Cagliari, la città viola e rosa.


Jacaranda in fiore

Cagliari in questo periodo diventa viola e rosa.

In questo periodo centinaia di alberi di Jacaranda sono in fiore.

Cagliari, Largo Carlo Felice, Jacarandae in fiore (foto Dietrich Steinmetz)

Strade e piazze si colorano.

La Città diventa viola.  

Lunghi fiumi viola l’attraversano.

Fenicotteri (Phoenicopterus roseus) in volo

Ma non è solo viola, diventa anche rosa.

Non esiste un’altra città europea dove i tuoi vicini di casa sono decine di migliaia di Fenicotteri rosa (Phoenicopter ruber).

Cagliari, Stagno di Molentargius, Fenicotteri in nidificazione

A Cagliari la presenza dei Fenicotteri è viva, quotidiana.

La mattina presto e la sera vedono il cielo disegnato da formazioni di centinaia di Fenicotteri.

Cagliari, Molentargius, nidificazione dei Fenicotteri

Nello Stagno del Molentargius, all’interno del parco naturale di Molentargius-Saline, nel bel mezzo dell’area vasta di Cagliari, hanno realizzato a partire dal 1993 la loro grande città.

Migliaia di nidi, migliaia di pulli già nati che consolideranno la presenza ormai stabile della specie a Cagliari e in parecchie zone umide della Sardegna, a iniziare dal vicino Stagno di Santa Gilla.

Fenicottero rosa (Phoenicopter roseus)

Nonostante l’abusivismo edilizio che imperversa tuttora nell’area naturale protetta, nonostante le discariche abusive, nonostante gli incendi, nonostante il bracconaggio, nonostante le carenze gestionali del parco naturale regionale, nonostante i tanti approfittatori che s’affollano intorno, nonostante drastiche potature dai tempi dettati dagli appalti e non dai cicli naturali, i Fenicotteri e le Jacarandae continuano a resistere e a regalarci ogni giorno uno straordinario dono di natura e costituiscono una bella parte dell’identità del luogo.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Cagliari, Via Dante, Jacarandae in fiore (foto Dietrich Steinmetz)
Cagliari, Fenicotteri e Sella del Diavolo

(foto Dietrich Steinmetz, S.D., archivio GrIG)

  1. agosto 31, 2026 alle 10:11 PM

    da L’Unione Sarda, 31 agosto 2026

    Fenicotteri, il grande esodo da Molentargius.

    Dopo una nidificazione faticosa, i giovani prendono il volo.

    L’ornitologo: «Difficile prevedere le migrazioni, ma torneranno». Meno esemplari nelle zone umide: a Cagliari la grande macchia di Sa genti arrubia sembra essersi scolorita.

  2. settembre 30, 2026 alle 10:12 PM

    da L’Unione Sarda, 30 settembre 2026

    Molentargius, nel 2026 nati 3.710 fenicotteri: record di successo riproduttivo, al 57%.

    I numeri forniti dal Parco ci parlano del dato più alto degli ultimi dieci anni, nonostante il calo delle coppie nidificanti.

    La stagione di nidificazione 2026 dei fenicotteri a Molentargius si è chiusa con un successo riproduttivo del 57%, il dato più alto degli ultimi dieci anni, nonostante un calo del numero di coppie nidificanti.

    Sono 3.710 i pulcini giunti all’involo su 6.562 coppie formatesi, ciascuna delle quali depone un solo uovo. I dati sono del settore Ambiente del Parco naturale regionale Molentargius-Saline, sulla base del monitoraggio condotto per conto del Parco dagli ornitologi di Anthus, Sergio Nissardi e Carla Zucca.

    Il risultato dipende dalla sopravvivenza dei pulcini nelle prime settimane di vita, quando sono più esposti alla predazione dei gabbiani reali. Pesano anche la localizzazione della colonia e la conformazione degli argini: quelli più stretti espongono maggiormente i nidi. Nel 2025 le coppie erano state 7.730, con 3.599 giovani prossimi all’involo e un successo del 47%. Il minimo del decennio risale al 2019, quando, con 23.327 coppie e 1.666 giovani, il successo si fermò al 7%.

    Le prime attività sono state osservate dal 19 marzo sull’argine nuovo del Bellarosa Maggiore, realizzato con il progetto Life Mc Salt. A metà aprile è iniziato l’insediamento alla base dei tralicci e, pochi giorni dopo, sull’argine di Quartu. La deposizione è proseguita fino alla prima settimana di maggio, le schiuse sono iniziate intorno al 20 aprile e si sono completate verso l’8 giugno. Dalla seconda settimana di agosto i primi giovani hanno preso il volo.

    Schiuse così diluite nel tempo sono legate ai livelli idrici: le abbondanti piogge hanno mantenuto alto il livello dello stagno, riducendo gli argini disponibili. La movimentazione delle acque operata dal Parco ha permesso agli argini di emergere gradualmente e alla colonia di insediarsi. «Gli argini dello stagno del Bellarosa Maggiore sono siti di nidificazione esclusivi per i fenicotteri di Molentargius», afferma Luisanna Massa, responsabile del settore Ambiente del Parco. «Il loro mantenimento è indispensabile per la conservazione dell’habitat lagunare e delle specie che ospita».

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