Il Castagno in Ogliastra.


Castagno (Castanea sativa)

Il Castagno (Castanea sativa) è un albero storicamente di grande importanza in ambito europeo, sia sotto il profilo ecologico che per gli aspetti alimentari.

Il suo ruolo può esser molto rilevante nel contesto del Mediterraneo, soprattutto in questi tempi di cambiamenti climatici.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Castagne cadute dall’albero

L’IMPORTANZA DEL RECUPERO DEL CASTAGNO (Castanea sativa Mill.) IN OGLIASTRA.

Michele Puxeddu (Accademico corrispondente dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali)

Premessa

Anche in Ogliastra (Sardegna centro-orientale) la montagna è da tempo interessata da un forte declino demografico ma nonostante sia oggettivamente isolata da un punto di vista ambientale ed economico-sociale quest’area oggi riveste un’elevatissima importanza per la sicurezza alimentare, ecologica e per la salute di tutta la Sardegna (Puxeddu, 2023; Soddu Pirellas et al., 2024; Puxeddu, 2024) soprattutto perché tale valore e’ strettamente legato alla conservazione dei suoi eccezionali caratteri naturalistici e quindi in primis della biodiversità, di cui anche l’albero del castagno (Castanea sativa Mill.), con i suoi numerosi prodotti e funzioni, costituisce un particolare esempio.

Upupa (Upupa epops)

Il castagno (Castanea sativa Mill.) in Sardegna e in Ogliastra

L’attuale quadro inventariale mostra in Sardegna, come riportano Gasparini et al. (2022), una superficie forestale di 1.300.991 ettari (pari ad oltre il 50 % di tutta la superficie dell’isola). A ben vedere però in Sardegna solo il 48% (626.140 ettari) di tutta la superficie forestale è rappresentata da “boschi alti”, ovvero capaci di realizzare una copertura superiore al 10%, con specie arboree di almeno 5 metri di altezza a maturità in situ, su oltre 5.000 metri quadrati e larghezza superiore a 20 metri (FAO, 2001). Proprio in questo quadro le selve castanili intese come boschi (alti) di castagno in Sardegna rivestono particolare importanza giacché con la loro superficie di appena 2.240 ettari (meno dello 0,5 % di tutta la superficie occupata nell’Isola dai boschi alti) svolgono un ruolo fondamentale soprattutto per la conservazione della biodiversità e per tutte le altre molteplici positive funzioni (beni e servizi ecosistemici) che, a completo supporto del benessere delle popolazioni residenti, assicurano più in generale tutte le foreste dell’Isola.

In Ogliastra le selve castanili pur avendo un’estensione ulteriormente ridotta rispetto al dato di estensione totale nella regione hanno sempre ricevuto, occorre evidenziarlo, sin dall’antichità, una lunga tradizione di cura e attenta coltivazione, in quanto considerate fondamentali sia come riserve caloriche quali fonti di alimentazione (il castagno: albero del pane) sia per riscaldamento e costruzioni.  Attualmente la superficie effettivamente coperta da questi boschi in Ogliastra risulta ormai di soli 152 ettari in totale ma proprio per questo, a maggior ragione, il loro ruolo risulta oggi davvero fondamentale per la conservazione della biodiversità in tutto il territorio ogliastrino. In Ogliastra i boschi di castagno si localizzano ad una quota media di 800 m. s.l.m., su esposizioni in prevalenza settentrionali, pendenze medie del 30 %, suoli acidi o mediamente acidi (TypicXerumbrepts e TypicXerorthents),  con precipitazioni medie annue tra gli 800 ed i 1000 mm. Sono boschi da legno per il 20 % e misti da legno e frutto per il 50%, risultando il 30 % i castagneti esclusivamente da frutto. Anche in Ogliastra queste selve, pur nella loro diversa tipologia, rivestono nell’insieme una grande importanza per la molteplicità di beni e servizi (ecosistemici) forniti quali la protezione idrogeologica del territorio (più volte colpito nell’ultimo secolo da eventi climatici estremi, oggi amplificati anche dal cambiamento climatico), il miglioramento della qualità dell’aria e degli altri fattori socio-ambientali legati alla salute pubblica, la conservazione del paesaggio e della biodiversità vegetale e animale.  Insieme a tutte queste funzioni nel contempo questi boschi favoriscono l’attività turistica e ricreativa nonché le filiere produttive foresta-legno e foresta-prodotti non legnosi (castagne, miele, frutti di bosco, funghi) in grado di contribuire concretamente alla crescita del tessuto economico, sociale e ambientale dell’area e pertanto a contrastare la piaga dello spopolamento.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Il recupero e la conservazione della biodiversità castanicola in Ogliastra

In generale tutte le attività forestali possono contribuire alla conservazione della biodiversità ma in particolare per quella  castanicola risultano di elezione gli interventi di gestione conservativa, di rinaturalizzazione, di ricostituzione da avversità abiotiche e biotiche, di difesa del suolo e di prevenzione e lotta contro gli incendi e contro i patogeni. In Ogliastra oltre ai sopra citati interventi di particolare importanza risultano inoltre interventi urgenti per le selve da legno quali diradamenti selettivi e rinfoltimenti con “selvaggioni” di provenienza locale mentre per le selve da frutto potature di rimonda e ripuliture dalla vegetazione concorrente, oggi sempre più meccanizzabili anche mediante l’uso di robot radiocomandati.  A questi interventi si devono affiancare poi specifiche azioni di conservazione e valorizzazione delle principali varietà da frutto e da legno autoctone antiche  arrivate sino a noi grazie alla loro longevità, mediante realizzazione e cura di arboreti clonali o di conservazione e di nuovi impianti, assicurando nel contempo la lotta fitosanitaria che in presenza degli effetti diretti (ad esempio stress idrico e differita maturazione dei frutti) e indiretti (maggiore virulenza dei patogeni) causati dal cambiamento climatico si concentra in prevalenza su quella biologica e integrata. La conservazione della biodiversità castanicola passa anche per la difesa prevista in tutta Italia, Sardegna compresa, dalla Legge 14 gennaio 2013, n.10 – Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani e dal successivo Decreto Ministeriale (MiPAAF) 23 ottobre 2014, dei “grandi alberi”, caratteristici per età, dimensioni, forma, portamento, architettura vegetale, rarità, valori paesaggistici, ecologici, storici, culturali, religiosi,biologici, ecologici e genetici che oggi li connotano quali enormi risorse di biodiversità e perciò meritevoli di protezione assoluta per la loro conservazione (Giannini e Susmel, 2005; Puxeddu, 2021).  Tra l’altro l’Ogliastra è la provincia sarda che può vantare il maggior numero di grandi alberi iscritti nell’apposito elenco ufficiale. La messa a punto poi di metodologie cartografiche dedicate alla localizzazione e alla stima dell’estensione dei castagneti distinti per finalità produttive prevalenti (da frutto, da legno e miste), la stima delle effettive capacità produttive dei castagneti da legno, attraverso analisi spaziali e l’uso di dati inventariali e telerilevati con tecniche di telerilevamento attivo (Lidar) e passivo (da immagini satellitari multispettrali) nonché il monitoraggio, previsto anche con l’utilizzo di droni, per la modellizzazione dello stress idrico e dello stato di salute delle singole piante (Puxeddu et al., 2021), al fine di ottimizzare eventuali interventi di soccorso e fitosanitari nei castagneti da frutto, completano i diversi interventi che si ritengono necessari per la conservazione della biodiversità castanicola in Ogliastra. Ma conservare e valorizzare la biodiversità castanicola esistente in Ogliastra significa anche sensibilizzare, aggiornare, e responsabilizzare, attraverso una conoscenza identificativa, scientifica e culturale i castanicoltori che sin dall’antichità e tuttora sono i veri custodi della risorsa. Ma non meno importante per perseguire il fine suddetto sarà prestare attenzione al bilancio economico delle varie attività e migliorare nel contempo l’associazionismo attenuando le difficoltà dovute alla frammentazione aziendale in una area montana così difficile e isolata come quella dell’Ogliastra.      

foresta mediterranea

(foto da Wikipedia, J.I., S.D., archivio GrIG)

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