Rifiuti scaricati a volontà a Porto Palma (Arbus).


Arbus, Porto Palma, scarico incontrollato di rifiuti (agosto 2026)

Porto Palma è un piccolo centro originariamente di pescatori lungo la costa di Arbus (VS).

Negli ultimi decenni ha acquisito importanza sul piano turistico, ma il livello della gestione dei rifiuti non pare proprio all’altezza delle necessità.

Residenti e turisti sono molto preoccupati per le conseguenze igienico-sanitarie di cumuli crescenti di rifiuti esposti alle torride temperature estive.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inoltrato (26 agosto 2026) un’istanza di bonifica ambientale, coinvolgendo la Regione autonoma della Sardegna, il Comune di Arbus, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, i Carabinieri del NOE, informata, per opportuna conoscenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

Il GrIG auspica una rapida bonifica ambientale e una corretta gestione dei rifiuti.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

da L’Unione Sarda, 28 agosto 2026
Ginestra (Genistae)

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. agosto 27, 2026 alle 2:41 PM

    Il turismo di massa ha un prezzo da pagare e il prezzo è sempre più alto se di controlli e ovviamente di sanzioni non c’è traccia. Sembra il destino dell’Italia trasformata in pochi anni da paesaggi d’arte e natura in un’osteria a cielo aperto con Glovo peregrinanti in un degrado crescente in rapporto al numero di “avventori”.

    Basta vedere come è ridotta Roma (ma Cagliari non è lontana) dove l’estensione di tavoli, sedie oltre l’immancabile immondizia, sono il terreno fertile per topi e piccioni rendendo le vie del centro infrequentabili.

    La domanda giusta che ha tante risposte non si sa quanto attuabili è: cosa fare?

    E’ davvero possibile che una trasformazione unidirezionale profonda, economica e sociale, possa reggere a potenziali crisi sistemiche?

    • Avatar di Marco
      Marco
      agosto 27, 2026 alle 8:47 PM

      E infatti il turismo di massa andrebbe stroncato; soldi a palate per pochissimi e danni ambientali e alla salute di uomini e animali; il prezzo è salatissimo ma sempre a carico di chi non sfrutta il territorio. Se i sacchi della foto contengono anche resti alimentari, è probabile che gli animali selvatici o anche qualche gatto o cane randagio, possa andare a sminuzzare i sacchi in cerca di cibo.

  2. agosto 27, 2026 alle 5:35 PM

    da Sardinia Post, 26 agosto 2026

    Rifiuti a Porto Palma, il Grig: “Cumuli crescenti esposti al caldo, serve una bonifica”.

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    da Cagliari Today, 26 agosto 2026

    Emergenza rifiuti a Porto Palma: scatta l’esposto del GrIG per la bonifica.

    Cumuli di spazzatura abbandonati sotto il sole estivo nella borgata di Arbus: segnalazioni a Comune, Regione, Forestale e Procura.

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    da Cagliari News, 26 agosto 2026

    Arbus, ambientalisti all’attacco: “Porto Palma sommersa dai rifiuti”. (Chiara Sulis)

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    da Teleregione Live, 26 agosto 2026

    Arbus, rifiuti accumulati a Porto palma: il Grig chiede la bonifica.

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    da Gazzetta Sarda, 26 agosto 2026

    Rifiuti al sole a Porto Palma: scatta l’esposto del GrIG per la bonifica. (Pasqualino Trubia)

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    da Casteddu online, 26 agosto 2026

    Una discarica a cielo aperto lungo la costa di Arbus, degrado e rischi per la salute di residenti e turisti.

    A sollevare il caso è l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), che ha presentato un’istanza per chiedere la bonifica ambientale della zona. (Sara Panarelli)

  3. Avatar di Belinda Huegel
    Belinda Huegel
    agosto 29, 2026 alle 9:07 am

    Il problema non e’ sicuramente “solo” la pressione turistica, ma una inefficace gestione dei rifiuti. Con il sistema porta a porta di fatto sono esclusi da raccolta tutti quei migliaia di camperisti o quelli che giornalmente si riversano sulle spiagge dai paesi interni sardi. Se non viene messo anche a loro a disposizione un corretto conferimento e se i comuni non fanno rinforzare dalle rispettive aziende appaltatrice un ritiro aumentato, continueremo a vedere questo schifo. Lo stesso vale per ingombranti. Chi frequenta le spiagge puntualmente al termine della vacanza poi si disfa’ di lettini, sdraio, ombrelloni rotti ecc. di pessima qualità acquistati a poco prezzo “giusto per durare quel tanto che stanno li”. Quindi servirebbero ecocentri, informazioni chiare sulla loro fruibilità e poi videosorveglianza e multe, affinché’ chi non si attiene alle regole, PAGA! Purtroppo c’e’ poco da confidare nel senso civico della gente

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