Morte nello Stagno di Porto Taverna. E non si sa perché.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), su numerose preoccupatissime segnalazioni di residenti e turisti, ha inoltrato (10 agosto 2026) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo l’ingente morìa della fauna ittica in corso da giorni nello Stagno di Porto Taverna, nel territorio comunale di Loiri Porto San Paolo (OT).
Probabilmente si tratta di anossia, assenza di quantitativi sufficienti di ossigeno nelle acque, accentuata dalle alte temperature e dalla chiusura dello sbocco a mare.
Sono, comunque, arrivate le prime risposte:
* la Guardia costiera ha comunicato (nota prot. n. 23898 del 17 agosto 2026) che “personale dipendente di questa Capitaneria di Porto ha provveduto ad effettuare, in data 14 agosto 2026, apposito sopralluogo presso lo Stagno di Porto Taverna, finalizzato alla verifica dello stato dei luoghi e delle circostanze rappresentate. Nel corso dell’attività è stata riscontrata la presenza di numerosi esemplari di fauna ittica morta, prevalentemente concentrati nella parte centrale dello stagno, in prossimità dell’isoletta. Il sopralluogo è stato altresì supportato mediante l’impiego di sistema aeromobile a pilotaggio remoto (APR), al fine di acquisire una più completa ricognizione dello stato dei luoghi e dell’estensione del fenomeno osservato.”;
* l’ARPAS ha comunicato (nota prot. n. 41176 del 31 agosto 2026) l’avvenuto svolgimento di indagini con sopralluogo l’11 agosto scorso con rilevamenti di “acqua … giallastra e … torbidità piuttosto elevata” con numerosi esemplari di fauna ittica deceduti nella parte più interna della zona umida, dove s’immettono alcuni corsi d’acqua di portata modesta. Altra area, invece, si è presentata con “colorazione dell’acqua … differente, caratterizzata da una tendenza al grigiastro seppur con una torbidità significativa”, con “numerosi individui morti di Callinectes sapidus” e una significativa “presenza di ardeidi e trampolieri”. Nella restante area “non sono stati rinvenuti pesci morti ma dove la colorazione giallastra dell’acqua è risultata più intensa.”.
Qui “sono stati i numerosi individui di Mugilidae di circa 5 cm, presenti principalmente sulle sponde dello stagno in corrispondenza dell’ittiofauna morta”.
I risultati delle analisi svolte (nota ARPAS (relazione agosto 2026) hanno evidenziato che “le indagini batteriologiche hanno messo in evidenza valori di Escherichia coli non trascurabili in tutti e tre i punti indagati. Corre l’obbligo specificare che il corpo idrico risulta attualmente a scarsissimo ricambio idrico, inoltre essendo lo stesso frequentato da fauna ornitica non si può escludere che il dato possa essere ricondotto, almeno in parte, all’apporto di guano.”. I “valori di azoto totale in tutti e tre i punti” sono “particolarmente elevati”, mentre “In tutti e tre i punti sono state registrate concentrazioni elevatissime di nano e picofitoplancton”, fenomeno di eutrofizzazione.
Inoltre, “rispetto alla moria di Callinectes sapidus rilevata unicamente nell’Area 2, si può ipotizzare come in quella parte di stagno possano essersi verificate condizioni di anossia più gravi e prolungate rispetto al resto del corpo idrico.”
In conclusione, “non si è in grado di stabilire con certezza le cause della moria di pesci, tuttavia il quadro emerso dalle indagini condotte evidenzia una condizione di spiccata fragilità in cui versa attualmente lo stagno di Porto Taverna. Chiaramente la mancanza di un monitoraggio strutturale del corpo idrico non permette allo stato attuale di valutare in modo organico una condizione frutto di dinamiche la cui evoluzione si sviluppa lungo scale temporali decisamente più ampie”, tuttavia, “la mancanza di ricambio con le acque marine e l’innesco di condizioni fisico-chimiche idonee alla proliferazione di organismi fitoplanctonici possano determinare l’instaurarsi di fenomeni distrofici, anche localizzati spazialmente e temporalmente. Pur non avendo rilevato conclamate condizioni di anossia infatti, si sottolinea come i rilievi di ossigeno siano stati eseguiti durante il giorno nelle sole aree accessibili dello stagno pertanto, come già indicato, non si possono escludere fenomeni di anossia notturni e/o anche localizzati in alcune aree dello stagno.”.
Non è la prima volta che accade una morìa della fauna ittica di tali proporzioni, ma non si hanno risposte definitive sulle cause, per cui sono necessari analisi e urgenti interventi definitivamente risolutivi.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)




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