Ussassai, una centrale eolica non si realizza con una procedura SUAP.
la petizione Si all’energia rinnovabile, no alla speculazione energetica! si firma qui.
Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inoltrato (5 ottobre 2026) un atto di intervento avverso un’incredibile procedura SUAP avviata dalla società energetica Acciona Energia Global Italia s.r.l. per iniziare la realizzazione della centrale eolica “Serra Joni” in località varie nei Comuni di Ussassai, Esterzili ed Escalaplano (OG-CA).
La società energetica pretenderebbe di ottenere l’autorizzazione unica in assenza di positiva conclusione del procedimento di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) in merito al quale il GrIG ha effettuato specifico atto di intervento (4 aprile 2024), procedimento tuttora in corso.
Il GrIG ha coinvolto la Regione autonoma della Sardegna e il SUAP del Comune di Ussassai, informando nel contempo i Ministeri dell’Ambiente e Sicurezza Energetica e della Cultura, le Soprintendenze per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari e Sassari.
Il progetto “Serra Joni” prevede 7 aerogeneratori con un’altezza massima complessiva di circa 240 metri, per una potenza nominale massima pari a 49 MW, un sistema di accumulo di energia (BESS) con potenza pari a 15 MW (potenza complessiva di 64 MW). Poi linee elettriche di collegamento alla rete elettrica nazionale, viabilità, una stazione di trasformazione (150/33 kV), una nuova stazione elettrica RTN (150 kV), sbancamenti, cavidotti in zone ricche di corsi d’acqua, boschi, macchia mediterranea e nuraghi.
Presenza di vincolo paesaggistico e culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), presenza di siti rientranti nella Rete Natura 2000.
Oltre all’inesistente conclusione positiva del prescritto procedimento di V.I.A., parte delle aree interessate dal progetto di centrale eolica sono a uso civico.
Come noto, i terreni a uso civico e i demani civici (legge n. 1766/1927 e s.m.i., legge n. 168/2017, regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.) costituiscono un patrimonio di grandissimo rilievo per le Collettività locali, sia sotto il profilo economico-sociale che per gli aspetti di salvaguardia ambientale (valore riconosciuto sistematicamente in giurisprudenza).
I diritti di uso civico sono inalienabili, indivisibili, inusucapibili e imprescrittibili (artt. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017 e 2, 9, 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.). I demani civici sono tutelati ex lege con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.). Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico può essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto a particolari condizioni, previa autorizzazione regionale e verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettività titolare del diritto medesimo e destinato a opere permanenti di interesse pubblico generale (artt. 12 della legge n. 1766/1927 e s.m.i.).
Nel caso di specie, sono i cittadini residenti nel Comune interessato gli unici titolari dei diritti di uso civico nei rispettivi demani civici (artt. 2, commi 3° e 4°, e 3, commi 1° e 2°, della legge n. 168/2017 e s.m.i.): la presenza di aree ricadenti nel demanio civico nel sito di progetto della centrale eolica rende impossibile la realizzazione del medesimo per carenza della titolarità giuridica delle aree stesse e per l’illegittimità della relativa radicale modifica territoriale che renderebbe non fruibili i relativi diritti di uso civico: infatti, il regime giuridico dei demani civici prevede la “perpetua destinazione agro-silvo-pastorale” (art. 3, comma 3°, della legge n. 168/2017), nonché “l’utilizzazione del demanio civico … in conformità alla sua destinazione e secondo le regole d’uso stabilite dal dominio collettivo” (art. 3, comma 5°, della legge n. 168/2017).
Bisogna evidenziare anche che si è concluso negativamente con D.M. Ambiente n. 577 del 15 settembre 2026 del procedimento di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di realizzazione della centrale eolica “Su Casteddu” da parte della società fiorentina D&D Costruzioni s.r.l.in località varie fra Ogliastra, Barbagia e Sarcidano, nei territori comunali di Ussassai, Esterzili, Escalaplano e Seui (OG-CA), in parte sovrapponibile al progetto proposto dalla società del Gruppo Acciona.
Anche in questo caso, il GrIG era intervenuto (15 maggio 2024) nel procedimento di V.I.A. chiedendo la dichiarazione di non compatibilità ambientale.
E ora bisogna dire un bel NO a queste furbate.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto J.I., S.D., archivio GrIG)






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