. (Caterina Cossu)

    NARBOLIA. Le tre villette, che comprendono sei unità abitative distinte, avrebbero ottenuto l’agibilità solo nel luglio del 2012. Il sequestro delle scorse settimane sarebbe intervenuto proprio nel bel mezzo delle trattative sulle case, paralizzando qualsiasi loro destinazione. Quelle abitazioni non potevano essere utilizzate né abitate, né tanto meno affittate come case residenziali. Ed ecco perché il sequestro disposto dalla Procura di Oristano a firma del sostituto procuratore Armando Mammone è illegittimo e dunque da revocare. È stata questa, per grandi linee, la tesi alla base del ricorso di dissequestro presentato ieri davanti al tribunale del Riesame presieduto da Modestino Villani (Mameli e Palmas a latere) dagli avvocati difensori Enrico Maria Meloni e Daniela Meloni. Udienza a porte chiuse per l’inchiesta che riguarda la lottizzazione abusiva nella pineta di Is Arenas, che ha portato per l’appunto al sequestro di sei abitazioni all’inizio del mese. Con l’accusa di abuso edilizio sono iscritti sul registro degli indagati il geometra oristanese Guido Dorascenzi e i soci emiliani del gruppo che ha realizzato il complesso edilizio. Si tratta degli imprenditori Giovanni Bellucci, Germano Sereni e Guido Fontana. Le case sarebbero dovute diventare, come da progetto, un insieme di villette di lusso da proporre ai turisti come meta di vacanza da sogno. Affari da diversi zeri dunque, che avrebbero dovuto incentivare il turismo di lusso attorno alla mega struttura golfistica. Ipotesi tuttavia sfumata davanti alle indagini del nucleo operativo della Forestale coordinato dalla Procura, che intanto avrebbe appurato che in realtà quelle abitazioni, ville con un ampio giardino attorno e fatte passare come parte di un complesso turistico, erano già diventate, o erano comunque destinate ad esserlo a breve, le case vacanze degli imprenditori. Seconde residenze estive degli indagati e non parte di un resort a cinque stelle. Secondo la difesa però le case, che non sarebbero mai state abitate, non avrebbero alcun elemento strutturale difforme da una destinazione turistica o alberghiera, e sarebbero state costruite proprio seguendo le logiche di tante altre strutture di lusso disseminate per le coste sarde. Il tribunale ci metterà non meno di una settimana per decidere se revocare o meno il sequestro ma la vicenda sembra complessa. Tra le varie carte contenute nel fascicolo della Procura ci sarebbe a complicare le cose anche una richiesta di conferenza di servizi che la società costruttrice avrebbe indirizzato al Comune di Narbolia per poter usufruire delle agevolazioni del Piano casa e fare così dei lavori sui caseggiati. Non è dato da capire ancora se la richiesta sia stata avanzata al Comune per l’intera struttura di Is Arenas o solo per le villette.

  9. aprile 29, 2013 alle 11:27 pm

    da L’Unione Sarda on line, 29 aprile 2013
    Narbolia, tolti i sigilli dalle villette. Su Is Arenas l’inchiesta va avanti: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/313112

    • aprile 30, 2013 alle 2:49 pm

      da La Nuova Sardegna, 30 aprile 2013
      NARBOLIA. Il tribunale ha deciso, via i sigilli alle villette.

      NARBOLIA. Via i sigilli. L’ordine arriva dal collegio del tribunale che ha esaminato il riesame presentato dagli avvocati difensori Enrico Meloni e Daniela Meloni sulla vicenda del sequestro di tre villette che comprendevano sei unità abitative all’interno del residence di Is Arenas. Per il pubblico ministero Armando Mammone, che coordina l’inchiesta affidata alla guardia forestale, ci si trova di fronte a una lottizzazione abusiva, perché quelle abitazioni avrebbero dovuto far parte del complesso turistico. Sarebbero invece diventate a tutti gli effetti delle case per le vacanze dei responsabili della struttura. Per questo sono finiti sotto inchiesta i soci emiliani del gruppo che ha realizzato il complesso edilizio, gli imprenditori Giovanni Bellucci, Germano Sereni e Guido Fontana, e il geometra oristanese Guido Dorascenzi. Il sequestro delle villette, diventate residenze di lusso per le vacanze estive e non a disposizione dei turisti che approdano ad Is Arenas, era avvenuto nei giorni successivi a Pasqua. Il tempo di avere accesso agli atti e la difesa aveva presentato il riesame per ottenere il dissequestro degli immobili. Le case, infatti, non sarebbero mai state abitate e non avrebbero alcun elemento che faccia pensare a un utilizzo differente da quello di una destinazione turistico alberghiera per cui fu effettivamente rilasciata la concessione edilizia. Dopo qualche giorno di riflessione i giudici del collegio, composto da Francesco Mameli, Modestino Villani e Riccardo Ariu, hanno deciso che i sigilli non avevano ragion d’essere. La battaglia giudiziaria però non si fermerà qui. Il pubblico ministero chiederà che il provvedimento venga rivisto. (e.c.)

  10. Valentina
    luglio 18, 2013 alle 3:15 pm

    Complimentoni!! E sarà sempre così se continuiamo a tenere in politica, nei posti pubblici,o nell’assessorato all’ambiente persone INCOMPETENTIIII!!!!
    Lo sono pure ma nel loro ambito e non in quello ambientale!!! Ci vogliono persone che hanno studiato scienze ambientali, scienze forestali, agraria (non credo si studi 5 anni per niente e lo si faccia senza passione per l’ambiente)!!! Sono persone che quando vanno nella natura sanno dove mettono i piedi,e conoscono le conseguenze AMBIENTALI !!
    con tutto rispetto per chi progetta (ingegneri) ma dovrebbero occuparsi dell’URBANO e non dell’AMBIENTE oppure limitarsi a progettare ma chiedendo consulenza agli esperti dell’ambiente prima dell’approvazione dei loro lavori sull’ambiente: lavorando in equipe :)) !!
    Forse così salveremo la natura e le nostre coste che stanno andando distruggendosi

  11. gennaio 23, 2014 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 gennaio 2014
    NARBOLIA. Abusi edilizi a Is Arenas, in tre scelgono l’abbreviato.

    NARBOLIA. Giudizio abbreviato per tre su quattro, mentre un’unica posizione è stata ieri stralciata e proseguirà con rito ordinario davanti a un altro giudice. La vicenda giudiziaria è quella che coinvolge gli imprenditori emiliani Giovanni Bellucci, Germano Sereni e Guido Fontana, nonché il geometra oristanese Guido Dorascenzi, difesi dagli avvocati Daniela Meloni ed Enrico Maria Meloni. L’accusa contestata a tutti dal pubblico ministero Armando Mammone, che ha coordinato l’inchiesta affidata alla Forestale, è per tutti di aver realizzato una lottizzazione abusiva nel complesso turistico di Is Arenas. Tre villette divise in sei unità abitative che avrebbero dovuto far parte della struttura alberghiera ma che sarebbero invece diventate le case per le vacanze dei responsabili della struttura. Per i primi tre imputati ieri mattina davanti al giudice monocratico Riccardo Ariu le rispettive difese hanno scelto la strada del rito alternativo, la cui discussione è stata fissata per il prossimo 25 giugno. Ancora da assegnare il giudice per il rito ordinario che riguarda, invece, l’oristanese Dorascenzi. Il sequestro delle villette era avvenuto nei giorni successivi a Pasqua dell’anno appena trascorso. Il tempo di avere accesso agli atti e la difesa aveva presentato il riesame per ottenere il dissequestro degli immobili, istanza che era stata accolta dal tribunale collegiale in base alla ricostruzione proposta dalle difese. Vale a dire, le case non sarebbero mai state abitate e non avrebbero alcun elemento che faccia pensare a un utilizzo differente da quello di una destinazione turistico alberghiera per cui fu effettivamente rilasciata la concessione edilizia. Il pubblico ministero ha successivamente chiesto la revisione del provvedimento e attualmente le abitazioni sono nuovamente sottoposte a sequestro.

  12. giugno 27, 2014 alle 4:42 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 giugno 2014
    Lottizzazione a Is Arenas, il pm chiede tre condanne.
    NARBOLIA. Residenze per i turisti, trasformate in case per le vacanze dei proprietari del Resort di Is Arenas. (Enrico Carta): http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2014/06/26/news/lottizzazione-a-is-arenas-il-pm-chiede-tre-condanne-1.9494853

  13. maggio 6, 2015 alle 11:14 pm

    è stato pubblicato un interessantissimo articolo pubblicato il 6 maggio 2015 da La Nuova Sardegna sulla “crisi” dell’insediamento immobiliare e golfistico.

    da La Nuova Sardegna, 6 maggio 2015
    NARBOLIA. Allarme per Is Arenas golf: ora si rischia la chiusura.
    I dipendenti della società chiedono la mediazione del Comune di Narbolia. Il campo viene trascurato e c’è anche lo stop ai tornei dopo il 24 maggio. (Enrico Carta): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/05/06/news/allarme-per-is-arenas-golf-ora-si-rischia-la-chiusura-1.11367911

  14. luglio 5, 2016 alle 10:52 pm

    da L’Unione Sarda, 5 luglio 2016
    Villette nella pineta di Is Arenas, ex presidente di Confidustria sarda condannato per falso. (Valeria Pinna): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/07/05/villette_nella_pineta_di_is_arenas_ex_presidente_di_confidustria-68-512589.html

  15. giugno 5, 2017 alle 7:20 pm

    A.N.S.A., 5 giugno 2017
    Narbolia, sequestrate due case abusive.
    Blitz del Corpo Forestale nella pineta di Is Arenas: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/06/05/narbolia-sequestrate-due-case-abusive_89f26d32-be52-4a0f-8dcc-28b79f897e18.html

  16. Genius Loci
    giugno 5, 2017 alle 8:09 pm

    Per venti anni regione, provincia, partiti politici, sindacati, associazioni di categoria ecc. hanno presentato e agevolato l’insediamento di Is Arenas e l’aeroporto di Fenosu come motore dello sviluppo turistico nell’oristanese.
    Ambedue nel tempo hanno usufruito di ingenti finanziamenti pubblici.
    Oggi raccogliamo i frutti: Is Arenas che minaccia la chiusura, oberata da abusivismo edilizio; Fenosu che ancora non….. “decolla”.
    Risultato? Al momento attuale risultano presenze turistiche soddisfacenti un po da tutte le parti nell’isola, meno che nell’oristanese.
    E la provincia continua a lavarsi la faccia con argomenti di sviluppo sostenibile.
    Peccato che il Dott. Fiordalisi ci lascia per Roma.

  17. agosto 2, 2017 alle 7:25 pm

    A.N.S.A., 2 agosto 2017
    Abusi edilizi, sequestrate due case.
    Operazione Corpo forestale nella pineta di Is Arenas: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/08/02/abusi-edilizi-sequestrate-due-case_6737294e-d085-4d1a-a2af-e39c70d8e460.html

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