Cagliari, tagliare alberi in area vincolata senza autorizzazione non costituisce reato.
Si è concluso il dibattimento penale presso il Tribunale di Cagliari relativo ai contestati reati ambientali di cui agli artt. 734 cod..pen. e 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. per l’avvenuto taglio di una decina di Pini d’Aleppo sul Viale Buoncammino effettuato nel settembre 2020 in assenza di autorizzazioni paesaggistiche e storico-culturali (queste ultime poi arrivate), nonostante la presenza dei rispettivi vincoli (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).
Nemmeno presente un’ordinanza sindacale contingibile e urgente a tutela della sicurezza pubblica (art. 54 del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i.).
In seguito i Pini vennero sostituiti, ma quattro funzionari pubblici (S.F., P.M., A.F.) e di società private di gestione del verde pubblico (G.A.) erano stati destinatari di decreto penale di condanna a cui si sono opposti: il G.I.P. del Tribunale di Cagliari aveva, quindi, disposto il giudizio immediato (prima udienza il 19 aprile 2023).
Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), che ne aveva subito chiesto conto in tutte le sedi, era stato individuato quale persona offesa e sta facendo ancora una volta la sua parte, costituito parte civile, rappresentato e difeso dall’Avv. Susanna Deiana (Foro di Cagliari).
Il Tribunale di Cagliari, Sez. II, in composizione monocratica (dott. Stefano Muzzu), con sentenza del 16 luglio 2026 ha assolto tutti gli imputati perché il fatto non costituisce reato.
E’ stato disposto che le motivazioni vengano depositata entro novanta giorni e sarà molto interessante leggerle per comprendere quale percorso logico-giuridico sia stato seguito.
La Procura della Repubblica, se non convinta, potrebbe infatti proporre appello.
Si tratta di uno dei primi casi a livello nazionale di tagli di alberi cittadini in assenza di autorizzazioni ambientali e culturali finiti a giudizio, dopo gli accertamenti e le indagini svolti dai Carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale.
Tutto questo, quantomeno, è servito per modificare in positivo le procedure seguite a livello locale: in caso di rimozione necessaria di alberi in area vincolata, ora viene preventivamente coinvolta la competente Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Nulla di eccezionale, è la legge che lo prevede.
Eppure, in precedenza non accadeva.
Per esempio, nel febbraio 2026 pubblicamente era stata annunciata la predisposizione da parte del Comune di Cagliari del “piano per la messa in sicurezza degli alberi inseriti in categoria D” con “centocinquantatrè… alberi da abbattere” perché “secchi, malati, vecchi e pericolanti” con l’acquisizione del parere preventivo favorevole della competente Soprintendenza in sede di conferenza di servizi. E, questa volta, sono state presenti analisi, motivazioni, previsione di sostituzioni.
Anche questa, per Cagliari, è stata una novità positiva, pur non eccezionale in quanto prevista dal quadro normativo vigente.
Eppure, in precedenza non accadeva, tanto che – su segnalazione GrIG – la Soprintendenza bloccò nel gennaio 2023 analogo piano comunale che prevedeva il taglio di 190 alberi in assenza di alcuna autorizzazione.
Ora, comunque, una sentenza che avrà bisogno di solide motivazioni per essere convincente.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
da L’Unione Sarda, 17 luglio 2026
Cagliari, assolti in quattro per i pini abbattuti a Buoncammino.
Intervento senza il via libera della Soprintendenza: per il Tribunale non è reato. (Francesco Pinna)
L’abbattimento dei pini di Buoncammino senza l’autorizzazione della Soprintendenza non è previsto dalla norma come reato, mentre non sussiste la contestazione di deturpamento delle bellezze naturali. Si è chiuso così, davanti al giudice del Tribunale penale di Cagliari, Stefano Mutzu, il processo per il taglio degli alberi del colle avvenuto nel 2020.
La decisione
Ieri mattina è arrivata la sentenza, dopo un dibattimento che si era aperto a novembre 2023. Il giudice ha assolto, con la duplice formula, il funzionario Paolo Malavasi (difeso dagli avvocati Roberto Nati e Nicola Zoccheddu), il dirigente Salvatore Farci (assistito dal legale Matteo Pinna), l’agronomo Andrea Fenu e Giuseppe Ariete (difesi dall’avvocato Rodolfo Meloni). I primi due erano finiti nei guai in qualità di responsabili unici del progetto (Rup), il terzo come direttore dell’esecuzione del contratto (Dec) del servizio parchi comunali, mentre il quarto era stato incriminato nella sua qualità di rappresentante legale dell’Ati Santamaria e Imeria, che aveva eseguito l’intervento. Tutti e quattro erano accusati di aver abbattuto 10 pini in prossimità del viale Buoncammino, zona sottoposta a vincolo paesaggistico, in assenza di autorizzazione della Soprintendenza. Oltre a questo, la Procura aveva contestato loro anche un reato specifico per il deturpamento delle bellezze naturali sottoposte a vincolo. Per il giudice quella condotta non è reato perché non c’era la necessità di ottenere il nullaosta ministeriale per abbattere gli alberi, ritenuti vecchi e pericolanti, mentre non sussiste l’imputazione di deturpamento.
Il dibattimento
Nel corso del processo, nato dopo che gli imputati avevano impugnato i decreti penali di condanna ricevuti al termine delle indagini, è emerso che gli alberi erano stati oggetto di analisi da parte di esperti botanici. Sarebbero stati i tecnici, dunque, a stabilire che fosse necessario abbatterli perché rientravano nella categoria di «massima propensione al cedimento», causando un pericolo per l’incolumità pubblica. Per questa ragione il Comune, con una sua delibera, ne aveva imposto l’abbattimento con la sostituzione di altri più giovani ma della stessa tipologia. Ma quando le motoseghe erano entrate in funzione, era arrivata la protesta di tanti cittadini e degli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico (Grig), che avevano presentato un esposto, dal quale avevano preso origine le indagini. Nel corso del processo l’associazione ambientalista si è costituita parte civile con l’avvocata Susanna Deiana.
La sentenza
Ieri mattina il giudice Mutzu ha letto la sentenza con la quale sono stati assolti tutti gli imputati perché il fatto non è previsto come reato paesaggistico, relativamente alla circostanza che le opere fossero state realizzate in assenza di via libera paesaggistica, mentre non sussiste nemmeno l’imputazione di alterazione delle bellezze naturali vincolate. Nel 2020, dopo l’esposto del Grig, erano intervenuti i carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale, che avevano bloccato i lavori. Ora bisognerà leggere le motivazioni della sentenza per capire se la Procura deciderà di appellarla. La vicenda, in ogni caso, aveva scatenato a suo tempo un grande clamore e tante polemiche, perché i pini di viale Buoncammino sono da sempre molto amati dai cagliaritani. Ora il processo ha stabilito che non è stato commesso alcun reato quando è stato deciso di abbatterne una decina.
(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)





Adesso gira così, questi per esempio sono stati prescritti.
https://www.unionesarda.it/news-sardegna/oristano-provincia/magomadas-fanghi-e-rifiuti-reati-prescritti-dhpgghmq
Allora le necessarie autorizzazioni pesagistiche sono farlocche , cioe’ scritte male affinche il giudice le interpreta come vuole ?? E basta con le motivazioni sconosciute che arrivano molti mesi dopo. La decisione del giudice ,presa al momento, dovrebbe essere nota a fine dibattimento !!
Si si…così il deserto avanza!